Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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21. Basta uno sguardo

Odio fare le valigie. Mi danno un sacco fastidio. Stanno la, sul letto che ti fissano vuote, pronte ad essere riempite. Ti tartassano con le loro vocine stridule "Mi riempi? Mi riempi? Hai dimenticato lo spazzolino! Prendi questo, prendi quello!" E ti ritrovi a fare e rifare la valigia mille volte e anche di più. E adesso sono qui, nella mia stanza a contemplare la valigia tutta nera.

Inizio a mettere dei vestiti da parte per il viaggio. Decido di portare dei costumi da bagno, dei vestiti caldi e freschi, delle magliette, una giacca, le scarpe, lo zainetto e il libro mio e di Harry, prendo delle penne, delle sciarpe, dei trucchi e degli orecchini. Voglio viaggiare leggera dopotutto.

E mentre contemplo la mia opera completa spero tanto di non aver dimenticato nulla.

Prendo lo zaino e me lo metto sulle spalle, infilo il telefono nella tasca e prendo la valigia mentre mi dirigo tutta eccitata verso le scale.

Poco prima ho avvisato Luke che sarei partita con mia madre e un'amico gay per un campeggio e lui non ha fatto obiezioni. Ne domande. Luke non è molto geloso, e lo apprezzo. Molto, soprattutto in questo momento, in questa situazione.

Scendo le scale a balzi, cosa del tutto rischiosa perché penso di non essere molto agile, ma per fortuna non cado ne muoio.

Arrivo in salotto e mamma sta preparando le ultime cose, io mi siedo sul divano e prendo in mano il depliant del campeggio. Il posto è molto carino, dormiremo nelle tende e io ne ho una tutta per me, che ovviamente condividerò con Harry. C'è la piscina, un accesso al mare, e un parco con gli animali. So bene che questo campeggio finirà presto, senza che io me ne accorga. E con esso finiremo anche noi. Io ed Harry, tutte le cose che abbiamo passato insieme non saranno più come prima... Sarà difficile verderci solo con Skype.

Mentre sprofondo nei miei pensieri più malinconici entra Harry dalla porta con la mamma. La porta si richiude cigolando e lo spiraglio di luce che si era formato si attenua sempre di più fino a scomparire. La mamma di Harry saluta la mia e si mettono a caricare le cose in auto, Harry si siede accanto a me sul divano e mi bacia dolcemente la guancia. Non posso credere che non sentirò più il suo odore.

Mi manda in confusione. Come con la matematica. Più o meno la stessa cosa di cercare di risolvere un'equazione senza aver studiato.

"Hey principessa tutto okay?"

"Certo" sussurro 'bene con se avessi appena ricevuto un calcio sulla faccia, non so se te ne sei accorto' penso.

"Ah ecco. Sappi che ho grandi progetti per noi in questi giorni. Non ti lascerò stare nemmeno per un momento, capito? Sarò il tuo peggior incubo."

"Beh in questo caso non mi vorrei mai svegliare. Non mi voglio svegliare dall'incubo se ci sarai tu. E non sarai tu a interromperlo. Tu lascerai che io dorma. Non devi andartene dai miei sogni, o incubi che siano. Promettimelo."

Harry non risponde e il suo sorriso si spegne.

"Prometti?" Lo incalzo

"Prometto" dice, ma non è convinto.

Gli do un bacio per cercare di svegliarlo e sembra come se avesse staccato la spina. Torna a sorridere ma non è lui. La bocca è tesa e allegra, ma gli occhi no. Gli occhi piangono. Anche senza lacrime.

"Ragazzi venite! Stiamo partendo"

Ci alziamo in piedi mano nella mano verso la macchina e ci infiliamo dentro silenziosi. Harry prende il telefono con le cuffiette e me ne porge una mentre l'altra se la infila nell'orecchio. Parte la musica ma è solo un mormorio sommesso e cullata dal dolce dondolio della macchina appoggio la testa sulla spalla muscolosa di Harry, e molto velocemente mi addormento.

Non mi voglio svegliare.

Harry me lo ha promesso, non mi desterà dal sonno. E sarà il mio incubo preferito.

...

Una mano preme costantemente sulla mia spalla e sempre più forti sento delle voci confuse.

"Rose?" Voci dolci, come quando mi svegliano per andare a scuola

"Ancora cinque minuti mamma." Dico brontolando

Sento ridacchiare "Sono Harry, amore. Siamo arrivati."

Inizio a riaprire gli occhi e mi stento intorpidita. Mi stiracchio come un gatto e bacio Harry sulla guancia.

"Quanto ho dormito?"

"Tutto il viaggio praticamente." Fa una pausa e mi squadra attentamente "Quando dormi sei bellissima, ma russi. Se mai ti sposassi non vorrei mai dormire nel letto con te. Preferisco il divano, e anche un'amaca." conclude.

Gli do una sberla sul braccio e poi gli prendo la mano "Andiamo alla tenda? Poi decidiamo cosa fare"

"Certo" mi sorride e iniziamo a camminare.

Sopra di noi un cielo di foglie. Gli alberi ci sovrastano imponenti e le grosse foglie gialle cadono leggere fino a terra per poi posarsi sull'asfalto inermi. In giro c'è tanta gente felice. Dei bambini che si rincorrono o che giocano con la palla. Una coppia di vecchietti seduti sulla panchina che lancia da mangiare ai piccioni grigi. Due ragazzi come noi che si baciano, la schiena del ragazzo appoggiata a un imponente tronco di albero.

Passiamo davanti alla piscina dove schiamazzano dei bambini allegri, poi sorpassiamo un bar e delle cassette molto piccole colorate di diversi colori pastello.

L'atmosfera è così magica che mi sembra di essere in paradiso.

Un malinconico, triste, paradiso. Che ti illude e poi ti porterà tutto via.

E ancora una volta sarò triste, ma indosserò quella maschera che tutti si aspettano di vedere. Basta un sorriso, perché non tutti hanno quella capacità di capire come stai dagli occhi.

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