Il ragazzo di fuoco

E che possa la buona sorte, Essere sempre a vostro favore. Il giorno della mietitura per Peeta. Il suo dolore. La storia del ragazzo del pane. Vi farò conoscere gli Hunger Games in modo totalmente diverso. La storia di Peeta Mellark. Il ragazzo di fuoco. ||per la storia sono utilizzati alcuni personaggi e i luoghi di Hunger Games||

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2. La buona sorte

La buona sorte

Il cielo è nuovoloso. Come se fosse imbottito di ovatta. Come una cupola incombente.

Una folata di vento mi scompiglia i capelli e li aggiusto alla meno peggio mentre raggiungo i miei genitori con i miei fratelli.

Passiamo davanti ad un albero. L'albero dove la ragazza cadde sotto la pioggia. La Everdeen. Andiamo a scuola insieme. Quella ragazza... Lei che mi ha rapito da subito il cuore.

So di provare qualcosa per lei.

Come so che nel Distretto non ci sarà spazio per un certo tipo di sentimento. Come l'amore.

Siamo arrivati in piazza, dove è raggruppata un mucchio di gente che conosco. Al centro c'è un palco, dove, come al solito, saliranno i due tributi.

Ho la pelle d'oca.

Ma ecco che inizia la cerimonia con la voce squillante di Effie. Che annuncia a gran voce l'inizio della cerimonia.

Mi preparo al nome del tributo maschile e...

Avverto una leggera spinta di una mano dietro di me, e per un attimo guardo gli occhi di mia madre e li divoro in un dolore grandissimo. I suoi occhi dolci mi cercano, pieni di tristezza. Il dolore di una madre. Un momento che mi sembra eterno.

Inizio a camminare.

"Peeta Mellark, Peeta!". Ripete Effie. Raggiante.

"Peeta Mellark" mi ripeto nella mente "Io sono un tributo".

Sprofondo in uno stato di angoscia lancinante, che mi perfora, non ho la minima possibilità di vincere, ne sono sicuro. Ma almeno ci proverò. Per non dare questa soddisfazione a Capitol City.

Loro devono sapere che non sono una loro pedina.

In questo stato confusionale nemmeno mi accorgo che la voce squillante di Effie annuncia il nuovo tributo.

"Primrose Everdeen", la sorella di Katniss.

Cerco il suo volto fra la folla, ma la sua voce mi fa da guida e la scorgo in preda al panico.

Un insieme di emozioni le si scorgono in faccia quando urla:

"MI OFFRO VOLONTARIA COME TRIBUTO"

E come se il mio nome, fosse stato estratto due volte.

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