The true story of Emily Jones

Non Si parlava d'altro, i giornali, riviste, telegiornali, perfino la gente non smetteva di parlare di emily jones. Chi è Emily Jones? Semplice,una ragazza di 17 anni. No,non è la ragazza "cool" della scuola, Non è nemmeno la piú "popolare". Allora come mai tutti parlano solo di lei? «Emily Jones,17 anni,Nata il 1943 data di morte 1960. Causa del decesso, Accoltellamento al torace Ed estrazione del cuore. Scena del crimine, Lago di skaneateles, È confermata la presenza Di acqua nei polmoni. Colpevole: Harry Styles.» Questo è ció che è stato scritto dalla Questura e il detective taylor. Tutte le prove portano a lui. Tranne una. Una prova essenziale,ma mancante, Per danneggiamento prove. Ma siamo sicuri che le prove siano state Danneggiate involontariatamente? Harry è davvero il serial killer Che sta terrorizzando tutta New York?

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5. capitolo quarto

< "no non farlo!"urlo dolorante ancora per i tagli subiti.

"sei stata una stupida! hai parlato alla polizia"ringhia tenendo ben saldo il coltello fra le mani.

"scusa,non..non diró piú niente ma ti supplico non uccidermi"imploro per l'ennesima volta.

le lacrime scendono velocemente,il mio battito è sempre piú forte si potrebbe dire che riesco a sentirlo battere nonostante io senta ancora qualche rumore,probabilmete,questi saranno i miei ultimi pensieri,parole,gesta..

vengo interrotta dai miei orribili pensieri da harry,o meglio da quel mostro, si gira verso di me e piano inizia a sedersi accanto al mio letto dove sono legata.

"preferisci essere uccisa con un coltello o una corda?"ridacchia.

"c-cosa?!"balbetto

"okay-tira un sospiro alzandosi-scelgo io"

resta per qualche secondo a fissare i due spaventosi oggetti che ha fra le mani per poi buttare dietro di se la corda.

tiene con forza il coltello,lo tiene cosí forte che le nocche sono diventate bianche.

si avvicina a passo svelto a me,la sua figura regna dinanzi la mia.

un ghigno malefico compare sul suo volto appena mi vede tremare.

"tranquilla non farà tanto male se non ci pensi,basta solo che non ti impressioni vedere il tuo cuore sulle mie mani."ghigna

si avvicina pericolosamente alzando il coltello e abbassarlo velocemente sul mio petto.>

"nooo!!!"urlo alzandomi tutta sudata dal letto

"oh cazzo"impreco.

prendo velocemente la sveglia e noto che sono le 11 mando un messaggio a mia madre dicendo di inviarmi la giustificazione del ritardo da londra.

non so quando i miei torneranno quí,a new york,ma spero il piú tardi possibile.

sono sempre stati assenti,nella mia vita non hanno fatto altro che danni e mettermi in imbarazzo.

Per mia fortuna sia Jennifer (mia madre),Michael (mio padre) e Tom (mio fratello) sono andati via e magari non li verdó mai piú.

Ma infondo meglio,preferisco stare sola.

saltello per la casa cercando di mettermi i

jeans neri e infilarmi il più velocemente possibile la maglietta per paura che possa comparire da un momento all'altro harry.

sento un rumore provenire dallo studio,inizio già a tremare per paura che questa mattina sia l'ultima volta che io veda la luce del sole.

Mi avvicino allo studio ma per mia fortuna non c'è nessuno,è solo il fax con la giustifica che mi ha inviato mio padre,come al solito,io per mia madre non sono più sua figlia.

prendo velocemente lo zaino e cerco le chiavi per chiudere la porta.

"aspetta"dice una voce.

oh è arrivato il mio momento.

"harry! che vuoi?ora mi devi uccidere?"sbuffo

sul suo viso appare disgustato alle mie parole e inizia ad avvicinarsi a me pericolosamente.

"oh no, mi dispiace per te ma io non uccido nessuno-fa un respiro profondo-non l'ascolto più,lui è cattivo.

mi ha usato, tutto questo tempo lui mi ha usato e ingannato,forse un giorno ti diró tutto ma ora,ora Jeanette non andare a scuola,lui ti sta aspettando, ti rapirà e ti ucciderà,non puoi permettere questo.

vieni con me,Jeanette,non ti voglio fare del male. ma ti supplico, non uscire di quí,scommetto che è già fuori dalla porta per prenderti,scommetto che avrà già chiamato la polizia dicendo che sono quí e che ti sto per uccidere o merdate varie,ma Jeanette. No,io gli ho detto no.

gli ho detto basta,ho detto che tutto questo tempo ha sparato solo cazzate,che io in realtà sto benissimo,che non sono pazzo,almeno credo,anche se lo sono uccidere non mi aiuterà,grazie a te Jeanette.

grazie a te che mi hai aiutato a capire-sbuffa-per tutto questo tempo,per tutti questi anni-ghigna con una smorfia-mi ha solo ingannato,mi usava solo come copertura,per non farsi scoprire,e io come uno sciocco-sospira-come uno sciocco ci ho creduto."

"tutto qui ?hai finito di mentire,ora puoi uccidermi pure,non c'è bisogno che trovi scusanti."dico fredda

"Non capisci Jeanette! Ti sto dicendo che io sono innocente,non le ho uccise io tutte quelle ragazze!"

"cosa?! scusa “tutte quellè?!” quante sono?!"dico disperata.

"non lo so,ho perso il conto,10? 15?"sbuffa

"oh dio,tu-tu le hai uccise tutte!"dico terrorizzata.

"mi ascolti quando parlo?-fa un sospiro-io non le ho uccise mi hanno ingannato!"dice disperato.

"continua a sperare"dico aprendo la porta.

"Jeanette,se riesci a sopravvivere mi trovi qui"dice allargando le mani indicando casa mia.

okay,ora casa mia è anche quella di un killer.

cammino tranquillamente per la solita noiosa strada per andare a scuola,la odio.

mi giro per controllare se lui mi sta seguendo e infatti è come pensavo.

"basta harry styles!"urlo

ma lui non si ferma,indossa dei guanti neri un cappotto un cappello che li copre il viso fino al naso e indossa dei mocassini.

strano,prima non aveva i mocassini.

cammino piú velocemente ma sento una mano possente prendermi il polso.

"che sai di harry styles?"domanda

"a parte il fatto che ormai casa mia è anche la sua,niente" non ho voluto aggiungere dettagli è abbastanza incasinato non voglio aggiungere altro.

questo non è harry.

"brutto bastardo-impreca-prima ucciderò te e poi penserò a lui"ringhia

oh fantastico,chiama harry che ti aiuta.

no,okay.non è un buon momento per scherzare.

tiro un forte calcio all'inguine di questo fottuto assassino e inizio a correre verso la scuola,e per mia fortuna,ci arrivo ‘in tempo’.

"giorno" dico entrando in classe lasciando la giustifica sulla cattedra.

"hey"dico a Liam

ma non mi risponde,non mi guarda nemmeno.

che ha?

"oh ehm,hey(?)"dice distratto cercando di non incrociare il mio sguardo.

"ma che ti prende?"domando

"non posso parlare con te"sussurra.

"e perché mai?"domando quasi divertita

"beh,ora sei ‘amica di harry styles’"dice facendo le virgolette con le dita.

sgrano gli occhi a quella frase,come fa a saperlo?

no che sto dicendo,come fa a sapere che conosco Harry,io non sono sua amica,lo sono?no,no di certo.

io non sono un'amica,io sono una vittima.

Una fottuta vittima di un pazzo che ha Fottutamente ragione,cioé, é un fottuto innocente che vuole perseguitare una fottuta ragazza (ossessionata con la ‘fottutagine’).

"che vuoi dire con ‘amica’?"domando

"voglio dire che vi conoscete che lui ha preso una certa simpatia per te e che ora ti vuole uccidere,tutto ovviamente dopo essere entrato a casa tua una cinquantina di volte"dice.

"c-come f-fai a sapere che è entrato a casa mia e che...cioè...tutto il resto"

"hey che ti aspetti dal figlio del detective taylor?"dice sorridendo

"quindi tu sai tutto?"

"si"risponde

"e immagino non mi parlerai per il resto di tutta la mia vita,finchè durerà."dico

"ovvio che no,io sono tuo amico.ma non facciamoci vedere in giro che siamo insieme,sai mi prenderanno per ‘l'amico dell'amica di Harry Styles,ovvero,il serial killer più pericoloso di tutta New York’"dice

oh

Bene,quindi oltre a essere minacciata di morte ho anche i miei finti amici non presenti.

sola,sono sola con un Serial Killer.

niente di più bello.

tutto questo tempo sono stata sola.

finalmente suona la campanella e mancano ancora 3 ore di Letteratura.

mi avvicino al mio solito gruppo di amici.

Ashley e Kimberly stanno parlando di steve il nuovo arrivato,mentre Niall Zayn e Jeames parlano delle solite cazzate.

"hey"dico avvicinandomi a loro.

"ciao"dice Ashley con una smorfia andandosene via con Kimberly.

"ma che hanno?"dico a Niall

"oh,ehm, ci sentiamo per telefono Jeanette"dice arrossendo andando via.

"cosa?!"esclamo.

"ha ragione,ciao"dice andandosene via zayn.

"c-cos"

"hey,nessuno vuole essere amico di un'amica di un assassino,mi dispiace Jeanette ma,sai, è Harry Styles il killer."dice sfacciato Jeames andando in classe.

[...]

Stranamente questa lezione di letteratura fa schifo.

accendo il cellulare tanto per passare il tempo,e vedo 1 messaggio sconosciuto.

«hey,oh,beh ciao.sono harry. fuori da scuola vedrai un'auto nera bassa,beh saró io.

entraci e basta.

quell'uomo non stava scherzando ucciderà te e me,quindi,se vuoi vivere ti conviene entrare e venire con me.

non tu voglio costringere ma non permetteró a un demone di toccare un angelo,il mio angelo.

se vuoi puoi già uscire,non vedrai New York per un po di tempo Jeanette.»

okay,mi si blocca il respiro.

angelo? il suo angelo?aiutatemi.

non so che fare dovrei scappare con harry?

per dove poi?

non lo conosco nemmeno, ma penso che lui abbia ragione,harry è innocente ma deve spiegarmi alcune cose e rispondere alle mie domande.

"addio"mi sussurra.

"Liam devi smetterla di legggere i miei messaggi"lo rimprovero

"mio padre non ti lascerà scappare con un assassino"dice

"E se io lo volessi?"lo provoco

"mio padre non fa scappere nessuna pr..."ma si blocca,cosa voleva dire?

esco dall'aula nonostante la campanella non sia ancora suonata.

ovviamente il prof mi prenderà il diario farà le solite cazzate che fanno i prof,mentre io mi dirigo all'uscita.

all'uscita c'è solo un auto con i vetri oscurati,non spreco tempo e salgo.

{spazio autrice}

hey bellezze.

spero che il capitolo vi piaccia,votate e commentate!

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