And your eyes.. Irresistible.

Cinque ragazzi normali, due ragazze normali, nuove grandi amicizie e perché no, anche nuove storie d'amore. Viaggiate insieme a Alex nel tunnel dell'amore/orrore!

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8. Capitolo otto.

***

Balzai fuori dal letto, stavo piangendo ed ero fradicia. Harry vedendomi in quello stato si mise sull'attenti ma non notando nulla di pericoloso si sedette portandosi una mano al petto.

"Mi hai fatto prendere un colpo cazzo!" Rise.

"Har.. Harry!" Lo abbracciai scoppiando in un forte pianto. Mi strinse al suo petto rassicurandomi.

"L'ho sognato.. Era in questa casa, eravamo solo io e lui. Era armato, aveva un coltello.. Sporco di sangue!" Feci fatica a parlare.

"Tranquilla era solo un brutto sogno, adesso torna a letto." Si alzò e si tolse i pantaloni del pigiama, rimase in boxer. Arrossii non togliendogli gli occhi di dosso, poi guardai fuori dalla finestra per distrarmi.

"Ma dove vai?" Chiesi perplessa.

"Devo accompagnare Zayn da Jack, ricordi?"

"M-ma io ho paura a stare sola.. Harry non lasciarmi qua" abbassai lo sguardo.

"Che fifonaa! Dai va bene, verrai con noi!" Rise, gli tirai un cuscino per farlo smettere.

***

"Che ci fa lei qua?" Chiese Zayn irritato.

"Non vuole stare a casa e ho deciso di portarla con noi.." Era il migliore nel tenere i segreti, potevi raccontargli di tutto, non avrebbe detto nulla a nessuno.

"Come vuoi.."

Salimmo in macchina, loro due davanti e io dietro. Chissà chi era Jack, magari era un loro amico, ma perché tutta quella fretta per andare da lui?!

Harry parcheggiò in centro, davanti a un piccolo negozio, di cui non sapevo nemmeno l'esistenza. Entrammo e i ragazzi salutarono Jack. Era un omone alto e grosso, due braccia muscolose grandi quanto le mie cosce, era ricoperto di tatuaggi. I ragazzi tatuati avevano un non so che di affascinante, li avevo sempre trovati molto sexy. Eravamo finiti in un negozio di tatuaggi. Pareva molto simpatico il tipo, anche se a primo impatto poteva far paura, si rivelò un ragazzo tenero e amichevole. Inizialmente mi squadrò dalla testa ai piedi per poi rivolgermi parola;

"Tu devi essere la famosa Alex, Harry mi ha parlato molto di te sai? Mi ha anche detto che uno dei tuoi sogni è farti un tatuaggio, se vuoi sono a tua completa disposizione" sorrise.

Guardai Harry arrossendo, come per chiedere conferma.

"Mi piacerebbe tanto, ma non ho ancora pensato cosa fare.." Sorrisi anche io.

"Quando lo troverai non esitare a venire da me!" Mi fece l'occhiolino "passiamo a te Zayn, sei pronto?" Zayn annui felice.

Ecco cosa ci facevamo li, Zayn doveva farsi un tatuaggio. Mi ricordai di quel pomeriggio al mare quando si tolse la maglia, effettivamente era pieno di tatuaggi sulle spalle e sulle braccia, mi avvicinai curiosa e notai una scritta in lingua straniera, sembrava fosse arabo ma aspettai la spiegazione, onde evitare figure di merda.

"Ti piace?" Mi chiese Zayn.

Entrai in panico "carino.." Fu l'unica cosa che riuscii a dire.

"Ma sai almeno cos'è?" Chiese senza avere nessuna risposta, che imbarazzo.

"A quanto pare no, è una scritta in arabo, è il nome di mio nonno. Sembra una minchiata ma per me ha un significato speciale" gli sorrisi commossa.

Si tolse la maglietta e si sedette sulla poltrona. Notai i muscoli contrarsi quando iniziò a incidere e cercai di distogliere lo sguardo.

***

Ci vollero due orette buone, tornammo giusto in tempo per mezzogiorno.

"Tu che fai? Vieni a mangiare da noi o ti riporto a casa?" Chiese Harry.

"Portami a casa, vi ho già disturbato abbastanza" dissi scherzosamente.

"Sai che non disturbi mai, comunque va bene!" Sorrise.

Arrivata a casa trovai una lettera attaccata alla porta d'ingresso. Sperai che non fosse stata scritta da Lucas, quando la aprii tirai un sospiro di sollievo.

"Cara Alexandra,

Io e tuo padre siamo in partenza per l'America, dopo anni e anni di lavoro abbiamo voluto prendere una pausa. Abbi cura di te figlia mia, sappiamo benissimo che sei grande e matura per cavartela senza di noi, come purtroppo hai sempre fatto e io ti prometto che ci rifaremo di tutto il tempo in cui siamo stati lontani da te, per quanto riguarda il lavoro sappiamo quanto ci tieni alla musica, d'altronde sei pur sempre figlia di due musicisti; per questo abbiamo chiamato il capo di una casa discografica molto importante, saprai sicuramente cosa fare, ti raggiungerà domani pomeriggio a casa. So che ciò non colmerà il vuoto che abbiamo lasciato, ma almeno sappiamo di strapparti un sorriso, ti vogliamo bene, a presto.

Mamma e papà."

Feci i salti di gioia, non potevo crederci. Finalmente avrei smesso di cantare solo sotto la doccia, ma avrei avuto qualche possibilità per sfondare nel mondo della musica. C'era solo un piccolo problema, la timidezza. Avevo vergogna a cantare persino davanti a Mia, come avrei potuto cantare davanti a un uomo a me sconosciuto o addirittura davanti a un vero e proprio pubblico?! Entrai in panico. Decisi di non pensarci e mi preparai una pasta al volo. Dopo mangiato chiamai Harry per informarlo della grande notizia. Mesi fa avrei chiamato Mia, ma da quando aveva conosciuto Zayn, io non esistevo più, e di sicuro non sarei stata io la prima a cercarla. Un altro mio grande difetto era l'orgoglio, quando si trattava di litigare ero una campionessa. Finché l'altro non mi chiedeva scusa, nonostante fossi io in torto, non lo perdonavo e gli tenevo il muso, era una cosa più forte di me.

"Pronto Alex?"

"HARRY! HO UNA NOTIZIA STRAMEGAMERAVISTUPENDISSIMA!"

"Da quanto che non sentivo quella parola" rise "avanti dimmi".

"Vieni da me che ti racconto con calma"

"Come ai vecchi tempi?"

"Come ai vecchi tempi!" Sorrisi e attaccai.

Quando andavamo ancora a scuola Harry veniva sempre da me, o per lo meno quando non stavo con Mia. Ormai faceva parte della famiglia, le poche volte che i miei erano a casa lo accoglievano sempre bene, facendolo sentire sempre a proprio agio. Stavamo sdraiati sul mio letto a parlare di tutto e di più, erano davvero bei tempi.

Dlin-dlon

"AVAAANTI!" Gridai ancora euforica dalla cucina.

"Ciao bellissima!" Mi abbracciò Harry.

Lo feci accomodare sul divano, presi il barattolo di gelato, due cucchiai e mi misi di fianco a lui. Gli feci leggere la lettera.

"Oddio Alex, non ci posso credere! Sono contentissimo per te! Mi ricordo a scuola quando sognavi di diventare qualcuno e adesso ne hai la possibilità, fammi sentire qualcosa daaai" mi fece gli occhi da cucciolo.

"È quello il problema.. Sai quanto io sia timida.. Mi vergogno a cantare davanti a te.."

"E domani come pensi di fare? E in un futuro? Adesso ti metti davanti a me, mi guardi negli occhi e inizia a cantare, qualsiasi cosa!"

"M-ma Harry non riesco.."

"Se ti accompagno con il piano?" Disse indicandomi il piano pieno di polvere che non usavo da una vita. Finalmente mi decisi e annuii.

Iniziò a suonare una bellissima melodia, quando riconobbi la canzone mi lasciai trasportare dalla musica iniziando a canticchiare per finire urlando, sorprendendo me è Harry.

Finita la canzone si alzò e mi abbracciò.

"Hai una voce incredibile, perché per tutto questo tempo non me l'hai fatta sentire? Mi hai fatto commuovere.."

In effetti notai i suoi occhi, erano lucidi, non lo avevo mai visto piangere, ne tanto meno commuoversi, ciò mi fece capire che era sincero, non lo diceva solo perché era mio amico. Mi fece prendere sicurezza, come ero riuscita a cantare davanti a lui l'avrei potuto fare anche davanti al tizio.

Dlin-dlon

Chi poteva essere? Corsi ad aprire, era Mia, si stava distruggendo le unghie, ciò voleva dire che era arrabbiata e quando vide Harry sbucare dal soggiorno sputò "Alexandra, io è te dobbiamo parlare!" Non mi chiamava mai per intero, se lo faceva era solo quando eravamo in lite, non si prospettava nulla di buono.

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