I Will Stay


8Likes
32Comments
377Views
AA

1. 1. la mia nuova casa

“No! non ci vado lì!” protestai per l’ennesima e inutile volta mentre mio padre chiudeva la mia portiera e metteva i miei bagagli in auto

“ti avevo avvertita, ma tu hai continuato a fare di testa tua e queste sono le conseguenze. Dovevi smettere di rubare la prima volta che te l’ho detto.”

“non sai il motivo per cui lo facevo. Tu non sai nulla di me.”risposi

“bada a come parli signorina,e comunque è già tutto deciso,tu ci andrai.”

Decisi di non ribattere, appoggiai le mie ginocchia contro il mento e guardai fuori dal finestrino mentre mi allontanavo dalla piccola città a cui avevo donato 16 anni della mia vita. Pioveva, sia fuori che dentro di me.

Osservai mio padre allontanarsi senza nemmeno salutarmi, rivolsi uno sguardo al grande cancello che mi “accolse”: Istituto Willbur per ragazzi difficili.

“benvenuta a casa..”borbottai prima di varcare quella soglia.

“tu devi essere Allison Smith”disse la donna che mi fissava dalla possente scrivania di legno scuro

“Allie basta”replicai cercando di sorridere

“allora Allison”-sbuffai-“tu sai perchè ti trovi qui, giusto?”

“in realtà no.”dissi fredda

“allora te lo dirò io, senza peli sulla lingua. Tu sei qui perchè sei una sporca ladruncola, una teppista, un brufolo sul viso della società! Hai ridotto il tuo povero padre all’esaurimento e lui ti ha portata qui ragazzina, ecco perchè!”urlò

“grazie per il chiarimento.”

“ora vieni. Ti mostrerò la tua stanza.”

Raccolsi la mia roba e la seguii. Il corridoio era gremito di ragazze e ragazzi, molti della mia età, altri un pò più grandi e tutti, nessuno escluso, mi fissavano mentre camminavo insieme alla preside.

Cercai di non calcolarli, di non fissarli a mia volta, poi però vidi LUI. Mi guardava ma in modo diverso dagli altri, più...intensamente.

Aveva i capelli neri come la pece alzati in un ciuffo che facevano risaltare la sua liscissima pelle ambrata con qualche piccolo accenno di barba, mi ricordava una giornata estiva, per un secondo mi persi nei suoi occhi da cervo color nocciola talmente profondi da farmi dimenticare per pochi secondi dove mi trovassi. Non credevo di aver mai visto nulla di così meraviglioso in tutta la mia vita.

“questa è la tua stanza Allison”disse la donna

La ringraziai con un cenno del capo ed entrai. La prima cosa che vidi fu una ragazza, era seduta su uno dei due letti e leggeva un libro.

“io sono Allison”

Appena si accorse di me si alzò e sorridendo mi abbracciò

“ciaooo! Io sono Nancy! Ma puoi chiamarmi Nessie! Non vedevo l’ora che arrivassi sai? Non mi piace dormire da sola :)”

Era simpatica, e di certo era una persona solare.

Le sorrisi e iniziai a mettere via le me cose, poi visto che era vietata ogni apparecchiatura elettronica mi stesi sul letto e chiusi gli occhi, addormentandomi.

Quegli occhi...quello sguardo...non mi davano tregua, erano incastonati nella mia mente, un pensiero fisso. Mi infondevano un senso di sicurezza che avevo provato raramente, mi faceva sentire a casa, come se non avessi mai lasciato la mia città, di cui avevo stranamente un’enorme nostalgia.

“tu perchè sei qui?”mi chiese Nancy interrompendo i miei pensieri

“ho rubato”

“cosa hai rubato?”

“dei fiori..per mia madre e un pupazzetto per mio fratello...”

“gli sono piaciuti almeno?”

“sono...sono morti...”

“ah. Mi dispiace..”

“fa nulla”dissi accennandogli un sorriso

Mi faceva male ricordare, mia madre e il mio fratellino erano tutto per me, l’unico motivo per cui non scappavo di casa. Erano il motivo per cui ero felice e per cui vivevo.

Quando mio padre mi disse che erano morti mi crollò il mondo addosso, non uscivo più di casa e rimanevo sempre chiusa in camera a piangere. Poi mi imposi di portargli ogni settimana a lei delle rose, il suo fiore preferito e a lui un bambolotto, ma non avendo i soldi necessari iniziai a rubare. Ed ora ero finita in questo posto che avrei potuto definire il mio inferno privato.

“tu perchè sei qui?”chiesi a mia volta a Nancy

“graffiti e resistenza a pubblico ufficiale.”

“capito. Nancy, posso chiederti una cosa?”

“certo!”esclamò sfoggiando un sorriso a 32 denti

“ho visto un ragazzo prima...in corridoio..”

“ee..?”

“vorrei sapere chi è...”

“descrivimelo, qui conosco quasi tutti! :)”

“ok, ha i capelli neri, la pelle ramata e degli occhi a dir poco meravigliosi...lo conosci?”

Il suo sorriso si spense e divenne improvvisamente seria

“si, lo conosco, ma devi promettermi che gli starai lontana. È pericoloso.”

“dimmi il suo nome Nessie..ti prego!”

“ok. Si chiama Zayn, Zayn Malik.”

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...