Non puoi scappare dal passato

Questo è il continuo della storia di Lilith L.W., mia cara amica, che non può più connettersi su movellas e che mi ha chiesto di proseguire la sua opera. Ricaricherò anche i primi capitoli scritti da lei qui sopra ma lascio il link alla movellas originale per chi volesse essere suo fan comunque e chi volesse leggere la prefazione che lei stessa ha scritto per la sua opera.

http://www.movellas.com/story/201311161309169087-non-puoi-scappare-dal-passato


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2. L'inizio di tutto

Nei riassunti si perde sempre "la parte importante", quella piccola ed insignificante scintilla che dà vita al fuoco, proprio per questo ho deciso di riassumere solo gli inizi della mia vita, le parti in cui non è successo nulla di eclatante, per il resto tenterò di essere il più dettagliata possibile.

Mi chiamo Marie Louise Linoire e sono nata a Parigi, la città dell'amore secondo molti ma per me non era altro che la città dei finti amanti. Infondo chi sa dire quanti cuori sono stati infranti a Parigi? Due di questi sono stati sicuramente quelli dei miei genitori, loro hanno deciso di troncare ogni tipo di rapporto durante i miei 7 anni e da quel momento non si sono mai più rivolti la parola. Questa separazione per me sarebbe stata impossibile da accettare se non avessi avuto al mio fianco Seline, la mia migliore amica e l'unica che nonostante i litigi ed i miei svariati difetti riesce a sopportarmi.

Infatti di me la prima cosa che bisogna dire è che ho sempre avuto un carattere difficile caratterizzato da un atteggiamento ribelle ed un'acidità unica. Nonostante questo però ero una persona sopportabile. Avevo gli occhi marroni, i capelli castani ed un fisico "normale", fianchi larghi e un seno che raggiungeva scarsamente la terza. Per quanto riguarda l'altezza l'altezza ero quasi inesistente, raggiungevo a malapena 1,60 metri. Il mio fisico poi non era di certo quello di una modella, portavo la taglia 46 (44 nei mesi in cui decidevo di mettermi a dieta e di seguirla). 

L'unica cosa che mi rendeva insopportabile al sesso maschile era il mio orgoglio probabilmente, il fatto di voler avere sempre ragione anche quando avevo torto e la tendenza a non farmi sottomettere.

I miei lati negativi peggiorarono quando all'età di 15 anni incontrai Jake, lui era il classico cattivo ragazzo a cui nessuna può resistere, era quattro anni più grande di me ed era una bellezza americana dalla pelle olivastra, i capelli neri lunghi fino al collo e gli occhi scuri, era alto 1.85 metri ed aveva il classico fisico a V caratterizzato da spalle larghe ed un bacino piccolo.

La nostra relazione durò poco ufficialmente ma a suo modo mi restò sempre vicino. Io credevo di essermi innamorata di lui ma ora come ora mi rendo conto che era solo un ossessione passeggera per me, nonostante ciò non mi pento di averlo conosciuto e neanche di esser diventata, grazie ai suoi insegnamenti, più forte e più "cattiva" di prima visto che nel corso della mia vita si rivelò essere utile.

La mia ossessione per Jake passò quando compii diciassette anni, a dicembre, quando mi trasferii a Londra. 

Mi trovavo alla Waterloo Station ad aspettare l'arrivo di Seline che era in viaggio per passare un paio di settimane nella mia nuova casa londinese. Devo ammettere che, di tutte le cose di cui sentivo la mancanza, lei era quella più importante; d'altronde non è facile spezzare un legame come il nostro e quella lontananza, anche se cercavamo entrambe di nasconderlo, era difficile da sopportare.

"Hey sei arrivata? Non  ho fatto tardi! Sono fuori dalla stazione! Due minuti e sono da te!" Dopo dodici anni di amicizia Seline sapeva perfettamente che ero una ritardataria cronica e così aveva iniziato a chiamarmi venti minuti prima che arrivasse. Girai l'angolo della strada e mi ritrovai davanti agli occhi l'uomo più bello che avessi mai visto in vita mia, rimasi per qualche istante ferma a fissarlo e quando i suoi occhi incontrarono i miei sussultai distogliendo subito lo sguardo e continuando a camminare, lui invece sorrise salutandomi e parandomisi davanti.

"Ciao, sono Dylan Kaine. Posso offrirti da bere?" In quel momento avrei abbandonato tutto e sarei andata con lui ovunque volesse ma il suono del mio cellulare mi ricordò che non potevo, Seline mi aspettava e qualcosa mi diceva che da quel ragazzo con gli occhi neri ed i capelli corvini era meglio stare lontano perchè mi avrebbe portato solo problemi.

"Piacere mi chiamo Marie Linoire... Mi piacerebbe ma al momento vado un po' di fretta...Potresti chiedermi il numero però, in quel caso non potrei inventarmi più nessun'altra scusa." Alle mie parole Dylan sorrise mettendosi appena a ridere e mi guardò con uno sguardo talmente affascinante che mi sentii cedere le gambe.

"Ok, allora...Mi daresti il tuo numero, Marie?" Inutile dire che non me lo feci ripetere due volte, mi passò il cellulare ed io segnai il mio numero, dopodichè il mio cellulare suonò di nuovo. Lo tirai fuori dalla tasca e vidi il nome di Seline apparire sul display, in quel momento fui certa che di lì a poco sarei morta per mano della mia migliore amica.

"Devo andare...spero di sentirti presto!" Dissi velocemente per poi correre verso l'ingresso della stazione e ancora più velocemente verso i binari, nella mia mente una cosa era certa: non mi avrebbe mai chiamata.

"A presto ...Marie."

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