Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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9. Capitolo 9

*4 anni dopo*

Destiny: "Mammina, mammina svegliati, è giorno!" Mi svegliò Dess, saltando allegramente sul mio letto.

Io: "Buongiorno, angioletto mio" le dissi assonnata, stampandogli un bacio sulla guancia. Più che un angelo era una peste! Ne combinava di tutti i colori.

Mi allungai al comodino per prendere l'orologio e vedere l'ora. Come immaginavo, erano le sei e mezza del mattino.

Destiny: "Mamma, andiamo a giocare in giardino? Dai, dai!" Ogni giorno mi chiedevo dove trovasse tutta quella energia, non riuscivo a spiegarmelo. Era instancabile.

Io: "Amore, per prima cosa ci laviamo, facciamo colazione e poi giochiamo quanto vuoi." Le risposi sorridendo.

Dess: "Evviva! Dopo giochiamo tanto tanto allora" disse e mi trascinò in bagno per lavarci.

Subito dopo andammo in cucina, preparai la colazione per me, la peste e mia madre, la quale era scesa nel frattempo.

Finimmo di mangiare ed andammo a giocare in giardino, come promesso.

Mentre Destiny andava sul triciclo, decisi di inviare un messaggio ad Andrew.

"Buongiorno straniero! Dopo porto Dess un po' al parchetto di Colle Oppio e veniamo a trovarti a lavoro! A dopo x"

Non feci in tempo a mettere via il telefono, che Destiny mi chiese di mettergli la sua canzone preferita: Live while we're young.

Appena gliela misi, cominciò a ballare come una matta e mi strappò una risata.

Io: "Amore, andiamo dallo zio Andrew?" Le chiesi.

Destiny: "Si, si mamma. Andiamo da zio!" Adorava Andrew, e lui adorava lei. Quando uscivamo, io finivo sempre con il rimanere in disparte, per loro c'erano solo loro due e nessun'altro.

Presi la borsa, le chiavi, salutammo i miei e salimmo in macchina.

Arrivammo a Colle Oppio dopo una mezz'oretta. Lei andò a giocare con gli altri bambini, io invece raggiunsi Andrew, il quale lavorava al bar che era proprio al centro del parco, vicino le altalene.

Io: "Ciao Andrew!" Lo salutai

Andrew: "Alex! L'hai saputa l'ultima?" Chiese, ricambiando il saluto.

Io: "No, cosa?"

Andrew: "A quanto pare, Harry è in città"

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