Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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7. Capitolo 7

Suonò il campanello, mio padre era rientrato dal lavoro. Gli andai ad aprire la porta come se nulla fosse ed aiutai mia madre ad apparecchiare la tavola per la cena.

Passai tutto il pomeriggio a preparare un discorso decente, che non lo facesse irritare più del dovuto ma non avendo trovato nulla di efficace, mi dissi che avrei dovuto improvvisare al momento.

La cena era pronta in tavola. Salii le scale per chiamare mio padre, scendemmo giù e ci sedemmo. Non ero mai stata così nervosa. Anche la bambina era più strana del solito, non faceva altro che muoversi di continuo.

Cominciammo a mangiare. Finimmo il primo, poi il secondo, il contorno ed anche il dessert. Mi dovevo far coraggio, così presi la palla al balzo e cominciai, senza troppe esitazioni.

Io: "Papà, devo dirti una cosa molto importante" dissi, attirando la sua attenzione.

Papà: "Dimmi, tesoro" rispose con molta calma ed in quel momento pensai che non sarebbe durata per molto.

Io: "Sono incinta" finalmente lo dissi. Vidi mio padre, che al pronunciare delle mie parole, quasi di strozzò con l'acqua che stava bevendo. Mia madre invece mi tenne per mano sotto il tavolo per tutto il tempo.

Papà: "Tesoro, dimmi che ho capito male" disse, diventando rosso in viso per la rabbia che cercava di trattenere.

Io: "No, hai capito bene. Sono incinta" in quel momento la bimba diede un calcio e subito dopo sentii uno strano dolore alla pancia, ma pensai fosse il troppo nervosismo che non andava a giovare la piccola.

Papà: "CHI É IL PADRE, LO CONOSCO?" Cominciò ad urlare.

Io: "È Harry" ecco di nuovo il dolore, dovevo cercare di restare più calma possibile.

Papà: "QUEL BASTARDO HA MESSO INCINTA MIA FIGLIA E POI L'HA TRADITA! QUALE SCHIFOSO FAREBBE UNA COSA SIMILE! SE LO BECCO..." Prese un bicchiere di vetro che subito dopo gli si ruppe in mano per la pressione esercitata su esso.

Io: "Papà, non è tutta sua la colpa, certe cose si fanno in due... E poi lui non lo sapeva, non ancora" un altro dolore.

Papà: " E TU CHE ANCORA NE SEI INNAMORATA! EH SI, PERCHÉ SE TU NON FAI DI TESTA TUA NON SEI CONTENTA! MI AVRESTI DOVUTO ASCOLTARE! CON UN TIPO COME LUI NON SARESTI ANDATA DA NESSUNA PARTE! QUELLO STRONZO, BASTARDO!"

Io: "E ORA BASTA, SMETTILA DI URLARE! HAI RAGIONE, LO AMO E LO AMERÒ SEMPRE! LO RIVEDRÒ IN OGNI SINGOLO GESTO DELLA PICCOLA, NELLE SUE ESPRESSIONI... E NON VOGLIO SENTIRE OLTRE, SE NE DEVI PARLAR MALE NON FARLO DAVANTI A ME!"

Mi bloccai all'improvviso e mi accovacciai sulla sedia, il dolore era aumentato, non riuscivo più a sopportarlo.

Mamma: "Oddio amore mio, cos'hai?" Chiese preoccupata, sbrigandosi a venire vicina a me. Anche mio padre sembrava piuttosto preoccupato.

Io: "Mamma... Mi si sono rotte le acque" le dissi, vedendo il liquido a terra.

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