Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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6. Capitolo 6

*Sette mesi dopo*

La sera precedente, essendo tornata tardi dalla serata passa con Andrew, mi dimenticai di chiudere la porta a chiave. Di solito lo facevo perché almeno la notte, per l'esagerato caldo di quel mese di Luglio, volevo indossare canottiere, cosa che in presenza dei miei non potevo fare, non avendo ancora rivelato loro il mio stato.

Quella mattina, mia madre venne a svegliarmi.

Mamma: "Buongiorno, angelo mio" disse, mentre mi accarezzava i capelli.

Io: "... Buongiorno" mi stropicciai gli occhi e senza pensarci, assonnata com'ero, scostai le coperte dal mio corpo. Solo dopo mi resi conto dell'accaduto e cercai di ricoprirmi il ventre, ma ormai fu troppo tardi, mia madre aveva notato che c'era qualcosa che non andava.

Mamma: "Alex... Cos'è quella..." Iniziò a balbettare, avrei voluto che non accadesse in quelle circostanze, ma ormai era fatta.

Io: "Mamma, ti giuro, ci ho provato molte volte a dietelo, ma non ci sono riuscita..." Dissi, tra una lacrima e l'altra.

Sapevo com'era fatta, si sentiva tradita, le ho sempre detto tutto ma non questa volta. Mi sono fatta prendere dalla paura, ma a lei avrei dovuto dirlo, mi avrebbe capita, appoggiata ed aiutata durante questi mesi. Avevo sbagliato tutto.

Io: "Se non vorrai più parlarmi ti capisco, ho sbagliato, ma non l'ho fatto in cattiva fede. Pensavo e ripensavo alla reazione che avrebbe avuto papà ed avevo paura..." Le dissi, vedendo che non spiccicava parola, si limitava solo a fissarmi.

Mamma: "Tesoro, come puoi pensare che non voglia più parlarti. Ma capiscimi, è stato un colpo molto forte per me.- rispose, mentre con il dorso della mano di asciugava le lacrime- Hai solo diciannove anni, ti considero ancora la mia piccolina. Non sono arrabbiata con te, ma con me stessa. Non mi sono accorta di nulla, ma ora che ci penso, era così evidente che c'era qualcosa che non andava. Ma stanne certa che ti aiuterò, sono dalla tua parte e lo sarò sempre" disse e mi abbracciò come non aveva mai fatto prima.

Mamma: "Di quanti mesi è? Le hai fatte tutte le visite di controllo?" Chiese in tono premuroso.

Io: "Questo è il nono mese. La gravidanza era prevista per la settimana scorsa, ma la ginecologa mi ha rassicurata dicendomi che è normale che ritardi un po'. Nell'ultima visita fatta mi ha detto che è una femmina" le risposi sorridente.

Mamma: "Che bello, sarà tutta sua madre!Stasera però dobbiamo dirlo a tuo padre, non puoi aspettare oltre"

Io: "Hai ragione, è arrivato il momento".

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