Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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20. Capitolo 20

Ci addormentammo nel bel mezzo del film e ci risvegliammo l’indomani mattina tra le urla di Destiny.

Corsi immediatamente da lei e la trovai rannicchiata in un angolo del letto tutta sudata, che cercava di scacciare qualcosa con le mani.

Io: “Amore mio, cos’hai?” chiesi preoccupata, sedendomi di fianco a lei cercando di calmarla.

Destiny: “Mamma, mamma, leva tutti questi ragni!” gridò di nuovo, in un pianto. Ma sul letto dei ragni non c’era nemmeno l’ombra.

Le toccai la fronte, era bollente.

Io: “Andrew, corri, portami un termometro!” ed in men che non si dica, me lo portò.

Le misurai la febbre, aveva 41°. La caricammo subito in macchina e la portammo in ospedale.

I medici dissero che era solamente febbre e che sarebbe passata nell’arco di qualche giorno, ma vollero tenerla comunque ricoverata poiché ad una qualsiasi persona una febbre così alta potrebbe comportare gravi danni, figuriamoci ad una bimba così piccola.

La portarono in una stanza del reparto infantile dell’ospedale, stetti vicino a lei fino a quando, finalmente, prese sonno, poi raggiunsi Andrew al bar al piano inferiore.

Andrew: “Alex! Come sta la piccola?” disse, abbracciandomi.

Io: “Ha la febbre ancora molto alta, la terranno in osservazione per qualche giorno credo. È appena riuscita  a prendere sonno”

Andrew: “Vedrai che andrà tutto bene” e mi strinse a se “comunque… per quanto riguarda ieri sera…”

Io: “Per ora facciamo finta che non sia successo nulla, per favore. Ho avvisato Harry di Destiny e sta per arrivare, non voglio che cominciate a litigare, ti prego”

Andrew: “Certo, va bene” disse, quasi deluso.

D’un tratto vidi Harry, che corse verso di me e mi abbracciò.

Harry: “Dov’è Destiny? Come sta?” chiese, molto preoccupato.

Io: “è al piano superiore, l’hanno ricoverata, per sicurezza. Ora però sta dormendo” gli spiegai. Sembrò più rassicurato, poi vide Andrew.

Harry: “Perché lui è qui?” chiese, facendo un cenno con la testa come per indicarlo.

Io: “ Eravamo a casa sua quando è successo”

Harry: “Cioè? Avete dormito da lui?” disse, al quanto irritato.

Andrew: “Si, hanno dormito da me. Ma che problemi hai?” si mise in mezzo, sbottando.

Harry: “Come scusa? Ma che problemi hai tu!” disse, andandogli in contro in tono di sfida.

Andrew: “tu sei il mio problema. Dopo anni di assenza, dopo il tuo comportamento schifoso, torni e pretendi sia Alex sia la piccola. Ti sembra normale? A me per niente.”

Harry: “Tu non sei nessuno per poter giudicare il mio comportamento. E poi, proprio tu parli…”

Io: “Ma la volete piantare? State dando spettacolo a tutto l’ospedale! Non ce la faccio più con voi due, state sempre a litigare come due bambini. Crescete una buona volta! Io me ne vado da mia figlia” li lascio nel bar, in mezzo agli occhi di tutte le altre persone puntati su di loro, e raggiungo Destiny nella sua stanza.

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