Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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14. Capitolo 14

Ero rimasta lì fuori, al freddo ed in ansia per ciò che era successo ad Harry. Mi misi seduta su uno scalino e chiamai Andrew.

Andrew *Ehi straniera, come mai mi chiami a quest'ora?*

Io: *Andrew, ti prego, raggiungimi. Ho bisogno di te* gli dissi, tra le lacrime.

Andrew: *Sto arrivando* mi rispose, senza esitare.

Nel giro di dieci minuti arrivò e si sedette di fianco a me.

Andrew: "Alex, cos'è successo?" Mi chiese, cercando di fermare le mie lacrime con un fazzoletto.

Io: "Va tutto male, Andrew. Tutto." Dissi, continuando a piangere.

Andrew: "Ehi, ehi- mi abbracciò- ora ci sono io con te" disse e mi strinse ancora di più a se.

Tra una lacrima e l'altra gli raccontai di quello che era successo poco prima del suo arrivo.

Io: "Capisci, Andrew? Lo sai che ho sempre amato Harry, ma era un amore platonico. Non mi sarei mai aspettata di finire in una situazione del genere. Ed ora per mio egoismo è finito in ospedale, senza sapere se si riprenderà o no" continuai a versare fiumi di lacrime. Non avevo mai pianto così tanto in vita mia.

Andrew: "Alex, è normale che, in una situazione del genere, tu ti sia comportata da egoista. Dopo tanti anni di fantasie, finalmente avevi davanti il tuo amore platonico. La reazione che hai avuto è stata del tutto normale, chiunque lo avrebbe fatto." Disse, continuando ad abbracciarmi.

Io: "Ma avrei potuto evitare che Manuel ammazzasse di botte Harry"

Andrew: "Alex, ricorda che tutto ciò che succede nel mondo è controllato dal destino. Se fossi riuscita ad evitarlo questa vola, sicuramente sarebbe successo in un secondo momento. Tu non hai colpe, piccola." Lo abbracciai più forte che potevo. Aveva sempre delle parole di conforto nel momento del bisogno. Era speciale, troppo.

Nei giorni seguenti scoprii l'ospedale in cui era in cura Harry. Lo andai a trovare giorno dopo giorno, fin quando, finalmente, non si svegliò dopo due mesi dal coma.

Da quel giorno in poi, siamo stati inseparabili. Lo seguii passo passo nel suo percorso di recupero ed alla fine ci mettemmo insieme.

*Fine flashback*

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