Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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12. Capitolo 12

Arriviamo in un ristorante molto elegante a due passi dal Colosseo. La serata procede tranquilla, senza alcun problema se non fosse per l'insistenza dei flash, occupati a scattare foto ad Harry.

Destiny: "Papi, i miei regali?" Gli chiede una volta fuori dal ristorante.

Harry: "Li ho lasciati in hotel, vi va di venirli a prendere?" Chiede, rivolgendosi più a me che a Dess.

Io: "Non mi sembra una buona idea, poi sta anche per venire a piovere... Glieli dai un'altro giorno" gli rispondo.

Harry: "E cosa succede se piove? Andiamo in macchina, non a piedi."

Destiny: "Dai, mammina! Voglio i regali" dice, mettendo il broncio.

Io: "E va bene, ma solo due minuti"

Saliamo in macchina ed in pochi minuti arriviamo in hotel.

Entriamo nella stanza, la quale sembrava più un mini appartamento, e Destiny corre verso la camera da letto, dove l'aspettavano i suoi regali e con i quali comincia a giocare.

Io: "Te l'avevo detto, fuori sta diluviando! Ora come torniamo a casa?" Dico irritata, guardando fuori dalla finestra.

Harry: "Aspettiamo che spiova e vi riaccompagno io, non preoccuparti" dice, notando il mio evidente nervosismo "vieni a sederti sul divano, tanto non smette di piovere prima se rimani lì a fissare il cielo" dice, invitandomi a sedere vicino a lui.

Io: "Non ne ho voglia, vado a vedere cosa sta facendo Destiny."

Entro in camera, seguita da Harry, e comincio a giocare con mia figlia.

Destiny: "Mammina, ho sonno..." dice, stropicciando dolcemente gli occhi.

Io: "Allora dormi, piccola mia. Dopo ti porterò in braccio" dico, dandole un bacio sulla fronte.

Destiny: "Papino, mi canti una canzone?" Chiede, stendendosi sotto le lenzuola.

Lui le canta, o meglio mi canta, the scientist dei Coldplay. Durante tutta la canzone accarezza i capelli di Dess e tiene gli occhi puntati su di me, come se le parole che gli uscivano di bocca erano frutto del suo pentimento. In quel momento, capii che avrei dovuto dimenticare le cose brutte del passato, ricominciare da capo con lui, perché lo amavo ancora. Ma sono troppo orgogliosa e non avrei mai ceduto facilmente.

Rimbocco le coperte a Dess e ci andiamo a sedere sul divano.

Harry: "Guarda quanto è bella, la nostra bambina" dice, con gli occhi in direzione della stanza.

Io: "Già..." Continuo a guardare fuori dalla finestra, sperando che il temporale finisca il più presto possibile, non avrei resistito a lungo.

Harry si gira verso di me, guardando mi fisso negli occhi: "Ti ricordi il nostro primo incontro?"

Io: "Come dimenticarlo, è stato orribile"

Harry: "Si, ma ci ha portato a metterci insieme. É stato un'incontro insolito"

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