Destiny

Lei è Alexis, una ragazza italiana di 19 anni che si trasferì a Londra per amore. Tutto sembrava andar bene, ma è proprio quando tutto va per il meglio che il Destino decide di mettersi in mezzo... La sua vita verrà stravolta da due notizie opposte: una sarà il motivo della sua gioia più grande, l'altra di una delusione immensa.

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10. Capitolo 10

Quella notizia mi lasciò spiazzata. In quel momento provai tutto un miscuglio di emozioni che andavano da un odio profondo ad un amore immenso.

Il mio cuore e la mia mente facevano a botte. Uno avrebbe voluto rivederlo a tutti i costi, l'altro era molto orgoglioso e non lo avrebbe mai perdonato per ciò che era successo un po' di anni prima.

Ma tanto sapevo che le possibilità di incontrarlo per caso erano minime, mi stavo facendo tutti quei problemi per nulla.

Andrew interruppe i miei pensieri schioccando le dita davanti i miei occhi e tornammo a parlare tranquillamente, senza nemmeno sfiorare l'argomento.

Dopo un'oretta e mezza andai a cercare di riprendere Destiny, quando cominciava a giocare non sentiva più nessuno. L'impresa si concluse, tuttavia, in modo vittorioso.
 Così ci recammo di nuovo da Andrew per salutarlo, ma nel mentre sentii chiamare il mio nome. Quella voce mi sembrava molto familiare, troppo.

Cominciò a mancarmi l'aria, non riuscivo a muovermi, ero come paralizzata. Mi ero completamente dimenticata l'effetto che mi provocava il solo sentir il mio nome pronunciato da lui.

Feci sedere Destiny sul bancone del bar e mi voltai verso di lui. I miei occhi si persero nel suo sgardo verde smeraldo. Amavo i suoi occhi e nostra figlia li aveva identici ai suoi.

Harry cominciò ad avanzare verso di me, ma nessuno dei due disse una parola, fin quando Dess interruppe la tensione che si era creata.

Destiny: "Ciao signore di prima!" disse, salutandolo gioiosa.

Io: "Come fai a conoscerlo, amore?" le chiesi. Non sapevo se ero rimasta più sconvolta dall'improvvisa apparizione di Harry, o del fatto che la piccola lo conoscesse.

Destiny: "Mammina, ci ho parlato prima vicino la fontana!" disse sorridente.

Harry: "Mammina?" ripetè le parole di Dess sconvolto. Mi girai nuovamente verso di lui, stavo per rispondergli quando la bambina parlò di nuovo.

Destiny: "Lui è il mio papà, vero?" ora fui io a restare sorpresa.

Harry: "Piccolina, perché dici questo?" chiese lui, cercando di capire la situazione che si era creata.

Destiny: "Perchè mamma ha tante foto di te e lei in camera" gli rispose, poi il mio sguardo andò sul volto di Harry, che si era illuminato nel sentire quelle parole.

Io: "Si, tesoro. Lui è il tuo papà" mi decisi, finalmente, a dire. Harry diventò bianco di colpo, dovette sedersi su una sedia per non sentirsi definitivamente male.

Destiny: "Allora è tornato dal viaggio!- poi si rivolse a lui- Papi, me li hai portati i regali?" gli chiese infine.

Si mostrava visibilmente impacciato, poi le rispose.

Harry: "Li ho dimenticati in hotel- mentì- ma se la mamma vuole, stasera potreste venire a cena con me e te li do" disse, guardandomi. Quell'invito mi prese alla sprovvista, così sviai il discorso, nonostante l'insistenza di Destiny nel volerci andare.

Io: "Andrew, per caso ti ho mai presentato Harry?" dissi, tirandolo a me sotto braccio. Mi fulminò con gli occhi, sapevo che non avrebbe voluto essere coinvolto, ma avevo bisogno del sostegno di qualcuno per non far trasparire il mio imbarazzo.

Andrew: "No... ma ne ho sentito parlare molto" disse, stringendogli la mano.

Harry: "Io invece non ho mai sentito parlare di te" gli disse, poi si rivolse a me "È... il tuo ragazzo?" mi chiese, cominciando ad ingelosirsi.

Io: "Che c'è, ora sei geloso del mio migliore amico?"

Destiny: "Papà è geloso di zio Andrew!" disse ridendo.

Harry: "No, papà non è geloso dello zio. La mamma può avere tutti gli amici che le pare, anche io ho delle amiche" rispose

Io: " Con la sola differenza che io non vado a scopare con i miei amici!" Gli risposi al quanto irritata.

Destiny: "Mammina, che problema c'è? Anche la nonna scopa e io l'aiuto a volte" rispose, con un estrema ingenuità, normalissima per una bambina della sua età.

Harry: "Ma cosa le insegnate, si può sapere?" disse, sconvolto dall'affermazione di Dess.

Io: "Harry, il verbo "scopare", che tu conosci abbastanza bene, qui si usa anche per dire "spazzare". Destiny intendeva quello."

Harry: "Ah... Comunque non è vero che scopo con chiunque. Da quando mi hai lasciato non sono stato con nessun'altra."

Io: "E dopo quello che è successo, dovrei crederti?"

Harry: "Alex, non ho mai smesso di amarti nemmeno per un secondo. Perdonami, ti prego. Sono stato uno stupido" nel frattempo, Destiny era andata in braccio a lui. Era felicissima del fatto che il padre fosse lì con lei, le brillavano gli occhi dalla gioia. La visione della piccola così radiosa, mi convinse a perdonarlo. Forse aveva ragione, davvero teneva ancora a me come diceva.

Io: "Va bene, ti perdono. Ma lo faccio solo per nostra figlia." Gli risposi, cercando di fare la dura, cosa che non mi riusciva per nulla.

Il suo sguardo cambiò all'istante, era la risposta che aspettava e sperava da tempo. In quel momento notai quanto fossero uguali lui e la piccola. La stessa felicità negli occhi, le stesse fossette che si facevano spazio quando il sorriso si stampava sui loro volti e la stessa forma del viso. Anche il modo in cui ridevano era identico. Adoravo quella risata.

Harry: "Allora, vi vengo a prendere stasera per la cena?" Chiese felice.

Destiny: "Si mamma, voglio andare con papà!"

Io: "Va bene" mi convinsero.

Harry: "Vi vengo a prendere alle 8"

Io: "D'accordo, a stasera" sorrisi.

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