Say my name again

« Di solito le persone tendono a salire la scalinata che, faticosamente, ti porta ad arrivare alla meta. Io invece continuavo a scendere quelle scale e più scendevo e più mi rendevo conto che alla fine di queste ad attendermi vi era solo una folta e pesante nebbia azzurra. Abbandonavo la luce per gettarmi negli abissi e tutto ciò che mi chiedevo era: "E' questo il vero significato dell'amore?" » Say my name again - Karenin Blake

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4. Wernon

Nella stanza entrarono quattro uomini seguiti, ognuno, da altre due persone. Tutti i presenti avevano un cappuccio e solamente i primi quattro se lo abbassarono mostrando il loro volto, due dei quattro avevano il viso sfigurato, avevano un occhio verde ed uno bianco e la pelle smunta che arrivava quasi a raggiungere le tonalità del grigio mentre gli altri due avevano sembianze completamente normali. Avevo già visto questo tipo di persone, o per meglio dire, mi era capitato di vedere solo una volta una donna con queste stesse caratteristiche. Pensandoci allora realizzai che sapevo perfettamente dove mi trovavo.

Come vi avevo accennato all'inizio, alcune persone erano rimaste affette dal Wernon, il virus che aveva cambiato tutta la nostra vita e le nostre leggi per poter sopravvivere. Gli infetti venivano chiamati "Wernon Slave", loro avevano acquisito capacità straordinarie e avevano cambiato il loro aspetto diventando dei veri e propri mostri; nessuno di noi sapeva esattamente quali fossero le capacità che avevano acquisito ma si sa, ciò che non si conosce spaventa e allora, di conseguenza, vuol dire che questi dovevano essere eliminati. I Wernon Slave vivono da sempre in luoghi sconosciuti, una volta con i miei Gonghel  ero riuscita a trovare uno dei loro nascondigli ma ormai lo avevano già abbandonato. Rimasi in silenzio, una parte di me aveva ancora gli istinti Gonghel che si potevano rappresentare in una sola parola: "ATTACCARE!"; l'altra parte invece si rendeva conto che a quanto sembrava uno dei Wernon Slave mi aveva appena salvato la vita e che attaccarli non solo mi avrebbe portato alla morte immediatamente ma sarebbe stato anche poco giusto. Rimasi quindi in silenzio mentre tre dei quattro uomini iniziarono a parlare con Walter e l'ultimo si concentrava su di me fissandomi dai piedi al cappuccio.

 

"Hai trovato la tua guardiana figlio mio?" Domandò proprio quest'ultimo a Walter, al che mi voltai verso di lui sbarrando gli occhi, cosa che ovviamente lui non potè vedere a causa del cappuccio.

"Si, l'ho trovata in mezzo ai Wernon Slave delle foreste. A quanto pare i Gonghel la stavano per catturare e uccidere." al che l'uomo sconosciuto, che a quanto pare era il probabile padre di Walter, mi posò una mano sulla spalla sorridendomi ed al suo contatto sentii una sensazione di sollievo incredibile e sorrisi a mia volta.

"Non preoccuparti, ora sei al sicuro e mio figlio si occuperà di te." annuii, di quello non avevo dubbi visto che per il momento si era preoccupato seriamente di salvarmi la vita e di nascondermi dai suoi stessi membri. Rimasi in silenzio senza dire una parola mentre gli uomini si concentrarono definitivamente su Walter.

"Il tuo compito è semplice, sembra che nell'Arem ci sia fermento, in molti stanno finendo lì, anche degli innocenti, i regni sono fuori controllo e questo vuol dire che è arrivato il nostro momento. Prepara le truppe, sai già cosa fare." Si chinarono lievemente in segno di saluto e poi mi guardarono sorridendo all'unisono per poi andarsene via uscendo dalla stanza. Subito mi tolsi il cappuccio e fissai Walter decisamente contrariata.

"Mi hai salvata per farmi uccidere in questo posto o cosa Wernon Slave?! sei forse impazzito?! E cos'è che devi fare?! Non vorrai mica attaccare i regni!!..." avrei continuato all'infinito ma mi mise la mano davanti alla bocca e mi guardò seriamente.

"Stai zitta, innanzitutto sei qui solo perché non sapevo dove trovare un altro luogo in cui tu potessi essere al sicuro, seconda cosa i piani dei Wernon Slave non sono affar tuo e terzo non sopporto questo tuo fare saccente e dittatoriale quindi ti ripeto di fare silenzio." le sue parole mi lasciarono sbigottita, aveva detto di stare zitta a me?! Era forse impazzito?! Mi infilai il cappuccio e mi diressi verso la porta, non sarei rimasta in quel luogo un secondo di più.

"Va pure, tanto non riuscirai mai ad uscire di qui." Disse calmo e rilassato mentre si stendeva sul letto, io lo ignorai continuando a camminare ed uscendo da quella stanza sbattendo la porta per ritrovarmi in un luogo più confusionario di quello che avevo appena lasciato.

Era tutto nero e non si vedeva assolutamente nulla, continuai a camminare alla cieca fin quando non mi sentii mancare la terra sotto i piedi e finii per cadere ma afferrai prontamente il bordo del pavimento sorreggendomi, non riuscivo a vedere cosa ci fosse sotto di me ma nel dubbio era meglio evitare di scoprirlo, tentai di tornare su e dandomi una forte spinta dopo qualche minuto finalmente ci riuscii. Tentai di calmarmi e di fermare il mio respiro affannato ma improvvisamente comparì davanti a me un uomo incappucciato che mi fissò senza dire una parola.

"Walter...?" domandai osservandolo, a dire il vero ero spaventata ma tentai di non farlo notare; il mio cappuccio era sceso durante la caduta quindi il mio viso era completamente visibile. Il tizio davanti a me fece segno di no con la testa ed avanzò verso di me, al che io indietreggiai fino a raggiungere di nuovo lo strapiombo. Era così che tutto doveva finire? Era questo il mio destino?

Stavo per lasciarmi cadere quando mi resi conto di una cosa, io ero una Gonghel, ero stata addestrata proprio per questo tipo di situazioni e non sarei morta senza lottare. Mi lanciai contro l'uomo che in qualche modo mi bloccò a pochi metri da lui, probabilmente questa era la sua particolare abilità... in pochi secondi mi ritrovai circondata da Wernon Slave e tra loro vidi anche Walter che mi guardava shockato, subito dopo il buio piombò su di me e non vidi più nulla.

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