Say my name again

« Di solito le persone tendono a salire la scalinata che, faticosamente, ti porta ad arrivare alla meta. Io invece continuavo a scendere quelle scale e più scendevo e più mi rendevo conto che alla fine di queste ad attendermi vi era solo una folta e pesante nebbia azzurra. Abbandonavo la luce per gettarmi negli abissi e tutto ciò che mi chiedevo era: "E' questo il vero significato dell'amore?" » Say my name again - Karenin Blake

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1. Il principio

Correvo, ad ogni passo continuavo a sentire la terra bagnata sotto i miei piedi muoversi ed il battito del mio cuore era talmente tanto forte da non permettermi di sentire nessun rumore, neanche quello prodotto dai miei pensieri. Rischiai di scontrarmi contro un albero ma lo schivai prontamente e continuai a correre, non potevo fermarmi o mi avrebbero presa. Conoscevo la foresta di Mondal alla perfezione eppure in quel momento non riuscivo ad orientarmi minimamente; gli alberi erano tutti uguali, così come le foglie, le erbacce e l'area che mi circondava. Quello che in altri momenti sarebbe potuto sembrare un normalissimo luogo di allenamento al momento era la mia gabbia e quelli che una volta potevo chiamare "i miei Gonghel" ora erano solamente dei soldati pronti a portarmi nell'Arem per farmi il lavaggio del cervello.

Improvvisamente un uomo con una lunga tunica nera aperta sul petto, le maniche tirate su fino al gomito ed un grande cappuccio che gli copriva il viso lasciando scoperte solo le labbra mi si parò davanti bloccando la mia unica via di fuga. Non sapevo che cosa fare ma l'unica cosa di cui ero certa era che non potevo fermarmi, continuai a correre ed una volta arrivata davanti a lui mi buttai a terra cercando di passare sotto le sue gambe per superarlo. In risposta lui mi afferrò per la vita e mi portò sopra le sue spalle.

 

"Lasciami! Lasciami!!" iniziai a gridare in preda al panico mentre le lacrime mi rigavano il viso, mi sentivo morire, sapevo che a breve sarebbero arrivati i Gonghel e che quest'uomo mi avrebbe lasciata a loro, probabilmente per denaro, decretando la mia fine. Continuai a dibattermi fino a quando non iniziai a vedere intorno a noi una fitta nube azzurra che risaliva dal terreno circondandoci. Mi bloccai paralizzata dal terrore, cos'era quella cosa?! Alzai lo sguardo e vidi i Gonghel bloccarsi, spaventati e sopresi, e fissarci senza dire una parola. A capo di quegli uomini in divisa nera, con le maschere rosse che gli coprivano dal mento al naso, vi era Maxwell. Lui era uno splendido ragazzo dai capelli biondi e gli occhi grigi, di 27 anni. In principio era stato il mio mentore e, per un breve periodo, il mio amante, ora invece era l'uomo incaricato di estrarre la mia mente dal mio corpo e aveva gli occhi puntati su di me. Sembrava calmo ed il suo sguardo sembrava volermi dire "Puoi scappare, tanto ti prenderò".

Maxwell si tolse la maschera e disse in modo imperativo: "Prendetela." ma prima ancora che potessero avvicinarsi la nebbia ci aveva completamente ricoperti ed il mondo intorno a noi era totalmente cambiato. Dove eravamo? Che cosa era successo? e chi era l'uomo che, apparentemente, mi aveva salvata?

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