Freckles

Sono Scarlett e questa è la storia della mia vacanza. La storia dei miei disegni e del ritratto di Grayson. La mia storia d'amore. La storia di quell'estate che in qualche modo mi ha cambiata.

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9. Il blocco

Quando arrivai al bungalow ci trovai mamma e papà che stavano discutendo. Mamma voleva andare a fare un giro in città, papà voleva andare in spiaggia. Vinse la mamma.

Chiesero anche a me di andare, ma io preferii rimanere al campeggio; dopotutto non lo avevo ancora esplorato bene, quindi decisi di fare un giro.

I miei partirono e io, dopo aver preso sottobraccio il mio blocco da disegno e la mia matita, partii alla scoperta del campeggio.

Mi trovavo su una lunga strada confinata da pini marittimi che dal parchetto portava fino alla piscina. Lungo la strada c'era parecchia confusione: biciclette che sfrecciavano, bambini che schiamazzava e parecchie persone che accorrevano alla piscina. Io non avevo voglia di fare il bagno. Decisi inoltre di interrompere qua l'esplorazione del campeggio e cominciai la ricerca di una panchina sulla quale sedermi a disegnare.

Ne trovai una, dietro alla piscina. Era piuttosto isolata dal traffico mattutino che popolava la strada principale del campeggio.

Cominciai a disegnare: un pino marittimo. Mi piacciono molto i pini marittimi, mi trasmettono proprio la sensazione di estate. Il loro profumo, lo adoro.

Finii il mio disegno, soddisfatta. Sfogliai le pagine del blocco e rividi anche il disegno di Grayson. Perfetto.

Alzai lo sguardo e una cosa luccicante accanto ad un'aiuola attirò la mia attenzione. Appoggiai il blocco sulla panchina e mi avvicinai all'oggetto. Era un braccialetto d'oro. Aveva un ciondolo a forma di ancora appeso. Davvero carino.

Non mi sembrava giusto appropriarmene, così decisi di andare alla reception per consegnarlo a qualcuno che potesse ritrovare il proprietario.

Mi incamminai verso la reception e feci un bel po' di strada a piedi. Arrivai e consegnai il prezioso braccialetto ad una signorina.

E solo dopo aver salutato la signorina mi accorsi di aver dimenticato il blocco sulla panchina.

Presi a correre come una matta, non avevo quasi più fiato e quando arrivai alla panchina mi venne quasi da svenire.

Il blocco non c'era più.

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