Freckles

Sono Scarlett e questa è la storia della mia vacanza. La storia dei miei disegni e del ritratto di Grayson. La mia storia d'amore. La storia di quell'estate che in qualche modo mi ha cambiata.

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7. Colazione

Sono le 9. Mamma e papà mi hanno lasciato a loro volta un biglietto sulla porta con scritto "siamo alla reception a sistemare alcuni documenti, sul tavolo ci sono dei soldi se vuoi andare a fare colazione al bar, mamma e papà". 

Wow! non sapevo ci fosse un bar qua dentro. In ogni caso, prendo i soldi sul tavolo e mi incammino alla ricerca del bar. Scorgo da lontano una casupola: dev'essere il bar! Infatti è cosi.   Appena entrata non posso non notare la lunga fila che dovrò fare prima di poter aver tra le mani la mia colazione. Ma pazienza, così avrò anche tempo per decidere meglio cosa prendermi. Opto per una brioches al cioccolato e un cappuccino. 

Finalmente arriva il mio turno, ordino e appena mi servono tutto, mi giro per andare a cercare un tavolo per sedermi e quindi fare una colazione come si deve. E' tutto e dico TUTTO occupato. Guardo meglio, nel caso mi fosse sfuggito qualche posto nascosto dove potermi accomodare. Niente da fare, devo per forza andare fuori nel giardinetto di fronte dove ci sono due o tre tavolini un po' traballanti. Tra tutti, ce n'è solo uno che pare riesca a reggere. E' il prescelto.

Appena riesco a sedermi non vedo l'ora di addentare quella soffice e deliziosa brioches ancora calda! Intanto mi guardo in giro..e chi vedo arrivare?! Grayson. Sta andando al bar anche lui.         Passano quasi 5 minuti prima che lo veda uscire da quel bar, un po' deluso anche lui poichè non ha trovato a sua volta un posto dove poter gustare in pace la sua brioches. Io intanto lo guardo. 

Ad un tratto si gira dalla mia parte, probabilmente perchè anche lui ha scelto di venire a sedersi al giardinetto. Si incammina, io faccio finta di non averlo visto e comincio a sorseggiare il mio cappuccino. 

Grayson arriva, valuta la situazione e con altrettanta delusione capisce che il tavolino dove sono seduta io è appunto il migliore fra tutti quelli a disposizione. Si avvicina a me e con estrema gentilezza mi chiede: "scusa, non è che potrei sedermi al tavolo con te? Gli altri tavoli pare che non riescano a sopravvivere ancora a lungo". Rimango un attimo in silenzio, riformulo la sua semplice domanda nella mia testa per poi arrivare alla conclusione che Grayson, quel ragazzo tanto bello che ho perfino deciso di disegnare, mi ha chiesto di sedersi con me.

"Certo, siediti pure" risposi io con un sorriso. 

 
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