Occhi Cremisi

Io ero lì, io, io… vidi quel rosso...

4Likes
6Comments
128Views
AA

1. Quel Momento…

Ricordo quel momento come se fosse ieri…

Tutto iniziò quando i miei genitori fuggirono dal loro Clan di appartenenza, io non ero ancora nata, per precisione, ero nel pancione di mia madre. A quel tempo era in corso una guerra tra i Senju e gli Uchiha, i clan più forti.

Mamma e papà si rifugiarono dentro una capanna giusto in tempo per il parto di mia madre. Io nacqui proprio lì, dentro una guerra che mi avrebbe segnato la vita per sempre.

Passarono 12 anni, diverse volte la mia famiglia rischiò la vita grazie ai componenti dei Clan detti in precedenza. Avevo visto più volte la morte di persone davanti ai miei occhi, ma ormai non mi faceva più effetto la vista del sangue che si mescolava alla terra ormai bruciata. I miei genitori ed io cambiavamo sempre rifugio per evitare di essere scoperti e attaccati di sorpresa.

Un giorno, i miei genitori erano di ritorno dal fiume per prendere l'acqua quando furono attaccati da un ninja. Riuscii a sentire combattere qualcuno fuori con dei kunai e subito uscii dal rifugio per vedere cosa stesse succedendo… ma non feci in tempo. Appena mi affacciai, vidi due figure adulte ormai bagnate di sangue. Erano state decapitate. Iniziai a piangere come mai feci in tutta la mia vita. Le mani mi tremavano, ormai rosse anche loro per colpa del sangue che fuoriusciva. Girai subito la testa verso la sagoma di quell'"essere": era un ragazzo. Non riuscivo a muovermi, ero totalmente incantata dai suoi occhi, già… quegli occhi brillavano di un colore che conoscevo molto bene. Ero disperata, volevo solo correre e sfuggire a tutto questo, ma lui me lo impediva.

Dopo avermi osservato si girò e mi liberò dalla sua stretta cremisi, sospirò e disse a bassa voce: "nessun Senju", dopo… se ne andò lasciandomi lì. Non lo sopportai: iniziai a correre verso di lui, gridando un "aspetta!" pieno di tristezza. Quando stavo per raggiungerlo mi si catapultarono davanti due persone, un bambino più piccolo di me ed un adulto.

Il bambino parlò: "lascia stare il mio Fratellone o te la vedrai con me". Aveva in mano un kunai anche quello pieno di sangue. Ormai odiavo così tanto quelle armi da fare alcuni passi indietro e da versare altre lacrime sulla mia maglia rossa.

Questa volta fu il signore a parlare: " chi sei tu?". Feci altri due passi indietro. Non riuscivo a parlare, ingoiai la saliva e mi iniziarono a tremare le gambe.

La figura adulta, in meno di un secondo, si mosse prendendomi per il collo e sollevandomi per aria. Avevo paura, paura che la mia vita potesse finire in quel momento…

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...