Occhi Cremisi

Io ero lì, io, io… vidi quel rosso...

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2. Il Destino

La sua mano stringeva sempre di più il mio collo. Ero al limite. Stavo per lasciare tutto quando la voce del ragazzo fermò la persona che stava per uccidermi: "smettetela, non è un Senju." Era perfettamente calmo, le sue parole non avevano tratti di tristezza o di rabbia. Ero riuscita a notare sin da prima che lui aveva molta più esperienza nel vedere la gente uccisa.

Mi vennero i brividi.

Il ninja adulto allentò la presa che mi teneva in aria e mi fece cadere sulla terra bruciata. Lasciai uscire un gemito per essere atterrata sul bacino ormai dolorante. La persona adulta ricominciò a parlare girando la testa verso il ragazzo: "civili? Credevo che fossero tutti morti." A quella frase mi scapparono un paio di lacrime pensando ai miei genitori. Dopo aver posto la domanda al ragazzo, la persona davanti a me, ne fece una a me: "ragazza, a che Clan appartieni?".

Non riuscii a rispondere alla domanda. Non sapevo da dove venivo, i miei genitori hanno messo sempre da parte questo discorso, e ora che non ci sono sarà molto più difficile scoprirlo. Finii per alzare il capo e guardare il ragazzo, i cui occhi non erano più come la prima volta che li incrociai, erano diversi, erano neri. Neri come la pece. Mi persi nel suo sguardo di cui non ne potevo più fare a meno,ma lo sbuffare della persona adulta mi fece tornare al presente. Abbassai subito la testa e pronunciai parole deboli: "io…Io non lo so…". Per qualche secondo ci fu il silenzio che fu spezzato da diversi passi provenienti da davanti. Il ragazzo si mise davanti a me per poi successivamente prendermi per i capelli, rimettendomi sulle mie gambe, dopodiché lasciò la presa.

"Potrebbe essere un'ottima esca per attaccare di sorpresa." Parlò l'adulto. Persi un battito. "È sicuro padre? Potrebbe anche essere una ragazza del nostro Clan." Ribatté il ragazzo. Ingoiai la saliva. "Non credo. A questo punto, se fosse stata un Uchiha, avrebbe avuto lo sharingan per la morte dei suoi genitori."

Abbassai di nuovo la testa.

Nessuno parlò. Tutto quello che fecero fu incamminarsi verso una strada a me sconosciuta. Dopo alcuni secondi mi sentii prendere la mano e volare tra i rami degli alberi. Non avevo provato mai una sensazione così strana. Mi sembrava di essere libera da ogni pensiero sentendo il vento che si incrociava con il mio viso. Era una sensazione bellissima…

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