Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

19Likes
62Comments
1985Views
AA

28. Tempo di verità

L'angelo svanì, Lacie che per tutto quel tempo si era trattenuta scoppiò in un pianto liberatorio. Le paure e ansie si dissolsero, lasciando spazio alla consapevolezza di essere salva e al sicuro, Lysander era venuto per lei, era venuto a salvarla.

L'angelo fece un passo, per poi correrle incontro e gettarsi a terra con lei, la strinse dolcemente fra le sue braccia e la ragazza rispose abbandonandosi. Una strana pressione sul petto lo avvertì delle sue due piccole manine che stringevano la sua maglietta ed un pianto, interrotto spesso, da violenti singhiozzi.

Anche se doveva essere felice per essere riuscito a salvarla in tempo, si maledisse per non essere giunto prima in suo soccorso.

Quei lividi erano la conseguenza della sua negligenza, la srinse più forte avvolgendola ancora di più, lei lentamente scivolò in un leggero sonno ristoratore, Lysander la sollevò delicatamente, la testa della ragazza adagiata sul suo petto e lui dolcemente la fece accoccolare di più a lui e vi adagiò la sua testa su quella della fanciulla.

Lacie si mosse dolcemente avvertendo una sensazione di calore e lentamente aprì gli occhi, si ritrovò sul petto di Lysander, il ragazzo ancora dormiva, lentamente ricapitolò ciò che le era accaduto, anche se ormai Canon era scappato sentiva ancora il suo sguardo su di lei, una sensazione di terrore la sconvolse, il sangue le si congelò nuovamente nelle vene, il respiro si fece più veloce e affannoso, il cuore le rimbombava martellante nelle orecchie.

Un rumore, un fruscio di coperte e il dolce corpo di Lysander che si muoveva, Lacie si calmò, l'aveva riportata alla realtà, le sensazioni svanirono riportandola ad uno stato di pace e calma, il cuore ora le batteva normalmente riscaldato dall'immagine del ragazzo di fianco a lei mentre dormiva beatamente.

Si guardò in torno e si accorse di essere nella camera di Lysander, potette notare anche che nel suo unico indumento quasi completamente aperto, i segni della lotta ancora visibili, si strinse in sé, le gambe piegate e schiacciate contro il suo petto, mentre la fronte adagiata sulle ginocchia, decise di sfogare le sue ultime lacrime, il corpo tremitante della fanciulla nel leggero buio della stanza, mentre due occhi grigi scintillavano impotenti, una scheggia di luce scappò e lentamente si spense sul soffice cuscino del ragazzo.

Lacie si svegliò di soprassalto, il forte rumore del tuono e la luce accecante del fulmine, caduto vicino al posto dove era, la fece spaventare.

“Quanto tempo è passato?” Si domandò Lacie alzandosi dal letto leggermente spossata e debole, la risposta le apparve appena si avvicinò alla scrivania di Lysander dove un vecchio orologio indicava che tra pochi minuti sarebbero state le due del mattino.

Una strana melodia catturò la sua attenzione, qualcuno stava cantando e suonando una dolce melodia senza nome, Lacie incuriosità non fece altro che uscire dalla stanza guidata dal suono della dolce melodia, il lungo e buio corridoio, lo scrosciare della pioggia contro il vetro e la luce dei fulmini illuminava la strada per un breve periodo di secondi.

La ragazza camminava a piedi nudi lungo il freddo pavimento, dopo tutti gli avvenimenti di quel giorno, i brividi lasciati dalla sensazione di freddo che si trasmetteva dalla pianta dei piedi a tutto il corpo, era stranamente rillassante.

Lacie era calma e tutto pareva in silenzio, anche la tempesta che sferzava con tutta la sua forza contro la finestra, sembrava esser divenuta muta.

Una dolce sensazione le trasmise tepore, neanche pareva essersi accorta in un primo momento che le sue candide ali si erano spalancate, le sue aperture alari di tre metri complessive brillavano nel buio della notte di un tenue azzurro, la maglia si strappò e lentamente iniziò a frammentarsi, diventando solo un cumulo di stracci.

La sua mente era in bianco, non sapeva dove era diretta, ma conosceva la strada che doveva seguire.

Ricordi del Paradiso affioravano nella sua mente, gli immensi prati, le piccole casette in legno, i fiori colorati e quel suo padre dolce e affettuoso con lei.

“-Lucy, voglio donarti un potere speciale, è un dono da usare con la massima cura.- disse Dio.

-E che dono sarebbe?- chiese curiosa la ragazza eccitata dalla sorpresa.

-Il dono del perdono, tu sei colei che deciderà chi ammettere in Paradiso e chi no.- disse solenne -Io mi fido di te figlia mia, hai mostrato tutte le virtù adatte per questo dono, e so che non fallirai.- disse guardandola negli occhi, l'angelo era preoccupata per la decisione del suo amato padre, ma non aveva idea di come contestarlo. -Lucy, tu puoi farcela, ma devi stare attenta a chi si potrebbe aprofittare di te, quindi non rivelare mai a nessuno ciò che ti ho detto e donato.- queste furono le sue parole conclusive, prima che Lucy chiudesse dolcemente gli occhi ed una sensazione piacevole di tiepido invase le sue vene.”

Lacie continuava a camminare, non temeva quella tromba di scale a chiocciola che non faceva altro che snodarsi verso il basso, come a sprofondare nel ventre della Terra.

La ragazza scendeva lentamente quei stretti gradini, i suoi piccoli piedini sentivano una scossa ogni volta che ne percorreva uno, la scossa aumentava sempre più di intensità ad ogni gradino. Le scosse divennero insopportabili, il suo corpo tremava sempre più ad ogni violenta scarica elettrica e per quanto urlasse la sua voce non usciva come se fosse volata fuori dalla sua bocca incenerendo le corde vocali che bruciavano come se avessero preso fuoco.

L'ultimo gradino la lasciò priva di forze, il corpo steso a terra percorso da spasmi che parvero non voler cessare, il volto schiacciato contro il pavimento mentre con lo sguardo si sforzava di analizzare il luogo dove si trovava.

Non appena il suo corpo si calmò, potette alzarsi tranquillamente, l'oscurità era forte, fu per questo che non poté capire realmente dove si trovava, eppure, quel luogo le era familiare.

“-Lasciami andare- sputò Lucy, inginocchiata sul quel freddo pavimento, era lì nuda, a coprirla solo i suoi lunghi capelli neri, mentre Canon rideva di lei e la torturava con le sue scariche elettriche. Era legata da pesanti catene, non poteva fare nulla.

-Fuori c'è una guerra in tuo onore, mia cara- disse sorridente Canon che rimaneva nell'oscurità ammirando la dolce pelle bianca di Lucy.

-Una guerra?- domandò Lucy temendo il peggio.

-Si, Michele e Lucifero lottano tra loro come due bambini, entrambi credono che tu sia morta per colpa dell'altro, è proprio divertente giocare con quegli stupidi.-

-Perché lo fai? Che cosa vuoi da loro? Non farli litigare, loro sono fratelli-

-Lucy, Lucy, Lucy. Fa silenzio, loro moriranno in tutti i casi- disse interrompendola -Noi esclusi lo avremmo dovuto fare molto tempo fa, ma non avevamo nulla, poi sei arrivata tu, un dono del cielo.- la guardò maliziosamente mentre mostrava il suo orribile sorriso -Come il dono che possiedi, la chiave per permetterci di tornare in Paradiso, il dono di cancellare i peccati.- rise mentre la fanciulla immobile e scioccata non sapeva spiegarsi come l'Escluso avesse avuto dono di quella informazione segreta.

-Come…- era disperata.

-Come lo so?- disse interrompendo quella frase tropposcontata -Il tuo amato ti ha tradito- concluse, il colpo di quella verità la colpì forte, le tolse anche l'ultimo brandello di speranza.

“Non ti tradirò mai!” La frase che Lucifero le aveva detto quando gli raccontò di quel potere così bello ed oscuro. No, non era stato lui, ne era più che convinta e mai avrebbe ceduto alle menzogne che Canon le raccontava.”

Quello era stato il posto dove era stata rinchiusa e torturata perché lei aveva il potere di cancellare i peccati, ma il prezzo era troppo alto, e nessuno eccetto lei e Lucifero ne erano a conoscenza, era la loro ultima speranza per poter stare insieme.

“-Lucy ti amo- sussurrò il suo dolce demone mentre accarezzava il corpo stretto a lui della ragazza, provocandole brividi piacevoli. Accarezzava le sue bellissime ali così simili alle sue. -Come vorrei poter stare così con te per sempre- concluse, gli occhi lucidi ma era troppo orgoglioso per farsi vedere in lacrime.

-Lucifero c'è un modo, io non voglio allontanarmi dal Paradiso, ma tu mi hai protetta da molti ostacoli, io ho un dono…- si bloccò, non doveva rivelarlo a nessuno, ma era un modo per stare insieme se Dio non le concedeva di rincarnare come umana e la stessa cosa per Lucifero che doveva appellarsi a Satana. -Io ho il dono di cancellare i peccati!- disse d'un fiato -Avevo giurato di non dirlo a nessuno, ma è un'opportunità per stare insieme, il prezzo è alto, perderai i ricordi e inizierai una nuova vita da zero… Nel Paradiso, con me.- concluse Lucy, sapeva che quello avrebbe significato che forse non si sarebbe più innamorato di lei, che avrebbe dovuto ricominciare da zero, e forse, non sarebbe stato la stessa persona che è adesso.

-Lucy, io non voglio dimenticarti, ma se è la nostra ultima possibilità non mi tirerò indietro per nulla al mondo- disse come fosse stato un grido di battaglia, ma molto dolore lo si leggeva nei suoi occhi, così dannatamente limpidi e ambrati, le avevano fatto girare la testa più di una volta -Per quanto riguarda il tuo segreto, me lo hai rivelato andando contro Dio stesso ed il vostro giuramento. E questo, solo per me, quindi, non lo rivelerò a nessuno- le baciò delicatamente il palmo della mano -Non ti tradirò mai!- disse guardandola negli occhi, la sua sincerità e quel gesto non impostogli, lo rendevano bellissimo agli occhi di Lucy, aveva capito che lui non era tanto malvagio come si descriveva.”

Lacie sorrise a quei ricordi, poi si ritrovò sola e smarrita nella oscurità della stanza, la pesante ombra pareva volesse divorarla.

Fu da quell'ombra che vi emerse una figura, una donna, dal viso bianco come la neve ed il vestito e capelli dello stesso colore oscuro della stanza, anche se l'oscurità era assoluta non capiva come potesse distinguere i suoi gentili lineamenti, ne quell'elegante abito lungo che si poteva vedere in alcuni dipinti greci.

-Lacie, tu ora ricordi il tuo potere, devi mantenerlo segreto e proteggerti da coloro che tenteranno di avvicinarti allo scopo di usarti- disse la donna sorridendole.

Lacie era pietrificata da quel sorriso che sembrava far appassire la vita. Una luce rieccheggiò per la stanza per poi spegnersi come era apparsa, all'improvviso dal nulla assoluto comparve lei una donna fatta di luce, il viso e la pelle nere, il resto brillava di una luce bianca.

-Lacie- disse sorridendo, il suo sorriso parve illuminare e dare vita a tutto. -Noi siamo la Vita e la Morte, siamo luce ed ombra, ti fu dato un compito importante molto tempo fa, ma ora che ne sei tornata a coscenza, ti richiediamo di usare il dono con giudizio.- disse dolcemente, ma le sue parole pesarono sulla fanciulla che ammirava le due dame senza dire alcuna parola.

Quando capì che si aspettavano una risposta mugulò un lieve si, le due donne sorrisero nuovamente per poi svanire nello stesso modo in cui sono venute.

Lacie fu nuovamente sola in quella stanza che la riempiva di ricordi orribili e inquietitudine, decise così di tornare da Lysander, ma dal buio qualcosa di scintillante di un verde intenso la colpì alle spalle, il dolore fu intenso e la ragazza si ritrovò a terra, prima di svenire vide solo un paio di scarpe e una mano che le toccava la spalla. Il resto fu buio.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...