Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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26. Sospiri

Lacie si svegliò, era sdraiata nuovamente nella camera dove si era svegliata la prima volta, era stanca, non capiva come ci fosse tornata. Si guardò intorno, trovandosi un Lysander a petto nudo che la guardava dolcemente.

-Ti senti meglio?- le sussurrò con un filo di voce, come per evitare di darle fastidio, intanto le stava passando una mano tra i lunghi capelli lisci.

-Si, mi sento meglio...-disse confusa, ancora non capiva cosa fosse successo.

-dopo che ti ho salvata ti sei addormentata, io ti ho portato via da lì e poi mi sono svegliato nel letto, e tu no, allora ti ho riportato qui mentre dormivi, ma piangevi ed alllora non ho avuto il coraggio di lasciarti sola- disse dolcemente, le sue carezze si erano spostate sulla guancia.

Il silenzio si impossessò della stanza, i due erano su quel letto, vicini, Lysander era dolce, bello, i suoi occhi brillavano. Poi il ricordo del bacio con Lilith. Lacie si alzò di scatto, facendo restare Lysander come pietrificato, poi deluso il ragazzo se ne andò.

-Non so cosa ho fatto, ma quel bacio che ti ho dato non era un gioco- disse prima che la sua figura svanisse dietro la soglia della porta.

Lacie era rimasta immobile, il bacio che le aveva dato era vero, e allora quello di Lilith cosa era stato? Non sapeva rispondere a quella domanda a cui solo lui avrebbe dato una risposta, poi il ricordo di due calda labbra, una dolce mano dalla presa salda e delicata, due occhi ambrati, Oliver l'aveva baciata.

“Lui è davvero strano, prima mi dice che nessuno mi vorrebbe mai baciare, mi tratta gentilmente e poi mi respinge, è scostante, eppure si preoccupa per me, per poi negare tutto. Oliver, cosa ti passa per la mente?” I pensieri di Lacie furono interrotti da qualcuno che bussò alla porta.

-Avanti- disse Lacie avvicinandosi di qualche passo alla porta.

Una figura incappucciata vi entrò e si richiuse la porta alle spalle, Lacie era impaurita, quel mantello nero notte pieno di linee rosso cremisi la terrorizzavano, non sapeva chi fosse e nessun viso si intravedeva.

-Lacie- la ragazza tremò, riconobbe la calda e bassa voce, che con una dolcezza infinita aveva sussurrato il suo nome.

-Oliver?- la figura incappucciata fece un passo avanti, il cappuccio cadde all'indietro. La scena accade talmente veloce, che Lacie non ebbe il tempo di rendersi conto di ciò che le accadeva.

Le braccia tremanti di Oliver avvolte intorno a lei, il volto nell'incavo del collo della fanciulla. La stringeva forte, come se, se l'avesse lasciata, lei sarebbe fuggita via, lontano da lui.

-Oliver- disse Lacie immobile in quel dolce abbraccio. La voce le tremava, il ricordo del bacio e poi lui che svaniva in mille schegge di luce.

-Ho avuto paura- dissero i due contemporaneamente, Oliver sollevò la testa per guardarla e le sorrise dolcemente.

Un luccicchiò scintillante di mille frammenti di luce, solcava lentamente le guance di Lacie, il regazzo interruppe il loro abbraccio e le asciugò le lacrime.

La calda mano di Oliver, parve agli occhi azzurri della ragazza, la cosa più bella; quell'enorme mano che le accarezzava il viso strappandole quei sentimenti oscuri che avevano avuto il potere di farla piangere. Le lacrime furono catturate da quel caldo pollice, che con innata dolcezza, prosciugava la paura e l'ansia che opprimeva quel suo fragile cuore.

-Non piangere, Lacie, perfavore- disse in un tono sottomesso, asciugando anche l'ultima delle sue lacrime, gli faceva male vederla così, senpre in lacrime a causa sua.

“Come vorrei poter farti sorridere sempre, come vorrei non essere io, colui che ti fa soffrire e porre quella faccia piena di lacrime” pensò Oliver vedendola così fragile, ora doveva sapere tutto o quasi su sé stessa.

La ragazza che aveva avuto paura di averlo perso, che era ancora confusa per i dolci gesti di Oliver, si fiondò contro il suo petto, martellando pugni con tutte le forze che aveva.

Le poche lacrime si trasformarono in un pianto disperato.

-Sei sparito all'improvviso- disse colpendolo con dei pugni, ma per il ragazzo erano leggeri quanto carezze. -Sei dolce, poi cattivo.- disse singhiozzando, Oliver la strinse disperatamente. -Mi proteggi e poi mi eviti, mi ferisci e mi coccoli.- stava piangendo, ma anche se era disperata e non lo capiva, il fatto che lui fosse lì, che la stesse abbracciando, che non abbia detto ancora nulla per ferirla, la fece sorridere. -Grazie per essere qui con me Lucifero- disse dolcemente stringendosi al ragazzo, ma fu questi stavolta a rimanere inerme, per poi scostarla da lui bruscamente, stringendole forti gli avambracci.

-Come mi hai chiamato?- disse incredule e preoccupato.

Lacie lo guardava intimorita negli occhi, la pressione che Oliver esercitava era troppo forte per lei, quando il ragazzo se ne accorse, la liberò dalla presa, notando con stupore i segni rossi.

Oliver non voleva che ricordasse nulla del suo passato, o non avrebbe mai potuto amarlo veramente, lei doveva innamorarsi di Oliver e non di colui di cui si era innamorata nella sua vita passata.

-Oliver?- chiese dolcemente Lacie avvicinandosi a lui, ancora intimorita, lui si limitò a guardare oltre di lei, come se fosse trasparente.

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