Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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19. Primo bacio

Lysander la guardava impotente mentre urlava il suo nome più volte, voleva poterla aiutare, ma il mondo dei sogni era fuori dalla sua portata, però poteva darle la medicina.

Lo sguardo si posò su quella scatolina dove vi erano le compresse, ed il bicchiere d'acqua, l'idea fu momentanea.

Poteva fargli bere la medicina aiutandola, ma questo avrebbe significato baciarla. Lysander divenne rosso, non poteva farle questo eppure, era l'unico modo.

La pasticca sulla sua lingua insieme all'acqua fresca, delicatamente si avvicinò al volto della ragazza, una mano lentamente si spostò sulla sua nuca e con l'attenzione che si da ad un cristallo, sollevò la sua testa.

Non poteva sapere che reazione Lacie avrebbe potuto avere quando avrebbe scoperto ciò che lui stava per farle, non poteva non immaginare una Lacie furiosa o magari con le lacrime agli occhi per colpa sua, lui la voleva baciare, voleva proteggerla e tenerla per sé, non avrebbe permesso a suo fratello di portargliela via ancora una volta.

Lacie era ancora in un sonno tormentato, una stanza nera, avvolta dalla più fitta oscurità, impenetrabile come le mira di un castello, lei era sola lì. Poi udì una voce chiamarla dolcemente.

-Lucy- la stava chiamando, sembrava volesse essere calmo, - Lucy, Lucy- continuava a ripeterle, non riusciva a vederlo, nella sua voce vi era disperazione e amore.

-Lucy non puoi lasciarmi- mi disse, sentiva freddo ed il suo corpo non si muoveva, non riusciva a distinguere chi fosse, ma era consapevole che stava male a causa sua -Lucy apri gli occhi, non morire- quelle ultime parole le congelarono il sangue nelle vene, un brivido percorse la sua schiena ed una lacrima le rigò il viso. La sua mente sapeva cosa era accaduto, eppure i ricordi non le tornavano in mente.

Non ricordava, e questo la feriva. La voce la chiamava, gridava il suo nome, piangeva e stringeva il suo corpo immobile, poteva sentire quelle sensazioni, le ricordava benissimo, lei provava quelle stesse emozioni con il ragazzo che l'aveva fatta innamorare a prima vista di lui. Lysander.

Inizio a chiamarlo, ma lui non rispondeva, lo chiamava ancora ed ancora, non riusciva a sentirlo, non riusciva a percepirlo vicino a lei, dove era? Che anche lui l'aveva abbandonata?

-Lysander- lo chiamava, urlava il suo nome, lo ripeteva infinite volte, nella speranza che il giovane la incontrasse ancora, non si sarebbe data per vinta - Lysander- ma nessuno le rispondeva.

Il tempo parve fermarsi, le loro labbra combaciavano perfettamente, quasi fossero state fatte solo per baciarsi tra loro. Lysander era contento di sentirsi chiamare dalla sua voce rotta in un leggero pianto, amava tanto che quelle sue labbra pronunciassero il suo none. La amava.

Lacie vide Lysander apparirle davanti, con l'abito da cavaliere con cui lo aveva conosciuto il primo giorno, una dolce musica li avvolse e Lacie non potette evitare il gesto del ragazzo che la baciò di impulso, anzi, si abbandonò alle sensazioni che il ragazzo le stava procurando.

Il cuore le pareva sul punto di esplodere, le sue braccia la stavano stringendo dolcemente, era tutto così perfetto, magico. Le labbra di lui, fresche come l'acqua di un fiume, sentiva il suo corpo bruciare, poi il bacio svanì, si sentì rilassanta, e tutto divenne trasparente e calmo.

Le labbra di lei scottavano, mentre quelle sue gelide, le donarono una sensazione fresca e piacevole. Il sonno ora era calmo e profondo, non urlava il suo nome, ma ugualmente le restò accanto.

Sostenendole la mano, nella stanza vuota, si rese conto di quanto lui veramente l'amava, e quanta paura aveva provato nel vederla così spaventata quella stessa notte.

Il sonno iniziava ad intaccare il corpo di Lysander, non si rese neanche conto, di essere ormai perso nel mondo dei sogni. Un sogno dolce dove la stringeva a sé e lei apparteneva solo a lui, prese forma nella sua mente.

I due giovani dormivano beati, Lacie sdraiata sull'enorme letto, mentre, Lysander era in ginocchio a terra e dormiva adagiato sul braccio destro, il contrario dell'altro braccio che sosteneva la mano della fanciulla.

Lacie si destò, ormai era mattina inoltrata, fece per muoversi, ma sentì la mano pesante, si voltò e vide le sue dita e la sua mano strette nella fresca mano di Lysander. Il ragazzo aveva solo la testa appoggiata al letto insieme al braccio che usava come cuscino.

A quella scena sorrise, si alzò e finalmente notò i propri indumenti, era una camicia bianca, le arrivava preciso per coprirla e allo stesso tempo era abbastanza scollato nella parte superiore dove i primi bottoni erano ormai sbottonati. Arrossì.

Continuava a fissare il giovane, aveva deciso, avrebbe provato a farlo sdraiare, si alzò dal letto e si avvicinò a lui, tentò di sollevarlo ma era pesante per lei, con dolcezza lo scosse, lui aprì appena gli occhi.

-Lysander, scusami, vieni sdraiati sul letto io ho già dormito abbastanza.- il giovane la fissava, non riuscì a capire ciò che le aveva detto, ma vedendola capì che voleva che si spostasse sul letto.

Si alzò, le ginocchia gli dolevano, aveva passato troppo tempo in ginocchio sul duro pavimento, le sue gambe si piegarono, si sentì cadere all'indietro, poi il calore di due esili braccia lo strinsero e lo attirararono a sé.

Caddero. Lacie lo guardava, i suoi occhi grigi assonnati sopra di lei, l'aveva salvato da una dolorosa caduta, però, erano finiti loro in una strana posizione. Lui era lì, sopra di lei, quell'esile figura che con la sua forza lo aveva salvato.

Lysander era incantato, le sue piccole braccia ancora strette, il viso rosso mentre lo fissava, lui non potette fare altro che sistemarle una mano lungo la schiena per sollevarla e farla sistemare meglio sul letto. Continuava a stare sopra di lei, il bottone che doveva tenere coperti i suoi seni ora era slacciato e la bianca camicia lasciava intravedere l'inizio di quelle curve, coprendone il resto.

I capelli sparsi su quel letto che profumava di lei, non potette resistere, si sdraiò su di lei, le iniziò a baciare lentamente la parte sinistra del collo, mentre la mano destra si adagiò sulla sua guancia, lenti e passionali bacetti umidi bagnavano appena il collo della ragazza.

Lacie si era lasciata avvolgere da quelle sensazioni, la sua mente si era svuotata, la sua mano sulla sua guancia era fresca e rinfrescante, i ricci del giovane solleticavano sul suo petto, si stava abbandonando al piacere di sentire quelle labbra e la leggera lingua di lui schiacciarsi sulla sua pelle, bianca e morbida.

I baci risalivano lentamente lungo la linea del suo collo, lasciando mille brividi che la ragazza accolse, la guancia, ed infine l'angolo della bocca, era pronta per il bacio che le sarebbe spettato.

Lysander si fermò, si alzò da sopra di lei e la guardò, la sua camicia, le curve del suo seno, le gambe di lei, lisce e leggermente divaricate, il suo viso era rosso, la ragazza si alzò e si avvicinò a lui.

Lysander retrocedeva ad ogni passo e presto si ritrovò messo al muro dalla ragazza , si sentì colpevole, aveva lasciato uscire troppo i suoi sentimenti e non aveva preso in considerazione quelli della ragazzina che lo guardava con i suoi occhi azzurri in cerca di una risposta, poi il suo sguardò si spostò sul segno rosso che lui stesso le aveva lasciato sul collo, era come un marchio che la obbligava ad appartenergli, Lysander arrossì, dopo aver mugulato qualcosa di incomprensibile e averla leggermente scostata da lui, scappò fuorì dalla stanza correndo lungo il corridoio.

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