Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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17. Lacrime e gioia

Oliver sentiva il calore del corpo di Lacie ancora tra le sue braccia, i ricordi di quando potette baciarla, quelle sensazioni così indimenticabili le invasero la mente. Si alzò e corse via da quella casa che profumava di lei.

Iniziò a correre con solo quello che aveva per le strade fredde, le nuvole grigie preannunciavano un'imminente precipitazione, ma a lui non importava, correva mentre le auto e le persone gli sfrecciavano accanto con i loro fare frettolosi, si scontrò con molte persone ma non si fermò, la testa piena delle immagini di loro, Lysander e Lacie.

Le gambe cedettero non appena arrivò alla sua destinazione. Era un parco come un altro, c'erano pochi giochi come altalene e un solo e grande scivolo.

Una Lacie bambina comparve davanti ai suoi occhi in lacrime, lei iniziò a correre sorridente nel parco mentre teneva per mano un bambino che correva ridendo con lei, lui.

Quello era il parco dove Eleonore portava i bambini a giocare dopo la scuola, era piccolo ma per Oliver era pieno di ricordi. Fu qui che diede un bacio sulla guancia alla Lacie bambina e la riportò a casa in spalle perché lei si addormentò quando si erano seduti a riposare su una panchina. Poi qualche anno dopo su quella stessa panchina quando erano ormai già grandi mentre dormiva la baciò, e quando lo fece i ricordi di chi era esplosero nella sua mente spaventandolo, sapeva che lui l'aveva uccisa, era colpa sua.

Si sedette su quella panca, i gomiti poggiati sulle gambe, le braccia a tenere la testa e i suoi occhi si riempirono nuovamente di lacrime amare. I ricordi, le sensazioni esplosero come una bomba ad orologeria in quel cielo nero carico di pioggia.

Lacie si stringeva al corpo di Lysander, i due si guardavano negli occhi emanando una dolce aura d'amore, si guardavano e sorriso timidi facevano capolino. La mano di lui le accarezzava teneramente la guancia, mentre lei si abbandonava al contatto di lui.

-Sei bellissima Lacie- disse nuovamente come se la volta prima non fosse bastata a ribadire il concetto.

Lacie arrossì e fu incapace di dire nulla, si limitò ad intrecciare le loro gambe come se fosse la cosa più normale del mondo.

-Sei dolcissima, la febbre non dovrebbe salirti nuovamente, ma dovresti dormire.- disse dolcemente mentre continuava ad accarezzarla.

-Ti ritroverò al mio risveglio o svanirai come un sogno?- disse Lacie fissandolo negli occhi in cerca della minima traccia di menzogna, qualora ci fosse stata.

-Si ci sarò al tuo risveglio, non ti abbandonerò.- disse fermamente.

Lacie chiuse gli occhi abbandonandosi alle dolci sensazioni che Lysander le lasciava provare con le sue mani fresche, erano un toccasana ma anche una droga per lei.

Oliver iniziò a sentire le prime goccioline d'acqua bagnarlo, si alzò, sembrava un corpo senz'anima.

Sapeva che l'aveva persa di nuovo per colpa sua, era diventato cattivo per allontanarla, ed ora che veramente è lontana da lui, non riesce a sopportarlo.

Aveva bisogno di sfogarsi con qualcuno, non sapeva cosa fare, lui l'aveva sempre protetto e osservata da lontano, il dolce sapore della sua bocca, la morbidezza delle sue labbra, il fragante profumo della sua pelle e la dolce voce di lei martellavano la sua mente, doveva sfogarsi con qualcuno o sarebbe morto per il dolore che stava spezzando il suo cuore.

Una persona brillò nella sua mente, scintillante come un raggio di sole. Vincenzo, lo aveva sempre ascoltato, gli era rimasto sempre accanto e lo aveva sempre sorretto, era l'unico che lo avrebbe ascoltato. Guardò l'ora nel suo cellulare, il display con una foto di lui e Lacie quando erano più piccoli brillava mentre goccioline di pioggia bagnavano lo schermo.

Tra qualche minuto sarebbe stata ricreazione a scuola, doveva sbrigarsi e correre il più veloce che poteva, si sarebbe anche dovuto infiltrare nella sua stessa scuola evitando si essere visto entrare e uscire.

Iniziò a correre come se non vi fosse un domani, il suo cuore martellava forte nel petto e i muscoli contratti davano il massimo di loro, la pioggia era ghiacciata, ed il suo corpo di natura bollente ne sentiva la freschezza.

La scuola era davantia lui, sentì il suono della campanella doveva sbrigarsi, corse verso una le vetrate aperte di una classe e si infiltrò, la classe era vuota e lui era gocciolante e ricoperto di pioggia, fu un instante. I suoi occhi brillarono di ambrato e l'acqua che bagnava i vestiti evaporò rapida.

Uscì da quella stanza, i corridoi erano affollati di studenti, Oliver riprese a correre tra i lunghi corridoi doveva raggiungere le scale e salire al piano dove ci sarebbe stata la classe di Vincenzo, corse a perdifiato scontrandosi con molti alunni, la ricreazione sarebbe durata poco e se non fosse riuscito a raggiungerlo sarebbe stata la fine.

Lacie si svegliò e trovò il corpo dormiente di Lysander che la stringeva come se per lui fosse la cosa più importante, la ragazza aprofittò di quel momento di debolezza per dare un dolce bacio sulla guancia al suo principe che si svegliò.

-Buongiorno principessa- disse con la voce ancora impastata dal sonno sorridendole mentre la sua mano le accarezzava la guancia.

I due si guardavano e si sorrisero in quella stanza che profumava di lavanda, il profumo di lui.

Lacie si strinse nuovamente a lui e si abbracciavano, i loro occhi non si distoglievano dall'altro, come se spezzando quel contatto l'altro sarebbe svanito. I due parlavano e ridevano, immersi nel loro mondo, non curanti dei due occhi verde scintillante che li osservava da dietro la fessura della porta, un brilluccichio rosso sangue fece illuminare quei occhi di pazzia.

Oliver riuscì a scorgere la classe di Vincenzo e si fiondò al suo interno.

Era lì sdraiato sul suo banco, le braccia incrociate, la testa adagiata su di esse ed il volto dormiente nascosto. Si avvicinò lentamente e senza neanche avere tempo di dire una parola il ragazzo alzò lo sguardo verso la persona accanto a lui, la zazzera di capelli rossi completamente arrufati, gli occhi da prima socchiusi si aprirono ed un sorriso comparve sul volto del giovane. Ad Oliver bastò guardarlo sorridere in quel modo per capire che lui aveva già inteso, gli occhi si rifecero lucidi.

-Ehy Ol che succede?- chiese ad occhi sgranati l'amico che non aveva mai visto in quello stato.

-Lacie- disse mentre una goccia rigava il suo volto. -Io so che l'ho ferita più volte e che non sono il tipo giusto per lei. So di averla fatta soffrire troppo e che ora voglio solo vederla felice, ma…- non potette finire la frase che l'amico lo interruppe con un gesto della mano.

-Allora Ol, tu l'hai fatta stare male, e questo non si può cambiare, ma tu non puoi essere in grado di decidere se sei quello giusto o no per lei, lei è libera di decidere di chi innamorarsi e anche se tu ti reputi la scelta sbagliata lei potrebbe sceglierti lo stesso.- disse con una voce rassicurante e tranquilla.

-Vinz lei non è innamorata di lei ma di un altro, lei si è innamorata di lui, lo so, li ho visti, ho visto lo sguardo di lei, come lo guardava e so che lui ricambia perché la guarda come la guardo io.- disse con le lacrime agli occhi, voleva trattenersi.

-Ol tu l'hai cercata di allontanare tutto questo tempo perché avevi paura di ferirla ancora, lo so, te lo leggo in faccia, ma ora dico io a te una cosa. In amore non è mai tardi.- disse guardandolo, era in balia di ricordi dolorosi e sapeva che si sentiva perso. -Ol posso farti una domanda? Ma dovrai rispondere sincero.- Oliver annuì poco convinto delle intenzioni dell'amico. -Tu cosa provi per lei, ti piace?-

Oliver abbassò lo sguardo. -Lei è così bella, dolce, ha paura di stare da sola eppure adora stare sola con i suoi libri, ama i fantasy ed i libri d'amore, adora fantasticare e molte volte non ti ascolta perché sta vagando tra i suoi pensieri, è una ragazza molto romantica e crede nell'amore a prima vista, è una ragazza semplice e solare, ha come il potere di far stare bene gli altri, ma non pensa mai a sé stessa e se non ci pensa qualcuno a lei, lei tiene tutto dentro e non sfoga poi si deprime sempre più e si chiude in sé- alzò lo sguardo verso l'amico -Non posso dire che quando vuole non è antipatica, sopratutto quando fa la difficile o è arrabbiata ma l'adora quando mette il broncio perché mi viene una voglia matta di baciarla, e no a me non piace, una ragazza come lei non può solo piacere. IO LA AMO!- la parte finale fu più un grido, come ad ammettere a sé stesso i suoi sentimenti per Lacie e non per far capire a Vincenzo l'amore che provava nei confronti della ragazza.

-Ok- si limitò a dire, si alzò e prese Olicer per le spalle, lo stava accompagnando alla porta dell'aula.

-Vinz?- chiese il ragazzo non capendo cosa l'amico stesse facendo.

Una volta sull'uscio della classe l'amico gli diede un calcio nel posteriore scaraventandolo fuori dall'aula, Oliver per poco non cadde a terra per la forza infertagli nel calcio, spazientito si voltò verso l'amico ma prima che potesse imprecargli contro, questi lo fermò con un gesto di stizza della mano -Se tanto la ami, perché sei ancora qua a prendertela con me?- disse per poi voltarsi tornando verso il banco, si rimise nella stessa posizione in cui l'amico l'aveva incontrato, un sorriso comparve sul volto di Vincenzo -Sei proprio scemo a volte Lucifero-.

I passi di Oliver risuonavano per la scuola mentre la campanella suonava indicando la fine dell'intervallo, i ragazzi tornavano nelle proprie aule ed i professori si incamminavano nelle loro rispettive classi. Oliver fu veloce scese le scale e si diresse verso l'uscita principale, la bidella lo vide e iniziò a corrergli incontro urlandogli di fermarsi o minacciandolo di portarlo dal preside, ma in quel momento Oliver voleva solo tornare a casa e stare con la sua Lacie.

La pioggia questa volta era più forte e fredda di prima, i muscoli di Oliver dolevano per lo sforzo che fino ad ora aveva richiesto loro, l'aria nei polmoni sembrava sempre poca, iniziava ad avere il fiatone, ma non poteva fermarsi, doveva correre da lei.

“Oliver!” Fu solo un grido mentale che il ragazzo sentì, ma riconosceva quella voce, Lacie aveva bisogno di lei.

La strada era deserta, si sfilò la maglia e spiegò le sue nere ali dalla tenue sfumatura azzurra, le enormi ali si spiegarono come vele al vento ed in un battito silenzioso come una piuma che cade a terra spiccò il volo, avrebbe corso fino alla morte per salvarla.

“Oliver!” Urlò mentalmente la ragazza, sapeva che era troppo lontano da lei, ma aveva bisogno di essere salvata da lui, come la sera prima.

Daniel era comparso davanti a loro, i suoi occhi erano rosso sangue e incuteva molta paura, tanto che Lavie era rimasta paralizzata, seduta su quel letto e Lysander era saltato giù ai piedi del letto.

Tutto si svolse nel giro di pochi secondi, delle ali grigie comparvero dalle spalle di Daniel ed una sfera di una luce nera fu scagliata verso la ragazza, ma Lysander fu svelto e sfoderando le sue ali protesse Lacie dalla sfera, le ali di Lysander erano grandi e dorate, i suoi occhi viola scintillavano intensi nella sua direzione, un sorriso pieno di sollievo comparve sul suo volto nel vederla intatta.

-Canon che vuoi da Lacie? Vattene!- intimò minaccioso, ma il ragazzo non parve calcolarlo -Lacie vieni dietro di me e non muoverti da lì- disse fermo verso la ragazza ma senza distogliere lo sguardo dal suo nemico.

Oliver volava rapido nel freddo cielo, stava arrivando, imprecava per il fatto di non essere lì da lei, si maledisse per essere così lontano.

-Lacie muoviti- disse Lysander voltandosi appena verso la ragazza che era persa nel vuoto, era rimasta paralizzata dalla paura.

-Dammi Lucy e tutto andrà bene, lei è la chiave e mi serve- disse fermo mentre sulla mano si creò un globo cremisi pronto ad essere lanciato contro la ragazza.

-Lacie- urlò Lysander mentre tentò di coprirla con le sue ali ma fu troppo lento.

Oliver discese e corse all'interno della casa fregandosene se aveva sbattuto la porta, si precipitò sulle scale per assistere a tutta la scena.

Il globo di Canon si infranse contro un paio di ali bianche dalle sfumature azzurre, le ali si dischiusero facendo rimanere di sasso tutti gli spettatori, i lunghi e neri capelli di Lacie si sciolsero i suoi occhi azzurri divennero di ghiaccio. Un globo azzurro e dorato si creò sulla mano di lei per poi essere scagliato contro Canon che sparì appena ricevette il colpo.

Lacie svenne, le ali rientrarono nel suo corpo gli occhi tornarono del suo colore normale prima di chiudersi, il corpo cadde riverso sul letto.

Lysander era rimasto pietrificato, la ragazza era riuscita a manifestare la sua vera natura, Oliver corse incontro a lei facendo da parte il fratello, si avvicinò al corpo della ragazza e lo sollevò voltandola verso di lui, il volto della fanciulla era imperlato di sudore, le labbra di Oliver si adagiarono sulla sua fronte rivelandogli che a Lacie era tornata la febbre alta.

Uno sguardo pieno di rabbia fu rivolto al fratello -Non sai nemmeno proteggere la donna che ti piace!- Lysander rimase muto, subendo la predica da suo fratello, ma Oliver sapeva che quella frase valeva anche per lui.-Renditi utile, ho bisogno di un asciugamano ed una bacinella di acqua fredda e ghiaccio.- disse fermo e il fratello eseguì i suoi ordini svanendo dietro la porta.

-Lacie- disse passando il palmo della mano sul volto della fanciulla -sono arrivato tardi e non ti ho protetto questa volta, però sono arrivato, te lo avevo promesso ricordi?- anche se sapeva che non lo aveva né ascoltato né gli avrebbe risposto aveva bisogno di sfogarsi.

La strinse forte a sé e le lacrime uscirono bagnando il volto della giovane -Oliver- mormorò ed il ragazzo la guardò, dormiva beata, le si leggeva la stanchezza e lo sforzo sul suo bellissimo volto.

Il ragazzo le diede un leggero bacio sulle labbra, poi baciò la sua fronte e scostandole i capelli sudaticci dalla fronte -La prossima volta sarò puntuale- le sussurrò dolcemente.

Lysander fu di ritorno con tutto il necessario, Oliver ancora stringeva nella mano la sua maglia fradicia, i suoi occhi brillarono di ambrato per una frazione di secondo, il tempo necessario per far che la maglia divenisse asciutta.

Lysander gli porse la bacinella con il necessario es una panno, il fratello li prese e tolse la maglia alla fanciulla -Che diamine fai Lucifero?!- disse guardandolo

-Le cambio i vestiti?! Non può tenere di certo degli abiti sudati, comunque devi portarla via da qui, io non ho un riparo "sicuro", ma almeno da te starà più protetta.- disse calmo.

Lysander guardava come Oliver sfilò dolcemente il reggiseno azzurro di pizzo della ragazza e come abilmente le passò il panno freddo sul suo corpo per rinfrescarla. Le mise la sua maglia, poi passò a toglierle il pantalone del pigiama e fu allora che Lysander si voltò non poteva vedere oltre, si vergognava e non lo trovava rispettoso nei confronti di Lacie. Oliver rivide quel suo sexy intimo azzurro in pizzo semi-trasparente e sorrise era sempre stata così e le passò il panno per le gambe, con estrema dolcezza e delicatezza poi la sollevò tenendola tra le sue braccia.

-Michele proteggila, te l'affido e non farmene pentire- disse facendo sì che il fratello potesse sollevarla prendendola tra le sue braccia. -Ma ti avviso, io tornerò presto per lei. Tienilo a mente, lei è mia!- disse per poi uscire e chiudersi la porta alle spalle, Lysander si avvicinò alla finestra aperta e spiegando le ali si allontanò in volo con Lacie tra le sue braccia.

Lysander doveva proteggerla, sapeva che Canon era alla sua ricerca e suo fratello lo aveva avvertito, sarebbe tornato a riprendersi Lacie, in pratica, suo fratello e lui avevano fatto un accordo di tregua.

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