Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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24. Il dono

Sentiva l'avvicinarsi di un nuovo ricordo, voleva sapere, voleva ricordare chi era veramente ed il perché era diventata così.

-Lacie- una voce alle sue spalle la chiamava, urlava il suo nome.

Ma la ragazza non voleva voltarsi, non sapeva cosa l'avrebbe attesa se fosse andata avanti, quale ricordo si sarebbe fatto strada nella sua mente.

Qualcosa le afferrò il polso, una presa salda e forte, calda come il sole ed allo stesso tempo era dolce, Lacie si maledisse e arrestò la sua corsa, guardò indietro e vide la figura di un Oliver sofferente, le sorrise, tentò di dire qualcosa, poi capì che non riusciva a dirlo ed allora glielo mimò “Lacie torna indietro”, non sapeva se la sua fosse un'avvertenza o un ordine, ma Lacie vide la sofferenza nei suoi occhi ambrati, delle ali nere uscirono dalle sue spalle, Lacie ne rimase ammaliata, gliele aveva viste più volte e quella sfumatura di azzura così simile alla sua la rese felice, e Oliver parve accorgersene e si forzò per regalarle un nuovo sorriso.

La ragazza corse da lui vedendolo piegato a terra, lui le mise una mano dietro la nuca, stringendo i suoi capelli neri, portò il viso della fanciulla a contatto con il suo, le diede un bacio semplice poi svanì in mille frammenti di luce, Lacie urlò.

Era spaventata, non capiva perché Oliver l'avesse baciata o perché ora era scomparso, lui non poteva morire, doveva rispondere alle sue domande.

Si alzò ed iniziò a tornare indietro, poi doveva salvare Lysander, era in pericolo, “se si fosse innamorato di Lilith un'altra volta?” Quel pensiero stava correndo per la sia mente devastandola, ma ovunque corresse non vi era via d'uscita.

Lacie chiuse gli occhi, aveva paura era sola, le lacrime non tardarono a scendere dal suo viso.

Una sensazione che aveva provato, la sorprese, delle ali la circondavano, le ali di Lucy, no, quelle erano le sue ali. Lei era Lucy.

Davanti a lei comparve uno specchio, il riflesso era quello di Lucy, le sorrideva, poi le tese una mano.

La accettò ed entrò all'interno dello specchio.

Tutto era così pieno di luce e colore, le due ragazze stavano volando spensierate, Lucy le fece segno di scendere, atterrarono in quella che era un vasto prato, pieno di fiori di lavanda, rose, iris e gigli.

-Lacie, forse avrai capito che io e te siamo la stessa persona vero?- Lacie annuì -Bene, tu vorresti ricordarti di me e della nostra prima vita?- annuì ancora -Un modo ci sarebbe, potresti cercarmi nella tua mente, ed io ti illustrerei i nostri ricordi, non fidarti di Lilith, a me non mi piace- dette quelle parole Lucy le sorrise nuovamente e si trasformò in un ciondolo dalla cordicella sottile e nera con una pietra azzurra a forma di chiave di violino.

Lacie lo raccolse da terra e se lo mise al collo, era preciso per lei, era felice, si sentiva calma e forte.

Sapeva come uscire da lì. Grazie a Lucy era consapevole di tutto ciò che riguardava sé stessa ed i suoi poteri.

Ricordava ogni incantesimo e potere che possedeva, tutte le sensazioni ed il piacere che volare e la musica stessa le donava, capiva perché anche in questa sua seconda vita, la musica fosse essenziale per lei, quanta pace ed energia le dava.

Si sentiva pronta a tutto, era pronta a qualsiasi sfida le si fosse presentata davanti. Era più forte, aveva recuperato una parte di lei stessa.

Doveva andare. Chiuse gli occhi e quando li riaprì le sue ali erano lì, spiegate a quel vento fresco come le vele di una nave, il suono impercettibile di un battito d'ali e di ritrovò a volare nel cielo più alto, fece sua ogni sensazione, era pronta, doveva tornare da Lysander.

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