Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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10. Grazie

Lacie si voltò verso il suo salvatore con un sorriso -Grazie per avermi salvata-.

Vincenzo si limitò a ricambiare quel suo sorriso -Non è me che devi ringraziare, io ho solo fatto un favore ad un amico.-

-Grazie anche a te, perché se non ti andava, il favore potevi anche non farlo- disse mostrando quel suo sorriso stupido a trentadue denti, era ancora scossa, ma doveva essere forte -Puoi ringraziare il tuo amico? Vi devo un favore-.

Il ragazzo le porse una mano per rialzarsi, Lacie tentennò, quel ragazzo l'aveva salvata, eppure, aveva paura che potesse farle male.

“Non devo avere paura, posso fidarmi. Non devo avere paura, posso fidarmi.” era una cantilena, una formula magica che le avrebbe permesso di compiere quel contatto. Accettò la sua mano ed il ragazzo la sollevò da terra. -Grazie- quante volte doveva ringraziarlo per quello che faceva? Eppure era stato davvero gentile -Grazie- disse, il giovane sorrise e la lasciò sola nel corridoio.

Lacie osservò incantata quell' alta figura allontanarsi, silenzioso come una lince, si mise le mani in tasca e continuò, senza voltarsi mentre Lacie osservava le sue spalle larghe.

Daniel era fuori di sé, era stato interrotto sul più bello, svoltò l'angolo per tornare nella parte frequentata della scuola, ma fu catturato dallo sguardo di qualcuno appoggiato sulla parete.

-Ti ho avvisato di non toccarla- sibilò Oliver. Era lui, adagiato a riposarsi sul muro del corridoio -Preparati al tuo castigo-.

Oliver gli corse incontro e tirò un pugno contro il viso di Daniel che lo schivò per un soffio spostandosi sulla destra, i due ragazzi stavano litigando, pugni e calci riuscivanò ad oltrepassare le barriere ed a colpirli. Oliver aveva il labbro inferiore spaccato ed il sangue usciva lento mentre il suo avversario aveva un occhio che si stava tingendo prima del rosso delle fragole per poi marcire in un nero-violaceo.

-Ragazzi fermatevi o verrete sospesi!- urlò una voce giungendo nel momento propizio, era arrivato in tempo, prima che i due si fossero ucccisi tra loro a suon di botte.

I due giovani furono divisi da Vincenzo e si rialzarono indolenziti, si guardavano in cagnesco, ma le mani del ragazzo sui petti dei due lottatori era salda e ferma.

-Lasciami andare- sbottò, ma il ragazzo teneva forte la presa sul petto di Daniel -Usare gli amici per non mettere la faccia, hai paura, Oliver?- quella domanda fece velare gli occhi di Oliver che viaggiarono ad un tempo lontano.

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