Un'amore incantato

Lacie non è una ragazza come tante altre, i genitori sono morti tanto tempo fa e da allora vive in un orfanotrofio. Lacie non ha amici, solo i libri che tanto ama e cerca disperatamente almeno una persona speciale. Ma tutto cambia quando per caso nell'orfanotrofio si parla di una prova di coraggio. Una casa che si dice maledetta...

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20. Dolcezza

Lacie era rimasta sola in quella stanza, si voltò e vide l'unico specchio rimandarle l'immagine di una ragazza con indosso solo una leggera camicia e che il bottone sopra i suoi seni era slacciato e che le curve dei suoi seni erano in vista, arrossì e si diede della stupida, ora non sapeva cosa potesse passare nella mente di Lysander.

Uscì di corsa dalla stanza sperandolo di trovarlo ancora lì, ma non c'era era sparito, il corridoio era silenzioso, vetri di un indaco chiaro e giallo davano colore alle pareti bianche riempiendoli di giochi di colore.

Rimase ferma, non sapeva in che direzione andare, chiuse gli occhi e pregò per un miracolo, una leggera brezza entrata da una finestrella lasciata aperta, le scostò i capelli sulla sinistra, decise quindi di seguire la direzione indicatale da quel venticello. Non si accorse della figura fuori dalla finestrella, ali verdi smeraldo ed occhi gialli, un sorriso stampato sulle labbra. Poi il leggero battito d'ali come un fruscio e svanì.

Lacie si voltò indietro per vedere da dove proveniva quel leggero fruscio quasi impercettibile, ma alle sue spalle non potette notare che una calma ed una pace sovrumana.

Percorse il corridoio pieno di porte, tutte uguali, ma nessuna di esse sembrava adatta ad un principe; continuava ad accellerare il passo ad ogni porta, si stava ritrovando a correre sperduta in quel corridoio.

Si fermò, era arrivata. Due porte estremamente decorate, una delle due doveva essere la porta della stanza di Lysander, ne era più che certa; notò che una era leggermente socchiusa, doveva essere quella. La aprì delicatamete e si affacciò, la maglia del ragazzo gettata a terra vicino al letto, lui sdraiato sembrava dormire.

Era disteso su un fianco, raggomitolato come un gatto, Lacie si mise ai bordi del letto e lo osservava, dormiva beato, i ricci ricadevano delicatamente sui suoi occhi chiusi, le labbra erano carnose e morbide.

Lacie vide la maglia di Lysander a terra e decise di mettersela, il profumo della vaniglia, così dolce.

Lysander si voltò verso la ragazza e con gli occhi leggermente socchiuse la vide. Sgranò gli occhi, la pelle nuda della ragazza, ne seguì i lineamenti, dal profilo del volto al collo, lentamente giù per le curve del seno, ed ancora più giù lungo le sue lunghe gambe, ma soffermandosi ad osservare quelle mutande in pizzo azzurro semi-trasparente.

Lysander la osservava, la stava divorando con gli occhi, voleva che fosse sua con tutto il cuore, l'avrebbe amata come meritava.

Lacie indossò la fresca maglia del ragazzo, profumava ancora di lui, era piacevole, la maglia era gigante e questo le era di grande aiuto, poteva usare benissimo la maglia come vestito.

La ragazza si voltò e vide gli occhi grigi di Lysander guardarla, subito arrossì e si diede alla fuga, ma il ragazzo scattò e afferrandola per il polso la spinse a sé e la strinse a lui.

Non le avrebbe permesso di lasciarlo, Lacie era stretta al petto del giovane, la sollevò prendendola tra le braccia come una principessa, la ragazza strinse le braccia intorno al collo di Lysander, che la stava portando a letto.

La adagiò con delicatezza, le stava sopra, voleva farle l'amore, ma era coscente che non poteva, le accarezzò il viso, Lacie era tornata rossa in volto nuovamente.

Le accarezzò il viso, per poi mettersi di fianco a lei, la strinse e chiuse gli occhi.

Per tutto il tempo la fanciulla non era riuscita a fare e dire nulla soggiogata dagli occhi del ragazzo e dalla sua dolcezza.

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