Il mio segreto più oscuro

Sono Isabella e vado alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Frequento questa scuola anche se in realtà non rientrava nei piani stabiliti per il mio futuro. Ho un segreto letale per chiunque lo conosca. Ho delle origini segrete e la mia storia parte dal terzo anno nella scuola. Il resto non conta o comunque non è importante....per ora. Un giorno accadde quello che temevo di più da quando mi ero indebolita.... Ma ora sono pronta. Pronta a svelarvi la mia storia

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5. Un bacio al sapore di sangue

Era passata una settimana dall'appuntamento con Louis nella gufiera. Le giornate per me erano sempre più stancanti e cercavo di evitare un po' tutti, compresi Jane e George. Ero sempre più vulnerabile; ormai era impossibile stare durante i pasti con tutte quelle persone. Le mie pillole erano fondamentali per me e una sicurezza in più per chi mi stava accanto. Un giorno Jane mi fermò sulle scale; stavo tornando da una passeggiata. Il giorno dopo si sarebbero svolti gli allenamenti per la futura partita. Non avevo la minima voglia di parlarle. "Isabella, questo è un periodo in cui mi eviti. Molto. E non solo me ma anche George. Non so cosa tu abbia ma qualsiasi cosa sia vorrei che tu me lo dicessi. Ti ricordi la nostra promessa!? ~la verità sempre.~"così dicendo se ne andò. Era vero: evitavo tutti; ero tornata come ai vecchi tempi. Avrei dovuto dirle la verità!? Avrei dovuto dirle una scusa!? Quale!? Che confusione, ho bisogno delle pillole...

Ad un certo punto vidi tutto sfocato e poi nero.

Quando mi svegliai mi trovavo in infermeria e vicino a me c'erano George, Jane Louis e gli altri della banda. Li guardai. Perché erano lì!? Non sarebbe stato più prudente allontanarli!! "Bella" questa parola era così... Era stata pronunciata da George sicuramente. Questo mi diede forza e mi alzai sui gomiti. "Ti senti bene!? Dopo che me ne sono andata ho sentito un tonfo dietro di me.... Beh, eri sulle scale. Cioè eri caduta e... E...." Jane era quasi in lacrime. "....e poi George che era dietro di te ti ha presa in braccio e ti ha portata qua assieme a lei." Louis stava cercando di spiegare l'accaduto ma a me non quadrava il tutto. "E voi che ci fate qui" era un po' azzardato e poco carino ma, come si sapeva, ero molto diretta. "Ehm... Noi... Noi eravamo... Beh..." "Beh!?" "Senti Isabella quando sei caduta, visto che non sei leggera come una piuma, si è sentito un tonfo e molti nell'atrio si sono voltati. C'eravamo anche noi così abbiamo seguito questi due" disse seccato Greg, indicando Jane e George. Stavo per ribattere quando George intervenne cercando di essere ancora più calmo di quanto non lo fosse già: "Bella come stai. Ti sento meglio?" "Ssi... Ma io credo che sia meglio che rimaniate solo tu e Jane. Devo parlarvi. Ragazzi, ehm, grazie per esservi preoccupati ma ora vi chiedo di lasciarmi sola. Per favore." Greg seguito da Philips Richard e il biondino uscirono dall infermeria mentre Louis rimase lì a fissarmi ancora per una trentina di secondi e poi se ne andò. "Allora, cosa volevi dirci" "Allora...in questi giorni mi sento poco bene e ho dei problemi... Ogni anno in questo mese mi sento male. Dura tutto il mese e verso fine mese aumenta la sensazione di.... Fame e nausea. Sto cercando di distaccarmi da voi per non crearvi problemi, ma questo distacco è solo per il vostro bene, fidatevi. Vi potreste far male" fui triste per la mia decisine ma dovetti farlo. L'unico modo per evitare quello che ho sempre temuto. Avevo bisogno di tempo. "Stai...stai scherzando?" La voce di Jane tremava; non l'ho mai vista in questo stato. Ma forse perché non si è mai ritrovata in una situazione simile... "No Jane. Mi dispiace ma non potete stare con me." La mia voce era determinata e leggermente fredda all'inizio. Incominciavo ad essere irritata. Non avevo intenzione di rispondere a varie domande se non solo sentire un 'ok' come risposta. " Bella...." "George." "Lo sai quello che provo per te. È una tua decisione. Sappi che non riuscirò ad aspettarti a lungo..." Lo guardai di malo modo e lui aggiunse prima che potessi replicare:" Ma comunque ti aspetterò fin quando posso. Sarò ben felice di farlo se poi tutto tornerà alla normalità."

Ma comunque ti aspetterò fin quando posso. Sarò ben felice di farlo se poi tutto tornerà alla normalità.

Le parole mi circolarono per la mente più veloci che mai. Assaporando il loro significato diventai rigida e il mio sguardo si spense e fui costretta a chiudere gli occhi per non far trapelare alcun segno che potesse far comprendere il mio stato d'animo. Le cose si sarebbero ripetute. Avrei dovuto evitarli altre volte. No. Non potevo fagli questo. Avrei dovuto dargli spiegazioni? Ma per cosa!? Avrei peggiorato solamente la situazione già poco a mio favore.

"Ho bisogno di riposo. Grazie di tutto. Ora andate." Queste furono le uniche parole che riuscii a pronunciare prima di tornare ai miei pensieri. Era una sensazione così strana... Come se lo ritenessi da un certo punto di vista sbagliato. Nonostante tutto riuscii ad addormentarmi.

Ero in una stanza buia e qualcuno mi teneva per mano. Si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò:"Non aver paura tu sei forte Isabella. Sei pura." Mi voltai verso il viso che aveva sussurrato quella frase ma l'individuo era già sparito, come il calore delle nostre mani intrecciate. Continuai a camminare nell'oscurità più totale fino a quando non vidi una fioca luce provenire da una candela. Mi avvicinai sempre più ma quando feci per toccarla quella si spense, come se avessi le mani d'acqua... Era una sensazione strana e per un momento mi era sembrato di affogare... Oppure stavo affogando!?! Un secondo dopo non riuscivo più a respirare...

"Isabella!!!"

Luce. Un bagliore mi accecò e come d'istinto presi un'enorme boccata d'aria. Dopo essermi calmata un po' riconobbi l'ospedale. Fuori era buio ma le luci delle torri del castello emanavano una luce dalla tonalità calda. Solo ora mi accorsi della presenza di qualcuno a lato del mio letto. Era George e a giudicare dalla sua brutta c'era non dormiva e avrei potuto constatare che era da più giorni, viste le sue grosse profonde e violacee occhiaie. Un momento...

"Che giorno è oggi"

"15... Mercoledì 15..."

"Cazzo cazzo cazzo!!! Sono qui dentro da una fottutissima settimana!!" Ero impazzita. Con un balzo da lince saltai giù dal letto e secondi dopo mi ritrovai a correre fuori dall'infermeria passando di fianco alla Prof Sprite con un'espressione indecifrabile fra l'arrabbiato e il sorpreso dipinta sul viso. Non credo che George mi stesse seguendo... Oppure se aveva già provato l'avevo seminato o si era arreso.

In poco tempo mi ritrovai davanti alla mia sala comune. Stavo per pronunciare la password per entrare, quando il portale su cui era raffigurata "La Signora Grassa" si aprì e mi lasciò intravedere tutta la mia squadra. Mi ritrovai subito ad assalire il povero Kevin.

"Kevin! Quando ci alleniamo per la partita!?"

"Ciao Isabella. Pensavamo non ti volessi più svegliare... Sei lì da..."

"Kevin. Lo so da quanti fortuitissimi giorni sono lì dentro. Lo so benissimo. Ora non deviare l'argomento. Dimmi quando vi riallenerete per la partita."

Kevin stava per dire qualche cosa ma Louis lo anticipò:"Isabella abbiamo già provato per la partita e visto che non ti svegliavo abbiamo dovuto... Ehm..."

"Sostituirti." Concluse Kevin.

Non mi era mai capitato in vita mia di essere rimpiazzata. Da nessuna parte. La rabbia incominciava a farsi sentire e la nausea anche. Dovevo sbrigarmi.

"Chi è quella che mi sostituisce."

"Jennifer"

"Chi!? Quella è un'idiota. La peggiore avete preso! Che cazzo!! Almeno mi aveste sostituita con una brava! Non la lascerò giocare al posto mio in una partita men che meno la prima."

"Isabella non abbiamo più tempo..."

"Si trova il tempo. Io sono la cercatrice. Non ho bisogno della squadra per esercitarmi. Mostratemi solo la tattica così la studio. Il resto lo farò da sola. Abbiate fiducia in me una buona volta."

"Va bene. Mi fido."

"Ma Kevin! Non ce la faremo mai!"

"Fidati. Fidatevi di me."

Con un ultimo cenno del capo di Kevin ci incamminammo tutti nella Sala Grande per la cena. Arrivati al tavolo dei Grifondoro ci sedemmo uno di fronte all'altro e io capitai di fronte a Kevin e in mezzo a Louis e Bruce. Era una bella compagnia quella anche se il 90% delle volte parlavamo solo di Quiddich e di come Kevin fosse troppo fissato. A fine cena li salutai e mi diressi verso la mia amata quercia. Era buio pesto ma con i miei occhi riuscivo a distinguere molto bene le forme e i colori. La nausea incominciò a farsi risentire quindi tirai fuori dalla tasca della divisa/ uniforme (?) la scatola con le pillole. Erano quasi finite... Me ne sarei dovuta procurare altre oppure sarei dovuta andare nuovamente dal Prof Piton... Arrivata sotto la quercia mi sedetti. Era una bella serata e c'era un leggero venticello che muoveva la mia chioma. Era piacevole come ai vecchi tempi. Come quando ero a casa mia ed ero sdraiata sul prato del parco giochi con Bryan. Quanto mi manca... Era il mio migliore amico ed era l'unico a non aver paura di me. Era riuscito come a domarmi.

Mi risvegliai dai miei pensieri quando sentii un ululato provenire dalla foresta proibita. Non potevo permettermi di andare a controllare come avrei fatto in altre circostanze. Ero troppo debole e troppo vicina al periodo fatale. Incominciai ad incamminarci a passo veloce verso il castello sperando che le porte non fossero chiuse. Per mia immensa fortuna Gazza non era nei paraggi e le porte erano accostate. Corsi il più velocemente possibile, attenta a non far rumore, verso la torre nel quale era situata la mia Sala Comune. Arrivata al portale pronunciai la password ed entrai. Per mia sfortuna la sala era quasi piena e molti occhi dei cui presenti erano puntati su di me. Non capivo il perché all'inizio ma poi afferrai il concetto. Quando cazzo mi ero svegliata e perché loro non lo avevano saputo?! (Escludendo ovviamente la squadra)

Sfoderando il mio miglior sorriso falso mi diressi verso la mia stanza. Arrivata, mi chiusi a chiave fregandomene delle mie "coinquiline". Presi un pezzo di pergamena inzuppato con dell'inchiostro nero e la mia bacchetta. Dopodiché mi stesi sul letto e dopo aver pronunciato un incantesimo che avevo inventato di recente, scrissi in aria con la bacchetta ~jαnє ѕσnσ vívα~. Poteva essere una sciocchezza ma le parole scritte in aria apparvero ardenti sulla pergamena e un secondo dopo scomparvero. Era molto utile questo incantesimo e lo avevo spiegato anche a Jane in modo che potessimo comunicare in questo modo se non avessimo avuto occasione di vederci di frequente. Il pezzo di pergamena si illuminò e le parole infuocate mandate da Jane apparvero: ~ íncσmíncíαvσ α pєrdєrє ѕpєrαnzα~. Le risposi subito facendo il procedimento che avevo già svolto.

~íσ nσn cí crєdєvσ~

~crєdící... gєσrgє єrα prєσccupαtσ. mα tαntσ. є nσn єrα l'unícσ~

~hσ nσtαtσ... αvєvα dєllє σcchíαíє pαzzєѕchє...~

~вuσnα nσttє <3 ѕtαnnσ αrrívαndσ lє míє cσmpαgnє dí ѕtαnzα. cí vєdíαmσ dσmαní α pσzíσnє~

~σkí α dσmαní <3~Dopo aver mandato quest'ultimo messaggio-fuoco riposi la pergamena nel cassetto del mio comodino e spensi la luce.

Il mattino seguente mi svegliai con il solito mal di testa misto nausea. Cercai immediatamente le pillole nel cassetto sotto il letto e per fortuna me ne era rimasta ancora una scatola. Non mi ricordo di averne usate così tante in vita mia in un solo mese. Mi ricordai anche che dovevo andare a prendere la pergamena su cui Kevin mi aveva spiegato e scritto la tattica della prima partita di Quiddich. Nel pomeriggio avrei avuto un'ora buca che avrei usato per andare nel posto segreto assieme a George; Jane l'avrei vista questa sera visto che aveva un appuntamento con quel ragazzo della squadra Serpeverde. Dopo essermi lavata ed aver indossato la mia divisa ed aver preso il mio zaino con i libri utili per la mattinata, mi diressi nella Sala Grande per la colazione. Era ancora presto ma preferivo mangiare senza molta gente intorno. Un quarto d'ora dopo, ero pronta per andare alla prima lezione dopo la mia lunga assenza. Pozioni. Quella mattina i sotterranei sembravano più raccapriccianti del solito ed emanavano maggiore umidità. Arrivata alla porta dell'aula e trovandola aperta, mi ci intrufolai dentro. Presi posto all'ultimo banco e lo tenni anche per Jane, accanto a me.

"Isabella" quella vice l'avrei riconosciuta fra centinaia.

"Prof Piton..."

"Deve dirmi qualcosa?" Pensai mentalmente a cosa volesse dire e dopo pochi attimi risposi:"Si. Ho bisogno della pozione. È più brutale... Degli altri anni... Sto cercando ancora il perché."

"Lo sa vero che l'assenza di una settimana comporta al recupero di molte materie e fra queste, anche pozioni. Ho dato una ricerca anticipata sui lupi mannari. Due rotoli di pergamena. Immagino che lei non abbia bisogno di cercare molto😌"

"Non credo professore. E non credo mi sia utile."

"No, forse questo no. Ma mi piacerebbe se lei facesse una ricerca in biblioteca sul suo problema. Credo basti anche un rotolo. Sarà veloce e concretamente possibile."

"Scusi Prof se mi permetto, ma credo proprio che lei abbia già fatto qualche ricerca su questo mio cosiddetto 'problema'... Quindi lei si sta accertando che io faccia una ricerca imposta da lei, quando ho già incominciato la mia!? È assurdo."

"Mi stavo solo accertando della scelta del cappello parlante..."

"Come scusi?!"

"Si ricorda che lei doveva essere smistata in Corvonero all'inizio del suo primo anno. Poi non si sa come il cappello ha deciso Grifondoro. Non capita spesso sa'?"

Cercai di rimanere calma e rivolgendogli un falso sorriso tirai fuori il mio libro di pozioni e i miei ingredienti personali contenuti in fialette. Dopo dieci minuti circa arrivarono altri alunni e ben presto la classe si riempì. Jane si era seduta in fianco a me anche se il suo "amante" o come volete chiamarlo la voleva in fianco a lui. Adoro Jane anche per questo motivo. Non ti lascia mai in asso soprattutto se ci tiene specialmente a te. Le lezioni passarono in fretta e nel frattempo avevo vuotato più di metà scatola di pillole. Era mezzogiorno e molti alunni erano riuniti nella Sala Grande per il pranzo. Si sentivano alcune voci lamentarsi della ricerca di Piton e più mi addentravo nella sala, più erano. Mi sedetti come al solito di fronte a Kevin ma questa volta ero in mezzo a Christine e Darren. Incominciammo a parlare degli allenamenti e di come Kevin si fosse preoccupato per la nuova sostituta cercatrice. Pensava non ce l'avrebbe fatta. E aveva ragione. Io ero tornata e lei era fuori( oltre che essere una merda ;) me lo concedo). Kevin mi porse la pergamena che incominciai a studiare. Poi la chiusi e la posi nella mia borsa. Finito di pranzare mi diressi con la squadra al completo verso il campo da Quiddich. Per nostra sfortuna i Tassorosso si stavano allenando e quindi non ci fu concesso entrare... Peccato ;). Salutandoli mi diressi verso la quercia dove un George sorridente mi aspettava.

"Scusa per il ritardo."

"Stai tranquilla siamo entrambi in anticipo. Se vuoi possiamo già andare."

"Volentieri."

Intrecciammo le mani assieme e poi ci incamminammo verso il nostro salice piangente. Arrivati, ci sedemmo in mezzo a due grosse radici che sembravano fatte apposta come braccioli. Lui era appoggiato di schiena alla corteccia mentre io ero seduta in mezzo alle sue gambe e appoggiata con la schiena sul suo busto. Dopo poco incominciò ad accarezzarmi i capelli cosa che mi fece molto piacere. Se fosse stato chiunque altro mi avrebbe dato fastidio e l'avrei fermato. Chiusi gli occhi per assaporare meglio la sensazione e secondi dopo le labbra di George sfiorarono le mie. Sapevano di menta e limone ed erano morbidissime oltre che calde. Lentamente intensificammo il bacio fino a quando le nostre lingue non si intrecciarono con passione ed una a certa lentezza. Gli morsi dolcemente il labbro inferiore e lui emise un piccolo gemito che mi fece sorridere nel bacio. Speravo quel bacio non finisse più. Come d'incanto un venticello incominciò a muovere le fronde del salice che emanavano un fruscio elegante e naturale. Non mi sarei mai dimenticata di questo bacio qualsiasi cosa fosse successa.

Dopo un tempo indeterminato ci staccammo da quel bacio quasi contemporaneamente e ci sorridemmo.

"Sai... All'inizio di quest'anno quando ci siamo incontrati sul treno sembravi più diffidente è distaccata da tutti ma ora mi sono accorto che un po' mi sbagliavo. Alcune volte sì, sei una signora in menopausa ma per il resto..."

"Ehi!!" Esclamai con un sorriso stampato sulla faccia e dandogli una pacchetta sul braccio più vicino alla mia portata. Lui ridacchiò e poi si sporse nuovamente per darmi un bacio a stampo leggero e semplice eppure sapevo che quel gesto per lui significava molto di più che un semplice bacio a stampo che si dà ad una persona quando giochi ad obbligo i verità.

"George... Devo dirti una cosa..."

"Dimmi cucciola" dopo aver pronunciato quel nome la fatidica sensazione di cui parlano tutte le ragazzine della mia età o che si raccontano in libri, si fecero sentire. Ma le mie non erano farfalle era sangue. La mia circolazione era accelerata e il mio cuore batteva all'impazzata.

"Ci ho pensato tutt'oggi e..."

"Non esitare."

"Vorreiinfrangereleregoleesgattaiolarefuoriunanottediquesteconteperfareunbagnoalchiarodiluna."

"Ehm... Non credo di aver capito bene. Gradirei se potessi ripetere quello che hai detto più lentamente." La faccia che fece non mi convinse molto ma per fargli un favore lo feci.

"Vorrei infrangere le regole e sgattaiolare fuori una notte di queste con te per fare un bagno al chiaro di luna."

"Lo so avevo capito. E comunque ci sto."

"Perché allora ho dovuto ripeterlo?!"

"Perché è la prima volta che ti ho fatto e visto mai arrossire. E credo sia proprio la tua prima indipendentemente da me."

"..."

"Sei dolcissima" e poi mi baciò la punta del naso cosa che mi fece sorridere e strizzare gli occhi. Passò un'altra oretta che passammo a coccolarci e ad invertire posizione e con qualche bacio intenso. Dopodiché ci alzammo e mano nella mano ci avviammo verso il castello. Il vento ora era più forte anche perché non eravamo più riparati dalle fronde dell'albero. Arrivati davanti alle porte ci sorridemmo un'ultima volta prima di incamminarci nella Sala Grande. Ci separammo e ognuno andò a sedersi al proprio tavolo. Io capitai allo stesso posto di quel mezzogiorno con la differenza che nel tavolo dei Serpeverde, che fronteggiavo, avevo di fronte Jane che mi sorrise e alzò i pollici. Di fianco a lei si trovava il solito ragazzo della squadra di Quiddich Serpeverde. Dopo questa osservazione incominciai a servirmi le pietanze sul piatto. Nel frattempo Christine e Bruce avevano incominciato a parlare della partita e di come avremmo potuto facilmente battere i Tassorosso dato la loro scarsità. Ormai si parlava solo di quello è dopo un po' era stancante. Decisi così di congedarmi dopo aver finito di mangiare il dessert, e mi diressi alla quercia. Dopo essermi sdraiata a pancia in giù sull'erba verde, sfilai dalla mia borsa la pergamena che mi aveva dato Kevin e incominciai a studiarmela. La tattica non era male ma avremmo potuto migliorare qualcosa. Così facendo tirai fuori anche piuma ed inchiostro e incominciai a scarabocchiare sul retro una tattica parallela. Quando finii di scrivere l'ultima parola, mi accorsi di aver riempito tutto il retro con una scrittura fitta e piccola. Ora avevo solo bisogno di mostrarla alla squadra. Così mi alzai, raccolsi le mie cose, le riposi nello zaino e mi incamminai verso i confini della foresta proibita. Di solito ci ritrovavamo lì gli anni precedenti per delle emergenze. Dopo una camminata scorsi il gruppetto intento a ridere a crepapelle. Mi avvicinai sempre più fino a quando non vidi al centro una palla di vetro. Intuii subito che stavano imitando la Cooman nel peggior modo possibile. Appena mi videro mi salutarono fra le risate e mi invitarono a sedermi in cerchio. Si creò un buchino fra Bruce e Kevin e per mia sfortuna avevo di fronte Louis. Non ero andata lì per sprecare tempo visto che ne avevo poco. Dovevo ancora finire la MIA, e sottolineo mia perché il Prof Piton mi ha semplicemente "mostrato" che il lavoro che stavo svolgendo mi sarebbe stato utile, ricerca per i miei problemi. Così mi decisi a parlare:

"Ho studiato tutta la tattica per la prossima partita."

"Ah bene Bella. Così adesso sai come..."

"E ho apportato alcune modifiche."

Tutti i ragazzi mi guardarono con espressioni indecifrabili. Presi la pergamena e la aprii in modo che la vedessero tutti. In effetti faceva senso vedere il retro.

"Allora, partendo dal presupposto che vinceremo eccetera, vi siete fatti sfuggire alcuni particolari. Alcuni irrilevanti, altri fondamentali. Come qui..."

E dopo questa prefazione incominciai a spiegare la nuova tattica paragonando i punti deboli dell'originale. Passai tutta la pausa pranzo a spiegare il procedimento, che sembrava essere gradito dopotutto.

Al pomeriggio mi diressi in biblioteca. Incontrai alcuni Serpeverde stranamente, dei Tassorosso e molti Corvonero naturalmente. Per fortuna che la sezione in cui andai a cercare i libri necessari era vuota. Tirai fuori diversi libri dagli scaffali e raggiunto il numero di 10 decisi di fermarmi e di concentrarmi su questi. Più leggevo e più ero preoccupata. Taci trovando più informazioni del dovuto. Finito di leggere fino in fondo anche l'ultimo librone, Madame Pince, il fantasma-bibliotecaria (?) mi disse che la biblioteca stava per chiudere e questo, significava che erano più o meno le 22 e quindi avevo nuovamente saltato l'appuntamento con Jane. Le avrei mandato un messaggio-infuocato appena arrivata in stanza. Raggiunta la mia stanza mandai velocemente il messaggio e poi andai a lavarmi. Appena toccai con la testa il cuscino, mi lasciai trasportare bel mondo degli incubi.

Era arrivato il fatidico giorno della partita. Tutti in sala grande compravano bandierine con il nostro stemma o quello dei Tassorosso e altri accessori vari. Dopo una colazione abbondante mi diressi assieme alla squadra Grifondoro negli spogliatoi del campo. Finito di prepararci noi femmine, ci accomodammo nella sala "attesa" prima di andare in campo. Al microfono per la cronaca c'era James, un ragazzo simpaticissimo Corvonero del quinto anno. Dopo essere stata annunciata la nostra squadra, ci dirigemmo in campo dove fummo accolti con mille applausi e boati. A seguito entròla squadra avversaria, anche lei accolta da applausi. Madama Boomb ci ricordò nuovamente le regole; dopodiché i capitani si diedero la mano e tutti montammo sulle scope. Al fischio le pluffe furono lanciate in aria e i bolidi liberati. I primi dieci minuti li passai a guardare la partita dalla mia scopa fino a quando non vidi un brillio dorato in lontananza. Senza dare troppo nell'occhio incominciai a seguirlo e man mano che mi avvicinavo, aumentavo anche velocità. La partita finì qualche minuto dopo che presi il boccino compiendo una capriola sulla scopa. Il punteggio finale fu annunciato: 190-20. Un buon risultato per solo 35 minuti di gioco. Finita la parità andammo tutti a cambiarci e a rinfrescarci bene. Giunti poi in sala comune fummo accolti come degli eroi. Alcuni esclamavano: "Splendida partita!" Altri, "Giocata favolosa!" O altri ancora gridavano "viva i Grifondoro!!"

Insomma il putiferio. Finalmente, dopo svariati tentativi, Kevin riuscì ad avere l'attenzione di tutti.

"Ragazzi. Ragazze. Devo modestamente dire che la squadra ha fatto un ottimo lavoro veramente ma quella che bisogna ringraziare è Isabella. Nonostante la sua assenza di una settimana, la sera stessa del 'risveglio' venne a cercarci per chiederci di lasciarla partecipare spiegandole la tattica e tutto il resto. Accettammo tutti quanti e il giorno dopo le diedi la pergamena. Due pomeriggi fa, arrivò tutta di corsa ad una nostra pausa-Cooman e ci disse che aveva scritto una seconda tattica. Era un rotolo intero. Scritto tutto piccolo e fitto!! Insomma ha fatto molto calcoli fra cui le probabilità di riuscita della tattica originaria e altro... E dopo aver sprecato una pausa intera per spiegarcela, approvammo. Insomma il merito va soprattutto a lei! Applausi!!!"

Dei ragazzi mi sollevarono e dopo aver aperto il portale ci dirigemmo così fino nella sala grande dove altri tifosi si congratularono con tutta la squadra. Credo che quello fu uno degli inizi più belli di una stagione di Quiddich per tutta la casa.

~•~•~•~•~•~•~

Mi dispiace di non aver potuto continuare prima ma avevo perso ispirazione e non sapevo come andare avanti. Inoltre quest'anno ho fatto gli esami e poi sono partita per un college in Inghilterra poi sono andata con la mia migliore amica in Sardegna. Ora sono stanca morta perché dopo 16 ore di viaggio complessive fra aereo e treni, e dopo aver scritto e riscritto il capitolo lo pubblico dal Giappone!!!🇯🇵

Prossimo capitolo a:

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