Il mio segreto più oscuro

Sono Isabella e vado alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Frequento questa scuola anche se in realtà non rientrava nei piani stabiliti per il mio futuro. Ho un segreto letale per chiunque lo conosca. Ho delle origini segrete e la mia storia parte dal terzo anno nella scuola. Il resto non conta o comunque non è importante....per ora. Un giorno accadde quello che temevo di più da quando mi ero indebolita.... Ma ora sono pronta. Pronta a svelarvi la mia storia

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3. Settembre finisce

La giornata passo' abbastanza in fretta. Alla sera ero distrutta eppure non avevo sonno. Avevo voglia di lanciarmi nel cielo con la mia scopa e volare...Quella sensazione di libertà era così bella che fu per l'appunto interrotta dalle mie tre compagne di stanza: Linett, Maggy e Annabeth."Isabella?! Su cosa stai fantasticando?"era Annabeth, la più insopportabile chiacchierona ma anche simpatica. Non avevo molta confidenza con loro anche se era da due anni che dividevamo la stessa stanza. Io risposi con lo sguardo fisso"Niente..."Le ragazze mi guardarono e poi uscirono dalla stanza ridacchiando. Io mi stesi sul letto e cominciai a guardare il programma del giorno dopo: incantesimi, rune antiche, creature magiche(almeno era quello che avevo scritto sul foglio) poi 2 ore trasfigurazione, 2 ore pozioni, e poi la sera astronomia... Decisi di andare a dormire subito visto che l'indomani sarebbe stato impegnativo.

La mattina seguente mi svegliai di buon umore e cominciai a preparare la borsa con i libri per la giornata e andai a prepararmi. Scesi per fare colazione; avevo una certa fame, ma non la solita fame, la mia più grande fame... Lo stomaco mi si contorceva. Era troppo forte... Una sensazione che non provavo da molto tempo e che mi metteva una certa inquietudine. Forse era meglio saltare colazione per quel giorno; presi una delle mie pillole riempii un bicchiere di acqua e ingoiai la pastiglia. Mi diressi verso l'aula di incantesimi: avevo la vaga impressione di essere in ritardo e infatti lo ero.Rimase un mistero capire il perché. Le prime lezioni passarono in fretta ma mi preoccupava la lezione di pozioni. Non avevo ripassato durante le ferie me ne ero proprio scordata. Mancavano due minuti al suono della campanella e sarei dovuta correre per arrivare puntuale alla lezione di trasfigurazione. Arrivai giusto in tempo. La prima ora fu molto interessante mentre la seconda mi annoiai. Presi il libro di pozioni e senza farmi notare incominciai a rileggere vari appunti. Cosa avrebbe sicuramente chiesto?! Qualcosa che avrebbe favorito la sua casa: Serpeverde. Hm... Ora che ci pensavo avremmo fatto lezione con i Serpeverde. La prof.sa McGonagall mi richiamò chiedendomi a cosa stessi pensando. E ora cosa le dicevo?! Pensai velocemente ad una risposta valida e poi risposi "Pensavo... se noi dovessimo riuscire a trasformare un fiore in un pesce... lei cosa direbbe?" "Direi che è magia molto avanzata e quindi se sareste In grado di farcela, sareste a buon punto. Ma non per questo devi fantasticare durante le mie lezioni "L'avevo scampata... Circa....chiusi il libro di pozioni che appoggiai sotto il banco e cercai di ascoltare la lezione. Mancava un quarto d'ora a fine lezione, quindi decisi di ascoltare. A fine lezione riposi i miei libri di trasfigurazione nella cartella e mi avviai nei sotteranei dove si trova l'aula di pozioni. Appena arrivata davanti alla porta mi accorsi che avevo dimenticato il libro. Corsi più veloce che potessi fina all'aula di trasfigurazione, presi il libro, corsi nei sotterranei e arrivai davanti alla porta: erano già entrati tutti anche se mancavano ancora due minuti alla campanella. C'era solo un posto libero vicino ad una ragazza dai capelli lunghi, ondulati e rossi. Appena mi sedetti vicino a lei, lei si girò e mi guardò sorridendomi. Aveva degli occhi verde acceso e sembrava sorridessero. Ma era veramente Serpeverde?!Non potevo crederci. Poteva benissimo essere una Grifondoro o di un'altra casa. Ma non di Serpeverde! Il professor Snape incomincio' a spiegare l'esercizio da svolgere nella prima lezione: dovevamo preparare una pozione antibrufoli. A me non sarebbe servita a molto visto che la mia pelle era priva di questa 'imperfezione' adolescenziale. Incominciai a prendere il mio calderone e i miei ingredienti e poi mi misi al lavoro. Al suono della campanella avevo finito la pozione quindi presi una delle mie bocciette di vetro, la riempii con quel liquido azzurrino e la deposi sulla cattedra. La pausa la passai nel corridoio ad annoiarmi. Entrai in classe un minuto prima del suono della campanella. In aula regnava il silenzio. Il prof Snape assegnò la nuova pozione da riprodurre. Era stranamente da fare a coppie questo esercizio e molti ne furono entusiasti. Io che avevo come compagna la ragazza Serpeverde, Jane, ero più incuriosita per lei che per la preparazione della pozione. Velocemente presi gli ingredienti necessari dalla dispensa comune. Intanto Jane preparava il calderone e i libri alla pagina della preparazione. Sembrava molto simpatica e forse lo era anche. Iniziammo a preparare la pozione; leggevamo, aggiungevamo ingredienti, ridevamo e cercavamo di non fare casini. Ad un certo punto ci distraemmo e per poco non esplodeva qualche cosa. Terminammo la pozione poco prima che suonasse, travasammo un po' del contenuto in una boccetta che poi consegnammo. In fretta feci un incantesimo per rimettere tutto in ordine, rimisi i libri in cartella, salutai il prof e uscii da quell'aula. Jane era uscita poco dopo di me è mi raggiunse."Hey ciao. Ti andrebbe se dopo pranzo ci incontriamo da qualche parte? Così ci conosciamo meglio" " Si volentieri dai. Magari ci troviamo vicino al lago, tanto la giornata è bella." Lei annui e mi salutò di nuovo. Mi emozionava l'idea di conoscere una Serpeverde, ma soprattutto una ragazza così diversa... Forse unica nel suo genere e nella sua casa. Durante il pranzo uno dei miei "fan" si sedette vicino a me;era Louis. Come potevo evitarli!? O almeno evitare di iniziare una conversazione con lui?! Incominciai a mangiare in fretta. Ora che notavo Louis non era poi così male: i suoi lineamenti, i movimenti... Bah, l'importante era evitarlo ed evitare gli altri della compagnia. Stare un seconda in più a tavola avrebbe significato dover parlare con lui, quindi mi alzai e mi diressi verso l'uscita. La giornata era veramente molto bella: il cielo blu, una leggera aria che accompagnava il caldo della giornata. Mi diressi verso il lago ma non dovetti aspettare molto perché Jane arrivò cinque minuti dopo di me. Mi salutò cortesemente e io ricambiai. Incominciammo a parlare di tutti gli anni passati, dei nostri hobby etc. Le parlai anche di George e lei era sicura che fra noi ci fosse qualche cosa. Ma no, era impossibile... Non ero così debole da prendere una cotta così facilmente.Era veramente formidabile. Jane ed io ci incontrammo sempre sotto la quercia. Eravamo diventate migliori amiche. Gli unici problemi ora erano primo che non potevamo vederci durante la sera, perché lei era nei sotterranei nella sala comune dei Serpeverde mentre io ero in una delle quattro torri, nella sala comune Grifondoro. Il secondo problema era che la nostra amicizia era poco approvata. Eppure c'era ancora un problema di cui lei non sapeva: il mio segreto più grande. Non potevo rivelarglielo. No non ora e soprattutto non ora che avevo un'amica di cui mi potevo fidare. Gliel'avrei detto più in la; se avessi potuto...

Era l'ultima settimana di settembre e già l'autunno si faceva notare sempre di più. Il vento era più frequente e le foglie erano più colorate di marroni, gialli, arancioni... Le lezioni incominciavano ad essere più impegnative e i compiti aumentavano di giorno in giorno. Jane ed io riuscivamo a vederci sia nelle pause pranzo, sia la sera nonostante tutto. Un mezzogiorno, come sempre, eravamo sedute sotto la "nostra"quercia, quando un gruppetto di ragazzi si avvicinò. Erano i miei spasimanti. Jane disse ridacchiando:"Ahia... Si stanno avvicinandooo!! Va a finire che te li ritrovi addosso!;)" "Così non mi aiuti proprio... Piuttosto.. Dov'è la mia bacchetta!? Ah eccola." Ora Jane mi fissava con uno sguardo preoccupato. Sapeva che quando diventavo aggressiva o mi arrabbiavo ero pericolosa; aveva già avuto un'esperienza pochi giorni prima a causa di un tizio che continuava a tormentatrici per la nostria amicizia. Mi ero arrabbiata e lanciai un incantesimo. Fu una brutta esperienza per tutti e tre. Il più grande del gruppo si avvicinò ancora di più a noi. La mia reazione fu istantanea. Mi alzai di scatto e lo fronteggiai; lui in cambio mi sorrise come se non fossi abbastanza potente da poterlo sconfiggere. Incominciò a parlare:"Hey. Ti va se questa sera usciamo assieme !?" Jane ora mi fissava più preoccupata che mai. Lei mi fece un cenno con la testa per darmi come il suo consenso eppure io risposi seccata:" Esci con una che perseguiti da due anni?! Che non conosci neanche!?" "Su via, non fare così, non c'è bisogno di emozionarsi tanto da dover fare così!" Questo era troppo. Alzai la punta della bacchetta. Ero in allerta. Louis che era poco più in dietro di Greg intervenne e guardandomi disse:"Greg. Non. Voleva essere così scortese... Era un semplice invito. E poi non vedo cosa ci sia di male ad invitare una ragazza per la serata, a scopo di conoscerla meglio." Forse lo sguardo fisso di Louis, forse le sue parole furono utili al suo amico che mi disse:"Allora a sta sera♥️" e mi fece l'occhiolino. Non potevo fare quella figura quindi decisi di usare un po' la magia. Sussurrai "Levicorpus" e Greg si alzò in aria con stupore degli amici. Pronunciai il controincantesimo "Finite incantatem" e ricadde a terra. Jane ed io cominciammo a ridere. Incominciava ad essere tardi. Dovevamo tornare a lezione. Al pomeriggio avrei avuto gli allenamenti di quiddich; i primi della stagione e forse quelli più importanti per vedere la preparazione della squadra. Finite le lezioni, salii velocemente le scale verso la sala comune dei Grifondoro, presi la mia attrezzatura e scesi le scale. Ora si che mi sarei divertita. Nella squadra c'erano come battitori Louis e Bruce(uno del quinto anno); come cacciatori Alyson e Christine(del quarto anno)e Darren(del sesto) e infine come portiere e capitano Kevin(del quinto anno anche lui). Io ero la cercatrice ma non me ne vantavo. Kevin era molto agitato per il "futuro della squadra" e del nostro successo etc etc.... Era da due anni che lo ripeteva. Louis era difronte a me e continuava a fissarmi. Gli allenamenti cominciarono bene. Io mi esercitai ad inseguire il boccino d'oro e dopo averlo acchiappato cinque volte mi fermai. Volai verso il campo e guardai l'allenamento degli altri. C'era qualcuno in platea; era abbastanza chiaro il cielo per vedere la faccia. Era George. Mi salutò e io ricambiai. Mi chiesi per chi e come mai era venuto. Jane mi aveva avvertito. Forse era veramente per me; ma no dai. Non farti ridicola mi dissi. Atterrai sull'erba al centro del campo e poco dopo la squadre mi raggiunse. Kevin incominciò a parlare del più e del meno e della prossima partita. Finito il discorso mi incamminai verso gli spogliatoi femminili della squadra. Vidi George alzarsi e dirigersi verso le scale della tribuna. Allora accelerai il passo ed entrai negli spogliatoi. Poco dopo sentii uno scricchiolio e mi girai istintivamente: di fronte a me c'era Louis. Sorrideva. Lo guardai e poi freddamente gli dissi:"Non dovresti essere qui e soprattutto in questo momento." Lui sempre sorridendo rispose:"Sisi, sono qui solo per ricordarti che sta sera hai un appuntamento. Stai tranquilla. Non ti morderà mica!" Lo guardai e nella mia mente pensai-infatti casomai lo mordo io-. Velocemente raccolsi le mie cose e uscii insieme a lui. George era sparito e mi immaginai anche il perché. Raggiunsi in fretta la sala comune e mi diressi a fare una doccia. Finita, mi asciugai e mi preparai per la cena nella Sala Grande. Non avevo molta fame eppure mangiai svogliatamente qualcosa. Finito, mi alzai e mi diressi verso l'uscita. Era tardi ed era vietato uscire eppure senza farmi notare riuscii ad uscire. Mi incamminai verso la quercia. Ad un certo punto sentii dei passi. Era arrivato.......George!? Non poteva essere vero!!! Avevo un appuntamento, se si può definire così un obbligo, con Greg! "Ciao. Ho pensato di farti una sorpresa. Volevo stare un po' con te sai.. È da inizio anno che non ci si vede più." "Ehm.. Si... È una sorpresa magnifica ma.... Ecco io mi aspettavo di vedere un'altra persona.. Cioè non che non sia gradita la tua presenza... Ma aspettavo una persona,che sta arrivando....." L'ultimo pezzo della frase lo dissi con tono seccato. Che sfortuna! "Greg, George, se non vi dispiace sono molto stanca e domani la giornata è dura... Buona notte" così evitai di uscire con Greg ma dovetti rinunciare alla sorpresa di George.

Erano passati due giorni dall'appuntamento. Greg aveva il broncio mentre George mi salutava come se niente fosse. Jane ormai era convinta che a me piacesse George e io piacessi a lui. La sera uscivamo di nascosto e ci trovavamo vicino alla quercia prediletta. Però quella sera Jane rischiò di farsi beccare e quindi di farmi aspettare tutta notte; io non avrei avuto problemi, anzi, magari avrei fatto una passeggiata. Erano già le 22 e Jane non arrivava... Strano, di solito era sempre puntuale. Nonostante la stanchezza e la voglia di sdraiarmi sul mio morbido letto a baldacchino color oro e rosso, caldo e confortevole, la aspettai pazientemente. La mia civetta, che avevo liberato prima di andare a cena, volava nel cielo blu intenso e stellato di quella notte. Si vedevano le luci del castello e la capanna del custode semi illuminata. Bry( la mia civetta si chiamava così per via di un amico babbano che avevo "conosciuto" in Italia; ma x non far notare ai miei l'affetto che provavano reciprocamente e la lontananza che ci avrebbe separato definitivamente, decisi di dare alla mia civetta il nome accorciato del mio amico) volava ormai sopra la mia testa; sentivo da lontano dei passi. Jane era arrivata. Si scusò per il ritardo dicendomi che pevees, il poltergeist della scuola l'aveva vista uscire e quindi aveva incominciato a far rumore e combinare guai. Le dissi che non c'erano problemi e incominciammo a parlare della giornata. "Ah.... Quasi dimenticavo! Oggi sono andata a vedere gli allenamenti dei Serpeverde. Non hanno una tattica... Ma comunque... C'era quel ragazzo dell'altra volta.. Quello che hai 'attaccato' settimana scorsa... Appena mi ha visto mi ha sorriso e per poco non si prendeva un bolide in faccia!!" "Hahahaha!! Forse non è così male come pensavo... Bho va beh. La mia giornata è stata abbastanza tranquilla e gli allenamenti sono stati annunciati per la seconda settimana di ottobre." Continuammo la discussione fino alle 23:15. Ad un certo punto Jane mi guardò e disse che era stanca e che doveva tornare nel dormitorio. La salutai e dopo poco mi incamminai anche io verso il castello. Per poco non incontrai il poltergeist pevees. Arrivata nel dormitorio aprii la porta della mia stanza: regnava il silenzio. Mi preparai e poi mi stesi sul morbido letto. Caddi ben presto in un sonno profondo. La mattina seguente mi svegliai di buon umore. Le mie compagne di stanza dormivano ancora. Feci una doccia veloce e indossai la mia divisa. In viso ero più bianca del solito; si stava avvicinando il momento... Mi truccai velocemente e misi un rossetto rosato per far notar meno la pelle "sbiadita". Mi sentivo poco bene. Necessitavo delle mie pillole. Cercai nella cartella, nel mio baule, nella borsa per quiddich, nei cassetti, sotto il cuscino. Non c'erano. Erano come sparite. Bruttissimo segno. Decisi di andare dalla prof McGonagall; in realtà sarei dovuta andare dal prof Snape ma non me la sentivo. Arrivata davanti all'aula di trasfigurazione, bussai. La prof esclamò con tono calmo "Avanti!" e io entrai. "Prof, non trovo più le mie pillole... Ho bisogno di una pozione o potrebbe succedermi qualche cosa. Già ad inizio anno ho avuto un problema quando sono arrivata in sala grande per colazione." "Isabella, sei più bianca del solito... È meglio se vai subito dal prof Snape e ti fai preparare una pozione. Oggi è meglio se non fai lezione. Casomai vai in infermeria se dovesse peggiorare la situazione. Ci penserò io ad avvertire i professori." "Grazie prof, ma preferisco prendere la pozione più forte ed andare a lezione. Sta sera ho astronomia. Magari quella è meno consigliata." La prof.sa McGonagall mi guardò e annuì. Uscii dall'aula e scesi nei sotterranei; il prof Snape era in aula. Gli raccontai il problema e lui, annuendomi finito di parlare, cominciò a preparare la pozione. Finita la preparazione la bevvi, lo ringraziai e mi diressi verso il mio dormitorio. La giornata non fu così tanto terrificante come mi aspettavo.

Mancava un giorno alla fine di settembre e le giornate incominciavano a essere più fresche. Jane ed o continuavamo a vederci nonostante la "distanza" e i miei problemi. George non lo vidi più in giro e anche le lezioni con i Corvonero erano improvvisamente diminuite.Quella mattina ero bianca; più bianca dell'ultima volta e avevo una gran fame. Le mie pillole le avevo ritrovate la sera di quel giorno fatale. Finita la colazione salii per prendere i miei libri e scendendo le scale incontrai Jane. Ci incamminammo verso le serre. Avevamo Erbologia assieme e questa era per noi due una grande fortuna. La guardai e poi le mi salutò:" Ciao Isabella!! Sono felicissima, abbiamo Erbologia assieme! Almeno lavoriamo a coppie." Io le sorrisi ma lei mi fissò in un modo insolito. "Ma ti senti bene? Sei bianchissima. È successo qualcosa?" Mi ero dimenticata di mettermi la mia crema apposta per nascondere quel biancore. Ora dovevo inventare qualcosa di abbastanza credibile. "Nono, sto bene è che ieri sera ho avuto un piccolo problema... Ma è tutto ok!",esclamai sperando che ci credesse almeno un po'. Aprì la bocca ma fu interrotta dalla prof.sa Sprout, che nella mia mente ringraziai per aver interrotto la nostra conversazione. Spiegò l'esercizio da svolgere in queste due lezioni e poi si incamminò verso la sua scrivania, se si può chiamarla così, piena di piante, semi, due raccoglitori, guanti, un innaffiatoio, delle palette e alcuni vasi posti uno sopra l'altro. Alla fine delle due lezioni Jane ed io uscimmo dalla serra e ci incamminammo verso il castello. Ci saremmo dovute separare una volta entrate: lei sarebbe andata a pozioni mentre io sarei andata ad antiche rune. Mi diede appuntamento dopo pranzo sotto la quercia,come nostro solito. Ad antiche rune eravamo un piccolo gruppetto di Grifondoro formato da cinque alunni;la lezione fu molto interessante ma ci diedero dei compiti. Finito, mi diressi verso la sala grande; contrariamente alla mattina non incontrai nessuno, o almeno che mi interessasse vedere. Mi sedetti al tavolo dei Grifondoro e cominciai a mangiare. Poco distanti da me c'erano alcuni ragazzi del "gruppetto spie"( il soprannome che avevo dato con Jane ai miei perseguitori) che bisbigliavano e alcune volte mi lanciavano occhiatine. Dopo un quarto d'ora uscii in giardino e mi diressi verso la quercia; era occupata. Non era Jane la ragazza seduta. E chi era il ragazzo vicino a lei? Senza far rumore mi diressi sul lato opposto di dove sedevano i due ragazzi, della grande quercia. Parlavano sotto voce ma col mio udito sentii tutto. ".....'e persone che lo sappiano. Nonostante tutto non ti è successo niente. Ritieniti molto fortunato. Ti consiglio solo di non metterti contro i Serpeverde. Sono le persone più odiose e terrificanti della scuola. Poi essendo mezzosangue, con entrambi genitori babbani..." "Eh ma io dovrei dirlo a qualcuno che possa a......" Mi allontanai velocemente dalla quercia ,non facendo molto caso a quel che dissero nel mentre. Cos'era successo? Mi interessava eppure sparlavano di 'Serpeverde' quindi era poco consigliato ascoltare perché avrei potuto reagire a mia e loro insaputa; ma soprattutto violentemente. Incontrai Jane sulle scale per uscire dal castello. Le dissi velocemente che non potevo perché avevo un impegno molto urgente che mi ero dimenticata di avere. Sguizzai sulle scale salendo a due a due i gradini. Avrei dovuto raggiungere la gufiera in poco tempo. Arrivata in alto sulla torre, vidi Bry volare nei cieli. Era veramente bella la mia civetta. La chiamai e lei arrivando quasi in picchiata, entrò nella gufiera. Attaccato alla zampa c'era un rotolino di pergamena. Non aspettavo posta.... Emozionata e curiosa allo stesso tempo lo aprii. Non c'era un mittente. Incominciai a leggere: 'Cara Isabella, so che quello che è successo è stato strano e poco bello, ma vorrei chiederti di trovarti qui dopodomani, cioè il primo giorno di ottobre, perché vorrei parlarti seriamente. È urgente. Spero che tu riceva questo bigliettino presto. Saluti' . Il mittente era poco riconoscibile. Era una trappola o qualcosa del genere!? Uno scherzo? Era veramente così?! L'avrei scoperto dopodomani, ammettendo che ci fossi andata...

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