Il mio segreto più oscuro

Sono Isabella e vado alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Frequento questa scuola anche se in realtà non rientrava nei piani stabiliti per il mio futuro. Ho un segreto letale per chiunque lo conosca. Ho delle origini segrete e la mia storia parte dal terzo anno nella scuola. Il resto non conta o comunque non è importante....per ora. Un giorno accadde quello che temevo di più da quando mi ero indebolita.... Ma ora sono pronta. Pronta a svelarvi la mia storia

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4. l'appuntamento iniziale

Era l'ultimo giorno di settembre e il sole sorgeva nel cielo azzurro; gli alberi muovevano la loro chioma spinti da un leggero vento. Io ero nella mia stanza e pensavo ancora al bigliettino che avevo letto il giorno prima nella gufiera.

"....so che quello che è successo è stato strano e poco bello, ma vorrei chiederti di trovarti qui dopodomani, cioè il primo giorno di ottobre, perché vorrei parlarti seriamente. È urgente."

Quelle parole mi rimbombavano per la testa. Chi era il mittente. Come aveva fatto a trovare la mia civetta.... Anzi quello sarebbe stato facile.... Ma come l'aveva convinta a fidarsi di lui!? Lei non porgeva la zampa facilmente; alcune volte capitava che esitasse anche con me! Cosa avrei dovuto fare!? Beh, sicuramente raccontarlo a Jane. Lei si che mi avrebbe aiutato dandomi buoni consigli. Decisi quindi di prepararmi e riempire la cartella con i libri che mi sarebbero serviti durante la giornata. Poco dopo scesi le scale verso la sala grande. Cercai Jane con lo sguardo: la trovai facilmente; era l'unica rossa in un tavolo di biondi e neri. Parlava con alcuni ragazzi e ragazze, probabilmente del nostro anno e del quarto. Lei era di spalle quindi non riuscii a farle un cenno o mimare solo le mie intenzioni, quelle di voler parlare con lei, con le labbra. Mi limitai a sedermi sulla panca al nostro tavolo. Louis era seduto accanto a me e vedendomi un po' giù di morale cercò di farmi il suo più bel sorriso. Divertita ricambiai e poi tornai a mangiare quel buonissimo pezzo di cheescake che avevo tagliato e posto nel mio piatto alcuni secondi prima. Continuava a fissarmi e in pochi secondi arrossii. Il suo sorriso si trasformò ben presto in un sorriso di vittoria. Finito di mangiare bevvi il mio succo e poi mi alzai. Mi diressi verso l'aula di storia della magia e vedendo che era aperta entrai. Ero l'unica in quella grande aula; presi posto nel banco centrale della terza fila, tirai fuori i libri, piuma e calamaio e poi mi sedetti. Mancava ancora molto tempo all'inizio della lezione così aprii il libro e cominciai a leggere. Ad un certo punto sentii delle voci provenire dal corridoio. Guardai l'orologio e vidi che faceva le 8:00. La porta si aprì ed entrò Louis seguito da un gruppo di ragazzi. Poco dopo entrarono anche il resto degli alunni. Louis si mise in un banco di fianco al mio. Sembrava ossessionato ormai; da quando l'appuntamento con Greg era "fallito" era come una cozza. La mia fortuna era quella di non averlo anche a lezione di rune antiche... Il professore entrò in aula sbattendo la porta. Brutto segno. Appena egli di sedette alla cattedra, Louis incominciò di nuovo a fissarmi. Continuò così per tutta la lezione facendosi riprendere anche più volte. Appena la campanella suonò raccolsi velocemente i miei libri e mi incamminai verso i sotterranei: mi sarebbero toccate due lunghe ore di pozioni. "Ehi!!!!" Qualcuno mi prese la mano e mi fece ruotare verso di lui. "George! Cosa ci fai... Ah... Pozioni.." Lo guardai con aria stupita. Sul mio orario non c'era scritto nulla di simile!!- "Haha sii.. Hai voglia se stiamo vicini!? Sai, metti che ci assegni un lavoro a coppie" esclamò facendomi l'occhiolino. "Volentieri!" "È da molto che non ci si vede... Neanche nei corridoi o nelle pause e nemmeno nella sala grande... Per fortuna c'è pozioni a salvarci"

-Per fortuna c'è pozioni a salvarci-

Queste parole mi avevano sfiorato come se fossero un lieve bacio sulla guancia. Mi pervasero di un calore inaspettato. Per fortuna.... Avevo sentito benissimo. Gli sorrisi ed entrammo in aula; Louis entrò dopo di noi. Sentii che stava per aprire bocca quando poi George mi invitò a sedermi; così automaticamente mi girai, e lui guardandomi come un piccolo cucciolo triste, si sedette dietro di noi. Passai due bellissime ore con George e finita l'ultima lezione ci dirigemmo verso la sala grande. Salivamo i gradini con calma, quasi come fossimo in un sogno; quasi come se da un momento all'altro lui potesse prendermi la mano e intrecciare le sue dita con le mie. Un gruppo di ragazze dietro di noi incominciò a ridacchiare e quando ci sorpassarono una esclamò:"Neeeewy". Quella parola si usava molto in quel periodo e significava come new; stava per nuova. Nuova coppia. Mi girai verso George. Anch'egli si era girato nello stesso momento. I nostri occhi si incontrarono fin da subito. Notai solo in quel momento la loro bellezza. Lui mi fece il suo più bel sorriso e io ricambiai. "Ti va se dopo ci incontriamo?" Stava chiedendomi di vederci; non potevo rifiutare ma cosa avrei detto a Jane?! Lei però sicuramente mi avrebbe fatto andare. "Ehm, si volentieri", in quel momento arrossii e lui vedendo un lievissimo rossore formarsi sulla mia guancia mi sorrise di nuovo e mi diede un bacio su di essa. Non era possibile... Un ragazzo mi aveva baciata. Mi aveva sfiorato la guancia con quelle sue caldi e morbide labbra. Fu una sensazione bellissima. Per tutto il tragitto fino all'entrata della sala non ci parlammo. Quando varcammo la soglia della grande sala ci salutammo e ognuno si diresse al proprio tavolo. Di Jane nessuna ombra. Al tavolo dei Serpeverde non c'era; nella sala non c'era. Era scomparsa?! Avevo bisogno di parlarle urgentemente; la sera precedente non ci eravamo viste a causa di un compito che aveva in arretrato. Scacciando quelle osservazioni dalla mente cominciai a mangiare. Ben presto qualcuno alle mie spalle mi chiamò. Era Jane! "Dopo ti devo parlare di alcune cosette!!" "Jane, anche io... Ma non posso... George mi ha chiesto se potevamo vederci e ho accettato! Scusa scusa!!" " ha! E tu ti scusi anche?! Hai fatto benissimo!! Facciamo così allora: dopo tanto abbiamo cura delle creature magiche assieme quindi abbiamo tempo per parlare... Goditi il tuo appuntamento!!" Finita la conversazione finii di mangiare e poi mi sedetti sui gradini all'uscita della porta della scuola e aspettai. George arrivò dal giardino. "Ehi. Vieni devo farti vedere una cosa." Mi prese per mano e mi portò verso il lago; li vicino si trovava la famosa quercia, quella dove mi trovavo sempre con Jane. Camminammo sulla riva del lago per un bel tratto poi vidi un salice. Era molto bello, alto grande, con quei suoi lunghi e pendenti rami pieni di foglie... Un bel nascondiglio per le coppiette... "Ecco... Speravo tanto di trovare un posto migliore ma qui non viene mai nessuno almeno..," "È perfetto", queste parole uscirono dalla mia bocca inattese. Lui mi guardò felicemente e poi ci sedemmo sotto l'albero e le sue mille cascate di rami. Era incantevole l'atmosfera. Non ci eravamo accorti probabilmente che le nostre mani erano ancora intrecciate una nell'altra. I raggi del sole attraversavano i rami cadenti e mi illuminavano il viso a tratti. "...sei bellissima oggi..." Mi girai verso di lui e gli sorrisi. Come avrei voluto in realtà reagire l'avrebbe stupito quindi mi limitai solo a ciò. Egli strinse la presa. Io ricambiai guardandolo negli occhi. Era impossibile che fosse semplicemente così... Non so se mi spiego.... In senso...

Oh mamma!!! Mi fa andare in palla!! Mi mancano pure le parole x descrivere altro!! Comunque, tornando a noi.

"Mi chiedo ancora come mai non ci siamo mai visti prima. Frequentiamo anche lo stesso anno! " "Non lo so... Magari non ci siamo mai accorti entrambi che....""Che?!" Mi ero fermata. Non potevo realmente dire ciò che stavo per dire. "Isabella..." "George" la mia risposta fu istantanea e quindi lui non finì neanche la sua frase. Ci fu un'altra pausa. Abbassai lo sguardo un po' imbarazzata dal mio comportamento. Lui però con quella sua dolce mano calda mi alzò la testa sfiorandomi il mento e poi girandola verso di se si avvicinò. Ripresi a guardarlo negli occhi. Il mio cuore batteva forte e per la prima volta in vita mia ebbi una sensazione di panico. Ora i miei occhi facevano su e giù: occhi,bocca,occhi,bocca,occhi,bocca,occhi,bocca, occhi....

Nero.

George aveva premute le sue dolci e morbide labbra contro le mie. Sentivo un calore e le sue mani si posarono sui miei fianchi, forse non se ne era nemmeno accorto. Io appoggiai le mie braccia sulle sue spalle e quel bacio a stampo si prolungò ancora per una cinquina di minuti. Appena ci staccammo io dissi solo:"...ci stavamo cercando a vicenda; ma non abbiamo mai guardato nella direzione giusta." Così conclusi la mia frase precedente. Egli mi sorrise e poi continuò a fissarmi con quello sguardo dolce. "È meglio se incominciamo ad uscire da questo piccolo paradiso e ad incamminarci verso il castello." Così ci alzammo e poi mano nella mano ripercorremmo la sponda del lago. Arrivati alla quercia vidi Jane. Lei mi sorrise e poi il suo sguardo si focalizzò sulla nostra "mano nella mano". Alzò poi lo sguardo verso di me facendomi l'occhiolino e mimandomi con le labbra qualcosa come "dopo mi spieghi". Io annuii velocemente e poi tornai a guardare George. "Ti va se stasera usciamo?" I miei occhi si illuminarono improvvisamente quindi risposi:"Molto volentieri!". Arrivati al portone d'entrata, gli scoccai un bacio sulla guancia e poi lo salutai. Mi girai velocemente verso l'uscita. Philips e Richard mi guardarono quasi a bocca aperta; così mi diressi verso l'uscita e mi recai alla quercia. Arrivata sotto di essa mi sedetti vicino a Jane; mancavano pochi minuti alla fine della pausa ma per fortuna Jane ed io avevamo un'ora buca ma soprattutto la stessa.

"......allora vi siete baciati!!!Lo sapevo che non avresti dovuto non accettare!! Aha avevo ragioneee!e ora ti tocca spiegarmi tutto nei minimi dettagli!!",disse con entusiasmo ed emozione; così dopo averle spiegato tutto le raccontai il bacio nei minimi dettagli, della passione, dell'improvvisa ansia che mi era venuta ecc... "Wooow!! Caspita!! Ma tu non sai cos'è successo mentre voi due piccioncini eravate chissà dove... Forse una decina di minuti prima che arrivaste mano nella mano e io vi vedessi, qui c'erano Richard,Greg,Louis,Philips e il biondino erano qui e...."

"COSA!?!?" "Fammi finire!!! Allora... I tizi erano qui e hanno chiesto ovviamente di te. Greg era molto scocciato ma credo volesse darti di nuovo appuntamento per non so quando ma Richard mi ha chiesto di riferirti di vederlo domani qui... Ti deve dire una cosa importante ma non so cosa. Poi Philips mi ha chiesto quando sei libera e Louis non ha detto niente." "....." "Scioccata e scocciata eh!?" "Hm.... Io.. Io non sono una di quelle che va con i primi che capitano ma soprattutto quando nemmeno li conosco e frequento..." "Lo so infatti non ti ho mai vista con dei ragazzi (anche ragazze)." "Va beh comunque.... Devo dirti una cosa. Leggi questo; l'ho trovato ieri attaccato alla zampa di Bry... Non c'è un mittente...." Lei prese in mano quel pezzo di pergamena arrotolato e incominciò a leggere quella calligrafia con presenti sbavature. Appena finì di leggerla la rilesse per altre quattro volte. "Hm... Strano..." "All'inizio ho pensato a George o a Greg.... Poi quando George mi ha chiesto di uscire e passare la pausa con lui l'ho escluso... E ora escludo Philips, Richard ed il biondino." "Rimangono due opzioni: Greg o Louis?!" "Ymj (verso che mi piaceva fare quando ero incerta) ... Non ne sarei così tanto sicura sai?!" "Hm???!" Fece lei stupita. "Insomma... Magari poteva essere qualcun'altro!!! O altra!! Però.... Rimane sempre il mistero -....so che quello che è successo è stato strano e poco bello, ma vorrei chiederti di trovarti qui dopodomani, cioè il primo giorno di ottobre, perché vorrei parlarti seriamente. È urgente.- chi potrebbe scrivermelo se non loro due!?" "Mah... Non saprei... Tu cosa pensi di fare? Ci andrai?" Ecco. Questa era la domanda più difficile. Sarei dovuta andare?!

"Jane!!! Vieni con me!!" Le dissi quasi urlando dall'emozione; mi era venuta un'idea fantastica! Ci dirigemmo verso il castello, entrammo nell'atrio e poi ci dirigemmo verso la gufiera; salivamo i gradini a due a due per far prima e capitava che facessi tre scalini alla volta. Arrivate in cima, cercai Bry. Non c'era. Strano, era giorno neanche inoltrato e per una civetta è l'ora di riposo... Mi girai di scatto verso Jane. "Non c'è! Di solito a quest'ora dorme oppure è qui!!" "Ehm... Isabella.... Hem... Non per allarmarti ma guarda sotto i tuoi piedi..." Abbassai di scatto lo sguardo: a terra giacevano, sopra alcuni filo di fieno, un calamaio ed un bigliettino. Il calamaio probabilmente era vuoto visto che il contenuto era sparso sul pavimento. Presi lo bigliettino e cercai di decifrare le poche parole visibili; le altre erano state cancellate dallo stesso inchiostro con cui erano state scritte.

"....adesso.....qui.....aspetto......tu...visto che b....non.... _to....perché."

Lo feci leggere anche a Jane. Avevo intuito qualcosa ma lo stesso il mittente rimaneva sconosciuto. "Credo di aver capito. Cosa intendesse. Il mittente" dissi lentamente ma a scatti; poi proseguii:"Voleva scrivermi che mi ha visto che baciavo George. Per sua fortuna e mia sfortuna non si sa quale dei due baci abbia visto..." "Quale dei due!?" "Ah si... Va beh.. Quando siamo arrivati sulla soglia del portone e gli ho dato un bacio sulla guancia... Comunque tornando a noi pen.... Aspetta aspetta.. Al secondo bacio hanno assistito Richard e Philips!!! Avrebbero quindi potuto riferirlo facilmente agli altri interessati..." "Oppure più semplicemente quando tu ti sei girata Louis o Greg, a seconda, si era già avviato alla gufiera e quindi tu non l'hai visto ma lui ha visto la scena..." "Già. Bella ipotesi. Credo però che la mia curiosità sia troppo grande e quindi mi spinga a venire qua domani... Casomai posso cambiare qualche cosa più in la se dovesse succedermi qualcosa domani..." Jane mi guardò un po' stupita ma poi credo mi capì. Il famoso gira tempo mi sarebbe potuto servire potendo così cambiare gli avvenimenti se fossero andati alla peggio.

L'ora buca in realtà era un pomeriggio buca anche se noi lo chiamavamo semplicemente "ora". Spesso questi pomeriggi venivano usati per recuperare materie e compiti; ma a Jane e a me servivano per stare assieme.

Erano ormai le sei di sera e si alzò un leggero vento. Jane incominciava ad avere freddo. Lasciammo la gufiera per andare verso la mia sala comune. Appena arrivammo davanti al dipinto dell'entrata Jane si fermò di scatto. "Non posso entrare.." Disse quasi sussurrando. Così io entrai e le dissi di aspettare. Via libera; nella sala comune non c'era anima viva. Le feci un cenno e lei entrò. Cavoli! Non avevo controllato la mia stanza! "Aspetta qui. Nasconditi sotto il tavolo. Tanto davanti ci sono le sedie e le poltrone.." Lei annuì ed io entrai nella mia camera. Le mie compagne di stanza non c'erano quindi uscii di nuovo e chiamai Jane. Chiusi dietro di noi a chiave per essere sicura che quelle oche delle mie compagne non arrivassero e ci vedessero; infatti il rischio che avremmo corso sarebbe stato grande. Una SERPEVERDE nella sala comune, anzi nella stanza di una GRIFONDORO! Sospensione o peggio... Meglio non pensarci... Ci accomodammo sul mio letto. Io mi misi a cavalcioni e poi presi dal mio comodino una pastiglia delle mie. Ne avrei avuto bisogno per non correre rischi. "Bella la tua stanza..." "Nah... Piena di poster di quelle ochette e niente di veramente utile..." Mi guardai intorno. In effetti non c'era niente di mio nella stanza. Presi un foglio di pergamena, sfoderai la mia bacchetta e scrissi nell'aria quello che avrei voluto scrivere sulla pergamena. Automaticamente le parole apparvero sulla pergamena: "Per sempre assieme qualsiasi cosa accada; Janis rimarrà nel mio cuore<3". Io mi misi a ridere e Jane anche; quella frase non aveva senso ma quello che feci dopo forse ebbe un significato speciale per entrambe. Disegnai ,seguendo i lineamenti della faccia di Jane, delle linee nell'aria che ben presto apparvero sulla pergamena. Era come il ritratto di Jane; anzi era proprio lei e sembrava in rilievo!! Poco dopo apparvero anche i suoi capelli e il corpo fino all'ombelico. Ben presto anche la mia figura venne raffigurata su quel pezzo di pergamena. Era venuta molto bene la composizione. Dopo ciò Jane mi abbracciò forte forte e io ricambiai. "Lo appendo qui proprio sul baldacchino così prima di addormentarmi saprò che sei qui" "Ti voglio un mondo di bene!!! Tu sei diversa.. Dalle altre... Insomma... C'è qualcosa in te che...." Panico. Sentiva la mia natura!? "Continua..." "Che ti rende diversa!! Hai un carattere strano... E sei diversa dai soliti Grifondoro..." "Cosa intendi con diversa?" Ero calma ora; avevo dominato la mia paura e ora potevo star tranquilla o quasi. "Beh, non sei una che ci tiene a farsi notare, centro dell'attenzione e simile... Sei quasi il contrario..." "Hahahaha si...il primo anno in realtà il cappello voleva smistarmi in Corvonero... Però non era del tutto convinto quindi sperai anche come seconda alternativa Grifondoro... Poi dopo una lunga riflessione mi ha messo in questa casa... Non so esattamente il perché." "Haha oki.. Ma che ore sono!? Le sette!? Cavolo passa in fretta il tempo..." "È meglio se andiamo alla gufiera con la scopa, ti lascio scendere e poi vai nei sotterranei.... Lo so la strada è tanta ma fra poco le ragazze vorranno entrare in stanza e poi si mangia... Quindi..." "Ok. Per me va benissimo. Problemino però... Sta sera?! Salta giusto?" Io la guardai e io mio sorriso si spense. Completamente. Annuii ma lei non diede segno di delusione anzi si eccitò per la mia serata! Era fantastica. Velocemente presi la mia scopa mentre Jane apriva la finestra. Per fortuna era abbastanza grande. Salii e poi dopo di me salì anche Jane posizionandosi dietro di me. Tre due uno e via. Brezza della notte, il vento arrivare sul viso ma senza darti fastidio.. Che sensazione magnifica. Arrivati alla torre della gufiera feci scendere Jane la salutai e poi tornai in stanza; nessun ombra delle mie compagne di stanza. Mi preparai e poi decisi di truccarmi, mi raccolsi i capelli in una specie di mini-chignon ed infine presi un'altra pillola. Finito, aprii la porta della stanza ed uscii. Nel salotto incontrai Louis seduto sul divano assieme ad alcuni ragazzi fra cui anche Kevin e Bruce. Li salutai con un cenno e loro ricambiarono mentre Louis si limitò soltanto a fissarmi. Uscii dalla porta e poi mi diressi verso la sala grande. C'era già molta gente fra cui anche Jane. Dopo poco alle mie spalle sentii una voce:"Ci si vede dopo". Trasmetteva calore e passione, la sicurezza in lui c'era come c'era in me, anzi in me di più anche se finora non l'avevo dimostrato. Mi sedetti al mio tavolo; di fianco a me c'era Christine mentre l'altro posto di fianco e difronte a me erano liberi. Arrivarono dei ragazzi, anzi i ragazzi che avevo visto pochi minuti prima svaccati sul divano e sedie e co. Louis si scelse il posto di fronte a me mentre Kevin quello di fianco e Bruce si sedette vicino a Louis. Ero come circondata... "Bene ragazzi, già che tutti i componenti della squadra sono qui vicino, vi vorrei comunicare che gli allenamenti si terranno il 9, che è un giovedì. Quindi non prendete impegno o punizioni. Fra poco incomincerà la coppa quiddich. Dobbiamo vincerla quindi forti fin dall'inizio!!" Disse Kevin con quella sua voce acuta e ferma. Louis si girò verso di me è mi fece l'occhiolino. Io abbassai lo sguardo e cominciai a servirmi. Finito lo strudel ricoperto di cannella, e la fetta di crostata con crema pasticciera e frutti di bosco ero sazia. Mi alzai dalla panca e mi diressi nell'atrio. Stavo per uscire dal portone quando una grossa mano mi afferrò il polso e lo stinse; se fossi stata una semplice ragazza mi avrebbe fatto molto male, forse anche rotto il polso. Eppure io sentii un lieve dolore. Mi voltai di scatto e vidi Greg. "Bene bene... La ragazza vuole uscire a quest'ora eh!? Non penserai che rimanga a guardare mentre scappi!" Stava cercando di incutermi paura e di farmi molto male ma il suo intento non funzionava su di me. Io sorrisi beffarda ed esclamai:"Che sarà mai una passeggiata al chiar di luna nella foresta proibita per una punizione!? Oppure temi che possa farmi male" per lui questo era fin troppo. Mi lasciò andare di scatto e nel mentre arrivò George. I due si guardarono con aria di sfida. "Ciao George, ehm... Lui è.... Greg!?" Dissi con indifferenza. "Si... Ci siamo già incontrati quella sera quando avresti dovuto uscire con ME.", sottolineò arrabbiato andandosene. Che caratterino... Insomma, dopo che Greg se ne andò George ed io incominciammo a ridere. Uscimmo dal portone e lui mi portò al salice. Ci sedemmo e lui mi abbracciò; un leggero venticello si stava alzando e le foglie cadute, appartenenti ad altri alberi, e quelle sui lunghi rami del salice provocarono un piccolo fruscio. Lo guardai negli occhi; non potevo far a meno di quello sguardo intenso. George si avvicinò lentamente a me ma improvvisamente si fermò. Non indietreggiò e quindi presi l'occasione per avvicinarmi e posare le mie labbra sulle sue. Dopo alcuni attimi le nostre lingue si incontrarono e danzarono lentamente assieme. Le sue braccia mi girarono in modo che fossi di fronte a lui. Con movimenti leggeri ed invitanti, ma senza smettere di baciarci, ci mettemmo in ginocchio e le sue braccia si posizionarono sui miei fianchi e poi si spostarono su e giù sulla mia schiena mentre le mie erano attorno al suo viso e lo accarezzavano. Il bacio non divenne violento anzi si fece ancora più dolce di prima. Appena ci staccammo gli sorrisi e appoggiai la mia testa sulla sua spalla. Dopo poco mi scostai e gli feci segno di appoggiare la sua sulla mia gamba. Appena posò la sua testa su di me incominciai a toccargli quei capelli soffici e morbidi. Sulla sua faccia apparve un sorriso di piacere e io ne fui entusiasta. A mezzanotte tornammo verso il castello e per nostra fortuna il portone non era chiuso. Entrammo e sulle scale ci baciammo a stampo un'ultima volta prima di augurarci la buonanotte. Salii velocemente verso la mia sala comune e entrata dal portale mi diressi verso la poltrona più vicina al camino. Mi sedetti di peso e poi chiusi lentamente gli occhi.

Era mattina e una figura sfocata era sopra di me. No.. Non Louis!! Aprii di scatto gli occhi e vidi Kevin. "Heyy sveglia!! Che ci fai qui!? Sei scappata da quelle pazze delle tue compagne di stanza?!",disse ridendo. "Hm...",accennai solo. Mi invitò a colazione ed io accettai anche se svogliatamente. Sapevo già le sue intenzioni: parlare del quiddich. Mi preparai più in fretta che potevo e dopo cinque minuti mi ritrovai fuori dalla stanza vestita e pronta. Kevin mi sorrise e scendemmo la lunga scalinata. Arrivati all'entrata della sala grande, si unì a noi anche Bruce. Ci dirigemmo verso il nostro tavolo e una volta arrivati ci sedemmo vicini.

Un brivido mi salì per la schiena; era il primo ottobre. Il pezzo di pergamena... Oggi avrei dovuto incontrare il mittente. Oggi sarebbe stato il primo giorno di un mese d'inferno... Dopo alcuni secondi una voce stava pronunciando il mio nome. "Isabella?!?", Kevin mi guardò preoccupato; evidentemente avevo un'espressione malata. Ero pallida. Molto pallida. "Sei sicura di stare bene?! Ad un tratto sei diventata pallida. E lo sei ancora...", Louis aveva posato la sua mano sulla mia che giaceva lì sul tavolo, pallida anch'essa; sembrava che non appartenesse ad un corpo vivente. Era fredda ed il calore della mano di Louis, pur essendo di Louis, non mi dispiaceva. "Oh... No. Sto... Bene grazie. Ho avuto un momento di pressione bassa... Niente di che.". Avevo dovuto dire quella bugia. Fu l'unico modo per scampare alla cruda verità. Incominciai a mangiare un croissant con crema; era squisitamente buono. Presi velocemente, cercando di non farmi notare troppo, la mia pillola, bevvi un sorso d'acqua e poi salutando gli altri mi alzai da tavola. Cercai di evitare qualsiasi persona; anche Jane e George se fosse stato necessario. Mi incamminai verso l'aula di divinazione. Non avrei potuto sopportare ancora per molto quel "profumo" strano che girava nell'aria della stanzetta, piena di tazze e tappetini e tavolini etc etc... Una piccola finestra. Ecco. Era l'unica cosa che mi piacesse di quella stanza. Da lì potevo assaporare l'aria incontaminata da quello strano profumo nauseabondo. Finita quella lezione straziante, andai a difesa contro le arti oscure(due lezioni), poi pozioni, trasfigurazione e poi... Pranzo!! Finalmente!! Erano già le due e io ero una delle poche alunne con un programma così vasto e quindi ad uscire così tardi. Mangiai un po' di tutto e dopodiché andai fuori per prendere una boccata d'aria. Arrivata alla quercia mi sedetti. Erano le due e mezza. L'appuntamento!!! Cazzo... Corsi verso il castello e appena entrai, salii a tre a tre gli scalini per la gufiera. Ero incerta se andarci ancora o no. Eppure stavo salendo le scale! Mah... Ero strana. Si emozionata. Ma ero pronta a controllarmi. Arrivata in cima, cercai Bry ma non la vidi per la seconda volta in due giorni. Guardai fuori da un arco. Era una bella giornata. Il tempo era bello; un venticello, un sole non troppo forte... Clima perfetto. Una mano si appoggiò dal nulla sulla mia spalla. Riconobbi il tatto: Louis. "Ehi. Speravo tanto che accettassi l'invito." "Puoi evitare gli ehi e questa 'introduzione', o come vuoi chiamarla, e passare al dunque." Non mi voltai. Era già tanto se gli lasciassi tenere la sua mano appoggiata alla mia spalla. "Senti...lasciami parlare. Come voglio. Non interr...ompermi." Mi voltai guardandolo in cagnesco. "Per favore... Uff... Allora... Senti... In questo tempo, è cambiato molto... Ora... Stai con quel ragazzo... E tutto si è complicato... Vedi, io, io non vorrei...." "Puoi ricominciare da capo.",gli dissi guardandolo negli occhi in modo che potesse parlare forse senza quei continui stoppamenti. Lui sorrise, fece un respiro e poi ricominciò:"Hey, sono felice che tu sia venuta. Volevo parlarti perché è da tanto che vorrei farlo ma non ce l'ho mai fatta... Sai gli amici del gruppo. Tutti pazzi per te..." Mi scappo un piccolo sorriso e un "he". "Ma avevo bisogno di parlarti e non farlo sapere agli altri. Si arrabbierebbero. Molto. Avevamo fatto un patto il primo anno; da quando ti abbiamo vista abbiamo formato questo gruppo e abbiamo promesso l'uno l'altro che ti avremmo detto cosa provavamo assieme. Eppure non me la sento. Assieme agli altri mi sembrava un assurdità e poi.... No...",fece un piccolo sospiro e poi continuò:"Quando ti guardo mi crolla il mondo addosso. Sei diversa dalle altre... Hai degli occhi splendidi. Un colore raro. Sei... Aggressiva. Forse è ciò che mi piace si te. Reagisci." Tutto ciò era strano ma carino. Lui aveva cercato probabilmente di dirmelo più volte ma, o per il coraggio o per la presenza di altre persone o per non deludere gli amici non l'aveva fatto.

Queste parole mi invasero e mi fecero sentire male. Lui, loro, tutti non sapevano chi fossi realmente e non avrebbero mai dovuto scoprirlo. Mai!

Lo guardai e poi lui quasi in lacrime mi abbracciò. Aveva bisogno d'affetto. Non credo che nessuna gli fosse andata dietro e non credo che lui abbia provato mai a lasciarmi perdere. Quell'abbraccio fu forse il più lungo della mia vita. Appena si staccò biascicò una parola come "Mi dispiace" e poi abbassò la testa come se si stesse vergognando delle sue stesse parole. Era imbarazzante. Per la prima volta in vita mia non seppi cosa dire. Trascorsero alcuni minuti e poi, guardando l'orologio, presi la mano di Louis. "Senti, so quanto possa essere difficile; o almeno posso immaginarlo... E a me dispiace molto per te e per gli altri ma io... Io non sono quello che tutti credono che io sia. È difficile da spiegare. Posso solo dirti che potrai trovare altre ragazze migliori di me e... E senza il mio problema. Ecco!", cercai di spiegargli tutto ciò ma non so se mi stesse ascoltando; sembrava stesse sperando che tutto ciò fosse in sogno. Un incubo. Mi incamminai verso le scale e poi ,dando un'ultima occhiata verso di lui, incominciai a scendere. Ero stanca, la giornata fu faticosa e dopo quell'incontro... Percorsi decine di corridoi, salii e scesi per migliaia di scale per andare in camera. L'unico mio desiderio ora era quello di poter stendermi sul mio bellissimo e comodissimo letto a baldacchino. Aprii lentamente la porta e arrivata vicino al letto mi ci buttai sopra atterrando di pancia. Finalmente, soli. Ben presto chiusi gli occhi e mi addormentai. Sogni inquietanti ed angoscianti incominciarono a vorticare nella mia mente. Quella notte fu un incubo.

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