La ragazza rosa


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5. Quinto capitolo

Ne rimasi sconvolta. Non la vedevo da mesi ma non mi aspettavo un cambiamento così drastico. Era diversa in tutto, non solo nel modo di vestire. La osservai mentre parlava con un gruppo di ragazzi e notai che anche il suo modo di parlare o di camminare era diverso. Feci finta di niente finchè non fu lei ad avvicinarsi.

"Ei ciao".

"Ma cosa diavolo ti è successo?"le dissi fin troppo arrabiata.

"Di cosa parli?"mi guardó quasi con disprezzo.

"Dai Kira non stiamo più giocando a "imita una celebrità", che hai combinato?"

"Non ho fatto niente sono solo diventata me stessa. Te invece? Guarda come sei vestita! Da quando ti metti delle gonne?"

"Da quando mi hai scaricata e te ne sei altamente fregata di quello che stava succedendo. Ora scusa ma devo andare!"

"Aspetta Abby non volevo....."

Iniziai a correre facendomi largo tra gli studenti che aspettavano il suono della campanella. Camminai più veloce possibile finchè non mi ritrovai in classe, da sola. Nessuno ancora era salito per mia fortuna, erano tutti giu a chiacchierare e fumarsi sigarette. Ed io ero lí da sola, con mille pensieri in testa. In realtà non sapevo cosa pensare. Forse ero io che ero cambiata o forse lo eravamo entrambe e si sa che quando due amiche cambiano non sempre lo fanno nello stesso modo. Magari non sono più compatibili o iniziano a scoprire ed amare cose che l'altra non condivide. Ed è proprio questo quello che ci è successo. Ma non riuscivo a realizzare il perchè fosse successo o magari mi dovevo semplicemente abituare all'idea.

I miei pensieri vennero interrotti dalla campanella e il primo professore dell'anno varcó la porta sedendosi alla cattedra. Allo stesso tempo arrivarono, per mia fortuna, tutti i miei compagni.

Dopo quattro ore di dolce far niente, come è solito fare il primo giorno di scuola, mi diressi nella mensa per mettere qualcosa nello stomaco. Avevo una fame da lupi e quando vidi il mio ragazzo mi ricordai che quella mattina ero scappata senza preoccuparmi che lui stava per arrivare.

"Ciao amore" Asher era fin troppo tranquillo.

"Ciao amore, scusami per questa mattina è successo un casino con...."

"Kira?"

"Già!"

"Tranquilla Abby nessun problema."

"Pensavo ci fossi rimasto male, insomma è il primo giorno di scuola e non ti ho neanche aspettato..."

"Shhh dai finiscila. Ti farai perdonare solo se pranzerai con me."

"Ok ci sto" gli sorrisi e mano nella mano ci spostammo al nostro triste tavolo da pranzo.

Una volta seduti con il solito panino al prosciutto iniziammo a parlare dei progetti per il nostro primo viaggio insieme che avremmo fatto a fine mese. Eravamo bravi a fantasticare su quello che avremmo fatto e quello che invece non era per noi. Tre giorni di puro relax in un centro benessere, feste sul lungo mare, mangiate spaccastomaco e ovviamente un delizioso dopo serata.Insomma un viaggio di divertimento, coccole e tanto amore. Non vedevamo l'ora e mentre stavamo organizzando tutte le nostre future mosse sentii una voce fuori campo che il mio cervello percepì come una minaccia.

"Abby da quanto tempo."

"Ciao Tin, come va?"le dissi e strappai un sorriso più sincero che potevo.

"Bene, tutto perfetto. Che hai fatto queste vacanze?"mi strizzó l'occhio come per intesa.

"Beh niente di emozionante. Sempre che per te sia divertente passare le giornate davanti al pc a vedere ogni singola puntata di Gossip Girl." Feci una risatina che mi resi conto da sola di quanto fosse falsa.

"Non mi sorprende che Kira ti abbia scaricato per passare delle vacanze da urlo con me. Sai da come mi racconta sei veramente noiosa e scontata. Non sei una ragazza come lei, non puoi esserle amica, io posso. Insomma sei pessima e con dei gusti orrendi, ma non mi riferisco ai vestiti." Diede un occhiataccia ad Asher e fu li che mi inizió a salire una rabbia incommisurabile che mi offuscó la vista e direzionó il mio pugno proprio contro la sua orribile faccia da ratto. Mi ci scagliai sopra buttandola a terra e le tirai altri tre o forse quattro pugni finchè Asher non mi prese di peso e mi portó via verso la mia macchina. Quando mi girai verso Tin la vidi a terra, con il sangue sgorgare dal suo labbro e la guancia gonfia. Non mi fece per niente pena anzi avrei voluto dargliene ancora.

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