FRATELLASTRI


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3. FERITA

FERITA.

Fuori era quasi buio, Harry era al piano superiore, mentre io ero in cucina che stavo preparando qualcosa da mangiare. Mi aveva promesso che mi avrebbe portata con lui stasera, la felicità che avevo prima era completamente svanita, onestamente avevo paura di vedere il posto in cui lavorava, se fosse stato un bordello? Pieno di puttane che gli si strisciano addosso? Oppure una discoteca come barman dove tutte le ragazzine potevano ammirarlo? Non sapevo cosa aspettarmi, ormai era un’anno che ci lavorava e non mi ero mai interessata più di tanto, ma volevo sapere cosa lo facesse stancare così tanto, cosa lo riducesse a brandelli giorno dopo giorno.

-Astra..- mi sento chiamare dal piano superiore, mi affaccio fuori dalla cucina e guardo in cima alle scale, Harry è con un asciugamano legato in vita, tutto grondante. –Harreeeh, dai che bagni tutto.. vai in bagno- lo sgrido, a volte mi sento ridicola, mi sento un’idiota a fare la “mammina” con Harry. – dov’è il fon?- mi chiede. –adesso te lo porto, te vai in bagno- corro su per le scale e raggiungo la camera che io e Harry condividiamo, prendo il fon e glielo porto.

Io ed Harry condividiamo la camera da quando siamo piccoli, non ho mai dormito in camera mia, mi sono sempre sentita sola, in quell’enorme camera, preferivo quella di Harry, la sua era più colorata, le pareti erano tutte tappezzate di fotografie, poster di cantanti, era sempre in disordine, e da un senso di libertà, e poi c’era lui.

Mi asciugo i capelli con il fon che non trovavo, perché ovviamente Astra si ostina a tenere in ordine sempre tutto, e così non trovo mai niente. Ovviamente era in camera nostra, come al solito, in quella camera ci si può trovare di tutto, tipo “la camera delle necessità” di Harry Potter, una volta quella era solo camera mia, fino a quando non ho compiuto sette anni, ed Astra due anni, aveva imparato a camminare, e tutte le notti veniva a dormire in camera mia, alla mattina mi svegliavo e mi trovavo una piccola bambolina bionda addormentata tra le mie braccia, e fu così finché non diventammo entrambi troppo grandi per dormire in un lettino, così ne comprammo uno a due piazze, per stare più comodi, non mi aveva mai infastidito la sua presenza, ero abitato a lei, anzi quando da piccolo non l’avevo attorno ne sentivo la mancanza, ora non ho più quel problema, siamo sempre e costantemente insieme, almeno fino ad adesso, perché quando scoprirà che “lavoro” faccio conoscendola si arrabbierà e non poco, forse mi terrà il muso per un paio di giorni, ma spero che le passi, perché con tutti i soldi che prendo non ho intenzione di abbandonarlo.

-Harry, c’è il tuo amico quello che ha gli occhi azzurri e i capelli non tinti- mi urla Astra, rido per come lo ha descritto, e credo di aver capito che parla di Louis.

-Louis- urla subito dopo, deve avergli detto come si chiama precisamente.

-Arrivo- rispondo. Infilai dei Jeans neri e una maglietta dello stesso colore, le scarpe e presi il cappotto, correndo giù dalle scale.

-Harry.. cos’è questa storia- mi chiede Louis passando gli occhi da me a Astra. Deve avergli detto che le mostrerò dove lavoro.

-Louis ti prego, non metterti anche te a rompere.- dico scocciato.

-sai che non la faranno neanche entrare.- cazzo.. non ci avevo pensato, solo gli uomini possono entrare.

-Astra, vai in camera e metti una mia felpa, un pantalone di tuta un cuffia, struccati, metti le vans nere, e lega i capelli- le ordino. – Perché?- chiede. –vuoi venire o no? Allora fallo- ho i nervi a mille, sento che potrei scoppiare, sono nervoso, agitato.

-è pericoloso, poi proprio stasera. Pensi che il suo visino e il suo corpicino passino inosservati?- mi chiede.

-infatti di questo vi occuperete voi mentre io sarò impegnato. Non voglio mentirle, deve sapere, sarò più tranquillo così.- sento dei passi sulle scale e mi giro, Astra scende sorridendo, sembra che stia facendo una sfilata, mi ricorda quando da bambina si metteva le mie scarpe e camminava inciampando da tutte le parti.

-ora assomiglio ad un ragazzo?- chiede.. come ha capito che doveva assomigliare ad un ragazzo, la guardo stranito, ma sorrido, sono sempre più convinto che le nostre menti siano collegate.

-andiamo- disse Louis, lo vidi sollevare gli occhi al celo. Presi per mano Astra e salimmo sulla macchina di Louis, meglio andare con la sua, non so come ne uscirò stasera.

non so dove stiamo andando, i ragazzi in macchina parlano di rugby, e di calcio, due sport di sui non capisco niente, guardo fuori dal finestrino e siamo in mezzo alla campagna, non ci sono luci, ne case, la strada è tutta ghiaiata, e ci sono un sacco di dossi che mi fanno sobbalzare. Harry è seduto accanto a me, intento a discutere su un fallo, o un rigore sbagliato, la sua mano è poggiata sul mio ginocchio che ogni tanto stringe..

non sembrano più di tanto nervosi, fino a quando non si iniziano a vedere delle luci in lontananza, tutti si zittiscono ed Harry corre alla ricerca della mia mano che subito afferra. Un uomo ci fa segno di fermarci.

-Astra, metti in cappello e copriti- mi ordina “ciuffo di gallina” che è seduto accanto a Louis davanti.

Louis abbassa il finestrino per parlare con l’uomo. –siamo qui per il combattimento, siamo con Harry Styles.- controlla dentro la macchina dando un’occhiata. –bene, passate- subito la macchina parte e va a parcheggiare.

-Harry.. dove siamo?- chiedo insicura.

-stai tranquilla, adesso vedrai- dice, aprendo la portiera e scendendo, io lo seguo a ruota.

-copriti, non parlare, e non guardare in faccia nessuno- dice serio “ciuffo di gallina”. Faccio come dice, ci sono molte persone in tutto il piazzale, che fumano e parlano, ma tutti sembrano terribilmente seri, sono tutti uomini adulti, alcuni hanno anche i capelli bianchi. Harry mi ha lasciato la mano appena siamo scesi dalla macchina, capisco perché lo ha fatto, alla fine io devo sembrare un maschio. Arriviamo davanti ad una porticina, davanti c’è un uomo grosso alto, ma non sembra cattivo dal viso, anzi.

-ragazzi! Allora pronto Styles- si salutano con un cinque. Io rimango in disparte, sempre con il capo chino, come mi hanno detto.

-è nuovo il ragazzo?- chiede. Capisco che si riferisce a me, anche perché ci sono solo io oltre a loro.

-è venuto a dare un’occhiata- interviene “paralisi facciale”.

-va bene, entrate.. Eh Styles.. fa vedere chi comanda- dice aprendoci la pota, e battendo una pacca sulla spalla di Harry.

Il posto è molto buio, non voglio fare domande, so che si irriterebbero, starò a vedere cosa mi trovo davanti, le uniche cose che ho capito, e che Harry deve farla vedere a qualcuno e che lui è uno conosciuto qui. Il corridoio sembra non finire mai, arriviamo davanti ad una porta di metallo, Harry la apre ed entra insieme ai ragazzi, ed io a ruota.

-Louis, Zayn.. voi state con Astra, non voglio che le succeda niente.. sono stato chiaro?- ecco “ciuffi da gallina” si chiama Zayn, loro annuiscono.

-Liam, Niall.. voi controllate che quei figli di puttana non barino.- dice ancora.

-E tu?- chiedo ad Harry. Mi guarda e sorride.. che cazzo a da sorridere, io sto tremando dal momento che ci hanno fermato in macchina.

-domani avrai il tuoi IPhone 5s- dice per poi baciarmi.

-cosa intendi?- chiedo mentre lui si inizia a spogliare, rimanendo in boxer, Liam gli passa dei pantaloncini che infila, e lo vedo togliersi il piercing al labbro e al sopracciglio e li lascia a Zayn. Niall gli fascia le mani con della garza , e Louis gli passa una fascetta per i capelli.

-se stasera vinco, avremo abbastanza soldi per l’IPhone che vuoi tanto, e per una bella vacanza- dice avvicinandosi. Ora capisco, deve picchiarsi con qualcuno.

-è questo il tuo lavoro?- gli chiedo, ho le lacrime agli occhi, per accontentare i miei capricci, si prende un sacco di botte, ora capisco tutti quei lividi, quei tagli.

-Astra, ti prego, non piangere, non è colpa tua, sono bravo in quello che faccio, e mi diverto a farlo- dice abbassandosi alla mia altezza e guardandomi negli occhi. Poi mi abbraccia, lo stringo forte, e lui mi racchiude tra le sue braccia.

-devi andare Harry- ci distrae Liam.

-Astra.. ascoltami.. non fare cazzate, non staccarti la Louis e Zayn, fai tutto quello che ti dicono loro, non fare niente senza il loro permesso, non farti vedere in faccia. Fingi che sia io, stagli incollata e nasconditi dietro di loro, hai capito- annuisco- è importante- mi dice ancora. io annuisco e poi lo riabbraccio.

-vi affido la cosa più importante che ho. Sono stato chiaro- dice severo guardando i due ragazzi in faccia. Loro annuiscono seri e mi affiancano.

-Liam, Niall.. se vedete che le cose degenerano, avvisate subito Zayn e Louis, e voi portate via Astra.- ma che cazzo deve succedere? Che cazzo sta per succedere.

Era molto peggio di quello che immaginavo, si trattava di scommesse. Eravamo in piedi poco distanti dal bar, e da qui la visuale era orrenda, vedevo una specie di spiazzo di cemento dove due uomini si massacravano, e tutti attorno che urlavano, ubriachi e sudati, l’odore qui dentro era tremendo, noi eravamo seduti in un tavolo riservato, ero con Zayn e Louis, non parlavamo molto, ma Louis cercava di tranquillizzarmi mentre Zayn diceva tutto il contrario, lontano vedevo Liam che si guardava attorno, apparentemente tranquillo, e più distante da lui Niall.

-cosa stanno facendo loro due?- chiesi a Zayn e Louis che erano concentrati a guardare i due corpi che si massacravano.

-niente stai tranquilla, fanno un giro- mi rispose Louis guardandomi e sorridendo.

-controllano che nessuno cerchi di uccidere il tuo ragazzo sparandogli- aggiunse Zayn, senza problemi. Spalancai gli occhi.

-bene- dissi, incrociando le braccia e appoggiandomi allo schienale, aspettando che mio fratello –ragazzo –amante più comunemente Harry venisse o massacrato di botte o ucciso da degli spettatori scatenati.

I due tizi finirono, lo capii dalle urla, dal rumore di alcuni bicchieri spaccati, e dal pubblico in agitazione, le porte si aprirono e mentre alcuni uscivano un altro branco di uomini entrava, e iniziavano a fare le loro scommesse. Il nome che sentivo dire in continuazione era Duck, veniva urlato da tutti, qui era praticamente un idolo. Nessuno scommetteva su Harry, in pochi lo fecero così Mi alzai in piedi mi coprii per bene e mi avvicinai all’uomo che prendeva i soldi delle scommesse.

-Styles- dissi porgendogli la banconota da cinquanta. Mi diede uno scontrino e tornai al posto. Zayn e Louis si erano accorti che ero andata via appena mi videro tornare.

-dove sei andata?- mi chiese Zayn allarmato.

-a scommettere.- dissi, semplicemente.

-non ti muovere mai più.- disse a denti stretti Zayn fissandomi.

Annuii semplicemente e mi misi a sedere.

Le persone stavano iniziando a tranquillizzarsi e a mettersi sulle gradinate, una nuvola di fumo ricopriva tutto il soffitto, le luci erano scarse, ma due o tre riflettori illuminavano lo spiazzo di cemento.

-di solito veniamo qua per scommettere, ed Harry fa a pugni con qualche deficiente che lo sfida- mi informa Louis. Ma so che Zayn vuole aggiungere altro.

-stasera però e differente, il campione dell’anno scorso lo ha sfidato, e credo che ad Harry andrà via la voglia di venire qua, lo concerà per bene.- aggiunse Zayn. Mi attaccai al braccio di Louis.

-e voi potevate dirgli di non andarci, potevate fermarlo- dissi. Con gli occhi lucidi.

-non ci si può tirare indietro, Harry sa quello che fa, è bravo, ma stasera si farà male- disse ancora Louis.

-e perché gli dovrebbero sparare?- chiesi, avevo mille domande, non sapevo di niente, credevo che lui si fidasse di me, credevo mi dicesse tutto.

-è un’altra questione quella, non riguarda con la box- disse Zayn.

Le luci sul pubblico si spensero del tutto. Le due porte una da una parte e l’altra dall’altra si aprirono. Quel posto sembrava un’arena, costruita per vedere due animali combattersi fino alla morte.

-ah.. e non ti ho detto. Che Harry per vincere deve ucciderlo, e così sarà lui il vincitore di quest’anno.. e vice versa- aggiunse Zayn che ricevette un pugno sul braccio da Louis.

-se esce vivo, lo uccido io- disse mettendomi più comoda per vedere.

Eccolo che entra nell “arena” non posso crederci che mi ha tenuto nascosta una cosa del genere, forse avrei preferito che mi tradisse, che andasse con altre o che fosse gay, ma non che si facesse massacrare per potermi viziare.

Il pubblico era in delirio, alcune guardie tenevano d’occhio la situazione per controllare che non degenerasse, e in lontananza potevo ancora vedere Niall e Liam.

Puntai lo sguardo sul suo avversario.

-s-state scherzando.. voi siete dei coglioni, lo ucciderà- dissi alzandomi e iniziando a piangere, Zayn mi afferrò per le spalle e mi fisso negli occhi.

-Astra.. stai ferma e zitta, non fare scenate, o uccideranno noi. Harry è bravo fidati. Adesso siediti che se no pensano che siamo finocchi- per una volta disse qualcosa che mi tranquillizzo, Louis guardò me e poi lui e sorrise.

Ero tutto così orrendo, così schifoso, vecchi, giovani, che gioivano per i pugni che si davano, quando cadevano, per il sangue che sputavano. Entrambi erano messi male, veramente male, non riuscivo a vedere bene per la distanza, ma Harry aveva parecchie ferite, più di quante gli avessi mai visto. Zayn e Louis erano seri, guardavano senza dire niente, io ad ogni colpo che riceveva sobbalzavo. Sembrava non finire più, entrambi non stavano più in piedi, ma nessuno si arrendeva, uno dei due doveva morire, ma il suono di una campanella interruppe tutto.

-vieni, andiamo da lui- mi disse sorridendo Louis.

Afferrai il suo braccio e con Zayn ci avviammo nel camerino dove eravamo prima, quando arrivammo nel corridoio in lontananza vidi Harry barcollare e venire verso di noi. Mi staccai da Louis e gli corsi in contro.

-Harry- dissi prendendolo per un braccio e facendolo appoggiare a me, poco dopo arrivarono Louis e Zayn che mi aiutarono a portarlo nello stanzino.

-Harry Styles, sei un’idiota, credevo che non fossi così tanto disperato, ma a quanto pare non è così ti fai massacrare per cosa? Eh? Abbiamo i soldi che ci hanno lasciato. Non serve tutto questo. E perché non mi hai mai detto niente. Ci siamo sempre detti tutto.- dissi urlandogli in faccia mentre lui era seduto su una sedia.

-Astra... non puoi capire..io..- disse quasi in un sussurro.

-hai ragione, non posso capire, non questa volta, ti ho sempre creduto, ti ho sempre capita, ti sono sempre stata vicino, ti ho sempre difeso.-

-scusa..- sussurro.

-non me ne faccio niente delle tue scuse quando sarai morto.-

-se lo uccido stasera, saremo liberi, e smetterò con tutto questo.- aggiunse, alzandosi dalla sedia e avvicinandosi a me, ma mi allontanai mi faceva quasi paura.

-Harry, ti rendi conto di quello che dici, uccidere, uccidere una persona, stai scherzando. Sapevo che in questo anno erano cambiate parecchie cose, che tu eri cambiato, ma non credevo fino a questo punto.- mi allontanai del tutto da lui. Lo vidi abbassare la testa, e poi guardare Louis e Zayn.

-tutto a posto per Niall e Liam?-

-si tutto sotto controllo, tieni cambia le pezze- disse Louis. Io avevo lo sguardo fisso sullo scontrino della scommessa.

-Hai scommesso?- mi chiese. Io annuii.

-quindi credi in me..-

-ho sempre creduto in te, anche quando non hai ragione.. ma questa volta mi hai delusa, ferita- dissi sollevando lo sguardo e percorrendo con gli occhi il suo corpo, fino ad arrivare agli occhi.

-lo so, ma dovevo, ti prometto che un giorno ti spiegherò tutto- mi disse, e sorrise.

Sospirai. –quanto tempo di pausa hai?- si girò e guardò L’orologio appeso al muro.

-ancora quindici minuti-

-allora diamoci da fare- dissi spostandomi e andando vicino ad un tavolino.

-noi usciamo allora- disse Louis, quasi imbarazzato.

-cos’avete capito? Devo ripulirlo un po’ da tutto quel sangue, più tosto aiutatemi- dissi guardandoli e scuotendo la testa. Ragazzi..

Con l’aiuto di ciuffo di gallina e laccato da una mucca, ripulimmo il po’ Harry, poi noi tornammo a sedere e lui a prendersi la sua vittoria.

-Porca puttana, vi stappo i coglioni a tutti- Harry che sbraita perché lo stiamo disinfettando. È steso sul letto e Liam e Niall lo tengono fermo, mentre io, Louis e Zayn, lo ripuliamo dal sangue e gli disinfettiamo le ferite. È ridotto malissimo, ma almeno e vivo.

-Harry, stai fermo. Chissa come avresti fatto se io non avessi saputo niente, saresti arrivato a casa mezzo morto e mi avresti detto che ti hanno rovesciato un vassoio addosso, o che la ragazza con lui avevi scopato le piaceva il sadomaso? – gli chiesi ridendo, ma il suo viso si incupii e i ragazzi si ammutolirono.

-è inutile che ti arrabbi Harry, qui l’unica arrabbiato sono io, e ringrazia che stanotte ti faccio dormire nel letto, perché da domani sera dormirai sul divano.- disse seria smettendo ripulirgli l’ultima ferita.

-Astra- mi richiamò mentre stavo uscendo dalla camera. Mi fermai senza girarmi.

-grazie- sussurrò.

-e di cosa?- chiesi.

-di non avermi ucciso- sorrisi e scossi la testa. Poi uscii.

-Perché con lei sei così gentile e calmo, e quando sei fuori sembri un’altro?- chiese Liam.

-non lo so, forse perché con lei non me la posso prendere, forse perché ho paura che se mi vedesse veramente per quello che sono se ne andrebbe.. ed infatti- dissi, sollevandomi dal letto e rinfilando la maglietta.

-non credo che tu possa perderla, è troppo attaccata a te, stasera era preoccupata, ma si fidava di te, contava su di te- disse Zayn, wow che parole.

-che sdolcinato Zayn, mi fai quasi paura- dissi ridendo a facendo ridere anche gli altri.

-ragazzi io vado, devo fare alcune cose- disse Louis.

-vai da solo?- chiesi.

-si stanotte si, mi deve parlare.- disse. Lo accompagnammo tutti giù e poi andarono via anche gli altri.

-Astra..- la chiamai.

-sono in cucina..- la raggiunsi.- sono andati via gli altri?-annuii.

-sai alla fine non sono male, Louis è simpatico, Zayn è un po inquietante quando parla, Niall sembra tanto dolce, e Liam è uno che ci sa fare con le persone.- disse continuando a sistemare i piatti.

-quindi se vogliono posso venire qua?- le chiesi, non li ho mai fatti venire più di tanto perché sapevo che a lei non stavano simpatici, ma visto il cambiamento..

-si.. però non troppo spesso, quando ti annoi diciamo..- sorrise guardandomi.

-sei ancora arrabbiata con me?-

-no-

-sei sicura?-

-non sono mai stata arrabbiata con te-

-e cos’eri?-

-ferita-

-mi dispiace, sono uno stupido dovevo dirtelo, ma ti prego non mi lasciare- le sussurrai

-lo sai che non ci riuscirei.-

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