FRATELLASTRI


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2. BEAUTY AND THE BEAST

Beauty and the beast

Ormai quella non era più una casa era un rifugio, la nostra vita veniva vissuta tra quelle mura, solo li potevamo essere noi, solo li nessuno avrebbe potuto giudicarci. Eravamo un po come la “bella e la bestia” chiusi in quell’enorme castello, perché la gente teme quello che sta all’interno, tutti sapevano di Harry, di quello che faceva, di che orribile persona fosse, ma solo io sapevo come fosse veramente, non era cattivo, ma doveva esserlo, non era prepotente, ma doveva sembrarlo, doveva esserlo per proteggere me e se stesso dalle persone che non ci capivano, che ci guardavano con pietà, che ci discriminavano. Doveva essere forte, per sopravvivere. Sopravvivere dai casini in cui si era cacciato. e di cui io non sapevo ancora niente.

Lei era la mia “bella” ma non quella di twiligth, detesto quel film, detesto come Edward pur essendo la cosa più orripilante sulla terra riesca ad essere buono, e come Bella riesca ad amarlo. lei era quella della “bella e la bestia” adorava quel cartone, da piccola mi costringeva a guardarlo sempre, ora si era avverato, io ero la “bestia” non sono mai stato un ragazzo facile, un ragazzo socievole, fin da piccolo gli altri bambini mi temevano, non mi è mai importato essere accettato, finché la gente mi teme e mi rispetta, non ho problemi, mio padre era un’uomo importante veniva rispettato, e venerato, io volevo essere come lui, volevo seguire le sue orme, era la mia più grande aspirazione, ma lui non c’è più, non devo più dimostrare niente a nessuno. Quando loro sono morti credevo che sarei caduto a pezzi, quando mi dissero che non ce l’avevano fatta crollai, ma non potevo non ero solo.

- Harry, ti ho preparato la cioccolata… ora scegli, Thor2, Word War Z oppure the Avengers? – eccola la ragione per cui sono ancora qui in piedi, non potevo abbandonarla, non potevo distruggermi del tutto anche se ogni sera ci vado molto vicino.

-non mi va di guardare dei film..- le dico sdraiandomi sul divano e chiudendo gli occhi.

- Harry, per favore, io non so più cosa fare, ce la matto tutta per tirarti su di morale, ma non serve a niente, perché non chiami i tuoi amici, sono due mesi che non li vedi, state qua giocate alla play, mangiate una pizza- non erano due mesi che non li vedevo ma neanche 24 ore, tutte le sere li vedo, tutte le sere sto con loro per cercare di sopravvivere, sperando di essere più forti se uniti.

-sono stanchi non verrebbero mai, e poi tu dici sempre che non ti piacciono- non le sono mai stati simpatici i miei, ma non è una novità neanche ai miei genitori piacevano, forse per tutti i tatuaggi che hanno, ma quelli li ho anche io.

-potrei farmeli piacere, se loro riescono a renderti felice- dice sedendosi ai miei piedi, dove le ho fatto un po’ di posto.

Presi il cellulare dalla tasca posteriore e scrissi un messaggio a tutti, non li volevo li, ma sapevo quando Astra stesse male a vedermi ridotto così, e con loro mi sarei distratto e anche lei.

Odiavo con tutto il cuore i suoi amici, sapevo perfettamente che Harry era ridotto una merda anche per colpa loro, ma se con loro riusciva a tirarsi su, ben vengano. A volte vorrei tornare indietro, anche solo di pochi mesi, prima che morissero i suoi genitori, li tutto era perfetto, Harry era un ragazzo normale, andava a scuola, era dolce gentile, a che se il suo carattere aggressivo c'è sempre stato ma almeno non era cattivo,ero innamorata di lui, e lui di me, il nostro amore era segreto ma pur sempre felice, vivevamo nascosti, ma sereni, ora invece, il nostro amore era tormentato, ci amavamo ancora, ma era un amore costretto, dovevamo stare insieme, non avevamo nessuno, e amarci era l’unico modo per sentirci meno soli. Per Harry farei tutto, come lui lo farebbe per me, ma non potremmo mai essere felici insieme, noi insieme sopravviviamo e basta.

Suonano al campanello, sapevo già chi era, andai ad aprire la porta scocciata.

-niente scuola oggi tesoro?- mi chiese l’idiota con il ciuffo da gallina.

-è in sala vi aspetta- dissi svogliatamente tenendo la porta aperta per poi chiuderla appena tutti furono entrati.

-Harry- lo saluta con un cenno il biondino ossigenato, mi giro e vedo Harry in piedi sulla soglia della sala.

-onestamente speravo non veniste- alzo gli occhi al celo, sempre gentile e socievole.

-Harry…- lo rimprovero, guardandolo male. Dato che lui non sa essere gentile ci proverò io.

-ragazzi.. accomodatevi pure in sala, volete qualcosa da bere?- chiesi cercando di sorridere.

-si portaci delle birre- ordinò ciuffo di gallina, respirai a fondo e mi diressi in cucina prendendo le birre.

ero via da quando? Cinque, dieci minuti, e quando andai in sala li trovai tutti a ridere mentre giocavano alla play, e parlavano di cazzate, “l’ossigenato” era seduto ai piedi del divano vicino a “mister ho una paralisi facciale” da quando era entrato non aveva mai smesso di sorridere. Sul divano invece c’era “ciuffo di gallina” un altro con i capelli leccati da una mucca e poi il mio amore, sorrisi pensando ai soprannomi che gli avevo dato.

-eccovi le birre- dissi poggiandole sul tavolino davanti al divano.

-piccola vieni qui- disse Harry, prendendomi per un polso e tirandomi su di lui, lo guardai strana, cosa faceva, loro non sapevano di noi.

-tranquilla, sanno tutto- come non detto… sorrisi, o per lo meno ci provai.

-allora Harry, quando ti decidi a finire la scuola?- scherzò “leccato da una mucca”.

-quando quei pezzi di merda si stancheranno di me.- disse serio, serissimo Harry, la scuola per lui è un argomento molto delicato, odia parlarne, odia andarci, odia tutto ciò che la riguarda.

-cazzo ai vent’anni, tra un po’ finirai in classe con mia sorella Styles- già Harry aveva vent’anni, anche per questo dopo la morte dei nostri genitori il mio affidamento era passato ad Harry, se no a quest’ora seri in n collegio, ma i suoi vent’anno sono un altro motivo per cui non possiamo stare insieme, abbiamo sei anni di differenza, e se i servizi sociali lo venissero a sapere saremmo nella merda.

-mo Dio porco, chissene frega, ci metterò il tempo che mi pare a finire questa cazzo di scuola, non vi deve fregare a voi.- dice alzandosi dal divano facendomi scendere dalle sue gambe. Merda.

- Harry, stavano solo chiedendo, stai tranquillo, alla fine chissene frega, meglio che tu ci metta di più, così stiamo più tempo insieme- gli sussurro avvicinandomi, non mi importa se ci sono i suoi amici, so solo che l’unico modo per calmarlo e mettere in mezzo noi, la nostra storia.

- odio quella cazzo di scuola, ogni giorno mi ricordano che sono stato bocciato, mi ricordano che ho vent’anni, mi ricordano che sono un fallito, mi ricordando che non so prendermi cura di te, che sono toppo grande per averti, non ne posso più- dice risedendosi sul divano.

-noi Harry andiamo, ci vediamo stasera, mi raccomando non mancare e ricordati, e la più importante- gli ricorda “ciuffo da gallina”, ma cosa devono fare? Dove deve andare?

-Harry, prima o poi finirà, non dovrai più andarci, e non importa quanti anni hai, te non sai stato bocciato perché sei stupido, ma semplicemente perché hai avuto cose più importanti da affrontare, e tu sai benissimo che puoi avermi quando vuoi, nessuno si prenderebbe mai cura di me meglio di come lo fai tu. Hai capito, tu sei perfetto è la gente che non capisce che non sa.- gli sussurro ad un palmo del viso, fissandolo negli occhi, ha gli occhi stanchi, la notte non dorme mai, torna a casa sempre tardi, perché lavora in un bar, questo e quello che mi dice lui, ma so che mi nasconde altro, so che lo fa per me, ma dovo sapere, voglio sapere.

-Astra..-sussurra avvicinandosi –ho bisogno di te- sussurra ancora avvicina dosi fino a sfiorare le mie labbra –sono qui, solo tua, e lo sarò per sempre- sussurrò a mia volta, facendo toccare le nostre labbra, il bacio inizia lento, le mie mani tengono il suo viso, mentre lui afferra i miei polsi tirandomi su di lui, mi siedo a cavalcioni su di lui, le mie mani navigano nei suoi capelli, mentre lui le ha ben strette sul mio sedere, poi afferra la mia canottiera togliendomela, lasciandomi in reggiseno, che come d’abitudine toglie subito. Gli sfilo la maglietta mostrando il suo corpo, così perfetto, amo gli piccolo tatuaggio ogni piccola scritta sul suo corpo, amo il suo profumo, la sua pelle calda, i suoi muscoli. Mi bacia il collo fino a scendere sul seno, i nostri respiri sono irregolari e posso sentire sotto di me che è il momento di muoverci, con una mano scendo tra i nostri bacini, sollevo l’elastico della tua di Harry sfiorando l’elastico dei boxer. Solleva lo sguardo dal mio seno e mi bacia come per implorarmi a continuare, con la mano proseguo fino ad afferrare la sua lunghezza iniziando a massaggiarla, Harry butta la testa all’indietro e io colgo l’occasione per baciargli, mordergli il collo, con le mani sale a palparmi i seni, entrambi ansimiamo, solo così saremmo capaci di venire, ma oggi, so che a bisogno di di più, aspetto solo che lo faccia. scende fino a sbottonarmi i Jeans e dopo qualche manovra riesce a togliermeli, sono ancora a cavalcioni su di lui, ed ho intenzione di restarci. Tolgo la mano dai suoi boxer e con l’aiuto di Harry li abbasso insieme alla tuta, continuiamo a baciarci, le nostre intimità si toccano si strusciano, la mia apertura è coperta da un sottilissimo pezzo di stoffa e posso sentire come la sua erezione spinge, con una mano Harry me sorregge dal sedere mentre con l’altra arriva a toccare i mio clitoride, sussulto, a quel tocco, e tremo appena inizia a massaggiare, mi aggrappo a lui quando la velocità della sua mano aumenta insieme alla pressione che fa, le ginocchia sembrano non reggermi, mi dimeno sopra di lui, anche se cerco di contenermi, non riesco a trattenere i gemiti, affondo le unghie nelle sue spalle.

-H-Harry.. ti prego- lo supplico, voglio che si fermi, voglio che mi scopi.

-ancora dopo tutto questo tempo, sei ancora così impaziente- sorride, vedendomi disperata.

Con velocità mi ribalta, facendomi sdraiare sul divano, si mette velocemente sopra di me, e posizionandosi tra le mie gambe, la sue erezioni sfiora il mio centro mentre le nostre labbra continuano a toccarsi e le nostre lingue a cercarsi, sposta di poco il tessuto, e fa combaciare le nostre intimità, non ce la faccio più e lui lo sa, ma si diverte a farmi penare, ma me la pagherà, spingo il bacino contro il suo facendo scivolare la sua erezione leggermente dentro, lui sorride per poi scuotere la testa. Mi fa aggrappare li gambe al suo bacino, ed entra del tutto il me, mi rilasso, e bellissimo sentirsi piena, piena di lui. Velocemente mi mette sedere con la schiena appoggiata mentre lui è in ginocchio ancora dentro di me. Afferra la spalliera e inizia a spingere dentro, ormai sono abituata al suo lato rude, ma pur sempre sexy, le spinte sono profonde, ma non va a fondo del tutto, sa che mi fa male se lo fa così velocemente, per le sue dimensioni, la prima volta mi ha fatto malisimo, mi ricordo ancora che piansi.

Avevamo già cambiato due posizioni, ed ora ero io a comandare, seduta su di lui, cercavo di dare spinte coincise e veloci, e lui mi aiutava sorreggendomi dai glutei e muovendo il bacino, i suoi denti mordevano il mio seno, mentre le mie mano si tenevano alla spalliera, finalmente non rallentò la velocità come aveva fatto prima, stavamo per venire entrambi, lo sentivo dal calore che usciva dal mio corpo, e dal respiro di Harry, entrambi aumentammo la velocità per poi rallentarla, Harry uscii da me prima di venire, sporcandomi la pancia.

-scusa ho dimenticato il preservativo- sorride, sapevo che lo aveva fatto a posta, odiava metterselo, sapevo che prima o poi questo ci avrebbe messo nei casini.

-basta che non mi metti incinta..- dico scherzando anche se non del tutto.

-ci mancherebbe solo quella- sussurra sdraiandosi sfinito, sul divano ed io accanto a lui.

-stasera dove devi andare?- chiedo sperando che non si alteri, o che non si arrabbi..

-devo..devo.. lavorare- si certo ed io sono Megan Fox.

-va bene.. vorrà dire che verrò con te- dico sorridendo, preparandomi già ad una sfuriata.

-Astra.. te l’ho già detto non voglio che tu venga- dice severo, sollevandosi dal divano e recuperando i boxer.

Mi affretto a mettere la felpa che avevo prima, e rinfilo gli slip, raggiungendolo in cucina, appena arrivo si gira e mi porgo un bicchiere d’acqua, quel gesto mi fa sorridere, anche quando è alterato riesce a preoccuparsi per me, lo accetto volentieri, e mi siedo sul ripiano della cucina.

-non capisco perché tu non voglia che venga, mi hai già detto che non è un nightclub , che non è un ritrovo di puttane, che non vai la a fare la puttana.. perché non vuoi che venga, so che mi nascondi qualcosa,e voglio sapere che cosa, mi sono rotta ogni notte di stare da sola, ed aspettare che tu torni a casa, più che altro sperare dato che a volte stai fuori anche due giorni, e poi torni a casa distrutto, pieno di lividi, dici che sono delle troie che ti scopi, ma anche con tutta la forza del mondo una ragazza non può farti questi lividi –li indico, ne ha un sacco sul torace, anche se sembrano vecchi, so che comunque tutte le sere se ne procura di nuovi – non mi importa se vai con altre.. –non era vero, mi importava, ma sapevo che non lo faceva, sapevo che lo diceva per coprire qualcosa di ben peggiore – ti chiedo solo di farmi vedere cosa fai, voglio essere sicura che tu sia al sicuro- sussurro l’ultima frase fissando il contenuto del bicchiere.

-Astra.. ti prego non chiedermelo.. non..- lo interrompo –solo stasera.. poi ti prometto che non ne vorrò più sapere e tu potrai fare quello che vuoi.-

-promettimi che non ti arrabbierai, promettimi che non intrometterai in questo, e che dopo stasera non vorrai più saperne- mi chiede avvicinandosi al bancone su cui sono seduta.

-promesso- gioisco contenta di aver ottenuto quello che volevo, come tutto del resto.

Si avvicina baciandomi, avvolgo le gambe al suo bacino.

-secondo round- chiede divertito.

Con le mani abbasso i suoi boxer.

-secondo round- sorrido.

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