Domani

Breve storia su due ragazze che incontrano casualmente i One Direction...i protagonisti maschili sono Liam e Zayn. Finale aperto a libera interpretazione :)

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1. Domani (completa)

“And we danced all night to the best song eveeer!!”

“Alza il volume Ireneee!!” Alice gridava saltando a ritmo di musica sul sedile del passeggero.

“We knew every line now I can’t rememeber!!” cantava Irene, tentando di non farsi troppo distrarre dalla guida e girando la rotellina del volume.

Le due amiche erano in viaggio da alcune ore. Una breve sosta all’autogrill, un caffè, una tappa in bagno e ora erano di nuovo sulla strada, sfrecciando verso Milano. Era una tranquilla giornata estiva, soleggiata, ma fresca, e l’autostrada era praticamente sgombra. Erano partite insieme da Verona, dove si erano trovate per raggiungere insieme lo stadio di San Siro, per assistere al concerto che aspettavano da mesi: quello dei One Direction. Già, due ultra ventenni, discretamente sane di mente e diligenti studentesse universitarie, fremevano e piagnucolavano come tredicenni anche solo all’idea di vedere questi cinque ragazzi anglo-irlandesi. Potrebbe sembrare stupido, ma i One Direction, per Alice e Irene, non erano solo una boy band qualunque composta da bellimbusti con una voce interessante; i One Direction erano molto di più, erano il motivo per cui spesso piangevano disperatamente o ridevano istericamente, saltavano eccitate o cantavano a squarciagola senza alcuna vergogna. Erano una vera e propria passione, un’ossessione, cinque amici lontani e ignari della loro esistenza che le facevano impazzire appena aprivano bocca o comparivano su uno schermo televisivo. Ovviamente, come sempre accade, ognuna di loro aveva un proprio “preferito” all’interno del gruppo; per Irene era Zayn Malik, bellissimo anglo-pakistano, che, col suo sorriso abbagliante, i suoi profondi occhi nocciola, la sua personalità misteriosa e la sua voce perfetta, non aveva lasciato scampo al cuore della ragazza. il cuore di Alice, invece, batteva per Liam Payne. Erano tanti i motivi per cui Liam fosse un ragazzo interessante: era alto, atletico, bello, musicalmente talentuoso; ma soprattutto, Liam era buono, dolce ed estremamente sensibile: bastava uno sguardo ai suoi dolci occhioni castani per intravedere il suo animo fragile e pieno di amore. Era questo suo lato che aveva conquistato Alice, fin dal primo momento.

Le due amiche si erano conosciute proprio grazie alla passione per i One Direction, e questo le aveva unite rapidamente.

“Ali, i biglietti del concerto ci sono vero??!”

“Ceeerto, Irene, ho controllato 10 minuti fa, nessuno può averceli rubati mentre siamo in corsa a 120 all’ora sull’autostrada!” Alice rispondeva esasperata indicando il cruscotto che custodiva quei due preziosissimi pezzi di carta.

“Alicina, scusa, ma la prudenza non è mai troppa, mi dispia-…cazzo… che cazzo…”

“Cosa c’è?!” Alice gridò allarmata guardando Irene che era improvvisamente sbiancata, e fissava sconvolta il volante e i comandi dell’auto.

“L-la la…frizione…n-non non va più…Alice aiutami cosa faccio?!?”

“Accosta, accosta!!!”

Nonostante fossero state entrambe prese dal panico, riuscirono a spostare la pandina azzurra verso il ciglio della strada, fermandosi a fianco del guardrail.

“Irene, spiegami che cavolo è successo?!”

“Il pedale della frizione, l’ho spinto giù e non tornava più su e io…scusa, ma non sapevo cosa fare io-“
“Calma, calma, Ire…calma e sangue freddo, ora vediamo che possiamo fare, non lasciamoci prendere dal panico.”

“Come non lasciamoci prendere dal panico Alice, fra 6 ore ci sono i One Direction e siamo ancora lontane da Milano e io non posso sopportare l’idea di perdere il concerto Alice, io ammazzo tutti…”

Alice cercò disperatamente di calmare l’amica per qualche minuto, per poi prendere in analisi il problema dell’automobile.

“Cavolo Ire… qua mi sa che ci tocca chiamare il carro attrezzi. Non ce la faremo mai a spostarci.”

Irene non rispondeva, per colpa dell’ansia riusciva solo a camminare su e giù, su e giù, fra l’auto e il guardrail, borbottando fra sé e sé imprecazioni e scongiuri.

 

Nel frattempo….

 

“Liam, passami la bottiglietta d’acqua.” Louis bofonchiò, distrattamente camminando lungo il lussuoso bus.

Ma l’amico non rispose, il suo sguardo focalizzato sul paesaggio estivo fuori dal finestrino.

“Li?! Pronto?” Louis alzò la sua acuta voce per cercare di attirare l’attenzione del suo amico.

“Ehi, Liam, che ti succede?” Zayn si sporse dal divano su cui erano seduti e appoggiò delicatamente una mano sulla spalla del suo migliore amico.

Finalmente a quel punto Liam scosse la testa, come appena risvegliato da un sogno, e i suoi occhi malinconici si girarono per incontrare i grandi occhioni nocciola dell’amico anglo-pakistano.

“Liam, stai bene?” sussurrò Zayn con la sua voce profonda.

Liam annuì, notando dietro alle spalle dell’amico tre paia di occhi che lo osservavano preoccupati.

“Ragazzi, scusate, sto bene, ero solo un po’ pensieroso…” si scusò con i compagni di gruppo.

“Ottimo, ora passami dell’acqua per favore, Payno!” Louis gridò scherzoso per cercare di stemperare la tensione.

“Harry, tu invece passami quel panino ai gamberetti e maionese che c’era in frigo…” il biondo del gruppo disse facendo un cenno verso l’angolo cucina del bus.

“Ehm, Nialler, l’ho mangiato io, quel panino.” Zayn si girò verso l’amico irlandese con un aria colpevole.

“Oh cavolo, Zayn! Io ho fame! E’ mai possibile che in 200 metri quadri di bus non ci sia nulla da mangiare?!” Niall borbottò allontanandosi serio: le questioni che riguardavano il cibo erano sempre molto delicate per lui.

Zayn sorrise, abbassando lo sguardo sul suo smartphone, per trovare una piccola letterina bianca nell’angolo dello schermo che indicava che c’era un messaggio non letto. Non lo lesse, e infilò velocemente il cellulare nella tasca dei pantaloni.

“E’ lei, di nuovo?” chiese sottovoce Liam, guardandolo con il suo tipico sguardo dolce, comprensivo e sensibile.

L’amico moro e incupito annuì senza distogliere lo sguardo dalla campagna italiana che scorreva fuori dal finestrino.

“Zayn, ci dovrai parlare, prima o poi…”

“Lo so, Liam, io… io lo so che non è giusto quello che sto facendo, verso di lei. Ma semplicemente non ce la faccio. Sono stufo di tutto questo. Era lavoro, e lavoro sarebbe dovuto rimanere. Non posso avere una storia vera con la ragazza con cui sono fidanzato per finta, capisci? È tutto già molto complicato, difficile e duro. E io non so cosa vuole lei, ma non credo che sia la stessa cosa che voglio io…”

“Perché, che cosa vuoi tu, da Perrie?”

“Io…io non lo so. Io credo… lo sai come sono Liam. Ho avuto tante ragazze, forse fin troppe, ma io non ce la faccio a imbarcarmi in storie, frequentazioni, cose serie se non vengo veramente preso da una persona… e non è mai successo, dopo Geneva. Io semplicemente sono fatto così, se una persona fa scoccare in me quella scintilla, allora è fatta… ma altrimenti, non ce la faccio a fingere… sono già condannato a fingere davanti alle telecamere e ai paparazzi, nella vita vera voglio seguire quello che sento davvero.”

Liam sorrise, pensando a quanto Zayn fosse profondo, un bravo ragazzo che spesso si mascherava sotto la facciata del tipo misterioso, cupo e seduttore. Era per questo che avevano subito legato facilmente, intensamente, come nessun altro nella band. Erano come due fratelli, due anime gemelle, legate da un affetto (quasi amore) immenso, raro in un amicizia fra ragazzi. Non per niente, molte fan avevano frainteso il loro legame, e avevano coniato il termine “Ziam” per etichettare un rapporto che credevano essere romantico. Ma semplicemente, non potevano capire….

“Ragazzi, si scende!” Paul annunciò transitando vicino al divano su cui i due amici si stavano scambiando confessioni e pensieri.

“Si scende?” chiese incredulo Liam?

“Sì sì, ci fermiamo in un area di servizio, siamo presto sulla tabella di marcia, e non abbiamo nulla da mangiare…”

Zayn scosse la testa. “Aaaaah quando lo stomaco di Niall brontola, il management e gli impegni non valgono nulla!”

 

“CHE COSA?!!” Irene urlò a pieni polmoni, attirando l’attenzione della gente alla stazione di servizio in cui si trovavano, mentre Alice tentava disperata di tenerla calma.

“Mi dispiace ragazze, il guasto è serio, e ci vorranno almeno 3 o 4 ore per procurarci il pezzo di ricambio e procedere nel lavoro.”

“Oh mio dio, non ci credo. Non ci posso credere.” Irene piagnucolava, le mani nei capelli, le guance in fiamme per l’agitazione e le lacrime pronte a sgorgare dagli occhi.

“Irene, calmati, ti prego…possiamo cercare una soluzione. Quanti soldi hai con te??” Alice si sforzava di restare razionale, anche se dentro di lei il suo cuore batteva come un pazzo, sofferente alla sola idea che il giorno tanto atteso in cui avrebbe potuto vedere il suo amato Liam stava per finire in un’enorme delusione. Aspettare la riparazione le avrebbe fatte essere tardi, e avrebbero certamente perso il concerto. Il concerto che le aveva tenute sveglie per notti e notti, in preda all’emozione, a muoversi sconvolte fra le lenzuola, sorridendo come sceme all’idea di avere davanti ai loro occhi i loro idoli, i loro 1D. E ora, tutto si stava trasformando in un disastro.

“Non ho molti soldi Alice, ho si e no 100 euro. Se intendi noleggiare un auto o prende un taxi fino a Milano, i soldi non ci basteranno di certo, ci sono ancora molti km di strada da fare…” Irene si era seduta su un marciapiede fuori dall’officina, e fissava il vuoto, rassegnata al peggio.

“Cazzo…” Alice sussurrò fra sé e sé, mordendosi il labbro per il nervoso. Si scervellava a pensare una soluzione, ma la sua testa era in tilt, il sole le scottava la pelle e il sudore le grondava dalle tempie.

“Irene, prendiamoci un secondo per riprenderci dallo shock, e riflettere freddamente, ok? Vuoi qualcosa da bere? Vuoi un panino, un gelato…”

“Non voglio niente…” l’amica ripose piano, quasi in catalessi, lo sguardo sempre fisso nel vuoto.

Alice annuì, capendo che l’amica aveva solo bisogno di qualche secondo da sola per digerire la situazione. “Ok, allora tu resta qui, io vado dentro al negozio dell’area di servizio a prendere qualcosa di fresco…” spiegò, dando una carezza sulla spalla all’amica.

Camminò dentro il negozio, sovrappensiero, la testa come dentro una nube grigia. La gente intorno a lei era fuori fuoco, un ammasso di sagome fosche che le ronzava intorno senza riuscire ad attirare la sua attenzione, perché la sua mente non poteva far altro che concentrarsi sulle preoccupazioni e l’ansia di quel momento.

Distrattamente, camminò lungo le corsie del piccolo supermercato, afferrò un gelato, una bottiglia di coca-cola fresca, un pacchetto di patatine, muovendosi lenta e quasi a fatica.

A un tratto, si girò di scatto, finendo contro una schiena altra e muscolosa di un ragazzo fermo proprio accanto a lei, che ovviamente non aveva notato. Sbatté gli occhi una o due volte per riuscire a mettere a fuoco l’individuo, che in quello si voltò confuso per guardarla.

In quel momento, il cuore di Alice si fermò, letteralmente.

Sentì gli occhi spalancarsi in maniera innaturale e la testa si svuotò immediatamente di preoccupazioni e angosce.

Liam Payne stava esattamente davanti a lei, un sorriso gentile sul suo bellissimo viso leggermente barbuto, una canottiera bianca che avvolgeva il suo busto scolpito, e un paio di occhiali da sole appoggiati sulla testa.

“Scusa, stavo impalato qua in mezzo come uno scemo…” borbottò piano, guardando la ragazza, temendo una reazione isterica da quella che, evidentemente, era una fan sotto shock.

“Liam…” sussurrò Alice, come in preda a un attacco di pazzia. Ma subito scattò qualcosa in lei, come una leva, e si risvegliò da quel momento di alterazione, pensando che se aveva avuto la miracolosa occasione di parlare con il ragazzo dei suoi sogni, non poteva di certo sprecarla borbottando frasi come una pazza o piangendo come una tredicenne in tempesta ormonale.

Si schiarì la gola, e parlò calma.

“No, scusami tu, ero distratta e non ti ho visto…con ‘sto caldo e il casino che mi è appena successo, ho la testa nel pallone…”.

“Cosa ti è successo?” chiese Liam con la sua dolcissima voce, guardando con sincera preoccupazione e interessa quella ragazza piccola e magra, dagli occhi ammaglianti e chiarissimi, che stava davanti a lui.

“Beh, io e la mia amica, Irene, stavamo andando a Milano, per…beh, per voi. E la nostra macchina ha avuto un guasto, e ora non credo arriveremo in tempo per il vostro concerto…quindi sì, siamo un po’ incavolate ecco!”

Liam accennò una leggera risata. “Immagino…avete fatto tanta strada?”

“Eh già, la mia amica viene anche da più lontano di me, e programmavamo questa giornata da mesi e mesi, sai com’è…”

I due, chiacchierando, si spostarono insieme alla cassa, e pagato ognuno i propri articoli, uscirono insieme dal negozio, mentre Alice viveva una lotta interna fra il suo cuore che era sull’orlo di esplodere per l’emozione e il suo cervello che le ordinava di continuare così, calma e razionale.

“Beh, è davvero una seccatura…noi ci siamo fermati qui col bus perché Niall aveva fame…a proposito, come ti chiami tu?”

“Io sono Alice!” disse lei sfoderando un sorriso smagliante e tendendo la mano al cantante, che la prese e la strinse gentilmente, divertito dai modi sicuri e gentili della ragazza che si era rivelata tutt’altro che una fan psicopatica.

“E la tua amica, dov’è, Alice?” chiese Liam guardandosi intorno.

“Non so se intravedi laggiù, una rossa che si tiene la testa fra le mani, probabilmente piangente…” disse Alice indicando col dito la sua amica, sempre seduta sul muretto.

Liam la guardò e scosse la testa, visibilmente dispiaciuto. Poi, tutto d’un tratto, i suoi occhi si illuminarono, come se una lampadina si fosse accesa nella sua testa, e fece un sorriso, lanciando uno sguardo alla ragazza, e notando come fossero belli i suoi capelli che si muovevano leggeri con il vento.

“Alice, mi puoi aspettare un attimo qui? Devo…devo…torno subito.” Annunciò Liam velocemente, prima di camminare rapidamente verso un enorme bus arancione parcheggiato qualche metro più in là.

Alice lo guardò allontanarsi un po’ confusa, e rimando sola, poté finalmente sfogare un po’ dell’agitazione che le attanagliava il cuore, e respirando affannosamente si accorse che le ginocchia le tremavano. Lanciò nell’aria una risata rumorosa, e poi si rimise composta vedendo Liam tornare indietro.

“Senti…so che è una proposta un po’ assurda e forse ridicola ma…il nostro bus è enorme, perché tu e la tua amica non venite fino a Milano con noi?”

Alice non riuscì a dire nulla, appena sentì  quelle parole uscire dalla bocca di Liam si pietrificò, come se fosse sotto un incantesimo, e le ci volle qualche minuto per riprendere la capacità di intendere e volere.

“Noi…con…voi? Sul vostro bus?!” chiese ancora sconvolta.

Sul viso di Liam apparve un sorriso enorme, da orecchio a orecchio, e i suoi occhietti si fecero piccoli come quelli di un cinesino, dandogli quell’aria da dolcissimo bambinone che Alice tanto amava. Cosicché anche la ragazza non poté fare a meno di sorridere come una scema, e i due si fissarono per alcuni istanti, perdendosi ciascuno negli occhi dell’altra.

“Beh, allora? Accettate?”

“Se accettiamo?? Ma ti pare?!?! Certo che accettiamo! Sarebbe da pazzi dire di no!!” Alice rispose ad alta voce, le sue parole quasi soffocate da un’eccitata risata. Non poteva credere che questo stesse succedendo davvero.

“Beh, vai ad avvertire la tua amica allora… fra pochi minuti dobbiamo ripartire!” Liam aggiunse, gli occhi sempre concentrati e affascinati dalla genuinità e dalla freschezza di quella risata, di quella voce.

“Sì certo ma io avrei un’idea migliore….” La ragazza prese Liam vicino a sé e gli sussurrò qualcosa vicino all’orecchio…

 

Irene, intanto, restava seduta sul muretto, e la sua rabbia e incredulità avevano pian piano lasciato posto a un’enorme e inconsolabile tristezza, una delusione che le attanagliava il cuore senza lasciarla respirare. I suoi occhi erano fissi, come senza vita, sull’asfalto della strada davanti a lei, il mento sorretto dalle mani, come una statua malinconica e sconsolata.

Ma a un certo punto, su quell’asfalto che Irene stava fissando persa nei suoi pensieri, comparve un paio di grossi stivali neri. La ragazza fu improvvisamente riportata alla realtà e alzò rapidamente lo sguardo per vedere che si fosse piazzato esattamente di fronte a lei.

“Ciao.” Zayn sorrideva, stando in piedi con una lattina di coca in mano e un sorriso maligno sul viso mentre osservava la ragazza in attesa di una reazione.

Irene aprì la bocca, due lacrime scesero rapide sulle sue guance, si alzò in piedi con l’aria di qualcuno che aveva visto un fantasma e poi nel giro di pochi istanti cadde inanime fra le braccia di Zayn.

 

“Portatele un bicchiere d’acqua!!”

“Niall, tienile su le gambe!”

I cinque ragazzi, Alice, e parte dello staff erano tutti intorno al corpo senza forze di Irene, che era stato portato di peso sul bus, e ora giaceva sul divano del salottino, la testa delicatamente appoggiata sulle gambe di Zayn.

“Ehi dai, rossa, svegliati…” sussurrava lui nell’orecchio della ragazza.

“Ireee…dai, non fare così! Cavolo, la mia non è stata una grandissima idea!! Avrei dovuto immaginare che avrebbe reagito male…” Alice si rimproverava dispiaciuta, ma Liam le mise una mano sulla schiena, accarezzandogliela delicatamente.

“Tesoro, non rimproverarti, non è nulla di grave…forse non è delicato da dire, ma accade spesso, al nostro Zayn qui, di fare questo effetto…”

“Oh Liam, finiscila!” rispose l’anglo-pakistano con una faccia infastidita, anche se in realtà sapeva che l’amico aveva ragione, e in fondo, ne andava anche un po’ fiero.

D’improvviso, Irene riaprì piano i suoi occhioni scuri, e il suo sguardo inevitabilmente atterrò sul viso di Zayn che le stava pochi centimetri sopra. Il ragazzo sorrise, sperando in una reazione migliore.

“Oddio…” fu l’unica cosa che la ragazza riuscì a dire. Si sedette ritta, senza smettere neanche per un istante di guardare Zayn, ma poi notò con la coda dell’occhio una folla intorno a sé e girandosi, individuò subito il biondino irlandese, il ricciolino che girava a petto nudo con i suoi muscoli e tatuaggi esposti (e per poco, Irene non svenne di nuovo), il pazzo del gruppo con il suo tipico sorriso beffardo sulle labbra e il caro “Daddy-direction”, che stava a fianco di Alice, della sua amica Alice.

“A-Aly…hai…hai notato che siamo circondati dai One Direction?” sussurrò Irene, scatenando le risate dell’intero bus.

Alice si sedette accanto a lei sul divano e le prese la mano fra le sue “Sì, Ire, l’ho notato, siamo sul loro bus…come ti senti? Stai bene? Vuoi dell’acqua?”

Irene scosse la testa, e si girò per fissare di nuovo Zayn, mentre la vita nel bus tornava alla normalità e ognuno si rimetteva seduto a leggere, davanti alla tv o semplicemente ad ammirare il paesaggio.

La rossa, scattò e avvolse il collo di Zayn fra le sue braccia, affondando la testa fra il suo collo e la sua spalla, incapace di reagire in altro modo. Il ragazzo per qualche istante si spaventò, ma poi sorrise comprensivo e appoggiò le braccia sulla schiena di Irene, ricambiando timidamente l’abbraccio.

“Ehi, rossa, stai tranquilla…che fai?” sorrise quasi imbarazzato.

Alice scosse la testa, e si girò verso Liam che stava seduto poco più in là, vicino a un tavolino sotto un enorme finestrino oscurato. Il ragazzo, quando i loro sguardi si incrociarono, le sorrise, e sbatté delicatamente la mano sulla panca, invitando la ragazza a sedersi accanto a lui. Quando lei si alzò e incamminò verso di lui, il ragazzo non poté fare a meno di notare quanto erano sensuali le sue gambe magre e lunghe che fuoriuscivano dagli shorts di jeans, o quanto fosse sinuosa la linea dei suoi fianchi sottili che si intravedeva sotto la sua canottierina celeste. Scosse la testa, scacciando violentemente quei pensieri dalla sua testa. Non era quel tipo di ragazza, lo si capiva benissimo, era una ragazza seria, una persona per bene con cui chiacchierare.

“Liam, ancora grazie mille per averci offerto il passaggio, sul serio…Irene magari ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi dallo shock, ma sono sicura che è felice anche lei…” Alice ridacchiò, sistemando una ciocca dei suoi capelli dietro l’orecchio.

“Figurati…è un piacere. E poi dai, a parte lo svenimento iniziale e un atteggiamento un po’ troppo affettuoso, Irene non è poi così male…tu invece, sei molto brava! E’ bello trovare delle fan così, con cui si riesce a parlare e a stare civilmente ogni tanto…”

“Oh credimi Liam, anche io ho i miei momenti da fan schizzata, pazza e isterica!” Alice fissò uno sguardo provocatorio sul viso del ragazzo, mentre il cuore le batteva esageratamente veloce, scosso dalla dolcezza che quei suoi lineamenti perfetti e delicati esprimevano.

“Non si direbbe, sinceramente…”

“Beh, l’anno scorso, eravamo a Verona, al vostro concerto. Ho pianto tutto il tempo, canzone dopo canzone, gridando come una pazza. E Irene, beh dovevi sentirla come imprecava chiamando Zayn perché si affacciasse dall’Arena… Oh e la prima volta che ho visto il video di Best song ever? Saltavo come una pazza in giro per la mia camera, tanto che i miei si sono perfino arrabbiati…”

Liam si copriva la bocca con la mano per contenere le risate, e si appoggiò sul tavolo guardando Alice dritta negli occhi.

“Ok, e vedermi comparire nel negozio dell’autogrill all’improvviso? Non è stato…inaspettato è un po’ traumatizzante?”

“Certo…ma, tu sei Liam… non posso permettere di lasciarmi prendere dal panico e sprecare l’occasione di parlare con te…tu sei…sei Liam.”

“Mmmh grazie per avermelo ricordato, lo so.”

Entrambi sorrisero e abbassarono gli sguardi un po’ imbarazzati sul tavolo.

“Beh, mi sorprendi comunque, Alice…la maggior parte delle fan quando ci vede ci chiede una foto, un autografo, sviene…” Liam si interruppe e lanciò uno sguardo divertito a Irene, che era sempre intenta a parlare con Zayn. “…tu invece sei stata così carina…così…normale.”

Alice tacque per un attimo, sempre mantenendo lo sguardo concentrato sulle labbra carnose e bellissime di Liam. “Beh, è semplice…loro non ti amano quanto ti amo io.”

Pronunciò queste parole lentamente, chiaramente, sotto voce, senza nessuna enfasi. Ma la sua voce colpì Liam nel profondo, tanto che la sua espressione diventò improvvisamente seria, e i suoi occhi scuri si fissarono su quelli di Alice, scrutandoli con attenzione e passione.

“Seguimi…” i due furono distratti dalla voce di Zayn e si girarono per vedere il moro trascinare per mano una super sorridente Irene, verso la zona notte del bus. Alice alzò le sopracciglia stupida, e si rigirò verso Liam.

“Wow. Zayn non perde tempo…e meno male che dovrebbe sposarsi fra pochi mesi!” disse con una nota di disgusto nella sua voce.

“Alice…la situazione è complicata…”

“Io non credo esistano situazioni complicate o no…io credo esista l’amore o no…non pensi sia così?”

Liam la fissò, serio, senza rispondere.

“Perché io credo tu sappia di cosa parlo…”

“Che cosa vuoi dire?”

“Danielle?”

Liam rimase senza parole, e cercò di dire qualcosa ma dalla sua bocca uscirono solo alcuni suoni senza senso. Respirò, si schiarì la gola e risistemò i pensieri.

“I-io…credo siano cose un po’ personali, io non credo tu possa sapere…”

“Oh per favore, Liam…hai gli occhi più espressivi che io abbia vai visto e il tuo sorriso mi parla come un libro aperto…”

“Credi davvero di conoscermi? Di conoscere chi sono davvero? Voi mi vedete attraverso la telecamera, mi vedete in situazioni in cui devo mantenere un certo comportamento per soddisfare ciò che voi vi aspettate da me…” disse Liam, mentre il suo tono si faceva sempre più serio e agitato.

“…ci aspettiamo?” ripetè Alice confusa.

“Sì…tutta la storia del “daddy direction”, del ragazzo serio e sensibile…sai, c’è molto di più in me, molto che voi fan non immaginate nemmeno, che non potete nemmeno capire…”

“LIAM! Fermati!” Alice gridò, fermando il discorso blaterante di Liam, che era schizzato in piedi e stava iniziando a camminare in giro per il corridoio; ma la ragazza gli si parò davanti, prese delicatamente il suo viso fra le mani e accarezzò con lo sguardo ogni angolo di quel volto meraviglioso, prima di parlare.

“Liam…ogni volta che ti guardo, lo sai cosa vedo? Vedo una personalità immensa, un cuore enorme e sconfinato, un mare di pensieri che non conosco, un ragazzo che non può esprimersi al massimo per il ruolo che deve rivestire…ma sapessi quanto ho sognato, notte e giorno, di averti davanti per parlarti, per darti la possibilità di essere solo Liam, non Liam dei One Direction, non il “Daddy Direction”, solo Liam nella sua forma più pura…Liam io non mi aspetto assolutamente nulla da te Liam, non voglio niente da te…voglio solo che tu la smetta di trattarmi come una fan con cui devi recitare e a cui devi vendere un “prodotto”, ok? Io voglio solo stare con te.”

Liam deglutì, mentre il cuore gli batteva impazzito nel petto, e non si mosse di un millimetro, il suo viso comodamente circondato da quel paio di dolci mani sottili e mingherline, e il suo viso accarezzato dal caldo fiato e dalla voce soave di questa ragazza davanti a lui. Alice aveva gli occhi umidi, il cervello in panne, e mollo la delicata presa, temendo la reazione di Liam a quel suo discorso a cuore aperto.

“Ok…” sussurrò lui con l’unico filo di voce che riuscì a uscirgli dalla bocca.

“Ok, ricominciamo. Piacere, io sono Alice. Tu sei…?”

Un dolcissimo sorriso prese lentamente forma sulla bocca di Liam.

“Io mi chiamo Liam Payne.”

“Piacere, Liam.”

I due si strinsero la mano, e quella ferma presa sulle sue ditina ossute diede come una scossa a Alice, che per la prima volta realizzò che davvero stava parlando, toccando il ragazzo dei suoi sogni, e che stava vivendo tutto quello che per mesi e mesi aveva sognato.

 

“Siamo a Milano ragazzi, alzate i vostri culoni e andiamo!” Paul, la guardia del corpo numero uno dei One Direction, gridò. Louis sussurò un “devo andare, ti amo” nel telefono che teneva all’orecchio per parlare con Eleanor, la sua fidanzata storica che lo aspettava in Inghilterra, Harry e Niall si stiracchiarono e si alzarono dal divanetto. Liam e Alice si unirono agli altri, e si separarono mescolandosi ai loro amici, solo dopo essersi scambiati un intensissimo sguardo, un saluto, un “a fra poco”, un doloroso distacco momentaneo, visto il legame che era riuscito a crearsi nel giro di due ore, fra loro.

“E Zayn dov’è?” Louis squittì guardandosi in giro.

“Siamo alle solite, lui sparisce nel suo mondo!” Niall commentò scuotendo la testa e ridacchiando.

“ZAYN!” un urlo acutò di Louis perforò le orecchie di tutti.

“Ehi Lou, caaalmati…sono qui!” Zayn borbottò arrivando dalla zona notte del bus.

“Che ci facevi si là Z-“ Harry si interruppe quando vide che dietro l’amico camminava la rossa che poco prima era distesa esanime sul divanetto, le guance in fiamma e lo sguardo imbarazzato.

“Oh, capisco…” ridacchiò maligno Harry, mentre gli altri sul bus soffocavano una risata o sospiravano divertiti, e Alice fissava sconvolta l’amica. Appena Irene le se avvicinò, le sussurrò nell’orecchio “Che cosa è successo lassù??”

Solo in quell’istante, lei notò gli occhi umidi dell’amica. “Z-Zayn…Zayn ama Perrie. Non ne vuole sapere di fan rompiscatole, come me.”

Alice non fece nemmeno in tempo a dire qualcosa, che l’amica corse via, in lacrime, verso la porta del bus che si stava aprendo, e scese giù, seguendo il resto del gruppo.

“Alice…” Liam la chiamò da dietro di lei. “ascolta, dopo il concerto…ti va se ci rivediamo?”

La ragazzà sentì le gambe diventare improvvisamente debolissime, il cuore accelerare, la gola diventare secca. Liam Payne stava davvero dicendo che aveva voglia di passare più tempo con lei??

“Io…vorrei davvero tanto ma…devo parlare con Irene…a quanto pare il suo tete a tete con Zayn non è andato come lei sperava…” rispose imbarazzata, giocherellando con una ciocca di capelli.

Come risposta Liam annuì semplicemente.

“Ma torno subito, dammi solo 5 minuti per parlare!” disse lei prima di slanciarsi entusiasta verso il ragazzo e stampargli un bacio sulla guancia, lasciandolo senza parole.

“Alice che diavolo era quello?!” si chiese mentre si allontanava e rincorreva l’amica nel parcheggio nascosto dell’hotel dei ragazzi, dove il bus si era parcheggiato. La trovò seduta vicino a una siepe, piangente come una fontana.

“Ire…” si avvicinò e avvolse le braccia intorno alla spalle dell’amica, che scattavano su e giù per i singhiozzi incontrollati.

“Alice, lasciami sola. Non c’è niente che possa farmi stare bene in questo momento. Zayn ama Perrie, capisci? Per mesi e mesi come una cretina sono stata convinta che Zerrie fosse solo pubblicità, che fosse tutto falso…come può un ragazzo intelligente e meraviglioso come lui stare con quell’orrenda, falsa, bambolottina rifatta, mi chiedevo! E invece, a quanto pare, lei è molto meglio di me, agli occhi di Zayn, lei è riuscita a rubare il cuore al ragazzo che io non potrò nemmeno sfiorare!” Irene parlava a singhiozzi, tirando su con il naso fra una frase e l’altra, incapace di fermare il fiume di lacrime.

“Irene, su…uff, quando vi ho visto appartarvi ero convinta che tu e Zayn doveste….sì insomma…”

“ANCHE IO!” sbottò lei. “anche io lo credevo! Mi ha anche baciato, ok? Io e Zayn Malik ci siamo baciati! Ma poi ho detto una cosa su quanto dolce fosse e si è come bloccato, staccato, incupito…e mi ha piantato lì, dicendo che lui ama Perrie e non può fare questo alla donna della sua vita. Capisci? La mia bocca e quella di Zayn si sono toccate, le nostre lingue si sono toccate! Dovrei essere al settimo cielo! E invece mi sento come se qualcuno mi avesse aperto il petto e esportato il cuore…sono a pezzi!! Non è giusto!!!”

“Irene…mi dispiace così tanto…” Alice non seppe cosa dire, e si limitò a stringere forte l’amica tra le sue braccia, sentendo le lacrime che le bagnavano la spalla.

“Ascolta…Liam ci ha invitato ad andare con loro, dopo lo show…ma se stai così, non voglio forzarti a vedere quello stupido inglo-pakistano, andiamo a fare un giro in centro io e te e fanculo loro…”

Irene alzò lentamente la testa, e guardò Alice incredula, con un paio di occhi gonfi e umidi.

“Stai scherzando, vero? Credi che per colpa di quella scimmia coi capelli bianchi e le labbra finte debba fare a meno di godermi il concerto e il post serata?? Non c’è solo Zayn nei One Direction…e niente al mondo mi farà sprecare l’occasione di passare la serata con Louis, Harry, Niall e Liam…in più, cavoli, tu e Liam sembrate avere un’alchimia assurda! Non ti rovinerò la serata, Alice, mai e poi mai! Quella capra ignorante di Perrie può crepare, per quanto mi riguarda!”

Non riuscendo a trattenersi, Alice era scoppiata a ridere come una matta, gettando indietro la testa e portandosi una mano al petto.

“Oh mio dio, la Irene pazza e cazzuta che conosco è tornata alla carica!! Grazie millie, amica mia…e poi hai ragione, devi goderti la musica dei 1D e la compagnia degli altri quattro, Zayn può andare a quel paese!!”

Un abbraccio, una risata, un’asciugatina al viso rosso di Irene, e le due amiche tornarono dai loro idoli, per salutarli prima del concerto e accordarsi per il post.

 

“Your hand fits in mine like it’s made just for me…but bear this is mind, it was meant to be…and I’m joining up the dots with the freckles on your cheeks and they all make sense, to me…”

“Huh!! Non posso crederci che mentre canta delle parole così belle e romantiche quel coglione si immagini quella…quella…oh vaffanculo!” gridò Irene lasciandosi andare sulla spalla dell’amica, le lacrime che si impadronivano nuovamente del suo viso.

Alice sorrise e abbracciò l’amica per consolarla, ma non potè fare a meno di restare focalizzata sul palco, mentre la voce dolce e avvolgente di Liam le riempiva il cuore.

“I know you’ve never loved the crinkles by your eyes when you smile, you’ve never loved you stomach or you tights…the dimples on your back at the bottom of your spine but I love them endlessly…”

E in quel momento, Alice perse completamente cognizione di tutto ciò che c’era intorno a lei. Le voci, le urla delle fan, le luci, gli altri componenti della band, tutto intorno a lei sparì per un attimo… c’erano solo lei e Liam, separati da poche decine di metri, la voce di lui nelle orecchie di lei, quel suo sguardo dolce e concentrato mentre cantava, la mano stretta attorno al microfono, il braccio testo, i muscoli in vista, una goccia di sudore sulla fronte come una perla brillante….

E allora Alice capì. Capì che tutto questo era più grande di lei, che questa cosa le stava sfuggendo di mano. Il suo amore “da fan”, quello che provava guardando Liam in tv, sul computer o ritratto nei poster appesi sulle pareti, quel sentimento ingenuo, adolescenziale, quel sentimento definito da molti “stupido” o “immaturo” aveva superato il test, aveva mandato in frantumi i discorsi di chi diceva “ma non lo conosci! Non puoi dire di amarlo davvero! E’ una popstar, tu non conosci veramente com’è di persona!!” “Non si tratta di amore vero, è un’illusione!”. E invece, Alice si era completamente disillusa: ora l’aveva visto davvero, di fronte a lei, ci aveva parlato davvero, gli aveva detto davvero cosa provava. E nulla, niente, nessun “click” nel suo cuore, niente era scattato nel suo cervello che le avesse fatto pensare “Ok, avevano ragione loro.” Il suo amore continuava ostinato a divorarle il cuore ogni volta che vedeva quel ragazzo. E mentre realizzava tutto questo, sentì una lacrima calda rigarle il viso. La dolce favola di una fan sognante si stava trasformando nel dramma di un amore impossibile.

 

“Corri Irene, Liam ha detto di sbrigarsi così riusciremo a raggiungerli in tempo per salire sul bus con loro.” Alice trascinava Irene per il braccio, correndo verso il backstage, grazie ai pass che avevano ricevuto da Paul.

Le due superarono corsero finchè non raggiunsero un gruppo di persone dello staff, e Alice individuò il viso di Liam nella confusione, e il ragazzo, appena vide Alice a sua volta, sorrise e le corse incontro, ritrovandosi ad essere emozionato come un adolescente con una cotta.

“Ehi…”

“Ehi…”

I due si fermarono uno di fronte all’altra, sorridendosi soltanto.

“Liam, la tua voce è sempre la migliore comunque!!” Irene interruppe lo scambio di sguardi, raggiungendo Alice e sorridendo a Liam.

“Beh grazie Irene, ma penso che nessuno batta il nostro amico Zayn…”

“Zayn chi? Zayn non esiste per me!” Irene sbottò secca, e si allontanò per andare a congratularsi con Niall, Louis e Harry, lasciando Liam e Alice in preda alla confusione e alle risate.

“E’ matta…” Alice giustificò l’amica.

Liam smise di ridere, si schiarì la gola e per un attimo, gli sembrò di tornare indietro a quando aveva 15 anni e si trovava in difficoltà a parlare con ragazze carine. Cosa gli stava succedendo? Parlava ogni giorno con centinaia di ragazze carine e molto più sfrontate e intimidatorie di questa dolce e fragile creatura che ora gli stava davanti…ma qualcosa, in lei, lo spaventava tantissimo. Lo bloccava, gli impediva di comportarsi con la sua tipica sicurezza.

Si fece forza e interruppe l’imbarazzante silenzio.

“Ahem, allora, il programma è di fare un po’ di festa tutti insieme nella nostra suite in hotel. Ci state, vero?”

Gli occhi di Alice brillarono. “Ovviamente!” sorrise come un’ebete, emozionata come una bambina.

“Allora andiamo!” disse lui e la prese istintivamente per mano, ma fu sorpreso dall’inatteso effetto destabilizzante di quel tocco. Ingoiò la saliva e si fece forza, incamminandosi con la ragazza verso il bus.

 

Arrivati alla suite, Alice e Irene rimasero letteralmente a bocca aperta: non erano abituate a tanto lusso! La stanza era davvero enorme, con un salotto e una zona giorno sconfinati. Al centro un bellissimo tavolo con una dozzina di sedie, un enorme divano con tv gigantesca davanti, una cucina fornitissima. Più in là un corridoio portava alla zona notte con le stanze in cui dormivano i ragazzi.

“Wow…che cazzo di figata.” Le parole finissime di Irene fecero scoppiare nella sua tipica fragorosa risata Niall, che le stava affianco.

“Beh sì…non ci lamentiamo!” disse Harry con la sua voce bassa e roca.

In quel momento, dalla porta entrò anche Zayn. Irene si irrigidì e arrossì come un peperone, mentre lo sguardo preoccupato di Alice e Liam accanto si fissavano su di lei.

La rossa si schiarì la gola e si avvicino a Zayn, che le era passato affianco quasi fingendo di non vederla.

“Zayn, ascolta…voglio solo che tu sappia che non sono qui per metterti in imbarazzo o per cercare di…”sedurti”” disse mimando della virgolette con le dita. “sono qui per stare con gli altri ragazzi e…sì insomma, puoi comportarti normalmente perché anche se a primo impatto ho reagito male… non me ne frega assolutamente nulla di te e della tua…fidanzata.” Continuò, anche se pronunciando quest’ultima parola dovette sforzarsi di non vomitare.

“ok…” rispose lui, visibilmente scioccato dalle parole sicure e sfrontate della ragazza.

“Bene…buona serata, Z-Zayn.” Irene lo salutò e se ne andò, sforzandosi di nascondere il tremendo dolore che le stringeva il cuore.

Liam, poco più in là, aveva osservato la scena insieme ad Alice e scuoteva la testa, confuso.

“E’ strano…Zayn…beh, Zayn non è tipo da comportarsi così. E’ uno molto diretto e deciso nelle cose che fa, dice le cose come stanno. E Irene è carina, non vedo perché avrebbe dovuto cambiare idea su…ehm, passare del tempo con lei.”

Alice lo guardò “Sì ma scusa, a te sembra normale che Zayn si comporti così??? Deve sposarsi con la sua…la sua…bellissima fidanzata no??”

Lo sguardo di Liam vagò nell’aria come in cerca delle parole giuste da dire, ma sentì qualcosa dentro di lui che lo spinse a pensare che per una volta non voleva mentire. Voleva lasciare da parte gli obblighi imposti dal management, voleva solo dire la verità e smettere di mentire. Voleva poter essere se stesso al 100%, con lei. Il cuore sentiva di volersi aprire a questa ragazza. E il cervello non riusciva a controllarlo.

“Vieni di là, parliamo un po’ in privato. Ti va?”

Alice sentì una vampata di caldo e le guance infuocarsi. “C-certo.”

Poi una vocina dentro di lei le gridò “Alice che cosa stai facendo?? Sei sicura?? Tu e lui, da soli in una stanza? Puoi farcela sopravvivere? Puoi farcela a controllarti?”. “NON LO SO” Alice si rispose mentalmente, mentre camminava dietro Liam verso una della camere da letto della suite. La mano del ragazzo si appoggiò sulla maniglia di una porta e l’aprì.

“Prego!” disse lui, spostandosi per fare spazio alla ragazza, da vero galantuomo.

“Grazie…” rispose lei, con una falsa disinvoltura. “Wow, questa stanza è enorme! Dormi qui da solo?”

“No, condividiamo il letto io e Louis. Zayn e Niall sono in altra e Harry dorme con uno dello staff nella terza stanza.”

Alice vagò un po’ in giro per la camera, scrutando il lusso intorno a lei, più che altro per cercare di distrarsi dalla figura scolpita di Liam accanto a quel letto immacolato che sembrava un esplicito invito.

“So, ehm…cosa mi stavi dicendo di Zerrie?”

“Oh mio dio ti prego non usare quel nome, soprattutto in presenza di Zayn…lo detesta!” Liam ridacchiò, mettendosi a sedere sul letto. “comunque…non dovrei assolutamente dirti questo, a dir il vero. Ma ti ho promesso che mi sarei aperto con te. E sento di poterlo fare, di poter essere sincero. Sento che capirai.” Il cuore di Alice mancò un battito. “Zayn e Perrie…non stanno insieme davvero, Alice. E’ tutta una montatura voluta dal management.”

La ragazza si voltò di scatto a fissare Liam, i suoi occhi azzurri spalancati come non mai in un’espressione di sconvolgimento. “C-che cosa hai detto???” chiese sottovoce.

“Lo giuro, non sono una coppia, non lo sono mai stati. Amici, forse, colleghi certamente…ma il resto è un’invenzione del management. Fidanzamento compreso.”

Alice corse sul letto e si sedette accanto a Liam, ascoltando attentamente ogni parola del suo discorso. “Stai scherzando vero?”

“No… . Vedi, ultimamente però qualcosa è successo. C’è stato un bacio, una notte a letto insieme, fra quei due…e Perrie ha iniziato ad interessarsi seriamente a Zayn, ma lui non vuole niente da lei, non è decisamente il suo tipo di ragazza…”

“Liam, hai idea di quanto risolleverebbe Irene sentire queste cose?!! Dobbiamo dirglielo!!”

“No no Alice, ti prego…” Liam posò dolcemente la sua mano su quella della ragazza. “Non dovrei dirti queste cose e ti prego promettimi che non le condividerai mai con nessuno, nemmeno Irene. Ti prego.”

Il sorriso sul viso di Alice si spense. “Ok, certo.” Rispose, giurando a se stessa che non avrebbe mai deluso le aspettative di quel ragazzo.

“Ma quindi…è vero che il management vi obbliga a fare…questo…questo genere di cose?” chiese poi, cercando di non pensare alle loro mani una sopra l’altra.

“E’ vero…e Zayn non è l’unico. Ma è parte del nostro contratto. Fa male, ma dobbiamo farlo…”

“Tu e Danielle però…eravate veri, giusto?”

Liam sollevò lo sguardo e si perse negli occhi di Alice. “Sì. La amavo davvero. E’ stata l’unica.”

Un sorriso si accennò sulle labbra della ragazza. “Lo sapevo. I vostri sguardi, i vostri sorrisi. Si vedeva che eravate genuini.”

“Alice…ti devo chiedere scusa per prima, per come ti ho attaccato.” Liam abbassò lo sguardo sul letto. “Devo ammettere che quando sono con te…mi sento capito, mi sento in grado di aprirmi come raramente mi succede.”

“Lo sai? Anche io mi sento capita, quando parlo con te Liam. L’ho sempre saputo che saremmo andati d’accordo!”

“Davvero?”

“Certo! Mi sono sempre immaginata come sarebbe stato passare del tempo con te. Di come avremmo mangiato insieme una pizza in un ristorante carino parlando del più e del meno, per poi vedere un film al cinema…un cartone animato magari! Poi avremmo camminato mano nella mano in una strada illuminata solo da qualche lampione e dal chiaro di luna, ridendo come idioti e canticchiando le vostra canzoni…poi tu mi avresti accompagnata a casa e ci saremmo…salutati…”

“Magari con un abbraccio super tenero dei miei?” scherzò lui.

Alice arrossì e sentì una vampata dentro di lei, una voce impazzita che la pregava di seguire i suoi istinti.

“No. Più una cosa del genere.” Disse lei sottovoce, prima di piazzare sulle labbra di Liam un dolce bacio, per staccarsene solo dopo alcuni secondi, e incontrare due occhi color cioccolato che la fissavano attoniti a pochi centimetri dal suo viso.

“Scusa, Liam, sono stata inopportuna, non so cosa mi sia preso…” si scusò lei, e fece per alzarsi, facendo scivolare la sua mano via da sotto quella di Liam, ma il ragazzo strinse la presa e la bloccò, impedendole di andarsene. Lei si voltò confusa, e in pochi istanti realizzò che Liam si era sporto e la stava baciando di nuovo. Le loro labbra rimasero schiacciate le une contro le altre per alcuni istanti, i loro cuori in sincronia battevano all’impazzata, prima che le loro bocche si schiudessero e le loro lingue potessero incontrarsi un bacio passionale e dolce allo stesso tempo.

Continuarono a baciarsi per alcuni secondi, minuti, ore, mesi… Alice non avrebbe saputo dirlo. Sapeva solo che in cuor suo pregava perché questo non finisse mai, perché potesse durare per sempre.

Ma ovviamente, dopo alcuni minuti finì.

Fu Liam a interrompere il bacio, e si allontanò solo di pochi istanti, continuando ad accarezzare il viso di Alice con le dita.

“Facciamolo.” Sussurrò. “Usciamo, andiamo a mangiare una pizza, andiamo al cinema e parliamo al chiaro di luna di tutto ciò che ci viene in mente.”

Una risata nervosa scappo dalle labbra ancora tremanti della ragazza “Sei pazzo? E le fan impazzite che ci rincorrono come le gestiamo?”

Liam sorrise, realizzando che aveva ragione. “D’accordo, forse hai ragione. Ma c’è una terrazza sul tetto dell’hotel. Possiamo ordinare la pizza a domicilio, e chiuderci lassù con il mio laptop per il film. La luna in cielo c’è.”

“Non voglio sprecare i preziosi minuti insieme guardando un film, Liam. Ma una pizza al chiaro di luna sarebbe perfetta.”

“Ok, vado a chiamare una pizzeria.” Disse lui, talmente eccitato dal non riuscire a resistere nemmeno un secondo. Queste farfalle nello stomaco non gli davano pace.

“Ahaha ok, pazzo!” rispose lei, alzandosi dal letto “Io nel frattempo vado un attimo in bagno e vado a vedere come sta Irene, ok? Torno subito.” Disse avviandosi alla porta.

“Ti aspetto.”

Uscita dalla stanza, si chiuse la porta alle spalle, e dovette fermarsi alcuni secondi, respirare profondamente e cercare di calmarsi, prima di procedere. Stava sognando o era tutto vero?

Aveva talmente la testa fra le nuvole che entrò nel bagno davanti a camera di Liam senza neanche notare che la luce era accesa e che quindi, molto probabilmente c’era qualcuno dentro. Fortunatamente, non si imbatté in nessuna scena imbarazzante, solo in un Zayn visibilmente brillo seduto sul bidè con la testa tra le mani.

“Ops scusa, Zayn, n-non mi ero accorta.”

“No tranquilla, aspetta!” disse lui quando notò la ragazza.

“Ascolta…A-A-“

“Alice” gli suggerì lei.

“Sì, scusa, ehm, ascolta Alice…volevo solo dirti che mi sento davvero in colpa per la tua amica e non voglio che adesso tu e lei pensiate che sono uno stronzo senza cuore perché non volevo assolutamente farla stare male ok?” Zayn blaterava parole a fatica, perché l’alcol gli aveva decisamente messo il cervello in confusione.
“Zayn Zayn calmati! Non devi dirle a me queste cose, ok? Perché non parli con lei?”

“Perché…perché non posso!” piagnucolò lui col suo accento ai limiti del comprensibile.

“Perché no?”

“Ok, senti, Alice, lei è…lei è…carina! Non avrei avuto nessun problema ad andarci a letto. Non ti nasconderò che mi capita spesso di…”divertirmi” con alcune fan…ma io sono un persona molto diretta e decisa, faccio le cose che mi sento di fare…e se vado con una ragazza solo per il sesso, voglio essere sicura che anche lei sappia che non ci sarà nient’altro che quello fra noi…e voglio anche io essere sicuro di potermi mantenere a distanza, senza dare illusioni o false speranze alle ragazze…ma con Irene…è stato diverso!”

“Diverso come? Zayn lei può sembrare pazza e infantile ma è adulta e vaccinata, avrebbe capito benissimo e si sarebbe saputa attenere ai patti non credo che po-“
“Non per lei!! Per me!!” la interruppe lui quasi gridando “Per ME è stato diverso. Ci eravamo baciati e poi lei ha detto qualcosa, ha sorriso, ha riso…e io…quella voce, quel sorriso, quella risata…mi hanno mandato in tilt il cervello, ok? Non ce la facevo. Sentivo che era sbagliato, che non era la ragazza da una sveltina, che non era quello che volevo!”

“Ma Zayn, esattamente, che cavolo stai dicendo?? Che cosa vuoi da lei??!”

“NON LO SO! Mi manda in pappa il cervello ok? Perdo il controllo quando la guardo negli occhi…e credimi che non mi succede spesso!”

“Allora vai da lei no?”

“Dici?”

“Ma certo! Cavolo Zayn, voi domani ripartite per continuare il tour, perché sprecare l’occasione di stare insieme a una ragazza che ti fa questo effetto?! Vai! Vai e dille queste frasi blateranti e romantiche che stai dicendo a me! Muoviti, idiota!”

Zayn rise e si alzò di fretta, dirigendosi alla porta. “’Fanculo, hai ragione, vado.”

 

Quando Alice tornò nella stanza, trovò Liam che l’aspettava con in mano due coperte e un cuscino.

“il tetto non penso sia attrezzato a questo genere di cose. E voglio che stiamo comodi.” Sorrise spiegando l’equipaggiamento. “Andiamo?” chiese poi, con il tono di voce più dolce e sexy che Alice avesse mai sentito.

“Andiamo.” Rispose lei. E mano nella mano camminarono fuori dalla suite e verso le scale che portavano al tetto. Uscirono da una piccola porticina su un enorme spiazzo vuoto, sotto il cielo scuro della notte milanese del 28 giugno. Nemmeno un’anima viva intorno a loro, e nessun rumore, eccezione fatta per le macchine e le voci del traffico in lontananza.

“Eccoci. Visto che lusso?” Scherzò Liam, distendendo la coperta sul grigio pavimento grezzo. “siediti accanto a me, Alice.” Sussurrò dopo essersi disteso. La ragazza obbedì, come in trans, quasi incapace di ragionare, tanto era era su di giri per tutto ciò che le stava succedendo.

Quando i due ragazzi furono distesi, i loro corpi abbandonati e i loro sguardi persi nel cielo sopra la loro testa, Liam prese delicatamente la mano di Alice e intrecciò le sue dita con quelle della ragazza. Passarono alcuni istanti in silenzio, senza il bisogno di dire nulla, i loro respiri uniti nel silenzio della notte, i loro calori condivisi attraverso il contatto della pelle, come un unico organismo; ognuno immaginando cosa stesse succedendo nella testa dell’altro, ognuno ansioso di percepire un segnale che il proprio cuore non era l’unico sull’orlo di esplodere. Come potevano essere incappati in questo? Come potevano sentirsi davvero così dopo pochissime ore passate insieme? Com’è che nel giro di pochissimi momenti insieme già si facevano quest’effetto?

“Liam?”

“Sì?”

“Credo che Zayn e Irene abbiamo appianato le loro divergenze, sai?”

Liam ridacchiò, senza distogliere lo sguardo dal cielo. “Davvero?”

“Lui non è scappato per Perrie, è scappato perché si sentiva intimorito da quello che Irene gli faceva provare.”

Uno sbuffo fuoriuscì dalla bocca di Liam. “Irene può esserne fiera, allora. Fare battere il cuore a Zayn Malik non è facile!”

“E fare battere il cuore a Liam Payne?” chiese lei.

Liam si voltò lentamente, poggiando la guancia sulla coperta, e incontrando gli occhi di Alice.
“Perché sai, saperlo fare sarebbe una grande conquista per me.”

“Sei molto più brava di quanto pensi.”

Le dita dei piedi di Alice si arricciarono in preda a uno spasmo di emozione incontrollato.

“Liam, ti prego. Te lo giuro che se te ne esci con un’altra frase ad effetto tipo questa, ci resto secca…”

“Alice, mi hai detto di essere sincera, e di dirti la verità…lo sto semplicemente facendo.”

“Ok, ma vacci piano, che ho il cuore debole, ok?”

Liam rise e annuì come risposta.

A un certo punto qualcuno bussò alla porta dell’ingresso al tetto. Liam si alzò e corse a rispondere. Con la coda dell’orecchio Alice lo sentì ringraziare in un italiano mal pronunciato che la fece sorridere per la tenerezza, e lo vide tornare pochi istanti dopo con in mano un’enorme cartone fumante.

“Pizza!” urlò cercando di dirlo con l’accento più italiano che poteva fare.

Alice applaudì e rise, divertendosi come una bambina ad osservare come Liam si sforzava di fare il buffo, per lei. Solo per lei.

“Gnam! Che gusto hai preso?”

“Ho detto di fare un quarto per tipo, non sapendo che gusto piacesse a te…!”

“Sei proprio serio, piccolo “daddy direction”!” lo prese in giro Alice, che si era messa a sedere a gambe incrociate e stava agguantando un trancio di profumata pizza.

“Oh che stress, la gente deve smettere di chiamarmi così!”

“Perché, non ti piace?”

Liam scosse la testa, visto che aveva la bocca piena di cibo.

“Io invece lo troverei lusinghiero…sei il più responsabile del gruppo…devi esserne fiero. Hai solo 20 anni e sei molto più maturo di molti dei 25enni che conosco, credimi.”

“Sì ma molti associano l’idea di maturità all’immagine di un ragazzo noioso, che non sa come divertirsi…io so essere anche divertente e pazzo!”

“Liam, credimi, dalle interviste, soprattutto dell’ultimo periodo si capisce…tu e Louis, o dovrei dire, LILO, siete fuori controllo a volte!”

“Con Louis è impossibile non essere contagiati dalla sua follia…”

“Lo immagino! Ma è Zayn il tuo migliore amico, vero?”

Un timido e dolcissimo sorriso apparve sul volto di Liam mentre annuiva lentamente.

“Sì… Zayn è una delle persone al mondo che mi fanno stare meglio. Soprattutto da quando sono single e non ho una persona “speciale”…quando sono in tour, per quanto tutti i ragazzi siano fantastici e i migliori amici che si possano desiderare…Zayn è sempre…è sempre li per me, sai? Lui mi ascolta, sempre, è pronto a fare qualsiasi cosa pur di farmi stare bene. Se sono giù o semplicemente un po’ contrariato, due parole di Zayn sono sufficienti a farmi stare bene. E io ci sono sempre per lui.”

“Avete un rapporto che invidio molto…vorrei che ci fosse un Zayn nella mia vita.”

Dopo alcuni istanti di silenzio, Liam inghiottì il boccone e parlò con una voce roca. “Posso essere io il tuo Zayn…”

Alice alzò lo sguardo e sentì una fitta di dolore acuto. Perché Liam le stava facendo questo? Nel giro di pochissime ore si sarebbero dovuti salutare…lo sapeva. E improvvisamente questo momento romantico si stava trasformando in qualcosa di diverso. Che si stesse divertendo, lui, a prenderla in giro? Sapeva benissimo che da domani, per lei, la vita sarebbe tornata alla banale normalità, senza di lui, confinata in un mondo senza quel viso, quelle mani, quella voce, quel sorriso, quegli occhi dolci…

“Liam, ora smettila.” Alice si alzò e camminò verso la ringhiera della terrazza, allontanandosi da quel ragazzo che ora malediva di aver incontrato, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime.

Due forti braccia la avvolsero da dietro, e una voce soffice le carezzò l’orecchio. “Scusa, piccola. So che è difficile tutto questo perché domani…beh, domani sarà finito. Ma te lo giuro, non lo sto facendo per farti soffrire…è che sento davvero che vorrei potesse non finire…”

Alice si girò, restando avvolta nel gentile ma fermo abbraccio di Liam. I loro volti si ritrovarono a pochissimi centimetri di distanza, i loro respiri uniti in un unico fiato, i loro sguardi intrecciati in un mondo tutto loro.

“Perché?”

“Perché?” ripetè Liam senza capire.

“Perché vorresti che non finisse mai?”

“N-non lo so…per come mi fai sentire…per come mi sto sentendo, ora, per come mi sento da quando ci siamo visti la prima volta…per cosa ho provato quando ci siamo baciati.”

“Liam tu hai il mondo ai tuoi piedi, sai quante ragazze darebbero un braccio per essere qui con te al posto mio?”

“E questo cosa vuol dire?”

“Vuol dire…vuol dire che non ti sarà difficile rimpiazzarmi. Che se tu per me sei uno su un miliardo, io per te non sono che una delle tante.”

“Non trattarmi come se fossi uno sciupa femmine insensibile, Alice…” disse lui con uno sguardo intristito. “Mi sono innamorato UNA volta, nella mia vita. Ho fatto l’amore una volta nella mia vita. Sesso, forse tre o quattro. Ho baciato poco più di una ventina di ragazze, in un tutta la mia vita, anche se, credimi, avrei avuto molte più occasioni…sono famoso e vivo in un mondo diverso dal tuo forse, ma non per questo sono solo un bel corpo senza cuore. Ho anche io dei sentimenti, Alice. E non dico bugie quando dico che in questo momento mi batte il cuore perché ti ho fra le braccia.”

Le lacrime avevano lasciato un silenzioso solco sulle guance della ragazza. lo stomaco le si stava contorcendo, il cervello le era andato in fumo e il cuore le sembrava essere risalito lungo la gola, bloccandole il respiro.

“Liam, ti amo.” Sussurrò con un filo di voce prima di buttarsi in avanti e baciare per la seconda volta quella sera il ragazzo dei suoi sogni. Le braccia forti di Liam si strinsero attorno alla vitina sottile della ragazza, spingendo i loro torsi insieme, uno contro l’altro in una stretta passionale. Il bacio continuò più a lungo questa volta, mentre le loro mani scorrevano sui loro corpi senza sosta, di fretta, come per paura che da un momento all’altro qualcuno potesse svegliarli da questo sogno surreale.

Si spostarono verso la coperta, sempre senza staccarsi per un secondo, e si distesero su quel giaciglio scomodo e inaccogliente, ma sufficiente, perché in quel momento a loro bastava essere loro due, da soli, intrecciati in un bacio senza fine e in un abbraccio incontrollato. Fecero l’amore al chiaro di luna, con la città che scorreva ignara sotto di loro.

 

“Ascolta, tutto tace, è meglio se facciamo piano, ok? Non vorrei mai svegliare gli altri, mi ucciderebbero!” Liam sussurrò quando lui ed Alice furono davanti alla porta della suite.

“Sono le 5 del mattino, certo che sono tutti a dormire Liam. Non posso credere che siamo rimasti 5 ore su quel tetto.”

“Sono volate” disse lui dolcemente, stampando un bacio sulla soffice pelle del viso di lei.

I due aprirono la porta e camminarono in punta di piedi dentro la suite, buia e silenziosa. Il salotto si era svuotato, e tutto taceva. Si diressero quatti quatti verso la stanza di Liam, per cercare di non farsi uccidere da Louis quando lo avrebbero svegliato per chiedergli di lasciargli libero il letto. Ma una figura si parò loro davanti nel corridoio. Spaventato e confuso, Liam raggiunse un interruttore e accese la luce per vedere a chi appartenesse quella figura appena uscita dal bagno nel cuore della notte.

“IRENE?!” Alice sussurrò sconvolta quando vide l’amica mezza nuda, con indosso solo la maglia nera dei Joy Division che poche ore fa era indosso a Zayn.

La rossa sorrise imbarazzata e fece ciao con la mano. “Ehm…io e Zayn…abbiamo fatto pace…un po’ di volte di seguito, diciamo.” Spiegò grattandosi la testa.

“Sei a dormire da lui quindi?” indagò Liam.

“Sì…anche se si è dormito poco a dire il vero…”

“IRENE!” Alice ridacchiò sconvolta dalla sfacciataggine dell’amica.

“Ehi, dove sei finita ros- ehm ciao Liam…e Alice.”

Zayn si affacciò sulla porta della sua camera completamente nudo, i suoi infiniti tatuaggi in bella vista, e solo un cuscino a coprire…le zone “private”.

“Oh mio dio voi due siete…” Liam scosse la testa divertito. “Ma Niall? L’avete cacciato in camera mia?”

“Ehm…sì, è a dormire con Louis!” Zayn alzò le spalle, con uno sguardo che implorava perdono e comprensione.

“Perfetto…Alice, temo ci resterà solo il divano…” Liam guardò in basso verso la ragazza che teneva per mano. Lei annuì, senza alcuna nota di delusione sul suo viso: dormire con Liam le bastava, una stalla le sarebbe andata ugualmente bene.

“Ok, allora, buona notte!” Zayn si affrettò a dire mentre afferrava per il braccio Irene e la trascinava dentro la sua camera, chiudendosi la porta alle spalle di fretta.

Alice soffocò con la mano una risata. “Quei due meriterebbero un nobel per la “pace”!!”

Si spostarono silenziosi sul divano, recuperarono dei cuscini e una copertina, e si distesero, prima Liam, poi Alice, che appoggiò delicatamente la testa sul petto forte di Liam, che la avvolse con il suo braccio.

“Oh finalmente, un appoggio comodo sotto di noi. Possiamo finalmente dormire piccolina. Sei stanca?”

“No, per niente a dire il vero. Ma sto talmente comoda che penso crollerò nel giro di pochi istanti!”

I due chiusero entrambi gli occhi, e si concentrarono sui proprio respiri. Avevano così tanti pensieri, così tante emozioni in corpo, che dormire sembrava impossibile. Ma piano piano sentirono il torpore impadronirsi di loro. Nel giro di pochi minuti, intanto, il sole comparve alla finestra.

“Liam?”

“Dimmi Alice?”

“E’ già domani…”

Un sospiro le accarezzò la guancia, solcata da una lacrima silenziosa.

“…e siamo ancora insieme. Hai visto, piccola?”

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