Abbie Allison Styles ღ

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  • Published: 23 Dec 2013
  • Updated: 18 Apr 2015
  • Status: Complete
«Vuoi saperlo davvero?» Annuii decisa. «Vuoi sapere perchè in questi anni sono stato così lontano da te?» «S-si..» «Vuoi sapere perchè ti trattavo male, i miei sbalzi d'umore?» «Si...si!» Sospirò. «Speravo questo momento non arrivasse mai..» farneticò. «Cosa..quale momento?» «In cui ti dicevo tutta la verità..» -------------------------------------------- Zayn Jawadd Malik, un ragazzo cupo e solitario. La sua vita è cambiata nel corso degli ultimi anni, si comporta male con tutti, persino con i suoi amici. Ma c'è un motivo per il suo improvviso cambiamento? Egli nasconde un terribile segreto che però non rivela in giro. Perchè Zayn non ha bisogno di nessuno, neanche di colei che gli ha segretamente rubato il cuore. O almeno lei così crede. Riuscirà una turbolenta vacanza in California a calmare le acque? Troverà Zayn la pace? Riuscirà a fidarsi della sorella del suo migliore amico?

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64. 64.Capitolo Sessantaquattro


64• Capitolo Sessantaquattro

-Io...volevo dirtelo insieme a tuo padre..- mormorò insicura.
-No mamma adesso!- alzai un po' troppo la voce facendola sobbalzare -scusa, è che ho l'impressione che qualcosa vada male.- dissi ansiosa.
-Mesi fa cercammo di contattare la Harvard University senza però dirtelo, se le cose non fossero andate come previsto non volevamo farti rimanere male...ma non ci fu alcuna risposta da parte loro. Si sono fatti risentire pochi giorni dopo che tu hai cominciato la scuola..si sono scusati perchè avevano molte persone pronte ad iscriversi e non avevano tempo per telefonate estere, come sai bene...sono più importanti le persone del posto e dopo quelle che arrivano da altre parti del mondo..-
-E con questo cosa vorresti dire?- mormorai ansiosa.
-..Che abbiamo mandato il tuo curriculum..e proprio oggi è arrivata la loro risposta.- mi indicò una lettera bianca con sopra il loro marchio posata sul davanzale della cucina.
La fissai sbattendo le palpebre, poi spostai nuovamente lo sguardo su mia madre.
-L'hai letta?- chiesi timorosa andando verso di essa.
Scosse la testa.
-Volevamo dirtelo stasera a cena.-
-Per far cosa? Per festeggiare come se fosse una bella notizia?!- alzai la voce sentendo delle lacrime spingere ai lati dei fragili occhi.
-Abbie..-
-Che sta succedendo?- accorse Harry sentendo le mie urla.
Non gli risposi, ero intenta a prender quella lettera...mesi fa non l'avrei guardata disgustata.
-La apro.-
-Come vuoi.-

"Gentili Signori Styles..
Ci scusiamo per non aver risposto in precedenza.
Abbiamo esaminato il curriculun di vostra figlia Abbie Allison Styles e con i suoi voti precedenti siamo rimasti davvero sorpresi. Lei è indubbiamente ammessa alla Harvard University di Cambridge con durata di quattro anni.
Sarà una delle studenti migliori.
Ossequi, S. John."


Mi portai una mano davanti la bocca rileggendo più volte quella lettera...c'era qualche errore..ci doveva pur essere.
"Ci scusiamo ma sua figlia non è stata accettata"
"Ci scusiamo per non aver risposto in precedenza"
-Abbie allora?- domandò ansioso Harry una volta che mia madre gli spiegò tutta la situazione.
Io ero ancora immobile mentre continuavo ad esaminarla in attesa di scovare qualche errore nascosto, in attesa di sperare che fissando quelle minuscole parole nere potessero cambiare, potessero darmi una bella notizia.
Quattro anni..
Quattro anni..
QUATTRO ANNI!
Come potevo sopravvivere per quattro anni?
-Mi..hanno accettata.- sussurrai a bassa voce sperando di non aver sentito le mie parole.
Mia madre si alzò e mi venne accanto, stava per abbracciarmi ma arretrai continuando a guardare il pavimento.
I miei occhi....gonfi come due pozzi, il mio cuore..a pezzi, la mia mente...confusa, stavo per scoppiare in una crisi di pianto.
-Tesoro..-
-Come.puoi...averlo.fatto.- ringhiai con i pugni stretti facendo cadere a terra quella lettera.
-Abbie come potevo saperlo? Mi hai sempre detto che Harvard era il tuo sogno..come potevo sapere che hai cambiato idea all'improvviso?-
-Io non ci vado mamma.- sussurrai scuotendo la testa uscendo dalla cucina.
-Pensaci Abbie.-
-Non indendo affatto, è fuori discussione!- risi ironica iniziando a salire le scale.
-Non farti condizionare troppo dagli altri.- sottolineò.
-Non sto facendo un bel nulla..io non me ne andrò da qui, punto!-
-Harvard era il tuo sogno!-
-Lo era infatti!- mi voltai mentre una lacrima mi rigò il viso.
-Ne riparleremo comunque. E' un'ottima opportunità per costruirti un futuro e non lascerò che la butti via in questo modo.- disse tornando in cucina.
-MAMMA IO NON CI ANDRO'.- urlai in preda al panico.
-Ehi calma..- arrivò Harry tentando di abbracciarmi ma scansai anche lui.
-Ne riparleremo.- disse lei dalla cucina.
-Vaffanculo.- sussurrai ed Harry mi sentì.
Scappai nella mia stanza rimanendolo lì, sulle scale. Chiusi violentemente la porta gettandomi sul letto.
Iniziai a piangere incredula su ciò che era appena accaduto. Quattro anni, come potevo stare quattro anni lontana da Zayn?
E la sua promessa di andare a vivere insieme?
E la nostra vita?
E il nostro epilogo vissero tutti felici e contenti?
No. No. No.
Il telefono vibrò e dall'anteprima vidi che era Zayn.
-Amore ci sei?-
Ci sono...per adesso.
Non me ne ero accorta che era passato un bel po' dal mio ultimo messaggio, lo avevo praticamente lasciato in sospeso. Sbloccai il cellulare notando anche due chiamate perse, proprio da lui.
-Sono qui.- scrissi tra le lacrime.
-Dov'eri andata?-
Non riuscivo quasi a leggere nulla, i miei occhi erano appannati..le lacrime stavano fuoriuscendo troppo in fretta.
-Sono qui.- scrissi nuovamente tentando di asciugarle ma invano.
-Tutto bene?-
-Si.-
-Posso chiamarti?-
-Adesso no..più tardi magari.-
-Abbie mi dici cosa sta succedendo?- 
Ci mancava solo lui.
-Non sta succedendo nulla Zayn.-
-Okay ti credo.-
Sentii la porta aprirsi facendo sbucare Harry, poggiai il telefono sul letto mettendomi a sedere, lui mi raggiunse di corsa.
-Quattro anni..- enunciai ricominciando a piangere -non voglio andare via!-
-Si può sapere cos'è questa storia di Harvard? E perchè non me ne avete mai parlato?-
-Tempo fa volevo andare a questo college dopo il liceo, lo desideravo tanto. Mi piaceva l'idea di lasciare Londra, di vivere indipendente per quattro anni, di andare in America...ma adesso.-
-Adesso c'è Zayn.- mi anticipò.
Annuii piangendo più forte di prima.
-Io non voglio lasciarlo..non voglio andare via, avevamo dei progetti insieme, non voglio Harry!- continuavo a dimenarmi tra le sue braccia mentre tentava di farmi stare ferma, calma.
-Abbie una soluzione si troverà ne sono sicuro.-
-Invece no! Hai sentito mamma prima? Mi manderà lì ne sono certa.-
-Andiamo, sempre a pensare negativo tu.-
-Ma..-
-Ehi..adesso scendiamo giù a mangiare, ne parleremo anche con papà e tutti insieme prenderemo una decisione.-
-Mi sa che in questa casa le nostre decisioni le prenda tutte lei.- sospirai asciugandomi la faccia.
Mi prese per mano e dopo l'ennesimo bacio sulla guancia mi portò di sotto, dove anche mio padre aveva varcato la soglia della cucina, sedendosi a tavola.

-L'hanno accettata Des.- annunciò mia madre contenta.
-Oh che splendida notizia Abbie.- mi guardò fiero.
-Non ci andrò.- risposi fredda facendolo rimanere di sasso.
-Voleva dire che ci penserà.- mi corresse mia madre.
-No, volevo dire che non ci andrò.- le rivolsi un sorrisino di vendetta, lei sospirò.
-D'accordo..allora da questo momento in poi, io ti proibisco di vedere Zayn.-
Avevo sentito bene? Non poteva dire una cosa del genere.
-Non...succederà mai!- strinsi i pugni sotto il tavolo guardandola non male...di più.
-Ragazze calmatevi..- ci richiamò mio padre -Anne, cos'è questa storia di Zayn?- domandò confuso.
-Lei non vuole andare alla Harvard University di Cambridge, uno dei college più famosi ed ottimi del mondo...solo per quel ragazzo.-
-Quel ragazzo ha un nome.- alzai un sopracciglio.
Harry stava in silenzio guardando la scena.
-E' impazzita.- scosse la testa turbata -allora da quando quel ragazzo la manda fuori di testa io le proibisco di vederlo.-
Strinsi i denti mordendomi le labbra, mi stavo davvero trattenendo troppo.
-NON PUOI FARMI QUESTO!- urlai sbattendo le mani sul tavolo alzandomi in piedi.
-Abbie non urlare in questo modo con me.- rispose calma.
-Abbie calmati..siediti ne parliamo.- cercò di farmi ragionare mio padre.
-Papà io non ho intenzione di andarci.-
-Te l'ho chiesto con le buone..ma se proprio devi costringermi.-
-Smettila di decidere della mia vita!-
-Sto solo evitando che tu possa sprecare una tale opportunità.-
-Sai quanti college in giro per Londra ci sono?-
-Stiamo parlando di Harvard.-
-Stiamo parlando della mia vita!- conclusi facendola rimanere in silenzio.
-Mamma...scusa, ma sono quattro anni.- interruppe Harry -insomma non sono uno o due mesi...ma quattro anni. Io credo che debba decidere lei.- 
-Lei non sta decidendo, lei si rifiuta di pensarci.-
-Okay ci penso..- passarono tre secondi -fatto. Io non mi muovo da qui!- sbottai alzandomi.
-Abbie torna qui.- mi chiamò lei.
Mi dimenticai subito del suo richiamo ripensando a Zayn. 
Come potevo dirglielo?
Anzi dovevo farlo per forza? Visto che non ci sarei mai andata?
Come?
Quando?
In che modo dirglielo?
Salii in camera mia trovando un suo ennesimo messaggio.
-Ti amo.- 
Sorrisi come un ebete difronte quello schermo, poi velocemente scrissi la risposta.
-Ti amo. Domani dobbiamo parlare.-
La sua risposta non arrivò subito, passarono vari minuti.
-Sapevo che c'era qualcosa che non andava...allora? Vuoi lasciarmi?-
-Ma cosa diavolo ti viene in mente?!-
-In questi casi ho pensato subito a quello.-
-Comunque no..è altro, ma ne parliamo domani, adesso sono stanca.-
-Ho fatto qualcosa di sbagliato?-
-No, cosa te lo fa pensare?-
-Al fatto che sei fredda con me...-
Deglutii rumorosamente mentre scrivevo una risposta tremante.
-No Zayn non c'è l'ho con te.-
-Posso chiamarti adesso?-
-Mi dispiace, vorrei andare a dormire..-
-Va bene. Notte.-
-Zayn!-
-Che c'è?-
-Vorrei averti qui adesso...-
-Si anch'io. Vorrei tanto sapere cos'hai e poi stringerti talmente forte da farti dimenticare di tutto il male che ti circonda.-
-Io voglio abbandonarmi tra le tue braccia e rimanerci per sempre.-
-Sei sempre la benvenuta tra le mie braccia..-
-Vieni qui..-
-Non posso, oggi è giovedì e come ogni giovedì io e Wali guardiamo un film e dopo ci addormentiamo insieme.-
-Beata lei allora.-
-Ehi..tu sei una cosa che lei non è.-
-Cosa?-
-La mia ragazza.- scrisse con mille cuoricini.
Sorrisi inconsciamente ripensando alla sua dolcezza.
-Vorrei tanto averti qui stasera..-
-E' successo qualcosa? No, non dirmelo. Mi sentirei in colpa per non esser potuto venire.-
Non risposi, ma poco dopo lo fece lui.
-Okay dimmelo.-
-Ho litigato con mia madre.-
-Ecco lo sapevo. Adesso mi sento una merda, mi dispiace per non essere accanto a te..-
-Non preoccuparti, dopotutto Wali ha bisogno del suo fratellone hahaha.-
-E tu hai bisogno di me..-
-Questo è vero..ma non sempre le cose vanno come speriamo.- risposi riferendomi un po' a tutto, ma cosa poteva capire lui?
-Stai cercando di dirmi qualcosa?-
-Anche se volessi, non lo farei tramite cellulare, ma domani quando staremo insieme.-
-Giusto hai ragione...ma adesso non dormirò fino a domani.-
-Lo so scusa, non dovevo farti mettere un simile pensiero in testa.-
-Ehi io mi preoccupo per te, non per quello che potrai dirmi.-
Quelle parole mi fecero riempire gli occhi nuovamente, quanto cavolo mi mancava, quanto cavolo avevo bisogno di lui, di abbracciarlo di baciarlo, quanto avrei voluto scrivergli la verità, scrivergli che mi sentivo davvero male, che stavo piangendo come una pazza, che volevo lui a tutti i costi...per farlo correre da me, ma sarei stata un'egoista, anche lui aveva una vita, una famiglia che adorava tanto.
Dopo essermi calmata ed asciugata le lacrime per l'ennesima volta gli scrissi un ultimo messaggio.
-Sono stanca, ci vediamo domani.-
-Ricorda che un giorno tutti i nostri desideri si avvereranno. Vivremo in una grande casa lontano da qui, liberi da tutto e da tutti. Potrò addormentarmi sul divano in salotto accanto a te mentre guardiamo un film, potrei svegliarmi la mattina dopo, trovandoti avvinghiata al mio petto, ti potrò guardare camminare per casa con addosso solo una camicia...la mia, potremo ridere e scherzare ogni giorno, correre per tutta la casa come matti quando non mi farò fare lo shampoo da te, potrò vederti giorno dopo giorno, attimo dopo attimo ed è proprio questo che voglio.-
Okay okay. Stavo piangendo come una fottuta idiota davanti quel cellulare per l'ennesima volta.
Essì. Faceva male, tanto male sapere che quelle cose non si sarebbero mai realizzate ma quella volta la colpa non era la sua. Lui avrebbe mantenuto la sua promessa anche se avesse dovuto fare i salti mortali per accontentarmi.
-Buonanotte principessa.-
-Buonanotte Zayn.-
Riposai il cellulare sul comodino mettendomi distesa a pancia in su. Mi portai le mani sotto la testa fissando il candido soffitto bianco. 
Una parte di me era d'accordo con mia madre.
L'altra era il mio cuore.
Okay datemi cinque buoni motivi per andare ad Harvard.
1- America, il tuo sogno.
2- Harvard University, il tuo sogno.
3- Tra i college più noti al mondo.
4- Con una formazione scolastica diecimila volte superiore a qualsiasi altro college.
5- Speranza di costruirti un futuro migliore.
Ora cinque buoni motivi per rimanere a Londra.
1- Zayn.
2- ...
3- ...
4- ...
5- ...
Ero proprio messa male!
Di amici ne potevo sempre trovare, anche se era un po' difficile trovarne come loro, ma di ragazzo...di Zayn Malik ce n'era uno solo.
Avevamo già perso troppo tempo a rincorrerci per mai ritrovarci, avevamo già perso anni inutilmente quando potevamo stare insieme...avevamo già perso troppo.
-Ehi.- entrò mio fratello sedendosi sul letto.
Gli rivolsi uno sguardo spento per poi continuare a guardare il soffitto.
-Lo hai detto a Zayn?-
Scossi la testa.
-Hai intenzione di farlo?-
Annuii silenziosa.
-Domani?-
Feci sì nuovamente.
-Harry?- sospirai attirando la sua attenzione -perchè tu e Cleo vi siete lasciati?- domandai curiosa mettendomi a sedere.
Non si aspettava affatto quella domanda, tanto che mi guardò spalancando gli occhi poi abbassò la testa sulla sua mano poggiata sul letto.
-Wow...colpito e affondato.- scherzai facendogli spuntare un sorriso.
-Avevamo deciso di essere solo amici...-
-Questo lo so..ma per quale motivo?-
-Beh Abbie..facevamo parte della stessa comitiva, se le cose non fossero andate bene un giorno...noi non volevamo rovinare tutto.-
-Ma io so che vi vedevate da prima che noi entrassimo nel vostro gruppo....me l'ha detto Cleo.-
-E proprio per questo...ci siamo lasciati, perchè poi siete arrivate voi e..- scosse la testa pensieroso.
-Ti manca?- chiesi forse un po' bruscamente.
Vidi il riccio sospirare profondamente...prima di accennare un si con la testa.
-Quanto?-
-Tanto.-
-Perchè voi..-
-No. Non ci pensare. Ora le cose sono cambiate, lei sta con quello lì ed io devo cercarmi..q-qualcuno.-
-Se le cose fossero cambiate non ti mancherebbe così tanto.- ripetei le sue stesse parole facendogli abbassare lo sguardo.
-Hai ragione, ma no..non si può.-
-Pensaci almeno.-
-Strano, potrei dire la stessa cosa anche a te.- scherzò.
-Io non ho bisogno di pensarci, è una cosa logica..non ci andrò e basta.- ammiccai vittoriosa provocandogli un risolino.
-Va bene?- lo incoraggiai alzandogli la testa.
-...Perchè ci tieni così tanto?-
-Perchè ci tengo a voi due...e voglio che siate felici. Cleo non è felice con quello lì, Cleo...l'ho vista mentre mi parlava di te e credimi..- annuii -..forse non è cambiato tanto.-
-Forse..- sussurrò infine.
-Un'ultima domanda...poi andrò a dormire perchè domani ho scuola, era per questo che ti sei messo con Melissa?-
-..Il ricordo di Cleo c'era sempre stato. Ma dopo aver saputo che si stava sentendo con qualcuno ed io non lo sapevo- strinse i pugni -...uff...Melissa è una bella ragazza...sentivo il bisogno di svagarmi e di non pensare più a lei, per un po'ci sono riuscito..ma poi siamo dovuti tornare.-
-Lei sa che sei stato con Melissa?-
-No..-
Annuii mordendomi le labbra per poi infilarmi sotto le coperte.
-Perchè avrei dovuto dirglielo? Non stavamo più insieme.-
-Beh io credo che per quello che prova per te non dovrebbe mai saperlo.- mormorai indecisa, l'idea di mentire alla mia migliore amica mi turbava.
-Q-quello che prova p-per me?-
-Lo sai Harry!...Siete entrambi cotti l'uno dell'altra, ti facevo più intelligente.-
-Io sono intelligente eccome...altrimenti non mi sarei accorto che ti vedevi di nascosto con Zayn..- mi accusò facendomi sgranare gli occhi.
-C-cosa?-
-Lo so idiota.- rise -credevi non me ne fossi accorto? Andiamo chi non se ne sarebbe accorto? Era palese che combinavate qualcosa voi due..- continuava a ridere vedendo la mia faccia sorpresa.
-E....e perchè non sei arrabbiato? Cioè perchè non hai fatto nulla?-
-In effetti si adesso dovrei essere arrabbiato con te e soprattutto con lui ma...non ne vale la pena, voi due vi amate, state benissimo insieme e..- alzò le spalle -non credo che se io facessi qualcosa vi separerei tanto facilmente.-
-Hai ragione...però adesso voglio chiarire una cosa..per quale motivo non volevi che ci frequentassimo?- dissi leggermente seccata.
-Sai che ha Zayn...quella mal...-
-Non dire quella parola..ha un disturbo.- misi in chiaro.
-Bene ed è per questo.-
-Non capisco. Avevi paura che...ehm potesse trasferirlo anche a me?- chiesi aggrottando le sopracciglia.
-Ma no, è che io pensavo il peggio e se fosse accaduto non volevo vederti soffrire, non sarei bastato io.-
Lo guardai con un sorriso stampato in faccia. Harry si era sempre preoccupato per me, ogni cosa, ogni suo gesto, ogni sua occhiataccia era sempre stato per me! Per il mio bene..per non vedermi soffrire un giorno...ed io non me ne rendevo conto. Lo trattavo male a volte ma per un motivo inesistente.
-Capisco..- sussurrai chiudendo gli occhi.
-Buonanotte Abbie.- mi diede un bacio sulla guancia poi uscì chiudendo la porta.
Restai sul letto immobile e soprattutto in silenzio. 
Il silenzio. Un fenomeno di sofferenza assoluto. In silenzio si pensa, ecco già pensando mi stavo facendo automaticamente del male..ma era più forte di me.
Dopo pochi minuti interminabili di silenzio, mi portai le mani nei capelli tirandoli forte, mi morsi il labbro sentendo l'aspro sapore del sangue, avevo così tanta voglia di urlare...dovevo prendere a schiaffi qualcuno dovevo sfogarmi...sentivo che di lì a poco sarei impazzita. Iniziai a sudare, più mi agitavo in quel letto più sentivo gocce di sudore scendere dalla mia fronte, più sentivo di stare per svenire, sentivo di star male...anche se mi fossi gettata dal terzo piano non avrei sentito più dolore di quanto non ne provavo già.
Improvvisamente un tuono mi fece sobbalzare, gettai un piccolo urlo che soffocai con la mano passandola poi sul petto, il mio corpo era accaldato, il mio petto si alzava e si abbassava velocemente..avevo perso del tutto il controllo.
Poi una lacrima, scese lenta bagnandomi una guancia...bruciava ad ogni passo finchè non l'asciugai con l'altra mano. Non dovevo piangere, non potevo. Sarebbe stata la fine.
Mi alzai prendendo un pantaloncino dall'armadio, menomale che non li avevo messi tutti via...era pur sempre dicembre cavolo, ed io stavo morendo di caldo.
Mi sdraiai nuovamente chiudendo gli occhi, cercavo di addormentarmi, cercavo di non pensarci...cose del tutto impossibili.
Ben presto sentii il ticchettio della pioggia venir giù, accompagnato ogni tanto da alcuni temporali..non poteva esserci serata peggiore.
Ma tentai lo stesso di addormentai e ci riuscii non sapendo come...mi addormentai...pensando a lui.

"-Ti piace?- mi chiese aprendo l'enorme porta bianca.
-E' stupenda!- mormorai con gli occhi spalancati.
-E' nostra.- annunciò posando per terra le valigie.
Sorrisi, non c'era cosa migliore che sentirsi dire di andare a vivere insieme.
-Mia e...tua.- mi afferrò per i fianchi facendomi voltare verso di lui.
Lo baciai subito portando le mani dietro al suo collo, approfondì facendomi allacciare le gambe intorno ai suoi fianchi.
-Adesso sei solo mia.- continuò baciandomi il collo.
Chiusi gli occhi sentendo le sue soffici labbra premere sul mio collo e quando li riaprii trovai mia madre sulla soglia della porta che mi guardava malissimo ed in mano...aveva quella dannatissima lettera..che riconobbi dal solito marchio.
Sentii il cuore a pezzi."


Aprii gli occhi di scatto alzando il busto al centro del letto. Guardai fuori notando il cielo scuro coperto da nuvole rosse dalle quali veniva giù tanta pioggia seguita da temporali, sobbalzavo ad ogni tuono.
Accesi il cellulare, erano le due e trentacinque...cazzo.
Non appena afferrai che fosse così presto e che fuori la pioggia cadeva giù violentemente le mie guance si bagnarono nuovamente, ma quella volta non era un semplice pianto...quella volta era una vera richiesta d'aiuto.
Non mi era mai capitato di sentirmi in quello stato, di sentirmi debole in quel modo. Di solito me la cavavo sempre da sola...ma forse, quando mi toccavano cose alle quali tenevo...ero più indifesa di una bambina.
Presi il cellulare con l'intenzione di scrivere a Zayn, speravo fosse ancora sveglio..anche se poco ci credevo. Ma non appena scrissi la prima parola cancellai il messaggio riposando il cellulare sul comodino. Mi gettai nel letto nuovamente e ripresi a piangere più forte di prima, il sonno oramai era andato a quel paese.
Era praticamente una delle notti più brutte di sempre.
Poi qualcosa mi passò nella mente, qualcosa di folle..ma non m'importò più di tanto.
Misi le pantofole e senza cambiarmi scesi in cucina senza fare il minimo rumore, aprii la porta di casa ed uscii.

Continuavo a correre velocemente cercando di scansare le poche macchine che passavano per caso. La maggior parte erano tutti idioti che passando mi fischiavano, altri che cercavano di convincermi a salire..ma non riuscivo a capire nulla. Forse per la pioggia che mi aveva già bagnata dalla testa ai piedi, forse per le lacrime che mi appannavano gli occhi, riuscivo solo a vedere la via per la casa di Zayn...o forse era solo quello che volevo vedere, nient'altro.
Finalmente giunsi sotto casa sua e piangendo ancora come una stupida cercai di trovare un modo per farmi sentire da lui. 
-Z-zayn?-
Lo chiamavo a bassa voce cercando di non far svegliare nessuno, ma fu tutto impossibile. La pioggia continuava a scendere violentemente, tuoni lampi...mi sentivo persa, abbandonata. Mi accasciai dando un pugno per terra...niente dolore...solo lacrime amare che scivolando si mischiavano con la pioggia.
Una speranza si accese in me, forse anche l'ultima. Portai una mano nei pantaloncini ma non trovai il cellulare...l'avevo rimasto sul comodino.
Era davvero finito tutto, me lo sentivo.
Ma d'un tratto, con le poche forze rimaste mi alzai puntando gli occhi verso la finestra della sua camera sperando di scorgere il suo viso, anche se era un po' difficile notarlo..
Il buio regnava intorno a me...io avevo paura del buio.
I tuoni ogni tanto si facevano sentire...io avevo paura dei tuoni.
Le lacrime scorrevano senza sosta...io avevo paura di soffrire.
Tutto quello che volevo era lui...punto. Solo pensare a lui, al suo viso angelico, al suo amore mi fece spuntare un minimo sorriso che m'incoraggiò ancora una volta a chiamarlo con voce soffusa.
-Zayn...- singhiozzai -ti prego..- ancora nulla -ho bisogno di te...-


Zayn's Pov.
Ero sul letto accanto a Wali che si era addormentata già da un bel pezzo, era tra le mie braccia..cosa che mi mancava da tempo...troppo tempo.
Era come ritornare ai vecchi tempi, quante cose avevo trascurato della mia famiglia e mi sentivo male al solo pensiero.

"-Zayn?- chiese con voce timida entrando nella mia camera.
-Non si bussa?- risposi acido, come al solito.
-Scusa è che..-
-Che c'è?!-
-Sai oggi è giovedì..- rispose con tono basso portandosi un dito sulle labbra.
-E quindi?- risposi continuando a guardare il computer.
-Ogni giovedì noi...beh...la nostra serata r-ricordi?-
Oh merda aveva ragione!
-Adesso no!-
-Zayn..-
-Vattene!-"


Ripensando a tutto ciò la strinsi ancora di più tra le mie braccia, mi sentivo un mostro....e me ne ero reso conto solo in quel momento.
Cercai di addormentarmi ma mi risultava un po' difficile. Fuori stava diluviando...i temporali erano piuttosto forti e non sapevo perchè ma mi venne in mente Abbie, lei aveva paura dei tuoni.
Che strano, era molto strano. Cioè Abbie era stata piuttosto strana. 
Pensai a cosa stesse facendo, beh ovviamente era a dormire a casa sua...ma c'era qualcosa che mi turbava. Forse il modo in cui mi rispondeva ai messaggi, avevo intuito qualcosa...e non era nulla di buono.
Presi il cellulare, le due e trentasei...era ancora presto.
Chiusi gli occhi, dovevo addormentarmi sul serio, domattina avrei dovuto accompagnare Waliyha e Safaa a scuola ma c'era qualcosa che non mi convinceva, qualcosa che non mi faceva chiudere occhio...
Mi stavo preccupando per qualcosa che non era accaduta.
Improvvisamente sentii qualcuno sussurrare il mio nome, era una voce piuttosto bassa perciò mi voltai da Waliyha..a volte le capitava di parlare nel sonno, ma non appena mi voltai non sentii più nulla. Stavo anche uscendo pazzo.
Mentre ero concentrato a guardarla sentii di nuovo il mio nome più forte...poi un "ho bisogno di te.."
Chiusi le palpebre per poi riaprirle velocemente, mia sorella non aveva aperto bocca..ed io iniziai a preoccuparmi davvero.
Poi ecco che si sentirono singhiozzii e poi ancora il mio nome più forte.
-Sto impazzendo.- sussurrai a me stesso chiudendo gli occhi definitivamente. 
Ma forse...
Mi alzai facendo attenzione a non svegliarla e avvicinandomi alla finestra vidi solo la pioggia battere per terra, ma poi aggrottando gli occhi notai qualcosa proprio sotto la mia finestra. Scossi la testa appoggiandomi al davanzale scrutando per bene quella figura misteriosa.
Poi ecco che tutto tornò...quelle voci, il mio nome, la sua richiesta d'aiuto...quella era la mia Abbie!
Era proprio lì sotto mentre piangeva a dirotto, tutta bagnata. Mi tremò il cuore vederla in quello stato, così senza pensarci aprii la finestra.


Abbie's Pov.
Ero ancora lì, mentre tentavo invano di chiamarlo. Mi sentivo debole, mi sentivo una vera stupida. Come avrebbe fatto a sentirmi? Era nel bel mezzo di una sana dormita ed io in quel momento non c'entravo un bel niente.
Ma poi ecco, qualcuno si affacciò proprio alla sua finestra, speravo tanto di non aver svegliato sua sorella ma non appena mi accorsi che quello era il suo viso piansi ancora più forte.
Zayn aprì la finestra guardandomi con gli occhi spalancati.
-Abbie! Cosa ci fai qui?- domandò preoccupato.
Volevo dire qualcosa, ma nulla usciva dalla mia bocca, tentavo di proferir parola ma il vuoto era dentro me.
Così vidi il moro richiudere la finestra per poi scomparire dietro di essa. Passarono trenta secondi poi vidi la porta d'ingresso aprirsi e Zayn correre velocemente verso di me.
Avevo una voglia matta di baciarlo, così senza pensarci mi gettai al suo collo poggiando le labbra sulle sue.

-Ma cosa ci fai qui?- chiese terrorizzato nel vedermi piangere così forte.
Oramai era zuppo di pioggia quanto me, aveva entrambe le mani sul mio viso con la sua fronte poggiata sulla mia.
-Andiamo ti porto dentro!- tentò di trascinarmi via ma lo fermai.
-N-no! Io d-devo dirti una c-cosa..- singhiozzai facendolo voltare.
-Abbie questo non è un luogo adatto...avanti vieni dentro con me!- rispose prendendomi una mano che lasciai con forza.
-No! N-non c'è tempo..io devo dirtelo...a-adesso!-
-Abbie non possiamo rimanere qui! Tu da quanto sei qui sotto eh? Ti verrà una bronchite se non ti asciughi subito.- tentava di farmi cambiare idea ma io ero irremovibile.
-Abbie vieni con me adesso!- ordinò alzando la voce.
-Io devo partire!- sputai fuori ricominciando a piangere più forte.
Zayn...il suo sguardo si sbarrò...le sue labbra si spalancarono leggermente...la presa sulla mia mano diventò più stretta...il mio cuore era a pezzi ancora una volta.

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