Psychic Kuni

La storia di due gemelli, che dal perdere le persone più care, trovano la forza per combattere. Hiro e Yuki partono all'avventura, per scoprire il responsabile della morte dei genitori, con l'aiuto dei loro poteri di Psyer.

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1. Tutto comincia...

In passato c'era una forza misteriosa, non era nota a tutti, ma quelli che la conoscevano erano persone fuori dal comune...questo potere si chiamava Psico.

Si diceva che lo Psico risiedesse negli oggetti, e le persone che potevano usufruirne si chiamavano Psyer.

Questa è la storia di due gemelli, che per il volere del destino si sono ritrovati a dover conoscere, e ad apprendere, lo Psico...

"Così noi ricordiamo Len e Rin, due meravigliose persone, nella loro vita non avevano mai fatto del male ad alcuna creatura di Dio...ricorderemo per sempre la loro gentilezza e la loro benevolenza.

Adesso dedichiamo loro un minuto di silenzio.

Fu allora, che il minuto scorreva nel mentre le bare venivano calate nella fossa, nelle facce dei presenti al funerale, si leggeva tristezza e malinconia, nelle facce dei due figli si vedeva disperazione.

"Adesso, andate in pace."

Tutti i presenti al funerale si diressero verso i due figli per fare loro le condoglianze; la maggior parte di loro metteva a disposizione la loro ospitalità, chi invece garantiva entrate economiche, ma una persona non si mosse, era rimasto davanti alle lapidi.

Una signora, amica dei genitori dei due figli, se ne accorse: "Tu! Screanzato! Non vieni a dare conforto a questi poveracci?!"

L'uomo rispose con un tono che pareva essere l'incrocio di due emozioni: "Non ne hanno bisogno...

Le due emozioni erano, la rabbia e la disperazione.

La signora rimase senza parole, sentendo la risposta dell'uomo, era rimasta a bocca aperta, non le uscì una parola.

L'uomo continuò dicendo: "Loro non hanno bisogno di soldi, e nemmeno di una casa, l'unica cosa di cui hanno bisogno è il loro amore fraterno. Non mi spiego invece, che cosa cercate voi? Perché volete aiutare questi ragazzini?"

La signora rispose: "Ma mi pare ovvio noi ci teniamo a loro, noi vogliamo solo aiu-" l'uomo fulminò la signora con uno sguardo, e disse: "Andatevene! Ragazzi non accettate i loro sporchi regali!"

I ragazzi spinti da chissà quali pensieri, cominciarono a correre, l'uomo con uno sguardo sollevato guardò verso la signora, e ricevette sguardi di disapprovazione da parte di tutti i presenti.

I due ragazzi stavano correndo verso la loro casa; arrivati si misero a guardare fuori dalla finestra con gli occhi ancora pieni di lacrime.

C'era il silenzio e la sofferenza a dominare quella giornata, fra i due c'erano solo sguardi, fino a quando l'unica cosa che era rimasta da fare era di abbracciarsi forte, ed aspettare il giorno dopo...

Si risvegliarono ancora abbracciati, ancora esausti, ma lo sapevano, continuando a disperarsi non avrebbero riavuto i loro genitori, quindi il loro comune pensiero fu: "Viviamo a pieno la nostra vita! Viviamola anche per loro!"

E così vissero per i loro prossimi sette giorni al massimo, facendo viaggi nei villaggi vicini a volte fermandocisi a dormire.

Il giorno dopo quella settimana loro erano a casa, avevano deciso che quella giornata l'avrebbero passata a casa.

Stavano sistemando le loro stanze quando sentirono bussare alla porta. All'unisono chiesero: "chi è?", rimasero di pietra quando sentirono la risposta: "ero un amico Len e Rin!"

Aprirono la porta, e videro l'uomo che li difese al funerale: "entri pure..."

L'uomo si sedette al tavolo e lì appoggiò la sua sacca.

"Mi chiamo Tochi, sono venuto per portarvi delle cose."

"Voi siete i figli di Len e Rin?"

"Sì, siamo noi."

"Come vi chiamate?"

"Io sono Hiro"

"Io sono Yuki"

"Bene, siete voi, i vostri genitori mi parlavano spesso di voi...e del vostro talento."

"Talento?"

Tochi tirò fuori da una sacca una collana ed un anello, e li diede la prima alla ragazza e il secondo al ragazzo.

"Me li ricordo! La collana ce l'aveva sempre mamma, mentre l'anello era di papà!"

"Len e Rin mi avevano chiesto, che se fosse successo qualcosa a loro, avrei dovuto darli a voi."

"Oh, grazie, ma cosa intendi per talento? A noi papà e mamma non ce ne avevano mai parlato."

"Ma che...?! Io pensavo che voi sapeste tutto! Sul serio voi non conoscete i vostri poteri di Psyer?!"

"Ma cosa stai dicendo?! Quali poteri?!"

"Mi state dicendo che voi non conoscete le casue della morte dei vostri genitori?!"

Quì cadde il silenzio, per loro ricordare il giorno del funerale, era una tortura.

"Scusate, ma credo che dobbiate saperlo, non solo perché ne avete il diritto, ma anche per la vostra incolumità. I vostri genitori erano Psyer, erano persone in grado di usare gli Psico."

"Cosa sono gli Psico?"

"Sono dei poteri che si celano negli oggetti."

"Quindi la collana e l'anello-"

"Esatto, contengono degli Psico, per di più sono anche potenti!"

"Ma noi non ne sappiamo niente di questa roba, né di come si usano, né di come si trovano."

"Non pensavo che sarebbe finita così..."

Tochi tirò fuori una sigaretta da un pacchetto che aveva nella tasca dei pantaloni, e disse delle parole che avrebbero cambiato la loro vità: "Bene! Vi allenerò, volenti o nolenti, voi imparerete ad usare gli Psico."

Hiro e Yuki non sapevano che rispondere; Tochi li prese per le braccia e se li portò via, erano diretti a casa sua.

"Oggi comincia l'allenamento, mi raccomando seguite i miei consigli, e non togliete MAI quegli oggetti, capito?!"

Risposero insieme: "Sì!"

"Bene...cominciamo!"

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