After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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99. Capitolo 99.

“Amo tornare a casa.” Annuncio ad Harry appena entriamo nell’appartamento. Si congela.
“A parte quando spegni il riscaldamento.” Rabbrividisco e lui ridacchia.
“Non ho ancora capito come si usa questo coso, è tecnologia troppo avanzata.” Si difende, facendomi ridere.
“Prendo delle coperte.” Dico, mentre Harry cerca di capire il termostato.
Prendo la coperta dal letto e due dall’armadio, prima di portarle sul divano, poi torno in stanza per togliermi il vestito.
“Harry!” Chiamo.
“Arrivo!”
“Mi abbassi la cerniera?” Gli chiedo.
Mi ritraggo a causa della freddezza delle sue dita contro la mia pelle nuda.
“Scusa.” Abbassa la zip velocemente e il vestito cade a terra. Mi tolgo le scarpe e anche il pavimento è congelato.
Mi affretto verso il comò per trovare il pigiama più caldo che ho.
“Aspetta, ti prendo qualcosa.” Dice e va verso l’armadio, cacciandone una felpa grigia.
“Grazie.” Sorrido. Non so cosa c’è nell’indossare i vestiti di Harry che amo tanto, è quasi come se indossarli, ci avvicinasse. Non ho mai indossato i vestiti di Noah, a parte una volta una felpa quando eravamo in campeggio con la sua famiglia.
Anche ad Harry sembra piacere quando metto i suoi vestiti. Mi guarda indossare la felpa con occhi bramosi. Lo noto sforzarsi per togliersi la cravatta e vado ad aiutarlo. Mi guarda in silenzio mentre gli tiro la cravatta dal collo e la sistemo prima di prendere un paio di calzini. Ne prendo un paio spesso, peloso e viola che mia madre mi ha regalato per Natale l’anno scorso. A Natale mancano solo tre settimana, mi chiedo se lei vorrà ancora che torni a casa. Non ci sono tornata da quando me ne sono andata per il college.
“Cosa sono quelli?” Ridacchia Harry e da dei colpetti sulle palle di pelo alle mie caviglie.
“Calzini. Calzini caldi, per essere precisa.” Gli faccio la linguaccia.
“Belli.” Mi prende in giro e si cambia in pantaloni della tuta e felpa.
Quando torniamo nel salotto, l’appartamento si è riscaldato notevolmente. Harry accende la televisione e si stende sul divano, tirandomi al suo petto e ricoprendoci con il cumulo di coperte.
“Mi stavo chiedendo, cosa fai per Natale?” Gli chiedo nervosamente. Non so perché mi sento timida nel chiedergli di Natale, quando viviamo già insieme.
“Oh, beh, avevo intenzione di aspettare fino alla prossima settimana per mettere in mezzo l’argomento, dato che è tutto molto caotico riguardo la scorsa settimana, ma dal momento che l’hai detto tu.” Sorride, sul suo volto lo stesso nervosismo che provo io.
“Andrò a casa per le vacanze, e mi piacerebbe se venissi con me?”
“A casa?” Squittisco.
“In Inghilterra.. a casa di mia madre.” Spiega l’ovvio. “Capisco se non vuoi, so che è molto da chiedere e sei già venuta a vivere con me.”
“Non è che non voglio, è solo che.. non lo so..” L’idea di andare in un altro paese con Harry è eccitante ma terrificante. Non ho mai neanche lasciato Washington.
“Non devi rispondermi stasera, ma fammi sapere presto, okay? Parto il venti.” Spiega.
“E’ il giorno dopo il mio compleanno.” Gli dico. Si sposta all’improvviso e mi alza la testa.
“Il tuo compleanno? Perché non mi hai detto che era così presto?” Domanda.
“Non lo so, non ci ho pensato, immagino. I compleanni non sono chissà cosa per me.” Mia madre si impegnava tantissimo per i miei compleanni, rendendo speciale ognuno, ma non negli ultimi anni.
“Beh, cosa vorresti fare per il tuo compleanno?”
“Niente, magari possiamo andare a cena?” Non voglio farne un grande affare.
“Cena.. non lo so, è una cosa un po’ stravagante, no?” Mi stuzzica.
Io ridacchio e lui mi bacia la fronte. Finiamo per addormentarci sul divano e io mi sveglio grondando sudore nel mezzo della notte. Mi alzo da Harry e sguscio fuori dalla felpa prima di andare ad abbassare la temperatura del riscaldamento. La piccola luce blu ad intermittenza proveniente dal telefono di Harry pizzica la mia curiosità. Lo prendo e striscio il dito sullo schermo. Tre nuovi messaggi. Posa il telefono, Tessa.
Non ho ragione di ficcanasare nel suo telefono, è folle. Riposo il telefono e torno verso il divano, solo per essere fermata dalla vibrazione che indica l’arrivo di un altro messaggio.
Solo uno, darò un’occhiata solo ad uno. Non è una cosa pazza, giusto? So che è folle ficcanasare tra i messaggi di Harry, ma sembro non riuscire a fermarmi.
*Richiamami, cazzone.* Dice il messaggio. Il nome di Jace ricopre la cima del piccolo schermo. Leggerlo è stata un’idea terribile. Non mi ha portato assolutamente da nessuna parte e ora mi sento in colpa per aver ficcanasato nel suo telefono come una pazza. Perché Jace manda messaggi ad Harry, comunque?
“Tessa?” Gracchia la voce di Harry, facendomi saltare e il telefono mi scivola di mano. Cade sul pavimento, producendo un rumore di qualcosa che va in pezzi.
“Cosa è stato? Che stai facendo?” Chiede nella stanza buia, l’unica luce proviene dalla televisione.
“Il tuo telefono si è acceso.. e l’ho preso.” Dico una mezza bugia e mi abbasso velocemente per recuperarlo dal pavimento. Lo schermo ha una piccola spaccatura sul lato. “E ho graffiato lo schermo.” Aggiungo.
“Torna a letto e basta.” Si lamenta, riposo il telefono e mi ristendo sul divano con lui.

La mattina dopo mi sveglio a causa di Harry che cerca di spostarsi da sotto di me. Mi sposto contro lo schienale del divano per farlo alzare e lui prende il telefono dal bancone prima di andare in bagno. Spero che non sia incazzato per il fatto che gliel’ho rotto, se non fossi stata così ficcanaso, questo non sarebbe successo. Mi tiro via dal divano e preparo il caffè. La proposta di Harry di andare in Inghilterra con lui, continua a girarmi nella mente. Ci siamo mossi già molto velocemente nella nostra relazione, andando a vivere insieme ad un età talmente giovane. Però mi piacerebbe moltissimo incontrare sua madre e vedere l’Inghilterra, soprattutto con Harry.
“Immersa nei tuoi pensieri?” La voce di Harry mi interrompe.
“No.. beh, più o meno.” Rido.
“Su?”
“Natale.”
“Cosa in particolare? Non riesci a decidere cosa comprarmi?” Ride.
“Penso che chiamerò mia madre per vedere se aveva almeno intenzione di invitarmi. Mi sento in colpa senza neanche controllare prima, sai. Sarà da sola.” Gli dico.
“Capisco.” Concorda.
“Mi dispiace per il telefono.”
“Fa niente.”
“Ho letto un messaggio da Jace.” Sbotto. Non voglio nascondergli le cose, non importa quanto siano imbarazzanti da confessare.
“Tu cosa?”
“Ha vibrato e l’ho guardato. Perché ti ha scritto così tardi, comunque?”
“Cosa hai letto?” Mi chiede, ignorando la mia domanda.
“Un messaggio da Jace.” Ripeto.
“Cosa diceva?” Serra la mascella.
“Solo di richiamarlo..” Perché si agita tanto? Sapevo che non sarebbe stato esattamente contento che ho guardato tra i suoi messaggi, ma sta esagerando.
“E basta?” Scatta.
“Sì, Harry, cos’altro avrebbe dovuto dire?” Sto iniziando ad irritarmi.
“Niente.. è solo che non mi piace che ficcanasi tra le mie cose.”
“Okay, beh, non lo farò di nuovo.”
“Bene. Ho delle cose da fare oggi, quindi puoi tenerti occupata per un po’?”
“Che devi fare?” Gli chiedo e me ne pento immediatamente.
“Gesù, Tessa, mi stai sempre addosso!” Alza la voce.
“Non ti sto sempre addosso, volevo solo sapere che devi fare. Siamo in una relazione, anche abbastanza seria, quindi perché non dovrei chiederti dove devi andare?”
“Non sai proprio quando lasciar perdere le cose, è questo il tuo problema. Non devo dirti tutto, che viviamo insieme o no! Se avessi saputo che avevi intenzione di iniziare a rompere il cazzo, me ne sarei andato prima anche che ti svegliassi.” Scatta.
“Wow.” E’ tutto ciò che replico, prima di precipitarmi fuori per andare in camera da letto, con lui alle calcagna.
“Wow, cosa?”
“Avrei dovuto sapere che la serata di ieri era troppo bella per essere vera.”
“Scusami?” Sbuffa una risata.
“Siamo stati benissimo, non ti sei comportato da stronzo per una volta, ma oggi ti svegli e bam! Torni ad essere un coglione!” Mi muovo velocemente per la stanza prendendo i vestiti sporchi di Harry dal pavimento.
“Dimentichi la parte in cui tu ficcanasi nel mio telefono.”
“Okay e mi dispiace per averlo fatto, ma onestamente, non è chissà cosa. Se poi lì c’è qualcosa che non vuoi che io veda, allora abbiamo un problema più grande!” Urlo e infilo i vestiti nella cesta.
“No, Tessa, sei tu il problema. Trasformi sempre il niente in chissà cosa!”
“Perché hai litigato con Zayn?”
“Non ho intenzione di fare adesso questo discorso.” Dice in tono freddo.
“Allora quando, Harry? Perché non me lo dici? Come dovrei fidarmi di te, se mi nascondi le cose?”
“Ha a che fare con Jace?” Chiedo e le sue narici si allargano.
Si passa le mani sul viso, poi tra i capelli, lasciandoli ritti in testa.
“Non so perché non puoi mai limitarti a farti i dannati affari tuoi.” Brontola ed esce dalla stanza. Qualche secondo dopo, sento la porta di ingresso sbattere e mi pulisco le guance dalle lacrime di rabbia.
La reazione di Harry quando gli ho chiesto di Jace, mi fa rodere lo stomaco tutto il tempo, mentre pulisco l’appartamento. Ha esagerato, c’è qualcosa che non mi sta dicendo e non capisco il perché. Sono abbastanza sicura che non abbia a che fare con me, ma non ha senso che Harry si agiti così tanto. Sapevo sin dal primo momento in cui ho visto Jace, che c’era qualcosa in lui che non mi piaceva. Se Harry non ha intenzione di fornirmi delle risposte, dovrò procurarmele da un’altra fonte. Guardo fuori dalla finestra e vedo la macchina di Harry uscire dal parcheggio, prima di prendere il telefono.
La mia nuova fonte risponde al primo squillo.
“Zayn? Sono Tessa.” Dico.
“Sì.. lo so.”
“Okay.. beh, mi stavo chiedendo, posso farti una domanda?” La mia voce esce fuori più piccola di quanto intendessi.
“Uhmm.. dov’è Harry?” Mi chiede. Sospetto ce l’abbia un po’ con me per averlo rifiutato dopo che lui è stato così gentile.
“Non è qui.”
“Non penso sia una buona idea..”
“Perché Harry ti ha picchiato?” Gli chiedo prima che finisca.
“Scusa, Tessa, devo andare.” Dice e la telefono termina.
Che diavolo? Non ero sicura al cento per cento che me l’avrebbe detto, ma neanche questa era la reazione che mi aspettavo. Ora la mia curiosità è salita anche più di prima e sono più irritata che mai. Provo a chiamare Harry di nuovo, ma, ovviamente, non risponde. Perché Zayn ha reagito così? Come se avesse quasi.. paura di dirmelo? Forse mi sono sbagliata e tutto questo ha a che fare con me? Non so come o perché, ma niente ha senso. Faccio un passo indietro e rivaluto la situazione, sto esagerando? L’espressione frenetica di Harry quando gli ho chiesto di Jace si ripete nella mia mente e so che no, non sto esagerando. Mi faccio una doccia per cercare di calmare i nervi e la mente, ma non funziona, la sensazione nel profondo del mio stomaco mi spinge ad un’altra opzione. Quando esco dalla doccia, mi asciugo i capelli e mi vesto, mentre decido cosa fare.
Mi sento un po’ come Miss Havisham in Grandi Speranze, tramando e pianificando. Non mi è mai piaciuto tanto il suo personaggio, ma ora mi ritrovo a relazionarmi leggermente a lei, ora capisco come l’amore può farti fare cose che normalmente non faresti, farti diventare pazza e anche un po’ ossessiva. Il mio piano non è davvero così folle o lontanamente drammatico quanto sembra nella mia testa. Tutto quello che penso di fare è trovare Steph e chiederle se sa perché Harry e Zayn hanno litigato, e vedere cosa sa di Jace. L’unica cosa che lo rende folle, è che Harry si incazzerà a morte quando scoprirà che ho chiamato Zayn e sono andata da Steph. Ora che ci penso, Harry non mi ha portata vicina ai suoi amici da quando siamo venuti a vivere insieme, il che sospetto sia perché nessuno di loro sa davvero della nostra nuova sistemazione. Mi chiedo se Steph e Tristan sono riusciti a risolvere i loro problemi, lo spero.
Quando lascio l’appartamento, i miei pensieri sono confusi e finisco per dimenticare il telefono sul bancone.
Inizia a nevicare appena mi immetto sulla superstrada, quindi mi ci vogliono più di trenta minuti per arrivare ai dormitori. Sono proprio come li ricordavo, ma è ovvio, è passata solo una settimana da quando me ne sono andata. Sembra molto di più. Ignoro l’occhiataccia da parte della bionda ossigenata dall’altra parte dell’ingresso, che una volta urlò contro Harry per averle fatto cadere la vodka fuori dalla porta. La prima notte in cui Harry è rimasto con me al dormitorio sembra così distante, il tempo non ha avuto senso da quando l’ho incontrato. Non c’è risposta quando busso alla porta. Ovviamente non c’è, non c’è mai. Passa la maggior parte del suo tempo all’appartamento di Tristan e Niall e non ho idea di dove si trovi. Ma anche se lo sapessi, ci andrei?
Proprio mentre sto per rinunciare alla mia decisione radicale di praticamente stalkerare la mia vecchia compagna di stanza, passo davanti a Blind Bob, il bar di motociclisti in cui andai con Steph. Appena riconosco l’auto di Niall nel parcheggio, mi fermo. Faccio un respiro profondo prima di uscire dalla mia, l’aria fredda mi brucia le narici. La donna al bancone mi sorride quando entro e mi sento sollevata quando intravedo i capelli rossi di Steph dall’altra parte della stanza. Se solo avessi saputo ciò che stava per succedere.

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