After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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97. Capitolo 97.

“Quindi, ora che abbiamo una casa nostra, presumo tu non voglia restare da mio padre dopo?” Chiede Harry per cambiare argomento. Spingo la faccia ferita di Zayn nel retro della mia mente.
“Presumi bene.” Sorrido. “A meno che Karen non lo chieda, allora sai che non direi di no.” Gli dico.
Mi rende nervosa l’idea di vedere Ken dopo quello che Harry mi ha detto ieri sera. Sto cercando di togliermelo dalla testa, ma farlo è più difficile di quanto pensassi.
“Oh, quasi dimenticavo.” Dice e allunga un braccio verso la radio.
Lo guardo e lui alza un dito per dirmi di aspettare.
“Ho deciso di dare un’altra chance ai The Fray.” Mi informa.
“Davvero? E quando l’hai deciso?” Gli chiedo.
“Beh, dopo il nostro primo appuntamento al lago, ma non ho aperto il CD fino alla scorsa settimana.” Ammette.
“Non era un appuntamento.” Lo stuzzico, facendolo ridacchiare.
“Hai lasciato che ti facessi un ditalino, direi che è un appuntamento.”
Mi afferra la mano appena provo a picchiarlo e mi bacia il palmo. Ridacchio e avvolgo le dita intorno alle sue sottili. Immagini di me distesa sulla t-shirt bagnata mentre Harry mi faceva avere il mio primo orgasmo, inondano la mia mente e lui fa un sorrisetto.
“E’ stato divertente, huh?” Esordisce, facendomi ridere.
“Comunque, dimmi della tua evoluzione di opinione sui The Fray.” Richiedo.
“Beh, non sono davvero così male. C’è una canzone che mi di addice molto.” Dice.
“Davvero?” Ora sono anche più curiosa.
“Già..” Dice e i suoi occhi vacillano sulla strada prima che prema il tasto della radio.
La musica riempie il piccolo spazio, facendomi immediatamente sorridere.
“Si chiama ‘Never say never’.” Mi informa, anche se già la conoscevo, è una delle mie preferite.
Ascoltiamo silenziosamente le parole e non posso evitare lo stupido sorriso sul mio viso. So che far suonare questa canzone per me, lo imbarazza leggermente, quindi non discuto la cosa, semplicemente mi godo il momento di tenerezza con lui.
Il resto del tragitto è riempito da Harry che sfoglia le varie canzoni dell’album, dicendo cosa ne pensa di ognuna. Questo piccolo ma significativo gesto, per me vuol dire più di quanto lui saprà mai. Amo questi momenti in cui mi mostra un nuovo lato di sé. Questo è uno dei miei nuovi preferiti.
Quando arriviamo a casa di suo padre, la strada è piena di auto. Il vento frizzante soffia, facendomi rabbrividire. La giacca sottile che indosso sopra al vestito non ha il potere di riscaldarmi a causa del vestito corto. Harry si toglie la sua e la poggia sulle mie spalle. E’ sorprendete calda e odora di Harry, il mio profumo preferito.
“Beh.. ma guardati, un perfetto gentiluomo. Chi l’avrebbe mai detto?” Lo stuzzico.
“Non farti riportare in macchina a scoparti.” Dice, facendomi uscire un verso tra un sussulto e uno gridolino, che lui trova molto divertente.
“Pensi di avere spazio in quella.. cosa di borsetta.. per tenermi il telefono?” Mi chiede.
“E’ una pochette, e sì.” Sorrido e allungo la mano. Mi mette il cellulare nel palmo e mentre lo infilo nella borsetta, noto che il suo sfondo non è più grigio. Nel piccolo schermo, la foto di me che lui ha scattato mentre gli stavo parlando in camera. La bocca leggermente aperta e gli occhi pieni di vita. Le guance un po’ arrossate, è strano vedermi in questo modo. E’ questo che mi fa, mi rende viva.
“Ti amo.” Gli dico e chiudo la borsa senza metterlo sotto i riflettori per il nuovo sfondo. La casa di Ken e Karen è piena di gente e Harry mi stringe la mano dopo essersi rimesso la giacca.
“Andiamo a cercare Liam.” Suggerisco.
Harry annuisce e fa strada. Finiamo per trovare Liam nel salotto, a fianco alla vetrina delle porcellane che ha rimpiazzato quella che Harry ha rotto la prima sera che sono venuta qui. Sembra così tanto tempo fa. Liam è circondato da un gruppo di uomini che sembrano avere tutti almeno sessant’anni, e uno di loro gli tiene la mano sulla spalla. Un sorriso gli appare sul viso quando ci vede e si scusa dalla conversazione. E’ davvero bello, con un completo simile a quello di Harry.
“Woah, non pensavo che sarei vissuto abbastanza da vederti con un completo e una cravatta.” Ride Liam.
“Se continui a parlarne, non vivrai molto di più.” Lo minaccia Harry, ma c’è dell’umorismo dietro le sue parole mentre sorride. Posso dire che si sta riscaldando verso Liam e questo mi rende felice. Liam è uno dei miei amici più intimi e gli voglio davvero bene.
“Mia madre sarà entusiasta. E Tessa, sei bellissima.” Dice e mi tira in un abbraccio. Harry non mi lascia la mano per farmi ricambiare, quindi cerco di fare del mio meglio con una mano.
“Chi sono tutte queste persone?” Chiedo a Liam. So che Ken e Karen sono qui da non più di un anno, quindi è sbalorditivo che conoscano così tanta gente. Ce ne sono almeno duecento qui.
“La maggior parte sono amici dell’università di Ken e il resto amici e parenti. Ne conosco solo circa la metà.” Ride.
“Volete da bere? Andranno tutti fuori in una decina di minuti.” Dice Liam.
“Di chi è stata la brillante idea di fare un matrimonio all’aperto a dicembre?” Si lamenta Harry.
“Di mia madre.” La difende Liam. “Tra l’altro i tendoni sono riscaldati, ovviamente.” 
“Dovresti andare a far saper a tuo padre che sei qui. E’ di sopra, mia madre si sta nascondendo da qualche parte con mia zia.” Aggiunge.
“Uhm.. penso che resterò.” Diche Harry. Gli accarezzo la mano con il pollice, me la stringe in apprezzamento e Liam annuisce.
“Beh, devo andare per ora, ma ci vediamo dopo.” Dice e ci lascia con un sorriso.
“Vuoi andare fuori?” Gli chiedo e lui annuisce. “Ti amo.” Gli dico, facendolo sorridere.
“Ti amo, Tess.” Mi lascia un bacio sulla guancia.
Harry apre la porta sul retro e mi rida la sua giacca. Il guardino è stato trasformato, due grandi tendoni lo ricoprono quasi tutto e ci sono centinaia di lanterne appese agli alberi e sul patio. Anche di giorno, sono bellissime.
“Penso sia questo.” Dice Harry e indica il tendone più piccolo. Più piccolo dell’altro, ma comunque enorme. Circa metà delle sedie sono occupate, quindi ci accomodiamo nella penultima fila, so che Harry non vuole stare troppo avanti.
“Non avrei mai pensato che avrei partecipato al matrimonio di mio padre.” Mi dice.
“Lo so. Sono incredibilmente fiera di te per essere venuto. Vuol dire tantissimo per loro.” Appoggio la testa sulla sua spalla e lui fa strisciare il braccio intorno alle mie.
Iniziamo a parlare del modo meraviglioso in cui tutto è stato decorato, bianco e nero. Semplice ma elegante.
“Immagino che il ricevimento sia nell’altro tendone?” Dice si fa rotolare una ciocca dei miei capelli tra il pollice e l’indice.
“Penso. Scommetto che è anche più bello di..”
“Harry? Sei tu?” Dice la voce di una donna. Giriamo entrambi la testa verso la donna sulla sinistra.
Un’anziana con un vestito floreale bianco e nero e scarpe basse ci fissa con gli occhi sbarrati.
“Oh, Cielo, sei tu.” Boccheggia. I capelli grigi sono tirati in una semplice crocchia ed è truccata pochissimo.
Tutti i colori si sono prosciugati dal viso di Harry mentre si alza e la saluta. Chi è?
“Nonna.” Dice e lei lo tira in un abbraccio stretto.
“Non riesco a credere che tu sia qui, non ti vedo da anni. Guardati, bel ragazzo. Beh, uomo adesso. Non posso credere quanto sei alto! E cosa sono questi?” Lo riprende indicando i piercing sul volto.
Arrossisce e rida a disagio.
“Come stai?” Le chiede, dondolandosi sui piedi.
“Sto bene, caro, mi sei mancato tantissimo.” Dice, picchiettandosi gli angoli degli occhi.
“Chi è quest’adorabile giovane donna?” Chiede la donna.
“Oh.. scusa. Lei è Tess.. Tessa. La mia.. ragazza.” Risponde.
“Tessa, lei è mia.. mia nonna.” Sorrido e mi alzo.
L’idea che Harry potesse avere dei nonni non aveva mai sfiorato la mia mente, avevo presupposto fossero morti, come i miei. Non ne ha mai parlato, ma non mi sorprende.
“E’ un piacere conoscerla.” Le dico e allungo un braccio per stringerle la mano, ma lei ha altri piani. MI tira in un abbraccio e mi da un bacio sulla guancia.
“Il piacere è tutto mio, che bella ragazza che sei.” Si complimenta e io arrossisco. “Io mi chiamo Adele, ma tu chiamami nonna.” Dice, con un accento anche più stretto di quello di Harry.
“Grazie.” Dico e lei batte le mani, gioiosa.
“Non ci posso proprio credere che sei qui, hai visto tuo padre di recente? Sa che sei qui?” Dice, riportando lo sguardo su Harry.
“Sì, diciamo che sono venuto qui ultimamente. Sa che ci sarei stato.” Le dice Harry.
“E’ bello sentirlo, non ne avevo idea.” Dice e posso dire che è di nuovo sull’orlo delle lacrime.
“Va bene, se si possono sedere tutti, la cerimonia avrà inizio a breve.” Dice un uomo con un microfono.
“Vieni a sederti con la famiglia, non dovresti stare tanto indietro.” Dice sua nonna e tira Harry dal braccio prima che possa protestare.
Lui mi guarda con un’espressione che dice ‘aiutami’, ma io mi limito a sorridere e a seguirli davanti. Ci mettiamo a fianco a qualcuno che assomiglia molto a Karen, immagino sia sua sorella, e Harry mi prende la mano nella sua. Sua nonna abbassa lo sguardo e sorride per il nostro gesto prima di mettergli la mano sull’altra sua. Lui si irrigidisce un po’, ma non la toglie.
L’espressione sul volto di Ken quando vede suo figlio seduto in prima fila, è indescrivibile, commovente e straziante allo stesso tempo. Harry gli rivolge persino un piccolo sorriso, al quale Ken risponde felicemente. Liam sta a fianco a Ken sul palco, ma ad Harry non sembra dispiacere, so che non avrebbe mai accettato di stare lì su comunque.
La cerimonia è bellissima e mi ritrovo con le guance bagnate quando la voce di Ken si spezza a causa di un piccolo singhiozzo mentre recita la sua promessa alla sua sposa. Harry mi guarda e sorride, togliendo la mano dalla mia e asciugandomi le guance. Karen è una sposa bellissima, e il loro primo bacio da marito e moglie si guadagna applausi e ruggiti dalla folla.
“Caspita.” Scherza Harry e io appoggio la testa sulla sua spalla.
La folla si sposta nell’altro tendone ed avevo ragione, è anche più bello del precedente. Vicino le pareti sono allineati i tavoli ricoperti di tovaglie bianche con sopra tovaglioli neri e fiori bianchi e neri come centrotavola. Il soffitto è ricoperto di lanterne proprio come il giardino, che provvedono alla luce sottile in tutta la stanza. Il centro della tenda è vuoto con a terra mattonelle bianche e nere, per quella che sembra essere la pista da ballo.
“Adesso non sparire. Voglio vederti di nuovo stasera.” Dice la nonna di Harry e ci lascia.
“Questo è il matrimonio più modaiolo a cui sia mai stato.” Dice e guarda il tessuto bianco drappeggiato intorno al soffitto.
“Non vado a un matrimonio da quando sono piccola.” Gli dico e lui sorride.
“Mi piace.” Dice e mi da un bacio sulla guancia.
Non sono abituata alle sue dimostrazioni d’affetto in pubblico, ma potrei farlo velocemente.
“Ti piace cosa?” Gli chiedo mentre si siede a uno dei tavoli.
“Che non sei stata ad un matrimonio con Noah.” Dice e io rido per evitare di accigliarmi.
“Anche a me.” Lo rassicuro, facendolo sorridere.
“Fame?” Mi chiede e io annuisco impaziente.
Il cibo è delizioso e Harry ripulisce il piatto nel giro di minuti.
“Vuoi che ti faccia un altro piatto?” Gli chiedo.
“Uh, sì, certo. Grazie.”
Mi abbasso per dargli un bacio sulla guancia e torno a fare la fila per il cibo.
“Tessa?” Mi chiama una voce familiare. Guardo verso la fonte per vedere Christian Vance e Trevor a pochi metri da me.
“Salve.” Sorrido.
“Sei mozzafiato.” Dice Trevor e io lo ringrazio silenziosamente.
“Ti stai godendo il weekend?” Mi chiede il signor Vance.
“Certo, è grandioso. Ma io mi godo anche la settimana.” Gli assicuro.
“Oh, certo.” Ride e si prende un piatto.
“Niente carne rossa!” Dice Kimberly da dietro di lui. Lui alza gli occhi al cielo e lei gli manda un bacio.
Kimberly e il signor Vance? Chi l’avrebbe mai detto? Le dovrò chiedere tutti i dettagli lunedì.
“Donne.” Scherza e si riempie il piatto come faccio io con quello di Harry.
“Ci vediamo tra un po’.” Sorride e ritorna dalla sua ragazza. Lei mi saluta e io ricambio. Un bimbo è seduto sulle sue ginocchia e mi chiedo se sia loro figlio. Non ne ho idea.
“E’ il figlio di lui.” Trevor risponde ai miei pensieri.
“Oh.” Dico e distolgo lo sguardo da Kimberly.
“Sua moglie è morta cinque anni fa, proprio dopo aver avuto il bambino. Non è uscito con nessuno fino a Kim, si vedono solo da qualche mese, ma lui è praticamente ai suoi piedi.” Sorride.
“Beh, ora so a chi rivolgermi per il gossip d’ufficio.” Scherzo e ridiamo entrambi.
“Piccola..” Dice Harry e mi avvolge un braccio intorno alla vita, in un chiaro tentativo di reclamare il suo territorio.
“Piacere di vederti, Harry, giusto?” Chiede Trevor.
“Già.” Risponde lui brevemente. “Faremo meglio a tornare ai nostri posti, Liam ti sta cercando.” Dice e mi tira più vicina a lui, dimettendo silenziosamente Trevor.
“Ci vediamo dopo.” Sorrido educatamente e passo ad Harry il suo piatto mentre torniamo al tavolo.

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