After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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96. Capitolo 96.

“Cosa hai detto?” La sua mascella potrebbe tranquillamente essere sul pavimento.
“Mi hai sentita. E’ il nostro appartamento, nel senso che viviamo entrambi qui.” Mi metto le mani sui fianchi per conferirvi un effetto più drammatico.
“Non esiste che vivi qui. Non ti puoi permettere un posto del genere!” Sbuffa una risata. E’ ovvio che non mi crede.
“Vuoi vedere il contratto? Perché ne ho una copia.”
“Tutta questa situazione è anche peggio di quanto credessi. So che ti stavi comportando scioccamente trastullandoti con quel.. quel ragazzo. Ma sei proprio completamente stupida per venire a vivere con lui. Non lo conosci nemmeno! Non hai conosciuto i suoi genitori, non ti imbarazza essere vista in pubblico con lui?” Mi chiede, facendo esplodere la mia rabbia.
Prima che riesca a fermarmi, le sono addosso.
“Come ti permetti di venire a casa mia ed insultarlo! Lo conosco meglio di chiunque e lui mi conosce meglio di quanto mai potresti tu! E in realtà, ho conosciuto la sua famiglia, almeno suo padre. Vuoi sapere chi è suo padre? E’ il dannato cancelliere della WSU!” Urlo.
Odio sbandierare il titolo del padre di Harry, ma è il tipo di cosa che potrebbe darle una scossa.
Harry esce dalla camera da letto con un’espressione preoccupata. Sta di fianco a me e cerca di tirarmi via da mia madre, proprio come l’ultima volta.
“Oh, fantastico! Ecco l’uomo dell’ora.” Alza gli occhi al cielo.
“Suo padre non è il cancelliere.” Quasi ride.
“Sì, lo è. Sconvolta? Se non fossi così occupata ad essere una stronza giudicatrice, avresti potuto scoprirlo. E non cercare di fare marcia indietro ed essere amichevole con lui adesso. Non ti meriti di conoscerlo. Lui c’è stato per me in modi in cui tu non ci sei mai stata, e non c’è niente.. intendo niente! che tu possa fare per tenermi lontana da lui!” La mia faccia rossa e rigata dalle lacrime, ma non potrebbe importarmene di meno.
“Non parlarmi in questo modo! Pensi che solo perché ti sei comprata un bell’appartamentino e ti sei messa un po’ di eyeliner, all’improvviso sei una donna? Tesoro, odio essere io la prima a dirtelo, ma sembri una puttana a vivere con qualcuno a diciotto anni!” Urla e si avvicina. Harry abbassa gli occhi come ad avvisarla di smettere, ma lei lo ignora.
“Farai meglio a chiudere prima di perdere la tua virtù, Tessa. Datti uno sguardo nello specchio e poi guarda lui! Siete ridicoli insieme, avevi Noah che era fantastico per te e l’hai buttato fuori per.. questo.” Indica Harry.
“Noah non ha niente a che fare con questo.” Dico.
Harry serra la mascella e io lo prego silenziosamente di non dire nulla.
“Noah ti ama e io so che tu ami lui. Ora smettila con questa sciarada di ribellione e vieni con me, ti farò risistemare nella tua stanza e Noah ti perdonerà di certo.”
“Sei talmente folle. Onestamente, madre, ascoltati! Non voglio venire con te, vivo qui con Harry e amo lui. Non Noah. A Noah voglio bene, ma non in quel senso. E’ stata solo la tua influenza a farmi pensare che lo amassi, perché sentivo che dovevo. Mi dispiace, ma amo Harry e lui ama me.”
“Tessa! Lui non ti ama, resterà solo finché non ti entrerà nei pantaloni. Apri gli occhi, bambina!”
Qualcosa nel modo in cui mi ha chiamata “bambina” mi spinge oltre il limite.
“Mi è già entrato nei pantaloni e indovina un po’! E’ ancora qui!” Urlo. Harry e mia madre hanno la stessa espressione sconvolta, ma quella di mia madre si trasformi in disgusto, mentre quella di Harry in una smorfia di partecipazione.
“Ti dico solo una cosa, Theresa, quando ti spezzerà il cuore e non avrai dove andare.. farai meglio a non venire da me.” Sputa.
“Oh, fidati, non verrei. Sei arrabbiata solo perché io ho qualcuno che mi ama davvero e tu non l’hai mai avuto né lo avrai mai. Non mi puoi più controllare, sono adulta. Solo perché non sei riuscita a controllare papà, non hai il diritto di provare a controllare me!” Appena le parole lasciano la mia bocca, me ne pento. So che mettere in mezzo mio padre è basso, troppo basso. Prima che possa scusarmi, sento la sua mano connettersi con la mia guancia. Lo shock è più doloroso del gesto in sé.
Harry si mette tra noi e le mette le mani sulle spalle. Mi brucia il viso, e mi mordo il labbro per non piangere.
“Se non se ne va a fanculo dal nostro appartamento, chiamo la polizia.” L’avvisa. Il tono calmo della sua voce mi da i brividi e noto un tremito anche in mia madre, deve farle lo stesso effetto.
“Non lo faresti.” Lo sfida.
“Le ha appena messo le mani addosso, proprio davanti a me, e pensa che non chiamerei la polizia? Se non fosse sua madre, farei molto peggio. Ora ha cinque secondi per uscire.” Dice e io fisso mia madre con gli occhi spalancati, portandomi una mano sulla pelle che brucia.
Non mi piace il modo in cui l’ha minacciata, ma voglio che se ne vada. Dopo una partita di sguardi di sfida tra i due, Harry brontola: “Due secondi.”
Lei sbuffa e si dirige verso la porta, il forte tintinnare dei suoi tacchi, fa eco attraverso il pavimento.
“Spero tua sia felice della tua decisione, Theresa.” Dice e sbatte la porta.
Harry avvolge le braccia intorno a me nell’abbraccio più confortante e rassicurante, ed è esattamente ciò di cui ho bisogno adesso.
“Mi dispiace così tanto, piccola.” Dice contro i miei capelli.
“Mi dispiace che abbia detto quelle cose orrende su di te.” Mi scuso.
“Shh. Non ti preoccupare. Le persone dicono cose di me tutto il tempo.” Mi ricorda.
“Questo non significa che vada bene.” Gli dico.
“Tessa, per favore non preoccuparti per me adesso. Di cosa hai bisogno? Posso fare qualcosa per te?” Mi chiede.
“Magari un po’ di ghiaccio?” Dico con voce soffocata.
“Certo, piccola.” Mi bacia la fronte e va verso il frigo.
Sapevo che la sua visita non sarebbe finita bene, ma non mi ero aspettata che sarebbe stato tanto brutto. Da una parte, sono più che orgogliosa di come mi sono difesa da lei, ma dall’altra, mi sento terribilmente in colpa per quello che ho detto su mio padre. So che non è stata colpa sua se lui è andato via e se è rimasta sola per gli ultimi otto anni. Non è mai neanche andata ad un appuntamento, ha dedicato tutto il suo tempo a me, per farmi diventare la donna che voleva fossi. Vuole che io sia proprio come lei, ma quella non sono io.
Vorrei che potesse essere felice per me e vedere quanto amo Harry. So che la sua immagine da cattivo ragazzo l’ha fatta impazzire, ma se si prendesse del tempo per conoscerlo, sono convinta che lo amerebbe proprio come me. Finché lui non farebbe l’antipatico, il che è improbabile. Forse io sono l’unica persona che lui lascerà mai entrare, l’unica a cui rivela i suoi segreti e l’unica che ama, e a me sta bene.
Harry tira la sedia a fianco a me e mi strofina la guancia con l’impacco di ghiaccio improvvisato che ha fatto. Ha usato un panno morbido da cucina, ed è grandioso contro la pelle.
“Non posso credere che mi abbia dato uno schiaffo.” Dico piano.
“Neanche io. Pensavo che sarei scattato.” Dice e mi guarda negli occhi.
“Lo pensavo anche io.” Ammetto e gli rivolgo un sorriso debole.
Mi sento come se la giornata di oggi fosse durata una settimana, è stata la giornata più lunga e prosciugante della mia vita.
“Ti amo troppo, o, credimi, l’avrei fatto.” Ricambia il sorriso e mi bacia entrambi gli occhi chiusi.
Scelgo di credere che in realtà non le farebbe niente, che sta solo bluffando. In qualche modo so che non lo farebbe e questo mi fa amarlo ancora di più. Ho imparato che quando si tratta di me, Harry è più abbaiare che mordere.
“Voglio davvero andare a letto.” Gli dico e lui annuisce.
“Certo.”
Harry mi tiene stretta tutta la notte e mi sussurra quanto mi ama, prima che cada a dormire. I miei sogni sono annebbiati da un bimbo riccioluto impaurito che piange disperato per sua madre.

La mattina seguente, sono contenta di vedere che l’assalto di mia mamma non ha lasciato segni visibili. Il petto mi fa ancora male a causa del tracollo della nostra già rovinata relazione, ma mi rifiuto di fermare la mia attenzione su questo oggi.
Mi faccio una doccia e mi arriccio i capelli prima di svegliare Harry. Me li lego in modo che non mi stiano davanti mentre mi trucco e mi metto la maglia di ieri di Harry addosso. Mi brontola lo stomaco, quindi ciabatto fino in cucina e decido di preparare la colazione. Voglio iniziare la giornata nel miglior modo possibile, così che possiamo entrambi restare felici e calmi prima del matrimonio. Quando finisco, sono abbastanza fiera del pasto che ho cucinato. Il bancone è pieno di bacon, uova, toast, pancake, e anche patatine fritte. So che ho fatto troppo cibo per due persone, ma non mi importa. Harry ne mangia comunque una quantità enorme, quindi non dovrebbe restarne troppo.
“Woah.. cos’è tutto questo?” Chiede con la voce roca piena di sonno.
Viene dietro di me e mi avvolge le braccia intorno alla vita.
“Questo è esattamente il motivo per cui volevo vivessimo insieme.” Dice nel mio collo.
“Perché? Così potevo preparati la colazione?” Rido.
“No.. beh, sì. Quello e svegliarmi con te mezza vestita in cucina.” Ghigna e mi mordicchia il collo. Cerca di alzare l’orlo della maglietta e mi stringe una mano in cima alle cosce.
“Mani a posto fin dopo colazione, Styles.” Lo riprendo, agitandogli una spatola davanti alla faccia.
“Sì, signora.” Ridacchia e prende un piatto, riempendolo di cibo.
Dopo la colazione, costringo Harry a farsi una doccia nonostante lui cerchi di ritrascinarmi a letto. La sua confessione oscura e il litigio con mia madre sembrano essere stati dimenticati, alla luce del mattino. Mi manca il fiato quando vedo Harry uscire dalla camera da letto con addosso i vestiti per il matrimonio. I pantaloni neri eleganti sono aderenti, ma si adattano deliziosamente ai suoi fianchi, la camicia bianca è sbottonata in alto, rivelando il sue petto tonico e la cravatta è appesa intorno al collo.
“Io uhh.. in realtà non ho idea di come si leghi una cravatta.” Fa spallucce.
“Posso aiutarti.” Quasi mi affogo. La bocca secca e non riesco a smettere di fissarlo.
Sono grata che Harry non mi chieda dove ho imparato a fare il nodo alla cravatta, perché Noah è l’ultima cosa di cui voglio parlare oggi.
“Sei bellissimo.” Gli dico quando ho finito. Fa spallucce e si mette la giacca nera, completando il look.
Arrossisce e non posso evitare di ridacchiare. Posso dire che si sente completamente fuori posto vestito così ed è adorabile.
“Perché tu non sei vestita?” Mi chiede.
“Volevo aspettare fino all’ultimo minuto, dato che il mio vestito è tutto bianco.” Gli dico e lui mi deride scherzosamente.
Quando indosso il vestito, questo è anche più corto di quanto ricordassi, ma Harry sembra approvare. Gli occhi quasi gli escono dalle orbite alla vista del mio reggiseno senza bretelle. Mi fa sentire sempre così bella e desiderata.
“Finché tutti gli uomini lì hanno l’età di mio padre, non dovremmo avere problemi.” Ghigna e mi alza la cerniera del vestito. Alzo gli occhi al cielo e lui mi bacia la spalla nuda, prima che sciolga i capelli, lasciando ricadere i lunghi ricci sulla schiena.
“Sei assolutamente stupenda.” Dice e mi bacia di nuovo.
Corriamo per l’appartamento e ci assicuriamo di avere tutto ciò che ci serve per il matrimonio, appena metto il telefono nella piccola pochette, Harry mi prende dalla vita.
“Sorridi.” Dice e prende il suo telefono.
“Pensavo non ti facessi foto.”
“Ti ho detto che ne avrei fatta una, quindi facciamola.” Il suo sorriso sciocco e giovane e mi fa gonfiare il cuore.
Sorrido e mi appoggio ad Harry mentre scatta la foto.
“Un’altra.” Istruisce e io faccio la linguaccia all’ultimo momento. Cattura proprio il momento giusto, la mia lingua sulla sua guancia e i suoi occhi spalancati e pieni di divertimento.
“Questa è la mia preferita.” Gli dico.
“Sono solo due.”
“Fa lo stesso.” Lo bacio e lui ne scatta un’altra.
“Incidente.” Mente e lo sento farne un’altra mentre alzo gli occhi al cielo.
Harry si ferma per fare benzina vicino casa di suo padre, in modo che non dobbiamo farlo quando troniamo a casa. Mentre sta riempendo il serbatoio, un’auto familiare si ferma nel parcheggio. Zayn è alla guida e Niall è al posto del passeggero. Zayn parcheggia due pompe da quella di Harry ed esce dalla macchina. Sussulto quando vedo la sua faccia, le labbra gonfie ed entrambi gli occhi neri e blu. La guancia ha un livido di un profondo viola e quando nota l’auto di Harry una smorfia furiosa si fa spazio sul suo meraviglioso ma danneggiato viso. Che diavolo? Non dice nulla, non mostra alcun apprezzamento per la nostra presenza. Nel giro di secondi, Harry torna in macchina e mi prenda la mano. Abbasso lo sguardo sulle nostre mani intrecciate e sussulto. I miei occhi studiano le sue nocche ferite.
“Tu!” Dico e lui alza un sopracciglio.
“Tu l’hai picchiato, non è vero? E’ lui la persona con cui hai litigato, e questo è il motivo per cui ci ha appena ignorati!”
“Ti calmi?” Abbaia Harry e mi alza il finestrino prima di uscire dal lotto.
“Harry..”
“Possiamo, per favore, parlarne dopo il matrimonio? Sono già al limite. Per favore?” Mi supplica e io annuisco.
“Va bene. Dopo il matrimonio.” Acconsento e lui mi prende la mano con la sua libera e la stringe gentilmente.

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