After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

59Likes
74Comments
90602Views
AA

91. Capitolo 91.

“Il contratto sarà a nome di entrambi, è corretto?” Mi chiede l’uomo e mi guarda. Ho la sensazione che mi stia silenziosamente chiedendo se ne sono sicura.
“Sì.” Risponde Harry per me e firma sul fondo di numerose pagine prima di far scivolare il fascicolo verso di me.
Afferro la penna e firmo prima di pensarci ancora. Sono pronta, siamo pronti. Sì, siamo giovani e non ci conosciamo da molto, ma so che lo amo più di qualsiasi cosa e lui ama me, finché c’è questa certezza, il resto andrà a posto.
“Va bene, ecco le vostre chiavi.” L’uomo, che presumo si chiami Robert, poiché il nome appare su diverse pagine, passa a me ed Harry un mazzo ciascuno e va via.
“Beh.. benvenuta a casa?” Dice Harry quando la porta si chiude.
Rido e gli vado più vicina, così che possa avvolgere le braccia intorno a me.
“Non posso credere che viviamo qui adesso. Non mi sembra ancora reale.” I miei occhi studiano il salotto.
“Se qualcuno mi avesse detto che avrei vissuto con te, lascia stare avere una relazione con te, due mesi fa, gli avrei o riso in faccia o dato un pugno.. una delle due.” Sorride e mi prende il viso tra le mani.
“Beh, ma quanto sei dolce?” Scherzo e gli metto le mani sui fianchi.
“E’ un sollievo però, avere il nostro spazio. Niente più feste, niente più compagne di stanza e docce comunitarie.” Dico.
“Un letto nostro.” Aggiunge con un sorriso compiaciuto.
“Dobbiamo andare a comprare un po’ di cose, piatti e cose del genere. Ti piacciono le coperte nella camera da letto? E’ tutto nuovo, ma se non ti piacciono possiamo comprarne della altre.” Dice.
“Ti senti bene?” Gli tocco la fronte con il dorso della mano. “Sei tremendamente cooperativo oggi.” Sorrido.
“Voglio solo assicurarmi che ti piaccia tutto. Voglio che ti senti a casa.. con me.”
“E che mi dici di te? Ti senti a casa?” Gli chiedo e lui annuisce.
“Abbastanza sorprendentemente, sì.” Risponde, guardandosi intorno.
“Dovremmo andare a prendere la mia roba, non ho molto se non qualche libro e dei vestiti.” Dico.
“L’ho già presa.”
“Cosa?” Chiedo.
“Ho portato tutte le tue cose dalla tua camera, sono nel tuo portabagagli.” Spiega.
“Come sapevi che avrei firmato? E se avessi odiato l’appartamento?” Sorrido. Vorrei aver salutato Steph e la camera che ho considerato casa per tre mesi, ma sono sicura che la rivedrò.
“Perché se non ti fosse piaciuto questo, ne avrei trovato uno che fosse stato di tuo gradimento.” Risponde sicuro di sé.
“Oh. Beh, e la tua roba?”
“Possiamo andare a prenderla domani, ho dei vestiti nel portabagagli.”
“Come mai li hai sempre?” Ha sempre così tanti vestiti in macchina.
“Non lo so, davvero. Però immagino che non puoi mai sapere quando puoi aver bisogno di vestiti.” Fa spallucce.
“Andiamo al negozio a comprare tutte le cose che ci servono e qualcosa da mangiare.” Dice Harry.
“Okay.” Il mio stomaco è pieno di farfalle da quando ho messo piede nell’appartamento.
“Posso guidare di nuovo la tua auto?” Chiedo quando arriviamo all’ingresso.
“Non lo so..” Sorride.
“Tu hai fatto riverniciare la mia auto senza permesso, penso di essermi guadagnata questo privilegio.” Allungo la mano e lui alza gli occhi al cielo prima di darmi le chiavi.
“Allora ti piace la mia auto? Si guida bene, non è vero?” Si vanta.
“E’ okay.” Mento. La amo.
La posizione dell’appartamento non potrebbe essere migliore, siamo vicini a un sacco di negozi, caffetterie, e anche ad un parco. Finiamo per andare da Target e riempiamo il carrello di piatti, pentole e padelle, bicchieri, e altre cose di cui non sapevo avessimo bisogno, ma sembrano utili. Decidiamo di comprare gli alimentari un’altra volta, perché il carrello è già pieno. Mi offro di andare dopo lo stage domani se Harry mi fa una lista di cose che gli piacciono. Finora la cosa migliore del vivere insieme sono tutti i piccoli dettagli su Harry che altrimenti non avrei mai saputo. Anche passando quasi tutte le notti insieme, sto scoprendo cose che non avevo mai notato, come il fatto che gli piacciono i cereali senza latte, anche che l’idea di tazze senza il piattino a completo lo fa impazzire, usa due diversi tipi di dentifricio uno per la mattina e uno per la notte, e non sa il perché, lo fa e basta, e che preferirebbe lavare il pavimento un centinaio di volte piuttosto che dover caricare la lavastoviglie. Concordiamo che sarò sempre io a caricare la lavastoviglie finché lui lava il pavimento. Battibecchiamo davanti alla cassiera quando arriviamo a pagare. So che ha dovuto dare un deposito per l’appartamento e si rifiuta di farmi pagare qualsiasi cosa che non sia la tv via cavo e l’elettricità, la quale aveva omesso di dirmi fosse già inclusa nell’affitto.
Harry lancia un’occhiataccia alla donna quando prende la mia carta di credito e le riconosco che la striscia senza far caso al suo atteggiamento. Voglio ridergli in faccia, ma è già irritato e non voglio rovinare la serata.
Lui resta imbronciato finché non arriviamo all’appartamento e io resto in silenzio perché lo trovo divertente.
“Potremmo dover salire e scendere due volte per prendere tutto.” Gli dico.
“Anche no, preferirei portare cento buste piuttosto che scendere e salire un’altra volta.” Dice e finalmente sorride.
Finiamo comunque per fare due viaggi, perché i piatti sono proprio troppo pesanti. L’irritazione di Harry cresce così come il mio divertimento. Mettiamo tutti i piatti nei mobili e Harry ordina la pizza. Non posso fare a meno di offrirmi di pagare, il che mi fa guadagnare un’occhiataccia e un dito medio. Rido e metto tutta l’immondizia nella scatola in cui stavano i bicchieri. Non scherzavano quando hanno detto che l’appartamento era già arredato, c’è tutto ciò di cui potremmo aver bisogno, un cesto per l’immondizia, anche la tendina della doccia.
“La pizza arriva tra trenta minuti. Adesso scendo a prendere la tua roba.” Dice.
“Vengo con te.” Mi offro e lo seguo fuori. Ha messo le cose in due scatole a in una busta dell’immondizia, il che mi fa accigliare, ma resto in silenzio.
Prende una manciata di t-shirt dal suo portabagagli e un paio di jeans, infilandoli nella busta della spazzature con i miei vestiti.
“Fortuna che abbiamo un ferro da stiro.” Dico alla fine e do un’occhiata nel portabagagli prima che lo chiuda.
“Non ti sei più disfatto di quelle lenzuola?” Gli chiedo.
“Oh.. sì. No, volevo farlo, ma me ne sono dimenticato.” Dice e distoglie lo sguardo.
“Okay?” Mi sento inquieta per la sua reazione.
“Torniamo su prima che arrivi la pizza.” Dice.
Mangiamo al tavolo, ed è strano ma carino cenare con Harry a casa nostra.
“Ti amo.” Dice mentre metto i piatti nella lavastoviglie.
“Ti amo.” Rispondo e il mio telefono vibra sul tavolo.
Harry allunga un braccio e preme sullo schermo per fermare la vibrazione.
“Chi è?” Gli chiedo.
“Noah?” Afferma e domanda allo stesso tempo.
“Oh.” So che non andrà a finire bene.
“Dice che è stato bello parlare con te oggi?” Serra la mascella. Torno indietro e prendo il telefono dalla sua presa dura. Potrei giurare che l’avrebbe schiacciato nella sua mano.
“Sì, mi ha chiamata oggi.” Gli dico con falsa sicurezza. Avevo intenzione di dirglielo, solo che non ho trovato il momento giusto.
“E..” Alza un sopracciglio.
“Mi ha solo detto che ha visto mia madre e voleva vedere come me la passavo.”
“Perché?”
“Non lo so.. solo per controllare come sto, immagino.” Faccio spallucce e mi siedo al tavolo sulla sedia a fianco lui.
“Non c’è bisogno che controlli come stai.” Ringhia.
“Non è chissà cosa, Harry, lo conosco da metà della mia vita.”
“Non me ne fotte un cazzo.” Gli occhi freddi.
“Ti stai comportando in modo ridicolo. Siamo appena venuti a vivere insieme e ti preoccupi per Noah che mi chiama?” Sbuffo una risata.
“Non c’è ragione per cui tu parli con lui, adesso penserà che lo rivuoi dal momento che hai risposto alla sua chiamata.” Si passa le mani sui capelli.
“No, non lo pensa. Sa che sto con te.” Faccio del mio meglio per moderare il mio temperamento.
“Allora chiamalo adesso e digli di non richiamarti mai più.”
“Cosa? No! Non faccio una cosa del genere. Noah non ha fatto niente di male, l’ho già ferito abbastanza, entrambi l’abbiamo ferito, quindi no. Non gli dirò questa cosa. Non c’è nessun male se siamo amici.”
“Sì, invece. Lui pensa di essere migliore di me e cercherà di portarti via da me! Non sono stupido, Tessa. Anche tua mamma ti vuole con lui. Non gli lascerò prendere ciò che è mio!” Alza la voce.
“Ma ti ascolti? Sembri uno squilibrato! Non sarò odiosa con lui solo perché tu pensi di avere qualche folle reclamo su di me!” Mi fiondo fuori dalla cucina.
“Non andare via da me!” Rimbomba dietro di me. Vedi se Harry non deve iniziare a litigare con me, dopo la magnifica giornata che abbiamo passato.
“Allora smettila di comportarti come se mi possedessi, proverò a cercare dei compromessi con te e ad ascoltarti di più, ma non ti ascolterò quando si tratta di Noah. Smetterei immediatamente di parlarci se ci provasse o dicesse qualcosa di inappropriato, ma non l’ha fatto.” Tengo la mia posizione su quest’argomento.
“Non mi piace quel ragazzo.” Dice.
“Okay? Lo capisco, ma devi essere ragionevole. Non sta tramando di portarmi via da te, non è fatto così. E’ la prima volta che ha provato a contattarmi da quando ho chiuso con lui.”
“E l’ultima.” Scatta Harry. Alzo gli occhi al cielo e mi dirigo verso il piccolo bagno.
“Che stai facendo?” Mi chiede.
“Vado a farmi una doccia e quando esco, spero tu avrai finito di comportarti come un bambino.” Dico. Sono fiera del modo in cui gli sto tenendo testa, ma non posso evitare di sentirmi male per lui. So che ha solo paura di perdermi a causa di Noah, ha una profonda gelosia verso di lui a causa del modo in cui io e Noah “appariamo” insieme. Sulla carta, Noah è meglio per me, e Harry lo sa, ma io non amo Noah, io amo Harry.
Sbatte la porta del bagno quando esce e io alzo gli occhi al cielo. Mi faccio una doccia veloce e quando esco, Harry è disteso sul letto con addosso solo i boxer. Resto in silenzio mentre apro i cassetti per trovare un pigiama.
“Non ti metti la mia maglia?” La voce bassa.
“Io..” Noto che l’ha piegata e messa sul tavolo a fianco al letto. “Grazie.” La infilo. Il familiare odore di menta mi fa quasi dimenticare il motivo per cui dovrei essere arrabbiata con lui.
“Beh, è stata una bellissima serata.” Sbuffo e riporto l’asciugamano in bagno.
“Vieni qui.” Dice quando torno in camera.
Vado immediatamente verso di lui, che si è seduto alla fine del letto, e mi tira perché stia in piedi tra le sue gambe.
“Mi dispiace.” Mi guarda.
“Per?”
“Essermi comportato come un cavernicolo.” Dice e non posso fare a meno di ridere. “E per aver rovinato la nostra prima sera qui.” Aggiunge.
“Grazie. Dobbiamo discutere di queste cose, ma non devi esplodere immediatamente.” Faccio rotolare tra le dita i capelli sulla sua nuca.
“Lo so. Possiamo discutere di te che non parli più con lui?” Fa un mezzo sorriso.
“Non stasera.” Sospiro. Dovrò trovare un punto di incontro.
“Guardaci mentre risolviamo i nostri problemi.” Ride.
“Spero che ai nostri vicini non mancheranno le loro serate silenziose.” Scherzo.
“Non avrebbero avuto nessun silenzio comunque.” Ignoro il suo commento pervertito.
“Non volevo davvero rovinare la serata.” Dice di nuovo.
“Lo so, non è rovinata. Sono solo le otto.” Sorrido.
“Volevo toglierti quel vestito di dosso.” Afferma. Gli occhi si scuriscono.
“Potrei sempre rimettermelo.” Dico, nel tentativo di essere sexy. Senza una parola, si alza e mi mette sulla sua spalla. Lancio un gridolino e cerco di dargli dei calci.
“Che stai facendo!” Grido.
“Vado a prendere quel vestito.” Ride e mi porta verso il cesto della lavanderia.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...