After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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88. Capitolo 88.

Uso le mani per spostarmi velocemente all’indietro, via da Harry e Dan appena Harry gli alza la testa con ancora le mani avvolte intorno al suo collo e la sbatte sul prato. Per un secondo, mi chiedo se Harry avrebbe fatto lo stesso se fossero stati su un pavimento. La risposta arriva quando alza il pungo e colpisce Dan nella mascella.
“Harry!!” Urlo e mi alzo in piedi. Tutti gli altri si limitano a fissare, Jace sembra divertito e persino Ronnie sembra intrattenuto.
“Fermalo!” Prego Jace, ma lui scuote la testa mentre il pungo di Harry entra in connessione con la faccia già sanguinante di Dan.
“Questa cosa stava covando da un sacco, lasciali sfogare. Vuoi qualcosa da bere?” Mi fa un sorrisetto.
“Cosa? No, non voglio da bere! Cosa diavolo c’è che non va in te!” Urlo. Una folla si è riunita e le persone stanno incoraggiando la rissa, ancora devo vedere Dan colpire Harry e ne sono contenta, ma voglio che lui smetta di ferirlo.
Ho troppa paura di fermare Harry da sola, quindi quando Zayn appare nel giardino, urlo per attirare la sua attenzione. I suoi occhi trovano immediatamente i miei e corre verso di me.
“Fermalo, per favore!” Grido. Tutti sembrano calmi, a parte me. Se Harry continua così, lo ammazzerà, lo so.
Zayn annuisce velocemente e fa qualche passo verso di lui. Gli impugna la maglia e lo tira. Coglie Harry di sorpresa, quindi riesce a rimuoverlo facilmente dal corpo di Dan. Harry cerca di colpire Zayn, ma lui schiva il pugno e gli mette le mani sulle spalle. Dice qualcosa ad Harry che non riesco ad interpretare e poi mi indica con la testa. Gli occhi di Harry ardono, le nocche sanguinanti e la maglietta strappata a causa della presa di Zayn. Il petto sale e scende velocemente. Non accenno a muovermi verso di lui, so quanto è arrabbiato con me. Posso dirlo. Non ho paura di Harry nel modo in cui forse dovrei, anche se ho appena assistito alla sua completa perdita di temperamento, so che non mi farebbe mai del male fisico.
Disperdendosi l’eccitamento, quasi tutti hanno iniziato a tornare in casa. Il corpo stropicciato di Dan è disteso a terra e Jace si abbassa per porgerli una mano per aiutarlo ad alzarsi. Incespica sui suoi stessi piedi e alza ma maglia per ripulirsi la faccia piena di sangue. Sputa un miscuglio di sangue e saliva e io distolgo lo sguardo.
Harry gira la testa per guardare dov’è Dan e cerca di fare un passo verso di lui. Zayn lo afferra di nuovo e lo blocca.
“Fanculo, Styles!” Sputa Dan. Jace si mette tra i due. Adesso vuole fare qualcosa.
“Aspetta solo che la tua piccola..” Urla Dan.
“Chiudi quella cazzo di bocca.” Scatta Jace e Dan lo fa.
Dan mi guarda e io faccio un passo indietro. Mi chiedo cosa intendesse Jace con “questa cosa stava covando da un sacco” parlando di Harry e Dan. Mi sembravano a posto fino a qualche minuto fa.
“Vai dentro!” Urla Harry. So immediatamente che sta parlando con me.
Decido di ascoltarlo, per una volta e mi giro, correndo in casa. So che mi stanno fissando tutti, ma non mi importa. Mi faccio strada a spintoni tra la folla e mi affretto in camera di Harry, per fortuna la porta non è chiusa a chiave. Devo aver dimenticato di farlo quando me ne sono andata e in aggiunta al mio orrore, c’è una grande macchia rossa sul tappeto. Qualcuno deve essere inciampato qui dentro e fatto cadere un drink sul tappeto scuro. Grandioso. Mi affretto al bagno, prendo un asciugamano e accendo il rubinetto. Chiudo la porta di Harry a chiave dopo essere entrata e strofino furiosamente la macchia, l’acqua la fa solo estendere, rendendola peggiore.
La porta cigola e cerco di alzarmi prima che entri.
“Che diavolo stai facendo?” I suoi occhi si spostano sull’asciugamano nella mia mano e poi alla macchia sul pavimento.
“Qualcuno.. ho dimenticato di chiudere a chiave quando sono scesa.” Ammetto e lo guardo. Gli si allargano le narici e fa un respiro profondo.
“Mi dispiace.” Squittisco.
Emana rabbia da tutti i pori e io non posso neanche essere arrabbiata con lui perché, dopo tutto, è colpa mia. Se gli avessi dato ascolto e fossi rimasta in camera, niente di tutto ciò sarebbe successo. Si passa le mani sul viso, frustrato, e io faccio un passo verso di lui. Ha le dita gonfie e sanguinanti, Harry sembra sempre avere le nocche in questo stato. Mi sorprende prendendomi l’asciugamano dalle mani, salto un po’ all’indietro di riflesso. I suoi occhi sono attraversati dalla confusione e piega un po’ la testa mentre usa la parte non sporca dell’asciugamano per ripulirsi le nocche.
Mi ero aspettata che si sarebbe fiondato dentro e avrebbe iniziato a rompere le cose urlandomi contro, invece sono ripagata dal suo silenzio, che scopro essere molto peggiore.
“Potresti dire qualcosa?” Chiedo.
“Fidati, Tessa, non vuoi che parli ora come ora.” Le parole escono fuori anche più lentamente del solito.
“Sì, invece.” Gli dico. Non sopporto il suo silenzio irato.
“No, invece.” Ringhia.
“Sì, invece! Ho bisogno che mi parli, dimmi cosa diavolo è successo lì giù?” Agito le mani verso la finestra e lui serra i pugni lungo i fianchi.
“Dannazione, Tessa! Devi sempre spingere e spingere! Ti avevo detto di restare nella mia fottuta stanza, molteplici volte e cosa cazzo hai fatto? Non mi hai ascoltato, come al solito! Perché è così dannatamente difficile per te ascoltare quello che ti dico?” Urla e schianta il pugno contro il lato dell’armadio, crepando il legno.
Ancora una volta, avrei dovuto tenere la bocca chiusa.
“Perché, Harry, non hai il diritto di dirmi cosa fare tutto il tempo!” Urlo in risposta.
“Non è quello che sto facendo, stavo cercando di tenerti lontana da merdate come quella che è appena successa. Ti avevo già avvertita che non sono un bel gruppo di persone, eppure vieni a pavoneggiarti lì fuori con Jace e poi ti offri volontaria per giocare a quel fottuto gioco! Che cazzo doveva significare?” Le vene sul collo stanno pressando così tanto contro la pelle, che ho paura che potrebbero strapparla.
“Non sapevo che gioco fosse!” Mi difendo.
“Sapevi che io non volevo tu giocassi e l’unica ragione per cui hai voluto farlo, è stata perché si è menzionato il nome di Molly e tu hai una qualche folle ossessione per lei!”
“Scusami? Folle ossessione? Forse non mi piace il fatto che il mio ragazzo andava a letto con lei!” Le guance mi si infiammano. La mia gelosia e il mio disprezzo verso Molly sono un po’ folli, ma Harry ha appena strozzato un ragazzo per avermi quasi baciato.
“Beh, scusa se te lo dico così, ma se hai intenzione di avere un problema con tutte quelle con cui sono stato a letto, potresti voler cambiare scuola!” Sputa e la mia bocca si apre.
“Non avevi un problema con le ragazze di sotto.” Aggiunge e la velocità del mio cuore accelera drammaticamente.
“Quali ragazze? Le tre che stavano giocando con noi?” Mi si blocca il respiro.
“Sì e più o meno tutte le altre ragazze di sotto!” Nessuna emozione nella sua voce mentre mi lancia un’occhiata.
Cerco di pensare a qualcosa da dire, ma sono a corto di parole. Il fatto che Harry è andato a letto con tutte e tre quelle ragazze e praticamente l’intera popolazione femminile alla WSU, mi fa venire la nausea e la parte peggiore è che me l’ha appena sbattuto in faccia. Devo sembrare proprio una cretina a stare con Harry, quando tutti sanno che è andato a letto con così tante ragazze. Sapevo che si sarebbe incazzato, ma questo è troppo, anche per Harry. Mi sento come se fossi tornata indietro nel tempo a quando l’ho incontrato per la prima volta e lui mi faceva piangere di proposito su una base quasi giornaliera.
“Che c’è? Sorpresa? Non dovresti esserlo.” Dice.
“No.” Non sono sorpresa neanche un po’, solo ferita. Non per il suo passato, solo il modo in cui me l’ha detto a causa della rabbia. L’ha detto così solo per ferirmi. Sbatto velocemente gli occhi per fermare le lacrime del venir fuori, ma non funziona, quindi do le spalle ad Harry e mi asciugo gli occhi.
“Va via.” Dice e va verso la porta.
“Cosa?” Dico e mi giro a guardarlo.
“Va vie e basta, Tessa.”
“Dove vado?”
“In camera tua.. non lo so.. ma non puoi stare qui.” Non mi guarda.
Non è per niente quello che pensavo sarebbe successo. Il dolore nel mio petto cresce con ogni secondo di silenzio che passa tra noi. Una parte di me vuole supplicarlo perché mi lasci restare e litigare con lui finché non mi dice perché ha reagito così di sotto, ma la parte più grande di me è imbarazzata e ferita dal suo freddo congedo. Prendo la borsa dal letto e me la metto in spalla. Quando raggiungo la porta, riguardo Harry e spero che si scusi o cambi idea, ma lui si gira verso la finestra, ignorandomi completamente. Non ho idea di come tornerò al dormitorio, Harry ha guidato fino a qui e avevo tutte le intenzioni di passare la notte con lui. Non ricordo l’ultima volta in cui sono stata da sola in camera mia e il pensiero non mi attrae neanche un po’. Dal tragitto fino a casa di Harry, sembrano passati anni, invece che ore. Quando arrivo alla fine delle scale, qualcuno tira il retro della mia felpa, trattengo il respiro mentre mi giro e prego silenziosamente che non sia Jace o Dan.
E’ Harry.
“Torna sopra.” La voce disperata e gli occhi rossi.
“Perché? Pensavo che volessi che me ne andassi.” Fisso il muro dietro di lui.
Sospira e mi prende la borsa dalla spalla e risale le scale. Prendo in considerazione di lasciare che abbia semplicemente la mia borsa e andarmene comunque, ma il mio atteggiamento ostinato è ciò che mi ha messo in questa situazione, tanto per cominciare.
Sbuffo e lo seguo in camera. Quando chiude la porta, si gira e mi ci spinge contro.
“Mi dispiace.” Mi guarda negli occhi. Spinge i fianchi contro i miei e mette un braccio sulla porta vicino alla mia testa, così che non posso muovermi.
“Anche a me.” Sussurro.
“E’ solo che io.. perdo la pazienza a volte. Non sono andato davvero a letto con quelle ragazze, beh, non con tutte e tre.” Ammette. Mi sento un po’ sollevata, ma non completamente.
“Il mio primo istinto quando mi arrabbio è di attaccare ancora più forte, per ferirti più che posso, ma non voglio che te ne vai e mi dispiace di averti spaventata per aver pestato Dan. Sto cercando di cambiare, cambiare per te.. per essere ciò che meriti, ma è difficile per me. Soprattutto quando fai cose per farmi incazzare di proposito.” Dice. Porta la mano sulla mia guancia e asciuga le lacrime ormai secche.
“Non avevo paura di te.” Dico.
“Perché no? Sembrava ne avessi quando ho preso l’asciugamano.”
“No.. beh, ne avevo un po’ quando hai preso l’asciugamano, ma ero più preoccupata per te mentre stavi lottando con Dan.”
“Preoccupato per me? Non mi ha neanche sfiorato.” Si vanta.
Alzo gli occhi al cielo. “Intendevo che avresti finito per ucciderlo o qualcosa del genere. Ti saresti potuto cacciare in un sacco di guai per averlo assalito.” Gli spiego, facendolo ridacchiare.
“Fammi capire bene, eri preoccupata per le ripercussioni legali della nostra rissa?” Ride.
“Smetti di ridere di me, sono ancora arrabbiata con te.” Gli dico e incrocio le braccia. Non so esattamente per cosa sono arrabbiata, a parte il fatto che mi ha detto di andare via.
“Anche io sono ancora incazzato con te, ma sei molto divertente.” Preme la fronte contro la mia.
“Mi fai impazzire.” Dice.
“Lo so.” Rispondo.
“Non mi dai mai ascolto e mi contraddici sempre su tutto. Sei ostinata e al limite dell’intollerabilità.” Continua.
“Lo so.” Ripeto.
“Mi provochi e mi causi un enorme carico di stress non necessario, per non parlare del fatto che hai quasi baciato Dan davanti a me.” Le sue labbra mi toccano il collo, facendomi rabbrividire.
“Dici le cose più irritanti e ti comporti come una bambina quando sei arrabbiata.” Nonostante gli insulti che mi sta buttando addosso, sento le farfalle nello stomaco mentre mi bacia la pelle e continua il suo leggero assalto verbale. Spinge di nuovo i fianchi contro i miei, con più forza stavolta.
“Ma detto ciò.. sono anche vigorosamente innamorato di te.” Dice e succhia duramente sulla pelle sensibile sotto l’orecchio.
Appendo le mani nei suoi capelli, facendolo gemere forte e mi mette entrambe le mani sulla vita, attirandomi a lui. So che ci sono altre cose di cui parlare, altri problemi da risolvere, ma ora come ora, tutto ciò che voglio è perdermi in Harry e dimenticare di stasera.

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