After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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74. Capitolo 74.

“Vuoi andare a prendere la tua auto e portarla da tuo padre?” Chiedo ad Harry mentre torniamo dalla mia camera.
Mi sono cambiata e ho fatto una doccia veloce, anche se mi sporcherò a fare giardinaggio con Karen. Harry ha aspettato pazientemente, giocherellando con la biancheria nel mio cassetto per tenersi occupato. Mi ha detto di portarmi abbastanza vestiti per passare un’altra notte con lui, il che mi ha fatto sorridere. Passerei ogni notte con lui se potessi.
“No, sto apposto. A patto che la smetti di sterzare per tutta la strada.” Mi dice.
“Scusami? Sono un’eccellente guidatrice.” Mi difendo.
Lui sbuffa ma tiene la bocca chiusa. “Quindi cosa ti ha fatto decidere di comprati un’auto comunque?”
“Beh, ho avuto lo stage e non volevo continuare a prendere l’autobus e dipendere da altre persone per farmi portare nei posti.” Spiego.
“Oh.. sei andata da sola?” Mi chiede e guarda fuori dalla finestra.
“Sì.. perché?”
“Me lo stavo solo chiedendo.” Mente. Sta cercando di chiedere se Zayn è venuto con me.
“Ero da sola, era una brutta giornata per me.” Dico e lui indietreggia.
“Quante volte siete usciti tu e Zayn?” Mi chiede. Perché lo sta mettendo in mezzo adesso?
“Due volte, siamo andati a cena e al cinema, poi al falò. Non è stato niente di cui ti devi preoccupare.”
“Ti ha baciata solo una volta?” Ugh.
“Sì, solo una. Beh, a parte la volta che.. hai visto. Ora possiamo superare questa cosa? Non mi vedi farti domande su Molly, o no?” Scatto.
“Okay.. okay. Non litighiamo. E’ il tempo più lungo che abbiamo passato andando d’accordo, quindi non roviniamolo.” Dice e mi prende la mano. Il suo pollice fa piccoli cerchi sulla mia pelle, disinnescando la mia irritazione.
“Okay.” Dico, ancora leggermente infastidita. L’immagine di Molly sulle sue gambe, mi annebbia la vista.
“Aww, andiamo, Tess. Non mettere il broncio.” Ride e mi colpisce una guancia con un dito. Non posso evitare di ridere con lui.
“Non mi distrarre, sto guidando.” Lo stuzzico.
“Probabilmente questa è l’unica volta in cui mi dirai mai di non toccarti.”
“Non direi, non essere così pieno di te stesso.” Le nostre risate si mescolano insieme ed è un suono bellissimo. Porta la mano sulla mia coscia e struscia le lunghe dita su e giù.
“Sicura?” Sussurra la sua voce roca e la pelle mi formicola. Il mio corpo gli risponde così velocemente, il mio battito pesante.
Deglutisco e annuisco, facendolo ridacchiare e togliere la mano. “So che non è vero.. ma preferisco non farti andare fuori strada, quindi ti farò un ditalino più tardi.” Ghigna e io lo colpisco.
“Harry!” Arrossisco.
“Scusa, piccola.” Sorride e guarda fuori dalla finestra. Amo quando mi chiama piccola, nessuno mi ha mai chiamato così prima. Io e Noah abbiamo sempre pensato che i ridicoli nomignoli con cui si chiamavano le persone, erano troppo infantili per noi, ma quando Harry mi chiama con questi nomi, il sangue mi ribolle nelle vene.
Quando arriviamo a casa del padre di Harry, Ken e Karen sono nel giardino sul retro ad aspettarci. Ken non sembra lui con addosso dei jeans e una t-shirt della WSU. Non l’ho mai visto vestito così casual, somiglia ancora più ad Harry vestito così. Ci salutano con un sorriso e Harry cerca di ricambiarlo, ma sembra a disagio mentre si sposta sui talloni e infila le mani in tasca.
“Sono pronto quando lo sei tu.” Ken dice ad Harry. Sembra a disagio proprio come Harry, ma lui sembra nervoso dove Harry sembra apprensivo.
Harry mi guarda e io annuisco per incoraggiarlo, sembra che la nostra dinamica è cambiata drammaticamente. Sono sorpresa che all’improvviso sono diventata qualcuno a cui lui guarda per essere rassicurato, ma mi rende felice in un modo che non mi aspettavo.
“Noi saremo nella serra, portate il terreno lì.” Dice Karen e da un piccolo bacio sulla guancia di Ken. Harry distoglie lo sguardo da loro e per un secondo penso che anche lui potrebbe baciarmi, ma non lo fa. Seguo Karen alla serra e quando entriamo, sussulto. E’ enorme, più grande di quanto sembri da fuori e non stava scherzando quando ha detto che ha bisogno di molto lavoro. È praticamente vuota.
“E’ più che altro un progetto, ma penso che possiamo farcela.” Sorride.
“Lo penso anche io.” Le dico. Harry e Ken entrano portando due sacche di terreno ciascuno. Sono entrambi silenziosi mentre le lasciano dove Karen li dirige, prima di uscire. Venti sacche di terreno e centinaia di semi, fiori e arbusti dopo, abbiamo iniziato piuttosto bene. Non vedo Harry da qualche ora e il sole è calato. Spero che lui e Ken siano ancora vivi.
“Penso che abbiamo fatto abbastanza per oggi.” Dice Karen e si pulisce la faccia. Siamo entrambe sporche.
“Sì, meglio che vada a controllare Harry.” Le dico, facendola ridere.
“Vuol dire molto per noi, specialmente per Ken, che Harry sia venuto più spesso, e dobbiamo ringraziare te. Immagino che voi due abbiate risolto le vostre differenze?”
“Una cosa del genere.. immagino di sì. Siamo comunque molto diversi.” Rido. Se solo sapesse.
“Beh, il diverso a volte è ciò di cui abbiamo bisogno, fa bene essere sfidati.” Mi rivolge un sorriso consapevole.
“Beh, lui è decisamente una sfida.” Ridiamo entrambi e mi tira in un abbraccio.
“Dolce ragazza, hai fatto per noi più di quanto tu sappia.” Mi dice. Sento gli occhi inumidirsi e annuisco.
“Spero non ti dispiaccia che ho passato la notte qui, Harry mi ha chiesto di restare ancora.” Le dico e cerco di non creare contatto visivo.
“No, certo che no. Siete entrambi adulti e confido che siate prudenti.”
Oddio. So che le mie guance sono di una tonalità di rosso più profonda di quella dei bulbi che abbiamo appena piantato.
“Noi.. uh.. noi non lo facciamo.” Balbetto. Perché sto parlando di questa cosa con quella che sarà la matrigna di Harry? Sono mortificata.
“Oh.” Dice, ugualmente imbarazzata. “Entriamo.” Dice e io annuisco, seguendola.
Quando entriamo in casa, ci togliamo le scarpe. Harry è seduto sull’orlo del divano e Ken sulla sedia. Gli occhi di Harry trovano immediatamente i miei e sono inondati dal sollievo.
“Preparò un po’ di cena mentre tu ti lavi.” Dice Karen. Harry si alza e viene verso di me. Sembra contento di essere fuori dalla stanza con suo padre.
“Torniamo giù tra poco.” Dico e seguo Harry sulle scale.
“Come è andata?” Gli chiedo mentre entriamo nella stanza. Invece di rispondermi, avvolge le dita intorno alla mia coda di cavallo e porta le sue labbra alle mie. Barcolliamo indietro verso la porta e preme il suo corpo contro il mio.
“Mi sei mancata.” Respira. Io mi sciolgo.
“Davvero?” Squittisco, facendolo ridacchiare.
“Sì, davvero. Ho appena passato le ultime ore in un silenzio imbarazzante e qualche commento anche più imbarazzante qui e lì con mio padre. Ho bisogno di una distrazione.” Fa scorrere la lingua sul mio labbro inferiore e il respiro mi si blocca in gola. E’ diverso, gradito, e molto caldo, ma diverso.
Le sue mani si spostano lungo la mia pancia e si fermano sul bottone dei jeans.
“Harry, ho bisogno di una doccia. Sono sporchissima.” Rido. La sua lingua corre sul mio collo.
“Mi piaci così, carina e sporca.” Fa un sorrisetto. Lo spingo via dolcemente e prendo la mia borsa prima di dirigermi verso il bagno
Il mio respiro è irregolare e cerco di chiudere la porta solo perché venga fermata a metà. Quando abbasso lo sguardo, vedo lo stivale di Harry fermarla.
“Posso unirmi?” Sorride e si fa strada nel bagno prima che possa rispondere.

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