After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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73. Capitolo 73.

Mi sveglio con Harry che russa leggermente, le labbra premute sul mio orecchio. La mia schiena premuta contro il suo petto e le gambe aggrovigliate alle mie. I ricordi di ieri sera portano un sorriso sulle mie labbra, prima che lo stato euforico venga rimpiazzato dal panico. Si sentirà allo stesso modo alla luce del giorno? O mi torturerà e tormenterà per essermi offerta a lui? Mi giro lentamente per guardarlo, per esaminare i suoi lineamenti perfetti mentre il suo cipiglio permanente è disteso grazie al sonno. Allungo un braccio e faccio scorrere l’indice sul piercing sul sopracciglio, poi giù sul livido sulla guancia. Le labbra sembra stiano meglio, così come le nocche, dal momento che alla fine ha accettato il mio aiuto nel lavarle ieri sera.
I suoi occhi si spalancano mentre traccio avidamente le sue labbra col dito. “Che stai facendo?” Non riesco a decifrare il suo tono, mi rende ansiosa.
“Scusa.. stavo solo..” Non so cosa dire. Non so che umore avrà dopo che ci siamo addormentati una nelle braccia dell’altro.
“Non smettere.” Sussurra e chiude di nuovo gli occhi. Metà del peso sul mio petto sparisce e sorrido prima di tracciare la forma delle sue labbra piene di nuovo, attenta ad evitare la ferita.
“Quali sono i tuoi piani per oggi?” Mi chiede alcuni minuti dopo, riaprendo gli occhi.
“In realtà ho dei piani con Karen per lavorare alla serra sul retro.” Gli dico e lui si siede.
“Davvero?” Deve essere arrabbiato. So che non gli piace Karen, anche se è una delle persone più dolci che abbia mai incontrato.
“Sì.” Farfuglio.
“Beh, immagino di non dovermi preoccupare che tu non piaccia alla mia famiglia, piaci loro più di quanto gli piaccia io.” Ridacchia e fa scorrere il pollice sulla mia guancia, mandandomi un brivido lungo la spina dorsale.
“Il problema è che, se continuo a stare qui, mio padre potrebbe iniziare a pensare che mi piace davvero.” Dice, il tono leggero ma gli occhi scuri.
“Magari tu e tuo padre potreste passare un po’ di tempo insieme o qualcosa del genere, mentre io e Karen siamo fuori?” Suggerisco. Probabilmente adesso mi mangerà la testa.
“No, decisamente no. Tornerò a casa mia, la mia vera casa, e aspetterò che tu abbia finito.” Grugnisce.
“Volevo che restassi qui però, ci potrebbe volere molto tempo. La serra è in brutte condizioni.” Dico. Sembra essere a corto di parole, il che mi riscalda il cuore al pensiero che lui non voglia stare lontano da me a lungo.
“Non.. non lo so, Tessa. Comunque probabilmente lui non vuole stare con me.” Borbotta.
“Ovvio che vuole. Quando è stata l’ultima volta che siete stati insieme in una stanza da soli?” Chiedo e lui fa spallucce.
“Non lo so.. anni. Non so se è una buona idea.” Dice, passandosi le mani tra i capelli.
“Se ti senti a disagio, puoi sempre unirti a me e Karen fuori.” Lo rassicuro. Sono stupita che stia considerando di passare del tempo con suo padre.
“Va bene.. ma lo faccio solo perché il pensiero di lasciarti, anche solo per poco..” Si ferma, so che non è bravo ad esprimere i suoi sentimenti, quindi resto in silenzio, dandogli tempo di radunare le idee. “Beh, diciamo solo che è peggio che passare del tempo con quel cazzone di mio padre.” Sorrido, nonostante le sue parole dure verso suo padre. Il padre che Harry conosce della sua infanzia, non è lo stesso uomo al piano di sotto, e spero che Harry possa rendersene conto. Dopo che scendo dal letto, ricordo che non ho vestiti con me, o il dentifricio, niente.
“Devo passare in camera mia a prendere delle cose.” Gli dico e lui appare teso.
“Perché?”
“Perché non ho vestiti, e devo lavarmi i denti.” Rido. Quando lo guardo, ha un piccolo sorriso sul viso, ma non raggiunge i suoi occhi. “Che c’è?” Gli chiedo, impaurita dalla risposta.
“Niente.. per quanto starai via?”
“Beh, pensavo saresti venuto con me?” Appena le parole lasciano la mia bocca, lui si rilassa visibilmente. Cos’ha?
“Oh.”
“Hai intenzione di dirmi perché ti stai comportando in modo strano?” Gli chiedo con le mani sui fianchi.
“Non è questo.. solo che pensavo te ne volessi andare. Volessi lasciarmi.” La voce così piccola e non da lui, che sento il bisogno di andargli vicino e cullarlo. Invece gli faccio segno di avvicinarsi a me e lui annuisce prima di alzarsi e mettersi davanti a me.
“Non vado da nessuna parte. Ho solo bisogno di vestiti.” Gli dico di nuovo.
“Lo so.. ci vorrà un po’ prima che mi abitui. Sono abituato a te che scappi da me.”
“Beh, io sono abituata a te che mi spingi via da te, quindi abbiamo entrambi alcune modifiche da fare.” Sorrido e appoggio la testa sul suo petto. Mi sento stranamente confortata dalla sua preoccupazione, ero terrorizzata che avrebbe cambiato idea stamattina ed è bello sapere che lui lo era quanto me.
“Sì, immagino sia vero. Ti amo.” Mi dice e mi colpisce forte proprio come la prima volta, e la ventesima ieri sera.
“E anche io ti amo.” Gli dico, facendolo accigliare.
“Non dire anche.” Dice.
“Perché?” Oh, no.
“Non lo so.. mi fa sentire come se ti stessi limitando a concordare con me.” Abbassa lo sguardo. Ricordo la promessa che mi sono fatta ieri sera di fare qualsiasi cosa che posso per aiutarlo con i suoi dubbi su sé stesso.
“Ti amo.” Dico e mi guarda. I suoi occhi si addolciscono e preme gentilmente le labbra contro le mie.
“Grazie.” Dice quando si stacca.
Alzo gli occhi al cielo per quanto sia perfetto con addosso una semplice t-shirt bianca e jeans neri. Non indossa mai niente a parte magliette bianche o nere e jeans neri ogni singolo giorno, ma è perfetto, ogni singolo giorno. Non ha bisogno di accessori inutili sui suoi vestiti, il suo stile semplice gli sta bene. Mi metto i vestiti di ieri sera e prendo la borsa prima che ci dirigiamo di sotto.
Karen e Ken sono nel salotto quando arriviamo.
“Ho preparato la colazione.” Sorride Karen. Mi sento un po’ a disagio che Karen e Ken sappiano che sono stata con Harry, di nuovo. So che la cosa sembra stargli perfettamente bene, e siamo adulti, ma ciò non ferma le mie guance dall’accaldarsi.
“Grazie.” Sorrido e lei mi rivolge uno sguardo curioso, so che riceverò qualche domanda quando saremo nella serra. Vado nella cucina e Harry mi segue. Ci riempiamo entrami i piatti con il cibo e ci sediamo al tavolo.
“Liam e Danielle sono qui?” Chiedo a Karen. Danielle probabilmente sarà confusa dal vedermi di nuovo con Harry dopo avermi vista con Zayn ieri sera. Scrollo via i pensieri negativi.
“No, sono andati a Seattle a fare un giro turistico.” Ci informa. “Vuoi ancora lavorare alla serra oggi?”
“Sì, certo. Devo solo scappare un attimo in camera mia per cambiarmi i vestiti.” Le dico.
“Bene. Non vedo l’ora. Farò portare le sacche di terreno fuori da Ken mentre sei via.”
“Se aspetti fino a quando torniamo, Harry può aiutarlo?” Metà chiedo, metà affermo guardando Harry.
“Oh, resti anche tu qui oggi?” Il suo sorriso cresce. Come può non vedere che le persone gli vogliono bene?
“Uh.. sì. Volevo solo stare un po’ qui oggi.. credo. Se per te va bene?” Balbetta.
“Ovvio! Ken! Hai sentito che Harry resta qui tutta la giornata!” Il suo entusiasmo mi fa sorridere e Harry alza gli occhi al cielo.
“Sii carino.” Gli sussurro all’orecchio e lui si impianta il sorriso più falso che abbia mai visto sulla faccia. Ridacchio e gli do un calcio sul piede.

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