After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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66. Capitolo 66.

Quando mi sveglio, mi ci vuole un momento per ricordare che non sono nel letto con Harry. Il sole splende attraverso la finestra e mi metto velocemente seduta. Appena i miei occhi si abituano, sono convinta che sto impazzando.
“Harry?” Dico piano e mi stropiccio gli occhi.
“Ehi.” Risponde. E’ davvero qui.
“Che diavolo ci fai qui?” Scatto. Il cuore mi fa già male. E’ seduto sulla sedia con i gomiti sulle ginocchia.
“Tessa, dobbiamo parlare.” Dice, le borse evidenti sotto i suoi occhi.
“Sei rimasto a guardarmi dormire?” Chiedo.
“No, certo che no. Sono venuto qui giusto qualche minuto fa.” Dice. Mi chiedo se ha avuto gli incubi senza di me nel letto con lui. Se non vi fossi stata testimone io stessa, penserei che anche quelli erano parte dei suoi giochi, ma ricordo di aver tenuto il suo viso sudato tra le mani e di aver visto la paura nei suoi occhi verdi.
Resto in silenzio. Non voglio litigare con lui. Voglio solo che se ne vada. Odio il fatto che non voglio davvero che se ne vada, ma deve.
“Possiamo parlare?” Ripete e io scuoto la testa. Si passa entrambe le mani tra i capelli e fa un respiro profondo.
“Devo andare a lezione.” Gli dico.
“Liam se n’è già andato, ti ho spento la sveglia. Sono già le undici.”
“Tu cosa!”
“Sei stata sveglia fino a tardi e pensavo che..” Inizia.
“Come ti permetti di.. vattene e basta.” Sono più che arrabbiata che abbia spento la mia sveglia, sa come sono quando si tratta di perdere le lezioni, ma il dolore dalle sue azioni di ieri, è ancora fresco e eclissa la rabbia per il fatto che mi abbia spento la sveglia, ma non posso mostrare nessuna debolezza o si avventerà su quella. Lo fa sempre.
“Sei nella mia stanza.” Sottolinea. Scendo dal letto, senza curarmi del fatto che indosso solo una t-shirt, la sua t-shirt.
“Hai ragione, vado io.” Dico, il nodo in gola si sta stringendo e le lacrime sono minacciose dietro i miei occhi.
“No, intendevo.. intendevo, sei nella mia stanza.. perché?” La voce triste.
“Non lo so.. solo che.. non riuscivo a dormire..” Ammetto. Devo smettere di parlare. “Non è davvero la tua camera comunque, ho dormito qui tante volte quanto te. Anzi, ora di più.” Osservo.
“La tua maglia non ti stava?” Mi chiede, gli occhi focalizzati sulla maglia bianca. Ovviamente si sta prendendo gioco di me.
“Continua, prendimi in giro.” Dico, le lacrime si accumulano nei miei occhi.
Crea un contatto visivo con me, ma io distolgo lo sguardo.
“Non ti stavo prendendo in giro.” Si alza dalla sedia e fa un passo verso di me. Indietreggio e alzo le mani per bloccarlo. “Ascoltami e basta, okay?”
“Cos’altro potresti avere da dire, Harry, facciamo sempre questo. Litighiamo sulla stessa cosa in continuazione, solo che ogni volta è peggio. Non ce la faccio più. Non ce la faccio.” Respiro.
“Ho detto che mi dispiace di averla baciata.” Si difende.
“Non è ciò di cui sto parlando, beh, ne è parte, ma c’è molto di più. Il fatto che non lo capisci, prova che stiamo sprecando il nostro tempo. Tu non sarai mai chi ho bisogno che tu sia, e io non sono chi tu vuoi che io sia.” Mi asciugo gli occhi e lui guarda fuori dalla finestra.
“Tu sei chi io voglio che tu sia.” Dice.
Vorrei potergli credere, vorrei che non fosse così incapace di sentimenti.
“Tu no.” E’ tutto ciò che riesco a dire. So che sa che sto piangendo, ma sembra che non riesca a fermarmi. Ho pianto così tante volte da quando l’ho incontrato e resto sempre impigliata nella sua trappola, è così che sarà sempre.
“Non sono cosa?”
“Chi voglio che tu sia, non fai altro che ferirmi.” Lo supero e attraverso il corridoio verso la stanza degli ospiti per prendere la borsa. Mi infilo velocemente i pantaloni e raccolgo le mie cose. Gli occhi di Harry seguono ogni mia mossa.
“Non hai sentito quello che ti ho detto ieri?” Finalmente parla. Speravo che non l’avrebbe messo in mezzo.
“Rispondimi.” Dice.
“Sì.. ti ho sentito.” Gli dico, evitando di guardare nella sua direzione.
“E non hai niente da dire al riguardo?” La sua voce ostile.
“No.” Mento. Si mette davanti a me. “Spostati.” Lo supplico.
E’ pericolosamente vicino a me e so cosa ha intenzione di fare appena si muove per baciarmi. Cerco di indietreggiare, ma le sue mani forti mi tirano più vicino, tenendomi ferma. Le sue labbra toccano le mie, la sua lingua cerca di spingere tra le mie labbra, ma mi rifiuto.
“Rispondi al bacio, Tess.” Ordina.
“No.” Lo spingo dal petto.
“Dimmi che non ti senti allo stesso modo e me ne vado.” La sua faccia a centimetri dalla mia, il suo fiato caldo su di me.
“Non mi sento allo stesso modo.” Gli dico, fa male dire queste parole, ma deve andare via.
“Sì, invece. So che è così.” Il tono disperato.
“No, Harry, e neanche tu. Non puoi davvero pensare che me la beva?” Dico e mi lascia andare.
“Non credi che io ti ami?” Sussulta.
“Ovviamente no, quanto stupida pensi che sia?” Sputa, mi fissa per un secondo, prima di aprire la bocca e chiuderla di nuovo.
“Hai ragione.” Dice.
“Cosa?”
“Hai ragione, non è così. Non ti amo, stavo solo aggiungendo qualcosa al dramma di tutta la situazione.” Ride leggermente. Sapevo che non lo pensava davvero, ma questo non fa in modo che la sua onestà mi ferisca di meno. Una parte di me, una parte di me più grande di quanto sia disposta ad accettare, sperava che mi amasse davvero.
Sta in piedi contro il muore mentre esco dalla stanza, la borsa in mano quando raggiungo le scale.
“Tessa, tesoro, non sapevo fossi qui!” Sorride Karen dal fondo delle scale. Il suo sorriso svanisce appena nota la mia angoscia. “Stai bene? E’ successo qualcosa?” Mi chiede. La preoccupazione evidente nella sua voce.
“No, sto bene. Ero bloccata fuori dalla mia stanza ieri notte e..”
“Karen.” Dice la voce di Harry da dietro di me.
“Harry!” Il suo sorriso torna. “Volete qualcosa da mangiare, un po’ di colazione? Beh, pranzo, è mezzogiorno.” Sorride.
“No, grazie, stavo giusto tornando al dormitorio.” Le dico.
“Io mangio.” Dice Harry. Sembra sorpresa mentre guarda me e poi di nuovo Harry.
“Okay, benissimo! Sarò in cucina!” Gli dice.
Dopo che sparisce, mi dirigo alla porta.
“Dove vai?” Mi afferra il polso. Lotto per un secondo prima che lo rilasci.
“Al dormitorio, come ho detto.”
“Ci vai a piedi?”
“Cosa c’è di sbagliato in te? Ti comporti come se niente fosse successo, come se non avessimo appena litigato, come se non avessi fatto niente. Sei davvero folle, sto parlando di un tipo di folle da istituto mentale, internato, con mura imbottite. Mi dici cose orribili e poi cerchi di offrirmi un passaggio?” Non riesco a tenere il suo passo.
“Non ho detto niente di orribile in realtà, tutto ciò che ho detto è che non ti amo, che tu hai sostenuto di sapere già. E secondo, non ti stavo offrendo un passaggio, ti stavo semplicemente chiedendo se tornavi a piedi.” La sue espressione compiaciuta mi da le vertigini. Perché è venuto qui per trovarmi se non gli importa di me? Non ha niente di meglio da fare che torturarmi?
“Cosa ho fatto?” Chiedo in fine, volevo chiederglielo da un sacco, ma avevo paura della risposta.
“Cosa?”
“Cosa ho fatto per farmi odiare da te? Puoi avere praticamente ogni ragazza che vuoi e continui a sprecare il tuo tempo, e il mio, per trovare un modo per ferirmi. Qual è il punto? Ti disgusto così tanto?” Cerco di tenere la voce bassa, così che Karen non senta.
“No, non è questo. Tu non mi disgusti, Tessa. Ti sei solo resa un bersaglio facile, si tratta sempre della caccia, giusto?” Ghigna. Prima che possa dire qualcos’altro, Karen lo chiama e gli chiede se vuole i sottaceti nel suo panino. Va in cucina e le risponde, esco dalla porta appena sento i suoi stivali contro il pavimento di legno.
Cammino lungo la strada verso la fermata dell’autobus, ho già perso così tante lezioni ultimamente, potrei anche perdermi il resto della giornata e andare a compare un’auto. Per fortuna l’autobus si ferma qualche minuto dopo e mi trovo un posto sul fondo.
“Si tratta sempre della caccia, giusto?” le sue parole fanno eco nella mia mente, mentre crollo sulla sedia. Penso a quello che Liam ha detto riguardo ai cuori spezzati, che se non ami la persona, non possono spezzarti il cuore. Harry mi spezza il cuore ripetutamente, anche quando penso che non ci siano più pezzi da rompere, lo amo. Io amo Harry.

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