After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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65. Capitolo 65.

“Cosa è successo? Che stava facendo?” Mi chiede Liam dopo che finalmente smetto di singhiozzare.
“Stava tutto addosso a Molly, poi l’ha baciata davanti a me, letteralmente a due metri da me.” Gli dico.
“L’ho sentito dire che ti ama?” Mi chiede piano.
“Sì.. non so perché l’ha fatto. Stava solo cercando di fare una scenata o qualcosa del genere.” Ancora non sono riuscita ad arrivare a una spiegazione logica.
“Pensi.. non ti arrabbiare con me.. ma pensi che magari è vero? Sai, che ti ama?”
“Che? No, ovviamente. Non sono neanche sicura di piacergli, cioè, quando siamo da soli è così diverso, e penso che magari gli importa di me, ma poi, una volta che stiamo in mezzo alle persone, è completamente diverso. Ma so che non mi ama. Non è capace di amare nessuno al di fuori di sé stesso.” Spiego.
“Sono dalla tua parte, Tessa, davvero. Ma ho visto la sue espressione mentre andavamo via, sembrava con il cuore spezzato e non puoi avere il cuore spezzato se non ami.” Dice Liam. Non può essere vero, io ho sentito il mio cuore frantumarsi quando ha baciato Molly, ma non lo amo.
“Tu lo ami?” Mi chiede semplicemente.
“No, non lo amo.. lui è.. beh.. è un coglione. Lo conosco da meno di due mesi, e la metà del tempo.. in realtà, tutto il tempo, lo abbiamo passato a litigare. Non puoi amare qualcuno dopo due mesi.” La voce esce sforzata e le parole troppo veloci. “Inoltre, è un coglione.”
“L’hai già detto.” Dice Liam e noto l’accenno di un sorriso sulle sue labbra mentre cerca di mantenere un’espressione neutrale.
Non mi piace la pressione che sento nel petto mentre parliamo di me che amo Harry. Mi fa sentire nauseata e lo spazio nell’auto sembra più piccolo. Abbasso un po’ il finestrino e ci appoggio la testa contro.
“Vuoi venire a casa mia o andare al tuo dormitorio?” Mi chiede. Voglio tornare al mio dormitorio e arrotolarmi sul letto, ma ho paura che Steph o Harry si presentino. Le possibilità che Harry venga a casa di suo padre sono così scarse, che mi sembra l’opzione migliore.
“Casa tua, ma possiamo passare alla mia stanza, così posso prendere dei vestiti? Mi dispiace chiederti di portarmi di qua e di là.” Gli dico e lo penso davvero.
“Tessa, non mi hai chiesto molto. Il tragitto è breve e tu sei mia amica, smettila di ringraziarmi e scusarti per darti dei passaggi.” Dice severamente, ma il suo sorriso dolce mi fa ridere.
E’ la persona migliore che ho incontrato qui e sono così fortunata ad averlo.
“Beh, lascia che ti ringrazi un’ultima volta per essere un amico grandioso.” Gli dico, facendolo accigliare scherzosamente.
Mi affretto in giro per la mia stanza per raccogliere un cambio di vestiti e i libri. Mi sento come se non passassi più del tempo in camera mia. Questa sarà la prima notte in cinque giorni che passerò senza Harry. Stavo iniziando ad abituarmici, quanto è stato sciocco da parte mia. Afferro il telefono dal cassetto e torno alla macchina di Liam.
Quando arriviamo a casa sua, sono le undici passate. Sono esausta, e grata che Ken e Karen stiano dormendo. Liam mette una pizza nel forno per noi e io mangio un altro dei miei cupcake. Mi sembra di aver cucinato con Karen settimane fa, non ore. Ho avuto davvero una lunga giornata ed era iniziata così bene con la mattinata con Harry, lo stage, e poi l’ha rovinata, proprio come fa sempre. Dopo che abbiamo mangiato la pizza, Liam e io saliamo le scale e lui mi porta nella sala degli ospiti in cui sono stata la scorsa volta. Beh, non ci sono rimasta davvero, perché sono stata svegliata da un Harry urlante. Il tempo non ha avuto senso da quando l’ho incontrato, è successo tutto così in fretta e mi fa venire le vertigini pensare alle volte in cui siamo stati bene. Ringrazio di nuovo Liam e lui alza gli occhi al cielo prima di lasciarmi per andare in camera sua. Accendo il telefono per trovare messaggi da Harry, Steph e mia mamma. Li cancello tutti, a parte quelli di mia madre, senza leggerli. So già cosa dicono e ne ho avuto abbastanza per oggi. Passo il telefono su silenzioso e lo poggio sul comodino.
Mi metto il pigiama e salgo sul letto, è l’una del mattino. Devo svegliarmi tra quattro ore, domani sarà una lunga giornata. Se stamattina non avessi perso le lezioni, resterei a casa, beh, qui. O tornerei al dormitorio. Perché ho convinto Harry a tornare a letteratura? Dopo essermi agitata e rivoltata, mi giro per controllare l’ora. Sono quasi le tre. Nonostante il fatto che oggi sia stato presumibilmente il migliore, e poi il peggiore giorno della mia vita, sono troppo esausta persino per dormire.
Prima che realizzi cosa sto facendo, sono in piedi davanti alla porta della stanza di Harry. Senza nessuno a parte me stessa a giudicarmi, apro il secondo cassetto e prendo una t-shirt bianca, posso dire che non è mai stata indossata, ma non mi importa. Mi tolgo la mia maglia e la rimpiazzo con questa. Mi stendo sul letto e affondo la testa nel cuscino. Il profumo di menta di Harry mi riempie le narici e finalmente mi addormento.
POV di Harry
“Andiamo, Niall.. lasciami usare il tuo telefono e basta.” Lo supplico.
“Non ha risposto al tuo numero, quello di Steph o quello di Tristan, non risponderà al mio.” MI dice. Alzo gli occhi al cielo e gli strappo il telefono dalle mani.
“Non voglio chiamarla.” Scatto, mentre le mie dita compongono il suo numero. Ormai so che non risponderà, ma non posso farne a meno. E’ troppo testarda, di sicuro mi eviterà per giorni, se mai mi parlerà di nuovo. Quando mi risponde la segreteria, attacco e ridò il telefono a Niall. Lo riprende con un sorrisetto stampato in faccia.
“Non mi guardare così.” Lo avverto. Alza le mani in segno di difesa e va via.
Torno al divano dove sono seduti Molly, Steph e Tristan e mi lascio cadere su un lato.
“Perché non vai in camera nostra? Sono sicura che è lì a studiare o dormire.” Mi dice Steph.
“O a piangere.” Aggiunge Molly. Le lancio un’occhiata. “Rilassati, non è che ti perdi qualcosa, è una moralista, noiosa..”
“Chiudi quella cazzo di bocca, Molly! Dannazione, zitta e basta!” Urlo. Lei sobbalza all’indietro, ovviamente terrorizzata, ma non me ne fotte un cazzo.
“Non dimenticare quello che posso fare, Harry.” Dice tra i denti.
“Posso fare cose molto peggiori di quello, Molly, quindi stai attenta a quel cazzo che dici.” Le dico e mi alzo.
“Dammi la chiave.” Esigo e allungo la mano mentre Steph cerca nella sua borsa. Appena la lascia nella mia mano, vado verso la mia auto. Non ho visto Zayn da almeno trenta minuti, farà meglio a non essere con Tessa.
Nessuno ha menzionato la mia dichiarazione d’amore per Tessa, devono averci pensato bene. Non so a cosa stessi pensando a dichiararlo in quel modo, solo che non potevo sopportare di vederla andare via pensando che non mi importa di lei. La amo, e l’ho amata dalla prima volta in cui mi sono svegliato trovando le sue piccole braccia avvolte intorno alla mia vita. Non avevo neanche capito cosa fosse quel sentimento quando è successo, ma mi sono ritrovato attratto da lei in un modo inspiegabile. Amo il modo in cui mi guarda, soprattutto quando pensa che non me ne accorgo. Amo il modo in cui mi urla contro e alza gli occhi al cielo quando faccio commenti grezzi su di lei. C’è stata per me nonostante ogni cosa terribile che le ho fatto, in un modo in cui non c’è mai stato nessuno. Vorrei avere una spiegazione da darle per il fatto che la tratto in questo modo o per aver lasciato Molly sedersi sulle mie gambe, ma non ce l’ho. La cosa migliore a cui posso arrivare, è che non so come affrontare l’intensità dei miei sentimenti per lei, non mi piace essere vulnerabile per nessuno e amare Tessa, le da più controllo su di me di quanto possa sopportare, quindi la respingo. Non avrà senso per lei, diavolo, non ha senso neanche per me, ma è tutto ciò che ho.
Appena raggiungo la mia auto, provo a chiamarla un’ultima volta. So che si incazzerà quando mi presenterò in camera sua e spero che mi urli contro e anche che mi schiaffeggi di nuovo. Non mi interessa cosa fa, finché mi lascia entrare. E se Zayn è lì con lei? Non penso che l’abbia lasciato entrare in camera sua, ma era così incazzata con me, che potrebbe farlo per ripicca. Immagini di loro che si baciano si ripetono nella mia mente, non sono mai stato geloso di nessuno in vita mia. Non ne ho bisogno, ottengo sempre quello che voglio. A parte con Tessa, all’inizio ho dovuto avere a che fare col suo odioso fidanzato del liceo e ora mi devo preoccupare di Zayn. Se solo le potessi dire com’è davvero, ma non posso, perché io sono ugualmente colpevole. Se è lì con lei, non sarò capace di fermarmi dal picchiarlo a sangue, amico o no. Amavo il fatto che ero una delle due uniche persone che lei aveva davvero baciato, e ora Zayn l’ha rovinato.
Arrivo in camera sua e infilo la chiave. La stanza è buia pesta, facendomi immediatamente capire che non è qui. Chiamo Zayn e non mi risponde. Deve davvero essere con lui, l’idea mi fa venire il mal di stomaco. Perché devo essere così incasinato? Se non fossi un coglione, starebbe a letto con me adesso, starei steso sulle sue gambe mentre lei mi farebbe scorrere le dita tra i capelli, un’azione che non ho mai lasciato nessun altro fare prima. Vado verso il suo letto e noto che neanche i suoi libri ci sono, non mi vedo Zayn che la porta qui per farle prendere i libri. Liam! E’ con Liam, deve esserci. Come cazzo ho fatto a non pensarci? La gelosia annebbia i miei pensieri e inizio a pensare alla possibilità di Liam e Tessa, ammetto che sulla carta sarebbero perfetti. Lui sembra davvero innamorato di quella sua fidanzata di cui non mi importa abbastanza da ricordare il nome, quindi spero che tenga le mani lontane dalla mia, di fidanzata.. potrebbe essere la mia fidanzata se non mi fossi comportato da stronzo quando ha confessato che già pensava di esserlo.
Il tragitto fino a casa di mio padre è breve e praticamente corro alla porta. E’ bloccata, non me ne potrebbe importare di meno di svegliarli, ma non voglio un pubblico quando troverò Tessa. Scorro verso un numero che non pensavo avrei mai davvero chiamato.
“Pronto?” Risponde Liam, ovviamente appena svegliato.
“Ehi.. sono, uhm, Harry, ho solo bisogno che mi apri la porta.” Borbotto.
“Non penso sia una buona idea.” Dice.
“Vieni ad aprire la porta o spacco il vetro e me la apro da solo.” Ringhio.
“Va bene, arrivo tra un secondo.” Attacca.
Fedele alle sue parole, appare alla porta nel giro di trenta secondi e la apre.
“Dov’è?” Gli chiedo e lo spingo per entrare nell’atrio.
“Sta dormendo, non penso che dovresti disturbarla. Non è neanche entrata in camera prima dell’una passata.” Mi dice.
“Dove diavolo era prima?” Gli chiedo, facendomi di un passo più vicino.
“Stavamo mangiando la pizza, rilassati.” Dice e sale le scale.
“Devo parlarle.” Gli dico, non so neanche perché sto parlando con lui.
“Sappiamo entrambi cosa succederà se la svegli, ma se non ti importa, allora va bene.” Dice Liam e io apro la porta della camera degli ospiti, di fronte alla mia.
Accendo la luce, la stanza è vuota. Le lenzuola sono scompigliate e la sua borsa è sulla sedia, ma la stanza è vuota.
“Se n’è andata?” Entro nel panico.
“No, non avrebbe potuto, l’avrei sentita e non ha neanche una macchina.”
Se se ne sta andando in giro da sola alle tre di mattina, impazzisco. I miei occhi vanno sulla mia porta dietro Liam e lo sposto per aprirla. La piccola lampada sul comodino è accesa e cammino su qualcosa mentre entro. Una maglia? La maglia di Tessa. E’ arrotolata sul fianco con indosso una t-shirt bianca, il mio cuore fa una capriola quando vedo che uno sei cassetti del comò è leggermente aperto. Sta indossando una delle mie maglietta, stesa nel mio letto, abbracciando il mio cuscino, con i suoi lunghi capelli sparsi oltre la sua testa come un’aureola.
“L’ho trovata.” Guardo Liam in piedi vicino la porta, poi di nuovo Tessa. Voglio levigare la piega sulla sua fronte che so di aver causato, e baciare via il broncio dalle sue labbra piene. Non posso svegliarla, le ho già causato abbastanza dolore per oggi. Spengo la luce ed esco dalla stanza.
“Non la meriti.” Dice piano Liam.
“Lo so.” Rispondo.

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