After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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62. Capitolo 62.

Mentre torno a casa, realizzo quanto stupida sia stata ad aspettarmi che Harry fosse diverso da prima. Avrei dovuto saperlo. Avrei dovuto sapere che era troppo bello per essere vero. Harry che mi bacia davanti a Liam, Harry che mi racconta della sua infanzia. Avrei dovuto sapere che appena sarebbero arrivati i suoi amici, sarebbe tornato ad essere l’Harry che fino a due settimane fa, disdegnavo.
“Ehi, ragazza! Vieni stasera?” Mi chiede Steph appena entro in camera. Tristan è seduto sul suo letto, fissandola con quell’espressione adorante con cui vorrei Harry fissasse me.
“No, devo studiare.” Le dico. E’ bello che tutti siano stati invitati, eppure Harry non ha pensato fosse il caso di invitare me. Forse perché così può stare con Molly senza alcuna distrazione.
“Oh, andiamo! Sarà divertente. Ci sarà anche Harry.” Sorride e io mi sforzo di ricambiare.
“Davvero, va bene. Devo chiamare mia mamma e parlare un po’ con lei e pianificare l’assegno per la prossima settimana.”
“Pallooooso.” Mi prende in giro e afferra la sua borsa. “Accomodati. Starò fuori tutta la notte, quindi se hai bisogno di qualcosa, fammi sapere.” Dice e mi abbraccia salutandomi.
Chiamo mia madre e le dico del mio stage, ovviamente è più che soddisfatta dalla mia magnifica opportunità. Lascio Harry fuori dalla spiegazione, ma menziono Ken, ma le dico che sarà presto il patrigno di Liam, il che è vero. Mi chiede di me e Noah, ma evito le domande. Dopo averla ascoltata parlare della sua collaboratrice, la quale lei crede abbia una storia con il capo, attacchiamo. La mia mente torna immediatamente ad Harry, come sempre. La mia vita era molto più semplice prima che incontrassi Harry, e ora dopo.. è complicata e stressante e io sono o estremamente felice o ho questo bruciore nel petto quando lo penso insieme a Molly.
Impazzirò se mi limito a stare qui, sono solo le sei quando decido di rinunciare a studiare. Forse dovrei andare a fare una passeggiata? Ho davvero bisogno di più amici. Prendo il telefono e chiamo Liam.
“Ehi, Tessa!” La sua voce è amichevole e placa un po’ della mia ansia per Harry e Molly.
“Ehi, Liam, sei impegnato?” Gli chiedo.
“No, sto solo guardando la partita. Perché, qualcosa non va?”
“No, mi stavo solo chiedendo se magari posso passare e stare un po’ insieme.. o magari se a tua mamma non dispiace magari posso prendere quelle lezioni di cucina.” Rido.
“Sì, certo che puoi venire. So che le piacerebbe tantissimo, le faccio sapere che stai arrivando.” Dice.
“Okay, il prossimo autobus non passa per i prossimi trenta minuti, ma sarò lì il prima possibile.” Gli dico.
“Autobus? Oh, sì, avevo dimenticato che non hai un’auto. Ti passo a prendere.”
“No, davvero, va bene. Non mi dispiace prendere l’autobus, non voglio che ti disturbi troppo.”
“Tessa, sono meno di dieci chilometri. Parto adesso.” Dice e finalmente acconsento.
Prendo la borsa e controllo il cellulare per un’ultima volta. Ovviamente non mi ha scritto né chiamato. Odio il modo in cui mi sento dipendente da lui, specialmente dal momento che ovviamente non posso dipenderne. Liam arriva a prendermi e io spengo il telefono. Se lo lascio acceso, impazzirò a controllarlo ogni minuto. Lo dovrei proprio lasciare qui. Vado verso il comò e lo poso nel cassetto in alto, prima di uscire e chiudere la porta a chiave. Mi siedo sul muretto e aspetto che Liam mi venga a prendere. Qualche minuto più tardi, si ferma e bussa leggermente, salto giù dal muretto per la sorpresa e entrambi ridiamo appena salgo in macchina.
“Mia mamma al momento sta impazzendo in cucina, quindi preparati per una lezione di cucina molto dettagliata.” Ride.
“Davvero? Io amo i dettagli!” Scherzo.
“Lo so, siamo simili in quel senso.” Mi dice e accende la radio. Sento il suono familiare di una delle mie canzoni preferite.
“Posso alzare?” Chiedo e lui annuisce.
“Ti piacciono i The Fray?” Mi chiede con tono sorpreso.
“Sì! Sono il mio gruppo preferito, li amo. A te piacciono?”
“Sì! A chi non piacciono?” Ride. Quasi gli dico che ad Harry non piacciono, ma ci ripenso.
Quando arriviamo alla casa, Ken ci raggiunge alla porta con un sorriso amichevole. Spero che non si aspettasse che Harry fosse con me. Non vedo delusione sul suo viso, quindi ricambio il sorriso.
“Karen è in cucina, entra a tuo rischio e pericolo.” Ride.
Non stava scherzando, Karen ha riempito tutto il grande bancone con tegami, ciotole e molte altre cose che non ho idea di cosa siano.
“Tessa! Sto giusto preparando tutto!” Sorride.
“Posso aiutarti in qualcosa?” Le chiedo.
“No, non al momento. Ho quasi finito.. ecco, fatto.”
“Spero di non aver avvisato troppo tardi che sarei passata.” Le dico.
“Oh, no, cara, sei sempre la benvenuta qui.” Mi assicura e so che lo pensa. Mi passa un grembiule da indossare e lego i capelli in una crocchia. Liam si siede sulla panca e ci parla per qualche minuto, mentre Karen mi mostra tutti gli ingredienti per fare i cupcake da zero. Li verso nel mixer e lo accendo a bassa velocità.
“Mi sento già una cuoca professionista.” Rido e Liam si allunga, strofinando la mano sulla mia guancia.
“Scusa, hai un po’ di farina sul viso.” Arrossisce e io sorrido.
“Va bene.” Gli dico e torno a mettere i cupcake sulla teglia. Liam lascia la cucina per finire di guardare partita di calcio. Io e Karen glassiamo i cupcake e io sono soddisfatta di come sono venuti i miei. Uso la tasca da pasticciere per fare una “L” su uno e lo poggio di fianco per Liam. Karen disegna espertamente fiori e prati sui suoi.
“La prossima volta faremo i biscotti.” Sorride e sistema i capcake su un vassoio.
“Per me va bene.” Le dico e prendo un po’ del mio cupcake.
“Dov’è Harry stasera?” Mi chiede Karen. Mastico lentamente prima di rispondere.
“A casa sua.” Rispondo semplicemente. Si acciglia un po’, ma non insiste.
Liam si riunisce a noi in cucina e Karen lascia la stanza per portare qualche cupcake a Ken.
“Quel cupcake è per me?” Mi chiede e alza il cupcake con la L scarabocchiata con la glassa.
“Sì, devo lavorare sulle mia abilità di glassatrice*.” Rido e lui ne prende un grande morso.
“E’ buono.” Dice a bocca piena. Ridacchio mentre lui si pulisce la bocca.
Mangio un altro cupcake e Liam mi dice della partita. La mia mente torna ad Harry e fisso fuori dalla finestra.
“Stai bene?” Liam mi tira fuori dai miei pensieri.
“Sì, scusa. Ero attenta.. all’inizio.” Gli faccio un sorriso di scuse.
“Va bene. E’ Harry?”
“Sì.. come lo sai?” Scherzo.
“Dov’è?”
“A casa sua, c’è una festa stasera e non mi ha detto niente. Ha incontrato i suoi amici e ha detto ‘ci vediamo in giro Tessa’ quando mi ha salutato. Mi sento un’idiota anche a ripeterlo, so quanto sembro stupida, ma mi sta facendo impazzire. La ragazza, Molly, prima ci si trastullava, tutto il tempo e ora è con lui, e non le ha detto che siamo.. qualsiasi cosa siamo.” Respiro.
“Non dovreste stare insieme?” Mi chiede Liam.
“Sì.. beh, pensavo fosse così, ma adesso non so.”
“Perché non provi a parlarci? O vai alla festa?” Suggerisce e io rido.
“Non posso andare alla festa e basta.”
“Perché no? Sei stata alle loro feste prima e tu e Harry state tipo insieme o qualsiasi cosa sia, e la tua compagna di stanza sarà lì. Io ci andrei, se fossi in te.”
“Davvero? Steph mi ha anche invitata, non lo so.” Voglio andare solo per vedere se Harry è con Molly, ma mi sento stupida a presentarmi lì e basta.
“Penso che dovresti.”
“Verrai con me?” Gli chiedo.
“Oh no, no. Scusa, Tessa. Siamo amici, ma no.” Ride e lo seguo. Sapevo che non sarebbe venuto, ma valeva la pena chiedere.
“Credo che andrò. Almeno per parlargli.” Decido.
“Bene, però io mi pulirei prima il viso dalla farina.” Ride e io gli colpisco gentilmente il braccio.
Resto un altro po’ con Liam, non voglio che pensi che lo stavo solo usando per un passaggio alla festa, anche se so che non lo pensa.
“Buona fortuna, chiamami se hai bisogno.” Dice, mentre esco dalla macchina. Dopo che va via, ricordo che ho lasciato il telefono in camera per evitare di preoccuparmi per Harry, eppure eccomi qui che mi presento a casa sua.
Un gruppo di ragazze a stento vestite, sta nel giardino e io guardo i miei vestiti. Indosso dei jeans e un cardigan, sono a stento truccata e ho i capelli legati in una crocchia in cima alla testa. A che diavolo stavo pensando quando ho deciso di venire qui? Deglutisco la mia ansia ed entro. Non vedo nessun volto familiare, a parte Louis, che sta leccando il corpo di una ragazza con addosso solo mutande e reggiseno. Attraverso la cucina e qualcuno mi passa un bicchiere rosso pieno di alcol, e me lo porto alle labbra. Se devo affrontare Harry, ho bisogno di alcol. Mi faccio spazio nel soggiorno affollato, fino al divano su cui di solito sta il loro gruppo. I capelli rosa di Molly entrano in vista. Mi sento male appena noto che non è seduta sul divano, è seduta sulle gambe di Harry. Le tiene la mano sulla coscia mentre lei è appoggiata a lui, ridendo tra il suo cerchio di amici. Come mi sono messa in questa situazione con Harry? Avrei dovuto stare lontana da lui, lo sapevo allora e mi ci si sono schiaffeggiata in pieno viso adesso.
Dovrei andarmene e basta, non devo stare in questo posto e non voglio piangere davanti a queste persone di nuovo. Sono stufa di piangere per Harry e ho chiuso col provare a farlo diventare qualcosa che non è. Ogni volta che penso di essere arrivata più in basso possibile, lui fa qualcos’altro e io realizzo che non ho idea del reale dolore che sentimenti indesiderati possono causare. Guardo come Molly mette la mano su quella di Harry e lui la sposta, ma poi le mette la mano sul fianco, stringendola scherzosamente e lei ridacchia. Cerco di costringermi a muovermi, indietreggiare, correre, andare via a carponi, fare qualsiasi cosa pur di uscire di qui, ma i miei occhi sono bloccati sul ragazzo di cui mi stavo innamorando, mentre i suoi occhi sono bloccati su di lei.
“Tessa!” Qualcuno mi chiama. Harry alza la testa di scatto e i suoi occhi verdi incontrano i miei. Ha gli occhi spalancati per lo shock e Molly guarda nella mia direzione e si appoggia ancora di più su Harry. Le sue labbra di separano come se stesse per dire qualcosa, ma non lo fa.
Zayn appare al mio fianco e finalmente stacco gli occhi da quelli di Harry. Cerco di assemblare un sorriso per Zayn, ma sto utilizzando tutte le mie energie per prevenirmi dallo scoppiare in lacrime.
“Vuoi da bere?” Mi chiede e io abbasso lo sguardo. Stavo tenendo un bicchiere di birra, non è vero? Il bicchiere è ai miei piedi, la birra rovesciata sul tappeto. Mi allontano di un passo, normalmente pulirei e mi scuserei, ma ora come ora, preferisco fingere che non fosse mio.
“Sì, per favore.” Dico, la voce indebolita. Ho due opzioni, posso scappare in lacrime e far sapere ad Harry che ha avuto la meglio su di me, o posso farmi coraggio e fingere che non mi interessi di lui e del modo in cui continua a tenere Molly sulle gambe.
Decido per la seconda opzione.

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