After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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61. Capitolo 61.

La mattina seguente, mi sveglio prima di Harry e riesco a farlo rotolare di fianco a me e a sbrogliare le nostre gambe senza svegliarlo. Il ricordo di lui che respira sollevato il mio nome e tutti i segreti che mi ha rivelato su di lui, mi fanno agitare lo stomaco. Ieri notte ha abbassato tutte le barriere e si è aperto, mi ha portato a volergli bene ancora di più. La profondità dei miei sentimenti per lui, mi spaventa e non sono ancora pronta ad affrontarli. Prendo l’arricciacapelli e la piccola borsa del trucco che ho preso in prestito da Steph, con il suo permesso ovviamente, e vado verso il bagno per prepararmi e lavarmi i denti. Il corridoio è vuoto e nessuno bussa alla porta mentre mi preparo. Non sono così fortunata mentre torno in camera di Harry. Tre ragazzi camminano lungo il corridoio, riconosco uno di loro come Louis.
“Ehi, Tessa!” Cinguetta e fa scintillare il suo sorriso perfetto.
“Ehi, come stai?” Chiedo educatamente. Mi sento in imbarazzo con loro tre che mi fissano.
“Bene, stavamo giusto uscendo. Ti stai trasferendo qui o qualcosa del genere?” Ride.
“No, decisamente no. Sono uhm.. in visita.” Non ho idea di cosa dire. Il ragazzo alto si piega e sussurra qualcosa nell’orecchio a Louis, ma non riesco a capire cos’è, quindi distolgo lo sguardo.
“Beh, ci vediamo più tardi.” Dico.
“Sì, ci vediamo stasera alla festa.” Dice Louis e va via. Quale festa? Perché Harry non mi avrebbe parlato di una festa? Forse non pianifica di esserci? O forse non vuole che tu ci venga. Aggiunge il mio subconscio. Chi da una festa di giovedì, comunque. Quando raggiungo la porta di Harry, si apre prima che possa prendere la maniglia.
“Dov’eri?” Dice e apre la porta abbastanza da farmi entrare.
“A farmi i capelli, volevo lasciarti dormire.” Gli dico.
“Ti ho detto di non gironzolare per i corridoi, Tessa.” Mi riprende.
“E io ti ho detto di non fare il capo con me, Harry.” Aggiungo sarcasticamente e lui ridacchia, addolcendosi.
“Touché.” Ride e si avvicina a me. Mi mette una mano in fondo alla schiena e l’altra sotto la maglietta, sullo stomaco. Le dita ruvide a causa dei calli, ma gentili sulla mia pelle, si spostano sempre più su sul mio stomaco.
“Comunque, dovresti davvero indossare un reggiseno quando giri per i corridoi di una confraternita, Theresa.” Porta la bocca al mio orecchio nell’esatto momento in cui le sue dita trovano i miei seni. Strofina la parte sensibile con il pollice, facendoli indurire sotto il suo tocco. Risucchia bruscamente un respiro e io sono congelata, ma il cuore sta accelerando.
“Non puoi mai sapere che razza di pervertiti si nascondono nei corridoi.” Respira dolcemente nel mio orecchio. Fa girare le dita intorno ai miei capezzoli, prima di pizzicarli leggermente tra il pollice e l’indice. La mia testa cade sul suo petto e non riesco a controllare i miei gemiti mentre le sue dita continuano il loro gentile attacco.
“Scommetto che potrei farti venire solo facendo questo.” Dice e applica più pressione. Non avevo idea che potesse essere così.. bello. Annuisco e Harry ridacchia, la sua bocca contro il mio orecchio.
“Vuoi che lo faccia? Farti venire?” Mi chiede e annuisco di nuovo. Deve anche chiedere? Il respiro pesante e le ginocchia tremolanti dovrebbero farlo capire.
“Brava ragazza, ora spostiamoci sul..” Inizia, la sveglia del mio cellulare lo interrompe.
“Oddio! Dobbiamo andarcene tra dieci minuti, Harry, e tu non sei neanche vestito. Neanche io sono vestita!” Mi allontano e lui scuote la testa e mi attira di nuovo a lui. Stavolta abbassandomi i pantaloni e le mutandine. Si allunga e spegne il telefono.
“Ho bisogno solo di due minuti, così restano otto minuti per vestirsi.” Dice e mi solleva dal pavimento, portandomi sul letto. Mi fa sedere sul bordo, si mette in ginocchio davanti a me, e mi tira più giù dalle caviglie.
“Allarga le gambe, piccola.” Tuba e io lo faccio. So che non era sul mio programma per questa mattina, ma non riesco a pensare a un modo migliore per iniziare la giornata. Le sue lunghe dita strisciano lungo la mia coscia e mi tiene giù con una mano. Abbassa la testa e lecca su e giù il mio centro una volta, prima di arricciare le labbra e succhiare. E’ di nuovo quel posto, oh, signore. Alzo i fianchi dal letto, ma lui mi spinge di nuovo giù e continua a tenermi ferma. Usando l’altra mano, inserisce un dito in me, pompando più veloce che mai prima. Non riesco a decidere se è meglio il suo dito o lui che succhia, ma la combinazione è mitica. Nel giro di secondi, sento quel bruciore nel basso ventre e pompa il dito più veloce.
“Provo con due, okay?” Dice e io gemo in approvazione. La sensazione è strana, come la prima volta, e scomoda, ma mette di nuovo la bocca su di me e succhia di nuovo, facendomi dimenticare del sottile dolore. Mugolo quando Harry toglie un’altra volta la bocca. “Merda, sei strettissima, piccola.” Solo le sue parole mi manderanno oltre il limite.
“Stai bene?” M chiede. Lo afferro dai ricci e gli spingo la faccia giù. Ridacchia e attacca di nuovo le labbra.
Gemo il suo nome e gli tiro i capelli mentre provo il mio orgasmo più forte. Non che ne abbia avuti molti, ma questo è stato decisamente il più veloce e il più forte. Harry mi lascia un piccolo bacio sull’anca, prima di alzarsi e andare verso l’armadio. Alzo la testa e cerco di riprendere fiato. Ritorna da me e mi asciuga con una t-shirt, sarei più imbarazzata se fossi completamente cosciente.
“Torno subito, mi vado a lavare i denti.” Sorride ed esce dalla stanza. Mi alzo e mi vesto, e controllo l’ora. Abbiamo tre minuti prima di dover andar via. Quando Harry torna, si veste velocemente e ce ne andiamo.
“Sai come arrivarci?” Gli chiedo mentre si immette sulla strada.
“Sì, il miglior amico di mio padre dell’università, è Christian Vance.” Mi dice.
“Oh.. wow.” Sapevo che Ken avesse una connessione lì, ma non sapevo che il direttore generale fosse il suo migliore amico.
“Non ti preoccupare, è un bravo ragazzo. Un po’ antiquato, ma carino, ti troverai bene.” Il suo sorriso è contagioso. “Stai benissimo, a proposito.” Mi elogia.
“Grazie, sembri di buon umore stamattina.” Lo stuzzico.
“Sì, avere la testa tra le tue cosce così presto nella mattina, apre una bella giornata.” Ride e prende la mia mano nella sua.
“Harry!” Lo rimprovero, facendolo ridere di nuovo. Il tragitto passa in fretta e in men che non si dica, stiamo entrando nel parcheggio dietro il grande edificio. La casa editrice Vance è un palazzo di sei piani con pareti specchiate e una grande V posizionata davanti.
“Sono nervosa.” Ammetto ad Harry mentre mi controllo il trucco nello specchio.
“Non esserlo, andrai bene. Sei così intelligente e lui se ne accorgerà.” Mi rassicura Harry. Amo quando è così carino.
“Grazie.” Gli dico e mi allungo per dargli un bacio. E’ un dolce e semplice bacio.
“Sarò in macchina ad aspettarti.” Dice e mi bacia di nuovo.
L’interno dell’edificio, è elegante proprio come l’esterno. Quando raggiungo il bancone frontale, mi viene detto di andare al sesto piano. Raggiungo il bancone al sesto piano e dico il mio nome al giovane uomo. Mi rivolge il suo sorriso perfettamente bianco e mi accompagna ad un grande ufficio.
“Signor Vance, Theresa Young è qui.” Dice e mi viene fatto segno di entrare da un uomo di mezz’età con la barba. I suoi occhi blu, sono visibili dall’altra parte della stanza, mentre cammina verso di me e mi stringe la mano. Il suo sorriso è confortante e mi rilassa mentre mi dice di accomodarmi.
“E’ un piacere incontrarti, Theresa. Grazie per essere venuta.” Mi saluta Christian Vance.
“Tessa, mi chiami Tessa. Grazie per incontrarmi.” Sorrido.
“Allora, Tessa, sei al primo anno della specializzazione in inglese?” Mi chiede e io annuisco.
“Sì, signore.” Rispondo.
“Ken Styles ha parlato benissimo di te, dice che non so cosa mi perdo se non ti do lo stage.” Sorride.
“Ken è uomo molto gentile.” Dico e lui annuisce, strofinandosi la barba con le dita.
Mi chiede di dirgli i miei autori preferiti e sfavoriti e spiegare il perché delle scelte. Annuisce e mormora durante la mia spiegazione e quando finisco, sorride.
“Beh, Tessa, quando puoi iniziare? Con Ken ci siamo accordati per alternarti il programma, così puoi stare qui tre volte a settimana e fare lezione al campus, le altre due.” Dice e la mia bocca si spalanca.
“Davvero?” E’ tutto ciò che riesco a dire. E’ oltre ogni aspettativa. Avevo presupposto che avrei dovuto prendere le lezioni serali e venire qui durante il giorno SE avessi ottenuto l’offerta.
“Sì, e avrei anche dei crediti sulla tua laurea per il tempo passato qui.”
“Grazie mille. E’ un’opportunità magnifica, grazie ancora.” Non posso credere quanto sia fortunata.
“Discuteremo della tua paga lunedì, quando inizi.”
“Paga?” Avevo immaginato che sarebbe stato uno stage non pagato. Questo è davvero il giorno migliore della mia vita.
“Sì, certo che sarei pagata per il tuo tempo.” Sorride e io annuisco. Ho paura che se apro la bocca, lo ringrazierò per la millesima volta.
Praticamente corro verso la macchina e Harry esce quando la raggiungo.
“Beh?” Chiede e io lancio un gridolino.
“Ce l’ho fatta! E’ pagata e sarò qui tre giorni a settimana e a scuola due e avrò crediti per il college ed era così carino e tuo padre è meraviglioso per fare questo per me, e anche tu, ovviamente. Sono così eccitata e.. beh, immagino sia questo.” Rido e lui avvolge le braccia intorno a me, stringendomi forte e sollevandomi in aria.
“Sono felice per te.” Dice e io affondo le dita nei suoi capelli.
“Grazie.” Dico, appena mi riappoggia a terra. “Davvero, grazie per avermi accompagnata ed aver aspettato in macchina.”
Mi assicura che non c’è problema mentre saliamo in macchina.
“Cosa vuoi fare per il resto del pomeriggio?” Mi chiede Harry.
“Tornare a scuola, ovviamente, possiamo ancora farcela per letteratura.”
“Davvero? Potremmo trovare qualcosa di più divertente da fare.”
“No, ho già perso troppe lezioni questa settimana, non voglio più perderne. Io vado a letteratura e dovresti anche tu.” Sorrido. Alza gli occhi al cielo, ma annuisce in accordo. Ce la facciamo giusto in tempo e inondo Liam con le notizie dello stage. Si congratula con me e mi da un forte abbraccio. Harry emette maleducatamente rumori improvvisati dietro di noi e io gli do un calcio sulla gamba.
Dopo la lezione, Harry esce con Liam e me mentre discutiamo i dettagli del falò per questo venerdì. Ci mettiamo d’accordo di incontrarci a casa sua alle cinque per la cena, poi andremo al falò alle sette. Harry resta in silenzio durante la nostra discussione e mi chiedo se mi accompagnerà. Aveva detto che ci sarebbe andato, ma credo che fosse solo per competere con Zayn. Liam mi saluta mentre raggiungiamo il parcheggio.
“Styles!” Chiama qualcuno. Ci giriamo entrambi per vedere Niall e Molly camminare verso di noi. Grande, Molly. Indossa una canotta e una gonna di pelle rossa. E’ solo giovedì, dovrebbe salvare i vestiti da puttanella per i fine settimana.
“Ehi.” Dice Harry e si allontana da me.
“Ehi, Tessa.” Sorride Molly. Ricambio il saluto e resto ferma in imbarazzo mentre Harry e Niall si scambiano dei saluti.
“Sei pronto, giusto?” Gli chiede Niall e diventa chiaro che Harry ha detto loro di incontrarsi qui. Non so perché avevo presupposto che saremmo stati di nuovo insieme, non è che possiamo passare ogni giorno insieme. Anche se vorrei potessimo.
“Sì, sono pronto.” Risponde Harry e mi guarda. “Ci vediamo in giro, Tessa.” Dice con nonchalance e si gira per andare via da me. Molly mi guarda con un sorrisetto sulla sua faccia ricoperta di trucco mentre tutti e tre salgono nell’auto di Harry, Molly nel sedile del passeggero. Mentre io resto in piedi, a chiedermi cosa diavolo è appena successo.

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