After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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58. Capitolo 58.

Dopo essere stata tra le braccia di Harry per qualche minuto, inizio a pensare all’accordo di restare con lui per la notte.
“Non ho i libri, o uno spazzolino. E non ho fatto la doccia.” Gli dico. Sospira e alza la schiena, scostandosi da me.
“Possiamo andare a prendere i libri domani mattina, o potremmo anche andare a prenderli ora, basta che torni con me. L’hai promesso.” Mi ricorda con un sorriso. Le sue labbra incontrano la mia mascella, lasciando baci su e giù. Le sue labbra sulla mia pelle, fanno annebbiare il mio giudizio, sa esattamente cosa sta facendo.
“E che mi dici della doccia?” Gli ricordo.
“Puoi farla qui, in fondo al corridoio.”
“Nella casa di una confraternita? Chissà chi potrebbe entrare.”
“Uno, la porta si chiude a chiave e due, ti accompagnerei, ovviamente.” Rimarca.
Mi acciglio per il suo tono, ma decido di ignorarlo. “Va bene. Vorrei farla adesso la doccia, prima che si faccia troppo tardi.”
Annuisce e si alza, prendendo i suoi jeans. Scendo dal letto e faccio lo stesso, senza rimettere le mutandine. Non mi piace l’idea di rimettere questi vestiti domani, ma dal momento che Harry mi riporterà in camera in mattinata, mi cambierò.
“Niente mutandine?” Ghigna e io alzo gli occhi al cielo.
“Hai lo shampoo? Non ho neanche la spazzola.” Sto iniziando a diventare ansiosa a pensare a tutte le cose che non ho con me. “E i cotton fioc? Filo interdentale?” Continuo.
“Rilassati, abbiamo i cotton fioc e il filo. Probabilmente abbiamo anche uno spazzolino in più e so che c’è una spazzola o due lì dentro. Probabilmente ci sono anche mutandine in più di ogni taglia, se ne vuoi una.” Mi informa.
“Mutandine?” Chiedo, prima di realizzare che intendeva che sono state lasciate da altre ragazze. “Non importa.” Dico, prima che possa spiegare. Spero che Harry non abbia una strana collezione di mutandine delle ragazze con cui ha dormito.
Mi porta al bagno, mi sento più a mio agio di quanto immaginassi, solo perché sono stata in questo bagno un po’ di volte.
Harry accende l’acqua e si toglie la maglia.
“Che stai facendo?” Chiedo.
“Una doccia?”
“Oh, pensavo di farla prima io.”
“Puoi farla con me.” Dice con nonchalance.
“Uhm.. no! Per niente.” Rido. Non possa fare la doccia con lui.
“Perché no? Io ho già visto te, tu hai già visto me. Qual è il problema?” Si lamenta.
“Non lo so.. non voglio e basta.” So che mi ha già vista nuda, ma fare la doccia insieme sembra così intimo. Anche più intimo di quello che abbiamo appena fatto.
“Va bene. Vai prima tu, allora.” La sua voce leggermente spigolosa.
Sorrido dolcemente, ignorando il suo tono acido e mi spoglio. I suoi occhi studiano il mio corpo e poi distoglie lo sguardo. Porto una mano dietro la tendina per controllare la temperatura dell’acqua ed entro.
Harry resta in silenzio mentre mi lavo i capelli. Troppo in silenzio. “Harry?” Lo chiamo. Se n’è andato dal bagno?
“Sì?”
“Pensavo te ne fossi andato.” Ammetto. Tira un po’ la tendina e ci infila la testa riccioluta.
“No, sono ancora qui.”
“Qualcosa non va?” Gli chiedo. Scuote la testa in risposta, ma non dice niente. Sta davvero mettendo il muso come un bambino perché non faccio la doccia con lui? Voglio quasi dirgli di unirsi a me, ma voglio fargli capire che non si può sempre fare come vuole lui. La sua testa sparisce dalla doccia e lo sento sedersi sulla tazza.
Lo shampoo e il bagnoschiuma sono entrambi ad un forte aroma di muschio, mi manca il mio shampoo a vaniglia, ma va bene per una sera. Probabilmente avrebbe avuto più senso se Harry fosse rimasto in camera mia, ma ci sarebbe stata anche Steph e sarebbe stato imbarazzante spiegarle tutto e non credo che Harry sarebbe stato tanto affettuoso con lei in intorno. Il pensiero mi infastidisce, ma lo spingo indietro.
“Potresti passarmi un asciugamano?” Gli chiedo e spengo l’acqua. “O due, se ne hai abbastanza.” Mi piace averne una per i capelli e una per il corpo.
Spinge la mano oltre la tendina e mi passa due asciugamani, lo ringrazio e lui borbotta qualcosa che non capisco.
Si toglie i jeans mentre io mi asciugo e riaccende l’acqua. Non posso fare a meno di fissare il suo corpo nudo mentre entra nella doccia. L’avrei dovuta fare con lui, non perché mi ha messo il muso, ma perché lo voglio davvero.
“Torno in camera tua.” Gli dico. MI sta comunque ignorando.
Tira con uno strattone la tendina, facendo raschiare gli anelli contro l’asta. “No, per niente.”
“Qual è il tuo problema?” Scatto. Mi sta irritando adesso.
“Niente, solo che non torni da sola. Ci sono trenta ragazzi che vivono qui, non devi girovagare per i corridoi.”
“Un’altra cosa, hai messo il broncio da quando ti ho detto che non potevi fare la doccia con me.”
“No.. non è vero.”
“Dimmi perché o vado lì fuori con quest’asciugamano addosso.” Lo minaccio, sapendo che non lo farei mai davvero. Stringe gli occhi e allunga un braccio per prendermi il braccio e fermarmi, spruzzando l’acqua sul pavimento.
“E’ solo che non mi piace quando mi si dice di no.” La voce bassa, ma più dolce di qualche momento fa.
Immagino che quando si tratta di ragazze, Harry sente raramente, se non mai, la parola no. La mia mente mi dice di dirgli di abituarsi, ma neanche io gli ho mai detto no fino ad ora. Appena mi tocca, faccio qualsiasi cosa voglia.
“Beh, io non sono come le altre ragazze, Harry.” Scatto. La gelosia sorpassa l’irritazione verso di lui.
Un piccolo sorriso appare sulle sue labbra mentre l’acqua gli scorre sul viso. “Lo so, Tess. Lo so.” Chiude la tendina e io rindosso i vestiti e lui spegne l’acqua.
“Puoi indossare i miei vestiti per andare a letto.” Mi dice e annuisco. Lo sento a malapena, perché sono troppo concentrata sul suo corpo scintillante d’acqua davanti a me. Si strofina l’asciugamano sui capelli, lasciandoli drizzarsi su tutta la testa, poi l’avvolge intorno alla vita. L’asciugamano bianco è attaccato così in basso sui suoi fianchi, è il sesso puro. Sembra che la temperatura nel bagno è aumentata di venti gradi. Si piega e apre il mobile, prendendo una spazzola e me la mette in mano.
“Vieni.” Dice e io scuoto la testa, cercando di cancellare i pensieri sporchi dalla mia mente. Camminiamo lungo il corridoio e giriamo l’angolo, quando un ragazzo alto biondo, quasi mi viene addosso. Lo guardo in faccia e mi si raggelano le ossa.
“Non ti vedo da un sacco.” Fa le fusa e mi sento nauseata.
“Harry.” Squittisco e si gira, ci mette solo un momento a ricordare che è lo stesso ragazzo che ci aveva provato con me in precedenza.
“Va’ via da lei, Neil.” Scatta, facendolo impallidire. Non doveva aver visto Harry prima che girasse l’angolo.
“Colpa mia, Styles.” Dice Niel e va via.
“Grazie.” Sussurro ad Harry. Avvolge la mano intorno alla mia e apre la porta.
“Dovrei proprio farlo nero, sì?” Dice Harry mentre io mi siedo sul letto.
“No! Non dovresti.” Lo supplico. Non so dire se è serio, ma non voglio scoprirlo. Prende il telecomando dal comò e accende la televisione, prima di aprire il cassetto e lanciarmi una maglia e un paio di boxer.
Tolgo i jeans e metto i boxer, arrotolandoli un po’ di volte in cima.
“Posso mettere la maglia che hai messo tu oggi?” Non realizzo quanto la cosa sembri strana, finché le parole non sono fuori.
“Cosa?” Ghigna.
“Io.. beh.. non importa. Non so cosa stavo dicendo.” Mento. Voglio mettere la tua maglia sporca perché ha un buon odore? Sembra strano e folle. Ridacchia e prende la maglia da terra e viene verso di me.
“Ecco, piccola.” Dice e mi passa la maglietta usata. Sono felice che non mi abbia imbarazzata oltre, ma continuo a sentirmi un po’ stupida.
“Grazie.” Cinguetto e tolgo la mia maglietta viola e il reggiseno, rimpiazzandoli con la sua maglia. Ha uno splendido profumo proprio come pensavo. I suoi occhi si addolciscono mentre mi guarda.
“Sei bellissima.” Dice e distoglie lo sguardo. Ho la sensazione che non intendesse dirlo ad alta voce, il che mi fa gonfiare ancora di più il cuore. Gli sorrido e mi avvicino.
“Anche tu.” Mi complimento e lui arrossisce.
“Basta così.” Ride. “A che ora devi svegliarti di mattina?” Mi chiede e si siede sul letto, curiosando tra i canali.
“Cinque, ma metto la mia sveglia.”
“Cinque? Cinque del mattino? La prima lezione a che ora è, le nove? Perché ti svegli così presto?”
“Non lo so, per essere preparata, credo?” Mi passo la spazzola tra i capelli.
“Beh, svegliamoci alle sette, il mio corpo non funziona prima delle sette.” Mi dice e io emetto un verso di lamento. Harry ed io siamo così diversi.
“Sei e mezza?” Cerco un compromesso.
“Va bene, sei e mezza.” Acconsente.
Spendiamo il resto della serata a guardare programmi televisivi a caso, prima che Harry si addormenti con la mia testa sulle sue gambe, le mie dita che scorrono tra i suoi capelli. Scivolo da lui e mi stendo a fianco, cercando di non svegliarlo.
“Tess?” Si lamenta e muove la mano davanti a lui come per raggiungermi.
“Qui.” Sussurro da dietro di lui, si gira dall’altro lato e avvolge le braccia intorno a me prima di riaddormentarsi. Dice che dorme meglio quando gli sono vicina, ed è vero anche per me.
….
La mattina seguente, la mia sveglia suona alle sei e mezza e corro in giro cercando di rimettermi addossi i vestiti di ieri e svegliare Harry e farlo vestire. E’ così difficile da svegliare. Mi sento agitata e impreparata, ma arriviamo in camera mia alle sette e un quarto, dandomi un sacco di tempo per cambiarmi e spazzolarmi i capelli e lavarmi i denti di nuovo. Steph dorme anche se noi siamo lì e impedisco ad Harry di versarle un bicchiere d’acqua in testa per svegliarla. Harry non fa nessun commento scortese su una delle mie gonne lunghe e maglietta semplice blu.
“Vedi, sono solo le otto, abbiamo venti minuti prima che dobbiamo andarcene per andare in caffetteria.” Si vanta Harry.
“Abbiamo?”
“Sì, pensavo di venire con te? Se no, va bene lo stesso.” Dice e distoglie lo sguardo.
“Sì, certo che va bene.” Solo che non sono abituata a qualsiasi cosa sia ad essere cambiata tra noi. Sarà bello non dover evitare Harry, o preoccuparmi di scontrarmici. Cosa penserà Liam? Glielo diremo a Liam, tra l’altro? “Cosa dovremmo fare con questi venti minuti?” Sorrido.
“Ho qualche idea.” Le sue labbra si piegano in un sorrisetto e mi tira su di lui.
“Steph è qui.” Gli ricordo, mentre succhia la pelle sotto il mio orecchio.
“Lo so, ci stiamo solo baciando.” Ride e preme le labbra sulle mie.
Ce ne andiamo prima che Steph si svegli e Harry si offre di portarmi la borsa, il che è una gesto carino, ma inaspettato.
“Dove sono i tuoi libri?” Gli chiedo.
“Non li porto, li prendo in prestito ogni giorno, ad ogni lezione. Mi previene dal dover portare una di queste.” Dice e indica la mia borsa sulla sua spalla. Alzo gli occhi al cielo e rido di lui.
Quando arriviamo in caffetteria, Liam è appoggiato al muro e sembra sorpreso di vedere me e Harry insieme. Gli do un’occhiata da ‘ti spiego tutto dopo’ e lui sorride.
“Beh, meglio che vada, ho delle lezioni in cui dormire.” Dice Harry e io annuisco. Non so se dovrei abbracciarlo? Lascia cadere la mia borsa e avvolge il braccio intorno alla mia vita, tirandomi al suo petto prima di baciarmi. Non me l’aspettavo. Ricambio il bacio e mi lascia andare.
“Ci vediamo dopo.” Ghigna e guarda Liam. Non potrebbe essere più imbarazzante. La mascella di Liam è praticamente a terra e sono imbarazzata dalla mossa audace di Harry.
“Uhmm.. scusa per quello.” Non mi dispiacciono dimostrazioni d’affetto in pubblico di solito. Noah ed io non abbiamo mai fatto niente del genere, a parte quando ho cercato di baciarlo al centro commerciale per togliermi Harry dalla testa. “Ho molto da raccontarti.” Arrossisco e Liam mi prende la borsa da terra.

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