After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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55. Capitolo 55.

Il tragitto in auto è imbarazzante. Tengo i vestiti sulle ginocchia e fisso fuori dal finestrino, aspettando di vedere se Harry ha intenzione di rompere il silenzio che regna tra noi. Non accenna a voler parlare, quindi prendo il mio cellulare dalla borsa. E’ spento, deve essersi scaricato ieri notte. Cerco comunque di accenderlo e lo schermo si illumina. Sono sollevata nello scoprire che non ho nuovi messaggi vocali o scritti. L’unico rumore nella macchina è la leggera pioggerellina e il lento stridio dei tergicristalli.
“Sei ancora arrabbiata?” Finalmente chiede quando entra nel campus.
“No.” Mento. Non sono esattamente arrabbiata, solo ferita.
“Di sicuro sembra che lo sei. Non fare la bambina.”
“Beh, non lo sono. Non me ne potrebbe fregare di meno se mi molli per andare a chiavare con Molly.” Le parole capitombolano dalla mia bocca prima che le possa fermare. Odio il modo in cui mi sento quando si tratta di lui e Molly. Mi fa male allo stomaco pensare a loro due insieme. Cosa c’è in lei, comunque? Sono i suoi capelli rosa? I tatuaggi?
“Non è ciò che ho intenzione di fare. Non che siano affari tuoi comunque.” Mi deride.
“Sì, beh, sei saltato dal letto per andare a rispondere al telefono quando io stavo per.. beh, lo sai.” Borbotto. Avrei semplicemente dovuto starmene zitta. Non voglio litigare con Harry ora come ora. Specialmente dal momento che non so quando lo rivedrò. Vorrei davvero che non avesse lasciato la lezione di letteratura. Ma preme i miei bottoni, ogni singolo bottone.
“Non è così, Theresa.” Si difende. Quindi siamo tornati a Theresa?
“Davvero, Harry? A me sembra proprio così. Non me ne fotte un cazzo comunque. Sapevo che non sarebbe durata.” Ammetto finalmente a lui e a me stessa. La ragione per cui non volevo lasciare la casa di suo padre, è perché sapevo che una volta che non saremmo più stati solo io ed Harry, sarebbe tornato a questo. Succede sempre.
“Cosa non sarebbe durata?”
“Questo.. noi. Tu che ti comporti in modo decente con me per una volta.” Non mi azzardo a guardarlo, è così che mi fa diventare argilla nelle sue mani ogni volta.
“E allora? Mi vuoi evitare per un’altra settimana? Sappiamo entrambi che entro il fine settimana sarai tornata nel mio letto.” Scatta. La mia mascella si spalanca. Non può averlo detto.
“Scusami?” Urlo. Sono a corto di parole. Nessuno mi ha mai parlato così, nessuno è mai stato così irrispettoso. Le lacrime traboccano dai miei occhi mentre la macchina rallenta nel parcheggio. Prima che possa rispondere, apro la portiera, afferro le mie cose e corro verso la mia camera. Taglio attraverso il prato zuppo e mi maledico per non essere andata sul marciapiede, ho solo bisogno di allontanarmi il più possibile da Harry. Quando ha detto che mi vuole, intendeva sessualmente, lo sapevo, ma fa male lasciar entrare questa consapevolezza.
“Tessa!” Lo sento chiamare, seguito dal rumore della sua portiera che sbatte. Uno dei tacchi di Steph cade e rotola a terra, ma continuo a correre, le comprerò un paio nuovo.
“Dannazione, Tessa! Fermati!” Urla di nuovo. Non mi aspettavo che mi seguisse. Mi spingo a correre più veloce, finalmente raggiungo l’edificio e corro lungo il corridoio. Quando raggiungo la mia stanza, sono un singhiozzo ambulante, a spalanco la porta, sbattendola dietro di me. Le lacrime si mischiano con la pioggia e mi asciugo furiosamente il viso.
Mi congelo sul posto quando vedo Noah seduto sul mio letto. Oddio, non ora. Harry sfonderà la porta a momenti.
“Tessa, che succede? Dove sei stata?” Si alza e si affretta verso di me. Cerca di prendermi il viso tra le mani, ma giro la testa. Il dolore balena nei suoi occhi, come se mi stesse chiedendo perché mi allontano dal suo tocco.
“E’.. mi dispiace Noah.” Piango, mentre Harry spalanca la porta, i perni stridono e si incrinano contro la sua spinta. Gli occhi di Noah si spalancano e poi si stringono appena incontra lo sguardo di Harry. Si allontana da me con un’espressione inorridita.
Harry butta il tacco che avevo fatto cadere, a terra e cammina più dentro la stanza. Non si cura minimamente della presenza di Noah.
“Non lo pensavo davvero, quello che ho appena detto.” Harry si avvicina a me.
“E’ lì che eri? Sei stata con lui tuta la notte? Questi sono i suoi vestiti? Ho cercato di chiamarti e scriverti tutta la notte e tutta la mattina, ti ho lasciato innumerevoli messaggi vocali e tu eri con lui?” L’odio pervade la sua voce.
“Hai preso il mio telefono, non è vero? Hai cancellato i messaggi!” Grido verso Harry.
La testa mi dice di rispondere a Noah, ma il cuore è concentrato solo su Harry.
“Sì.. l’ho fatto.” Ammette.
“Perché diavolo l’avresti fatto? Tu puoi rispondere alle chiamate di Molly, ma cancelli i messaggi del mio ragazzo?!” Sussulta quando chiamo Noah il mio ragazzo.
“Come ti permetti di fare questi giochetti con me, Harry!” Urlo, singhiozzando di nuovo. Noah mi prende il polso e mi gira per guardarlo, ma Harry spinge Noah dalle spalle.
“Non toccarla.” Ringhia Harry a Noah. Non sta succedendo. Guardo come la soap opera che è diventata la mia vita, si svolge davanti a me.
“Tu non mi dici cosa fare con la mia fidanzata, coglione.” Sputa Noah e spinge Harry. Harry avanza verso Noah ancora una volta, ma gli afferro la maglietta e lo tiro indietro. Forse dovrei lasciarli litigare, Harry si merita un bel pungo sulla mascella.
“Smettila! Harry, vattene e basta!” Mi asciugo le lacrime. Harry lancia un’occhiata a Noah di nuovo e si muove per stare di fronte a me.
“No, non me ne vado stavolta, Tessa, l’ho già fatto troppe volte.” Sospira e si scorre le dita tra i capelli.
“Tessa, fallo andare via!” Mi supplica Noah, ma lo ignoro. Devo sapere cosa vuole dire Harry.
“Non pensavo quello che ho detto in macchina, e non so perché ho preso la chiamata di Molly. Penso sia un’abitudine, per favore, dammi un’occasione. So che me ne hai già date troppe, ma ho bisogno solo di un’altra. Per favore, Tessa.” Respira. Sembra esausto.
“Perché dovrei, Harry? Ho continuato a darti occasioni per essere amici, di continuo, non penso di farcela a provare di nuovo.” Gli dico. Sono a stento consapevole di Noah che ci guarda a bocca aperta, ma, al momento, non mi interessa.
“Non voglio essere solo amici.. voglio di più.” Le sue parole mi fanno mancare il fiato.
“No, non è vero.” Harry non ha relazioni.
“Sì, è vero. E’ vero.”
“Hai detto che non hai relazioni e che non sono il tuo tipo.” Gli ricordo. Non posso credere che sto avendo questa conversazione con Harry, davanti a Noah per di più.
“Non sei il mio tipo, proprio come io non sono il tuo. Ma è proprio questo il motivo per cui andiamo bene l’uno per l’altra, siamo così diversi eppure uguali. Una volta mi hai detto che faccio uscire il peggio di te, beh, tu fai uscire il meglio di me. So che lo senti anche tu, Tessa. E sì, io non ho relazioni, fino a te. Tu mi fai voler avere una relazione, mi fai voler essere migliore. Voglio che pensi che ne valgo la pena, voglio che mi vuoi come io voglio te. Voglio litigare con te, anche urlarci contro finché uno di noi ammette che ha sbagliato. Voglio farti ridere, e ascoltarti divagare sui romanzi classici, io.. ho bisogno di te e basta. So che a volte sono crudele.. beh, sempre, ma è solo perché non so come altro comportarmi. Questo sono stato io per così tanto, non ho mai voluto essere in nessun altro modo. Fino ad ora, fino a te.” La sua voce è quasi un sospiro e gli occhi sembrano selvaggi. Non è proprio da lui, ma il modo in cui le parole gli sono uscite in una fila affrettata e il respiro pesante che le ha accompagnate, in qualche modo, lo fa sembrare naturale. Sono interdetta.
Non so come sono ancora in piedi dopo la sua dichiarazione.
“Che diavolo? Tessa?” Dice Noah freneticamente.
“Dovresti andare.” Sussurro, senza rompere il contatto visivo con Harry.
“Grazie! Pensavo non sarebbe mai finita.” Dice Noah.
Harry sembra straziato, assolutamente distrutto.
“Noah, ho detto che tu dovresti andare.” Ripeto. Sento sia Harry che Noah risucchiare un forte respiro. Il sollievo è visibile in Harry e gli prendo la mano, infilando le mie piccole dita tra le sue tremolanti.
“Cosa?” Urla Noah. “Non puoi essere seria, Tessa, ci conosciamo da così tanto, questo ragazzo ti sta solo usando. Ti metterà da parte appena avrà finito con te, e io ti amo. Non commettere questo errore, Tessa.” Mi supplica. Mi dispiace per lui, e mi ferisce fargli questo, ma so che non posso stare con Noah, voglio Harry. E Harry vuole di più. Di più con me. Il mio cuore si agita di nuovo e guardo Noah.
“Io la smetterei di parlare. Adesso.” Harry avvisa Noah.
“Mi dispiace tantissimo che sia successo così, mi dispiace davvero.” Gli dico. Non dice nient’altro, sembra ferito mentre lascia la mia stanza. So che se n’è andato perché non voleva piangere davanti ad Harry.
“Tessa.. io.. davvero ti senti allo stesso modo?” Sussulta Harry e io annuisco. Come fa a non saperlo? Pensavo di essere disperata e ovvia sui miei sentimenti.
“Non annuire, per favore, dillo.” La disperazione riempie le sue parole.
“Sì, Harry, è così.” Dico. Non ho un discorso bello o significativo come il suo, ma queste semplici parole sembrano essere abbastanza per lui.
Il sorriso che mi rivolge, cura un po’ del dolore dall’aver spezzato il cuore di Noah alcuni momenti fa. Sto ancora annaspando dalle parole che Harry ha appena detto. E’ tutto ciò che volevo dicesse, ma non avevo mai immaginato che l’avrebbe fatto davvero.
“Quindi cosa facciamo adesso?” Mi chiede. “Sono nuovo a questa cosa.” Arrossisce. Sembra un sogno.
“Baciami.” Dico e mi attira al suo petto, la sua mano impugna il tessuto largo della sua maglia sulla mia schiena. Le sue labbra sono fredde e la sua lingua è calda quando scivola nella mia bocca. Nonostante il caos che c’è appena stato nella mia stanza, mi sento calma. In qualche modo so che è la calma prima della tempesta, ma ora come ora, Harry è la mia ancora. Prego solo che non mi tiri giù.

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