After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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54. Capitolo 54.

Le mie mani trovano il metallo freddo della maniglia per la stanza di Harry e lo abbasso. Grazie a Dio, si apre, deve aver dimenticato di chiudere a chiave. “NO! Per favore..” Urla di nuovo. Se qualcuno gli sta facendo del male, non ho idea di cosa potrei fare, non ci ho mai pensato. Brancolo per trovare la lampada e l’accendo. Harry e senza maglietta e aggrovigliato nel pesante piumino, muovendo freneticamente il tessuto. Ricordo che Steph aveva accennato al fatto di aver sentito che Harry ha gli incubi, i pettegolezzi devono essere veri. Senza pensare, mi siedo sul letto e allungo un braccio per prendergli la spalla. La pelle è calda, troppo calda. “Harry!” Dico piano, cercando di svegliarlo. La sua testa scatta di lato e mugola, ma non si sveglia. “Harry, svegliati!” Dico, sul punto di piangere, e lo scuoto più forte, mentre il mio corpo si muove per sedersi a cavalcioni sul suo. Porto entrambe le mani sulle sue spalle ancora una volta e lo scuoto di nuovo. Spalanca gli occhi, sono colmi di terrore per un momento veloce, poi di confusione, infine sollievo. La fronte imperlata di sudore. “Tess.” Dice con voce strozzata. Il modo in cui dice il mio nome, mi spezza il cuore e poi lo cura. Nel giro di secondi, districa le braccia dalla coperta e le porta sulla mia schiena, tirandomi per farmi stendere sul suo petto. L’umidità del suo petto, mi spaventa, ma resto ferma. Posso sentire il suo cuore battere, pompare rapidamente contro la mia guancia. Povero Harry. Metto entrambe le mani sui suoi fianchi, abbracciandolo. Mi accarezza i capelli, ripetendo il mio nome in continuazione, come se fossi il suo talismano nel buio. “Harry, stai bene?” La voce più bassa di un sussurro. “No.” Confessa. Il petto gli si alza e abbassa più lentamente di prima, ma il respiro è comunque poco profondo. Non voglio spingerlo a parlare di che incubo ha appena fatto. Non gli chiedo se vuole che resti, in qualche modo, so che lo vuole. Quando mi alzo per spegnere la luce, il suo corpo si blocca. “Voglio spegnere la luce, o la vuoi accesa?” Gli chiedo. Una volta che realizza le mie intenzioni, si rilassa, lasciandomi raggiungere la lampada. “Spenta, per favore.” Mi implora. Una volta che la stanza ritorna all’oscurità, riappoggio la testa sul suo petto. Avevo immaginato che stare stesa in questo modo, a cavalcioni su di lui, sarebbe stato scomodo, ma è comodo sia per me che per lui. Sentire il suo battito sotto la superfice dura del suo petto, è rilassante, più rilassante del rumore della pioggia sul soffitto. Farei qualsiasi cosa, darei qualsiasi cosa, per poter passare ogni notte con Harry, stendermi così con lui, avere le sue mani intorno alla mia schiena mentre il suo respiro rallenta. …. Mi sveglio a causa di Harry che si muove sotto di me. Sono ancora stesa su di lui, le ginocchia sui lati del suo corpo. La guancia premuta contro il suo petto. Alzo la testa e incontro i suoi occhi. Nella luce del giorno, non so se sono ancora voluta come la scora notte. Non riesco a leggere la sua espressione, lasciando che i miei nervi abbiano la meglio su di me. Il collo mi fa male per aver dormito sul petto duro di Harry, e ho bisogno di allungare le gambe. “Buongiorno.” Mi rivolge un sorriso incorniciato dalle fossette, placando la mia paura. “Buongiorno.” Mi muovo per scendergli da dosso, ma mi ferma. “Dove vai?” Mi chiede. “Mi fa male il collo.” Gli rivelo e mi porta a stendermi a fianco a lui, la mia schiena premuta contro il suo petto. Mi spaventa portando una mano sul mio collo, facendomi saltare. Mi riprendo velocemente quando la sua mano inizia a strofinarmi il collo. Chiudo gli occhi e sussulto leggermente al contatto col dolore, ma sparisce lentamente mentre lui mi massaggia. “Grazie.” Parla prima di me. Giro la testa per guardarlo. “Per.. essere venuta qui. Per essere rimasta.” Gli si arrossiscono le guance e gli occhi schizzano via dai miei. E’ imbarazzato. Harry imbarazzato, non smette mai di sorprendermi e confondermi. “Non devi ringraziarmi, ne vuoi parlare?” Spero voglia, voglio sapere cosa sogna. “No.” Afferma e io annuisco. Voglio insistere, ma so cosa succederebbe se lo facessi. “Sei incredibilmente sexy con la mia maglia.” Tuba nel mio orecchio. Colpisce leggermente la mia testa con la sua e porta le labbra sulla mia pelle. Realizzo che mi ha portato la maglietta che indossava ieri e questo è il motivo per cui il suo odore è così forte nel tessuto. I miei occhi si chiudono in risposta alle sue labbra piene che avvolgono il mio lobo, tirando gentilmente. Riesco a sentirlo indurirsi contro di me, facendomi sentire come assonnata, in un modo incredibile. L’umore di Harry cambia così velocemente, ma questo cambiamento d’umore è uno che mi piace parecchio. “Harry.” Cinguetto e lui ridacchia contro la mia pelle. La sua mano scende sul mio corpo, porta il pollice lungo l’elastico del pigiama fin troppo grande per me. Il mio battito inizia a velocizzarsi e sussulto appena la sua mano scivola nei pantaloni. Ha sempre lo stesso effetto su di me, nel giro di secondi, mi sento allagare le mutandine. L’altra mano si chiude sul mio seno e sibila mentre muove il pollice sul mio capezzolo sensibile, rendendomi felice di aver deciso di non indossare il reggiseno. “Non ne ho mai abbastanza di te, Tess.” La sua voce rauca è anche più profonda quando è eccitato. La sua mano si chiude a coppa sulle mie mutandine e mi tira il più vicino possibile a lui. La sua erezione premuta contro di me. Abbasso il braccio e gli prendo la mano, togliendola dai miei pantaloni. Quando mi giro per guardarlo, ha le sopracciglia aggrottate. “Io.. io voglio fare qualcosa per te.” Sussurro lentamente, imbarazzata. Un sorriso sostituisce il cipiglio e mi prende il mento tra le dita, costringendomi a guardarlo. “Cosa vuoi fare?” Indaga. Non lo so esattamente, voglio solo farlo sentire bene quanto lui fa con me. Voglio vederlo perdere il controllo come lo scorso fine settimana, nella stessa stanza. “Non lo so.. cosa vuoi che faccia?” La mia mancanza di esperienza è evidente nella mia voce. Harry prende le mie mani nelle sue e le fa scivolare sul rigonfiamento nei suoi pantaloni. “Voglio davvero sentire le tue labbra piene avvolte intorno a me.” Sussulto alle sue parole, e sento la pressione tra le mie cosce. “E’ qualcosa che vuoi?” Mi chiede, le sue mani si muovono in circolo sul suo cavallo. I suoi occhi mi guardano, valutando la mia reazione. Annuisco e deglutisco, guadagnandomi un suo sorriso. Si siede e mi tira perché lo segua. Nervosismo e voglia inondano il mio corpo. Il forte tintinnio del suo telefono fa eco nella stanza e lui emette un verso di lamento prima di strapparlo dal tavolo. Guarda lo schermo e sospira. “Torno subito.” Mi informa e sparisce dalla stanza. Torna qualche minuto dopo e il suo umore è cambiato ancora una volta. “Karen sta preparando la colazione, ha quasi finito.” Apre il comò e prende una t-shirt. Se la infila dalla testa senza guardare nella mia direzione. “Okay.” Mi alzo e avanzo verso la porta. Devo tornare in camera mia e mettere un reggiseno. “Ci vediamo giù.” Il suo tono inespressivo. Ingoio il nodo che mi sta stringendo la gola. L’Harry controllato è l’Harry che meno preferisco, anche meno dell’Harry arrabbiato. Annuisco e attraverso il corridoio. Perché non può restare di buon umore? Sento l’odore di bacon da sopra e il mio stomaco brontola. Chi ha chiamato Harry e perché l’ha fatto tornare in camera così distante? Indosso il reggiseno e tiro il laccetto dei pantaloni quanto più stretto possibile. Medito se rimettere il vestito, ma non voglio davvero stare scomoda così presto di mattina. I piedi mi portano al grande specchio sul muro, faccio scorrere le dita tra i miei capelli indisciplinati e cerco di strofinare via il sonno dagli occhi. Appena chiudo la porta della mia stanza, Harry apre la sua. Invece di guardare lui, mi concentro sulla carta da parati e avanzo nel corridoio. Posso sentire i suoi passi dietro di me, quando raggiungo le scale, avvolge una mano intorno al mio gomito, tirandomi gentilmente. “Che c’è che non va?” Mi chiede. Preoccupazione sembra offuscare il suo viso. “Niente, Harry.” Scatto. Sono più che emotiva e non ho neanche ancora fatto colazione. “Dimmelo.” Mi ordina, abbassa la testa, così che il suo viso sia in piena vista. Mi arrendo. “Chi ti ha chiamato?” “Nessuno.” Mente. “Era Molly?” Non voglio sapere la risposta. Non dice nulla, la sua espressione mi fa capire che ho ragione. Ha lasciato la stanza mentre stavo per.. fargli quella cosa.. per rispondere a una chiamata da Molly? Dovrei essere più sorpresa di quanto sono. “Tessa, non è..” Inizia. Tiro il braccio dalla sua presa e lui serra la mascella. “Ehi, ragazzi.” Liam appare nel corridoio e io sorrido. I suoi capelli sono leggermente alzati e indossa dei semplici pantaloni simili ai miei. E’ adorabile e insonnolito. Supero Harry e vado verso Liam. MI rifiuto di lasciar sapere ad Harry quanto mi imbarazzi e mi ferisca il fatto che abbia risposto alla chiamata di Molly mentre era con me. “Come hai dormito?” Mi chiede Liam e lo seguo lungo le scale, lasciando un Harry frustrato a sé stesso. Karen si è impegnata tantissimo per la colazione, sapevo che l’avrebbe fatto. Harry si unisce a noi al tavolo, qualche minuto dopo. Decido per le uova, bacon, toast e waffle e qualche chicco d’uva per riempire il mio piatto. “Grazie mille per averci preparato la colazione.” Dico a Karen per me ed Harry. So che Harry non si disturberà a ringraziarla. “E’ un piacere, cara, come hai dormito? Spero che la tempesta non ti abbia tenuta sveglia.” Sorride. Harry si irrigidisce di fianco a me, deve essere preoccupato che dirò del suo incubo. Ormai dovrebbe sapere che non lo farei mai. “Ho dormito meravigliosamente in realtà, di sicuro non mi è mancato il letto della mia stanza.” Rido e tutti si uniscono, tranne Harry ovviamente. Prende un sorso del suo succo all’arancia e tiene gli occhi fissi sul muro. Chiacchiere da colazione riempiono la stanza mentre Ken e Liam parlano scherzosamente di una partita di calcio. “Se non ti dispiace che chieda, è una serra nel giardino sul retro?” Chiedo a Karen e l’aiuto ancora una volta a pulire la cucina. Harry mi sorprende torreggiando all’entrata, senza offrirsi di aiutare ovviamente, solo guardandomi. “Sì, esatto. Non me ne sono occupata molto quest’anno, ma amo assolutamente il giardinaggio. Avresti dovuto vederla la scorsa estate.” Sorride. “A te piace il giardinaggio?” “Oh, sì, anche mia mamma ha una serra ed è dove passavo gran parte del mio tempo libero da piccola.” “Davvero? Beh, magari se voi due venite più spesso, potremmo fare qualcosa con la mia.” Mi offre. E’ così gentile, e amorevole. Tutto quello che vorrei da una madre. “Sarebbe bello.” Sorrido e Harry si schiarisce la gola. Ci giriamo entrambe a guardarlo. “Dovremmo andare.” Dice Harry e io mi acciglio. Sapevo che il mio tempo qui sarebbe finito, ma è stata proprio una bella deviazione dalla mia vita normale, niente liste, niente sveglie, niente obblighi. Non sono pronta perché finisca. Sparisce e torna qualche minuto dopo con i miei vestiti e la mia borsa nelle mani, prendendo le Toms dalla borsa. E’ un po’ sconfortante che abbia frugato tra le mie cose, ma ci passo sopra. Salutiamo tutti e abbraccio Karen e Ken mentre Harry aspetta impaziente vicino la porta. Prometto loro che tornerò presto, sperando che diventi realtà.
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