After

Tessa Young è una studentessa diciottenne al college, con una vita semplice, voti eccellenti e un dolce fidanzato. Pianifica sempre le cose prima del tempo, finché non incontra un ragazzo scortese di nome Harry, con troppi tatuaggi e piercing, il quale distrugge i suoi piani.

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51. Capitolo 51.

Mi affretto verso la porta sul retro per trovare Harry. Ha ribaltato il tavolo nel patio e sta camminando avanti e indietro sul ponte. Non so se posso fare qualcosa, ma preferisco stare qui con Harry, piuttosto che nella sala da pranzo dopo il suo sfogo. Mi sento comunque responsabile per tutta questa cosa perché sono stata io ad accettare di venire, quando Harry non voleva.
Harry mi lancia un’occhiata infastidita appena mi avvicino, e mi da le spalle.
“Harry..”
“No, Tessa, no. So cosa hai intenzione di dire. Mi vuoi dire che devo tornare dentro a scusarmi con loro. Non esiste al mondo che faccia una cosa del genere, quindi non sprecare fiato! Perché non torni dentro a goderti la cena e mi lasci in pace?!” Sputa.
“Non voglio tornare dentro.” E’ tutto ciò che riesco a dire.
“Perché no? Ti adatti perfettamente con le loro personalità moraliste e noiose.”
Ahia. Perché sono di nuovo qui? Oh, sì, giusto, per essere il sacco da boxe di Harry.
“Sai una cosa? Va bene! Me ne vado, non so perché non posso smettere e basta di provare con te!” Urlo. Spero non possano sentirmi da dentro.
“Neanche io! Non riesci a capire i suggerimenti, immagino.” Appena le parole lasciano la sua bocca, sento il nodo crescere in gola.
“Il suggerimento è stato ben compreso.” Cerco di ingoiare il bruciore a causa delle sue parole, ma è quasi impossibile. Guardo Harry, e i suoi occhi freddi incontrano i miei.
“Questo è? Questa è la tua difesa?” Ride e scuote la testa.
“Non meriti un secondo di più del mio tempo. Non meriti neanche che ti parli, o che quelle persone carine lì dentro passino il loro tempo a preparare una cena che poi tu rovini! Questo è quello che fai, rovini le cose, tutto! E sono stufa di essere una di queste cose!” Grido.
Le lacrime mi inondano la faccia, mentre Harry fa un passo verso di me. Indietreggio, ma i miei piedi non sono d’accordo e ci inciampo sopra. Harry allunga la mano per aiutarmi, ma io invece afferro la ringhiera. Non voglio o necessito il suo aiuto.
“Hai ragione.” Sembra esausto.
Cosa?
“So che ce l’ho.” Gli do di nuovo le spalle.
Fa strisciare la sua mano intorno al mio polso e mi attira al suo petto. Mi appoggio a lui senza esitare, voglio toccarlo così tanto, ma so che non devo. Posso sentire i colpi del mio cuore, rapidi sotto il petto. Mi chiedo se possa sentirli anche lui, o sentire il battito del mio polso sotto la sua presa. I suoi occhi sono pieni di rabbia e so che i miei li rispecchiano.
Non ho nessun avvertimento prima che le sue labbra si scontrino con le mie, la forza della sua bocca è quasi dolorosa. L’azione piena di disperazione e brama che sono persa. Persa in Harry. Persa nel sapore salato delle mie lacrime sulle nostre labbra, persa nelle sue dita infilate tra i miei capelli. Muove le mani dai miei capelli alla mia vita e mi alza sulla ringhiera. Divido le gambe e lui si sposta tra loro, senza mai perdere il contatto con la mia bocca. Siamo tutti calore e ansimi, aggrovigliati l’uno nell’altra. Gli graffio il labbro inferiore con i denti, facendolo gemere e tirarmi ancora più vicino.
La porta sul retro fa rumore aprendosi, spezzando l’incantesimo. Sono inorridita appena gli occhi dolci di Liam incontrano i miei. La sua faccia rossa, gli occhi spalancati. Spingo via Harry da me e salto giù dalla ringhiera, aggiustandomi il vestito appena i piedi toccano il ponte.
“Liam, io..” Inizio. Alza la mano per zittirmi e viene verso di noi. Il respiro di Harry è così alto che giuro che fa eco tra la casa e gli alberi. Le guance infiammate, gli occhi furiosi.
“Non capisco? Pensavo che vi odiaste, ed eccovi qui.. tu hai un fidanzato, Tessa, non pensavo fossi così.” Dice. Le sue parole sono dure, ma il suo tono dolce.
“Non lo sono.. non so cos’è questo.” Faccio cenno tra me e Harry. Harry resta in silenzio, cosa per la quale gli sono grata.
“Noah lo sa, beh, di prima. Te l’avrei detto, solo che non voglio che pensi in modo diverso di me.” Mi difendo.
“Non so cosa pensare..” Dice Liam e torna dentro. Come in un film, il forte rumore di un tuono irrompe nell’aria.
“Sembra che verrà una tempesta.” Dice Harry, i suoi occhi studiano l’oscuramento del cielo. Nonostante la sua apparenza infiammata, la voce è calma.
“Una tempesta? Liam ci ha appena beccati a.. baciarci.” Dico e sento il fuoco tra noi spegnersi lentamente.
“Starà bene.” Mi dice Harry.
Lo guardo, aspettandomi di vedere un’espressione compiaciuta, ma non c’è. Mi mette una mano sulla schiena e la strofina gentilmente. Il fuoco si accende di nuovo. Sto ancora vacillando dal bacio, ora mi conforta? Non riesco a decidere quale è più sconvolgente. 
“Vuoi tornare dentro o vuoi che ti porti a casa?” Mi chiede. E’ sbalorditivo come il suo umore può cambiare da arrabbiato a lussurioso a calmo.
“Vorrei andare dentro e finire la cena, tu cosa vuoi fare?”
“Penso che possiamo tornare dentro, il cibo è abbastanza buono.” Sorride e io ridacchio.
“E’ un suono adorabile.” Mi dice e incontro il suo sguardo.
“Sei di umore molto migliore.” Dico e lui sorride di nuovo.
“Non lo capisco neanche io.” Dice, strofinandosi il collo come fa sempre.
Quindi è confuso proprio come me? Vorrei che i miei sentimenti per lui non fossero così forti, così potrei affrontarlo molto meglio. Quando dice cose del genere, fa in modo che mi importi di lui ancora di più. Vorrei solo che provasse le stesse cose, ma sono stata avvertita da Steph e Harry stesso che questo non succederà mai. Mi ricordo quando mi disse che non sono il suo tipo, mi ferì un po’ allora, ma non lo consideravo neanche io il mio tipo, quindi non mi importava. Peccato non sapessi che mi avrebbe sollevata sulla ringhiera di un ponte baciandomi, meno di un mese dopo.
Si sente un altro tuono e Harry mi prende la mano. “Andiamo dentro prima che piova.”
Annuisco e apre la porta, guidandomi dentro. Non rimuove la sua mano dalla mia quando torniamo nella sala da pranzo. Gli occhi di Liam guizzano verso le nostre mani, ma non dice nulla. Per quanto non voglia che Liam lo veda, amo la sensazione che mi da la mano di Harry sulla mia. La amo troppo per allontanarla. Liam si riconcentra sul suo piatto, mentre ci sediamo. Harry mi lascia la mano troppo presto e guarda suo padre e Karen.
“Mi dispiace per avervi urlato contro in quel modo.” Borbotta.
La sorpresa è evidente sul volto di tutti e Harry abbassa lo sguardo sul tavolo.
“Spero di non aver rovinato la cena in cui avete messo così tanti sforzi.” Continua. Non posso evitarlo, allungo il braccio e metto la mia mano su quella di Harry, stringendola un po’.
“Va bene, Harry, capiamo. Non lasciamo che la serata sia rovinata, possiamo continuare a goderci la cena.” Karen sorride e Harry la guarda. Le rivolge un piccolo sorriso, che so gli richiede molto sforzo. Ken non dice niente, ma annuisce verso Harry come per dire “va bene”.
Allontano lentamente la mano, ma Harry allaccia le dita con le mie e mi guarda di lato. Spero di non avere l’espressione stordita che sento dentro. Per quella che sembra la prima volta nella mia vita, non penso troppo al perché sto tenendo la mano di Harry sotto al tavolo durante una cena con la sua famiglia, mentre frequento Noah. La cena continua bene, ma mi ritrovo un po’ più intimidita da Ken ora che so che è il cancelliere della WSU. E’ una cosa enorme. Ken ci dice di quando si è trasferito dall’Inghilterra, e quanto ama l’America, Washington in particolare. Harry continua a tenermi la mano, mentre entrambi facciamo fatica a mangiare usando una sola mano, ma a nessuno dei due sembra importare.
“Il tempo potrebbe essere migliore, ma è bello.” Medita e io annuisco in accordo.
“Quali sono i tuoi piani dopo il college?” Mi chiede Karen, appena tutti finiscono di mangiare.
“Mi trasferirò a Seattle e spero di lavorare nel campo dell’editoria mentre lavoro al mio primo libro.” Dico con sicurezza.
“Editoria? Hai qualche casa in mente?” Parla Ken.
“Non esattamente, prenderò qualsiasi opportunità che arriva per entrarci.”
“E’ grandioso, guarda caso, ho delle buone connessioni alla Vance, ne hai sentito parlare?” MI chiede e guardo Harry. Mi aveva detto di conoscere qualcuno alla Vance prima.
“Sì, ho sentito grandi cose al riguardo.” Sorrido.
“Posso fare una telefonata per te, se ti fa piacere, sarebbe una grande opportunità per te e sembri una giovane donna davvero brillante, mi piacerebbe moltissimo aiutarti.” Si offre e tolgo la mano da quella di Harry per mettermele entrambe sotto il mento.
“Davvero? Sarebbe così gentile da parte sua! Lo apprezzo davvero.” Gli dico e rimetto la mano sotto il tavolo, ma Harry sposta la sua. Beh, non è durata molto.
Ken mi dice che chiamerà chiunque sia che conosce lunedì e lo ringrazio ripetutamente. Mi assicura che non è niente e che adora aiutare ogni volta che può. Harry si scusa quando Karen si alza e inizia a sparecchiare, decido di non seguirlo stavolta.
“Posso aiutare?” Chiedo a Karen e mi sorride in apprezzamento.
“Sarebbe bello.” Si illumina e l’aiuto a sparecchiare. Carico la lavastoviglie mentre lei lava i grandi piatti da portata che non possono essere messi in lavastoviglie. Vorrei davvero che Harry non le avesse distrutta una grande quantità di piatti, sa essere così crudele.
“Se non ti dispiace che chieda, da quanto tempo tu ed Harry vi vedete?” Arrossisco alla sua domanda, ma le rivolgo un sorriso caldo.
“Beh, ci conosciamo solo da circa un mese, è amico della mia compagna di stanza.” Non le ho esattamente detto che non ci frequentiamo, ho solo schivato la domanda.
“Abbiamo incontrato solo pochi degli amici di Harry, tu sei.. beh, sei diversa da quelli in cui mi sono imbattuta.” Sta cercando di dire che non sono tatuata e bucata con dei piercing come loro, ma è troppo educata per dirlo apertamente.
“Sì, Harry ed io siamo molto diversi.” Le dico. Lo intendo in più modi di quanti lei possa immaginare.
Dei lampi illuminano il cielo e la pioggia inizia a battere contro le finestre.
“Wow, sta davvero diluviando lì fuori.” Dice e tira la piccola finestra sul lavello per chiuderla.
“Harry non è male come sembra.” Mi dice e non posso fare a meno di ridere. Non riesco neanche ad immaginare le cose terribili che le ha detto da quando si sono incontrati e sono ben consapevole del fatto che le ha distrutto i piatti.
“E’ solo ferito, mi piace pensare che non sarà sempre così. Devo dire che ero molto sorpresa che fosse venuto, e posso solo credere che è la tua influenza su di lui.”
Mi coglie di sorpresa quando avvolge le sue braccia intorno a me e mi tira in un abbraccio. Insicura su cosa dire, ricambio l’abbraccio e lei si allontana, ma tiene le sue mani con le unghie perfettamente curate, sulle mie spalle.
“Davvero, grazie.” Dice di nuovo e toglie le mani.
Si asciuga gli occhi e torna a lavare i piatti. E’ troppo carina perché io riesca a dirle che non ho nessuna influenza su Harry. E’ venuto stasera solo perché l’ho fatto io, e voleva infastidirmi. Dopo aver finito di caricare la lavastoviglie, fisso fuori dalla finestra guardando le gocce di pioggia scendere lungo la finestra. E’ notevole che Harry che odia tutti, a parte sé stesso e forse sua madre, abbia tutte queste persone che gli vogliono bene, ma lui rifiuta di lasciare sé stesso voler loro bene. E’ fortunato ad averli, averci. So che sono una di queste persone, farei qualsiasi cosa per Harry, anche se lo negherei davanti a lui, so che è vero. Io non ho nessuno, a parte Noah e mia mamma e a loro due insieme non importa di me quanto a quella che sarà presto la matrigna di Harry, importa di lui.
“Vado a controllare Ken, fa’ come se fossi a casa tua, cara.” Mi dice Karen. Annuisco e decido di andare a cercare Harry, o Liam, quale dei due vedo prima.
Liam è introvabile al piano di sotto, quindi vado sopra, in camera di Harry. Spero sia lì, altrimenti dovrò andarmi a sedere giù da sola. Abbasso la maniglia, ma la porta non si smuove. Si è chiuso a chiave.
“Harry?” Cerco di parlare a bassa voce, in modo che nessuno mi senta. Busso contro la porta, ma non sento niente. Proprio appena mi giro, la porta emette un rumore e si apre.
“Posso entrare?” Gli chiedo e lui annuisce e apre abbastanza la porta da farmi entrare. C’è un po’ di vento nella stanza e posso sentire il profumo fresco della pioggia entrare attraverso la finestra. Va verso la panchina sotto la finestra e si siede alzando le ginocchia. Fissa fuori dalla finestra, ma non mi dice una parola. Mi siedo di fronte ad Harry e aspetto mentre il costante battere della pioggia, crea un ritmo calmante.
“Cosa è successo?” Chiedo in fine. Mi guarda con un’espressione confusa.
“Intendo giù, mi stavi tenendo la mano e poi.. ti sei scostato?” Sono imbarazzata dalla disperazione nella mia voce. Sembro troppo bisognosa, ma le parole sono già state dette.
“Non vuoi che accetti lo stage per qualche ragione? Ti eri offerto di aiutarmi prima?” Domando.
“E’ proprio questo, Tessa, io voglio essere quello che ti aiuta, non lui.” Dice.
“Perché? Non è una competizione, e tu sei stato quello che me l’ha offerto per primo, quindi grazie.” Cerco di alleviare il suo stress, anche se non capisco perché importi.
Sospira esasperato e si stringe le ginocchia. Il silenzio regna su di noi mentre entrambi fissiamo fuori dalla finestra. Il vento è aumentato, facendo oscillare gli alberi avanti e indietro e i lampi sono più frequenti adesso.
“Vuoi che me ne vada adesso? Posso chiamare Steph e vedere se Tristan può passarmi a prendere?” Sussurro. Non voglio andarmene, ma devo alla fine, e starmene seduta in silenzio con Harry, mi sta facendo impazzire.
“Andartene? Come fai a capire che voglio tu te ne vada dal fatto che voglio aiutarti?” Alza la voce.
“Non lo so, non mi stai parlando e la tempesta sta peggiorando..” Farfuglio.
“Sei esasperante, assolutamente esasperante, Theresa.”
“Come?” Squittisco.
“Cerco di dirti che.. che voglio aiutarti e ti tengo la mano, ma non cambia niente.. continui a non capire. Non so cos’altro fare.” Si mette la faccia tra le mani. Non può intendere quello che penso intenda?
“Capire cosa? Non capisco cosa, Harry?”
“Che ti voglio. Più di quanto abbia mai voluto qualcuno o qualcosa in tutta la mia vita.” Distoglie lo sguardo da me.
Il mio stomaco si rivolta su e giù e la testa inizia a girarmi. L’aria intorno a noi è cambiata di nuovo. L’ammissione inaspettata di Harry mi ha colpita forte, lo voglio anche io. Più di qualsiasi cosa, non nello stesso modo, ne sono certa, ma lo voglio. Più di qualsiasi cosa.
“So che tu non.. non ti senti allo stesso modo, ma io..” Inizia e stavolta sono io ad interromperlo.
Gli sposto le mani dalle ginocchia e le tiro, portandolo verso di me. E’ sopra di me, l’incertezza chiara nei suoi occhi verdi. Aggancio le dita nel colletto della sua maglia e lo tiro verso di me. Appoggia il ginocchio tra le mie cosce sulla panchina e io guardo in alto verso di lui. Mi aspettavo mi avrebbe baciato ormai.
“Baciami.” Lo supplico e lui muove la testa più vicino. Appoggiandomi a lui, porta un braccio dietro la mia schiena e mi giuda giù, in modo che la mia schiena sia completamente stesa sulla panchina imbottita. Apro le gambe per lui, per la seconda volta oggi, e si stende tra loro. Il suo viso a centimetri dal mio quando alzo la testa per baciarlo, non posso più aspettare. Appena le nostre labbra si sfiorano, si allontana gentilmente, fruga la testa nel mio collo, lasciandoci un piccolo bacio, poi lentamente riporta le labbra sulle mie. Mi bacia l’angolo della bocca, poi la mascella, mandandomi brividi di piacere per tutto il corpo. Le sue labbra si appoggiano di nuovo sulle mie e fa scorrere la lingua sul mio labbro inferiore prima di chiudere le sue labbra intorno alle mie e aprirle di nuovo. Il bacio è gentile e lento, mentre avvolge la sua lingua intorno alla mia. Appoggia una mano sul mio fianco, impugnando la stoffa del mio vestito dove si è arrotolato sulle cosce. L’altra mano mi accarezza la guancia mentre mi bacia, avvolgo le braccia intorno alla sua schiena, abbracciandolo stretto. Ogni fibra del mio corpo, vuole mordergli il labbro, togliergli la maglia, ma il modo dolce e gentile in cui mi sta baciando, è anche meglio del solito fuoco.

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